Mi è semblato di vedele un gatto...

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Da oggi, in fondo ai post campeggia un bel bottone per il tweeting (si dirà così?).

Ok, ora che abbiamo appurato che non ve ne frega niente, sto più tranquillo... Winking

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Mr.Frost

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Fini: dalle parole ai fatti?

Fini_Mirabello

Aspettavo con ansia il discorso di Gianfranco Fini di stasera.

Non voto AN, non voto a destra, e perciò a maggior ragione sento la necessità di avere un interlocutore politico e parlamentare al mio schieramento che sia perlomeno decente.

Parrebbe, a sentire l’intervento del Presidente della Camera, che lo si sia trovato.

Un discorso di ampio respiro, con temi forti, argomentazioni quasi sempre inappuntabili, doverosi mea culpa e orgogliose rivendicazioni della propria storia e del proprio percorso ( almeno per ciò che riguarda la parte indipendente, in senso lato, dal Popolo Della Libertà e dal Berlusconismo “spinto” ).

La legge elettorale? Va cambiata.
Il lavoro? E’ un problema, e le soluzioni “provvidenziali” del capo del Governo lasciano il tempo che trovano.
La giustizia? Va riformata, ma non stravolta nelle proprie radici e nei princìpi basilari per l’interesse di pochi (o di uno).

Manganellate un po’ per tutti: per Ghedini, definito un “dottor stranamore” che ha l’unico compito di trovare un modo per mettere a riparo B. dai suoi guai giudiziari costi quel che costi; per Feltri e per l’apparato di propaganda e diffamazione messo in campo da B.; per chi, secondo Fini, avrebbe tradito il patto con gli elettori del centrodestra; per chi non considera l’opposizione come un necessario, democratico contraltare, ma come un gruppo di “nemici”.

Insomma, folgorato sulla via del Futuro e della Libertà, il presidente Fini scopre di colpo che il governo che ha sostenuto per due anni (e della cui maggioranza di riferimento fa parte ormai da più di 15) fa decisamente schifo.

Stupefacente, vero?

Insomma, venire travolti così di colpo dalla coscienza di problemi quali l’equità del sistema giudiziario, la necessità del rispetto delle regole comuni democratiche, la crisi economica e del lavoro, la dignità dei tanti cittadini onesti sistematicamente e quotidianamente umiliati dai “furbi” impuniti, dev’essere un’esperienza che sfiora l’estasi di Santa Teresa.

Ed ecco allora ricomparire temi e proposte quali il codice etico per i pubblici dipendenti, la tutela dell’occupazione (specialmente giovanile, ma non solo), la discussione sugli argomenti importanti per il paese senza la necessità e la volontà pervicace di andare al muro contro muro, ecc.

Ohè, non è che ai folgorati si possa richiedere anche l’originalità.
E’ già una faticaccia essere illuminati, che diamine.

Attenzione. Non si sta parlando di un compagno Fini. Tuttaltro.
Le cose dette dal Presidente della Camera sono di una normalità politica imbarazzante. E’ che non ci siamo più abituati, alla normalità.

Resta un piccolo dettaglio da chiarire: occorrerà verificare come i parlamentari di FLI metteranno in pratica quella che vorrebbe essere una svolta politica nell’atteggiamento della destra italiana.

Perchè tra il dire e il fare, stavolta potrebbe esserci molto più di quanto l’antico proverbio suggerisca.

P.S. Nota di merito al TG de La7 versione Mentana, che ha dato copertura integrale all’intervento del presidente Fini. Se sarà ripagato dall’audience per aver impostato e mantenuto una “linea giornalistica” come questa, “normale” ma rara nel nostro paese, se lo sarà meritato in pieno.

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Mr.Frost
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(Slowly) Coming Back...

Sono ancora vivo, ok? Winking

E il periodo pare propizio per rimettersi a scribacchiare.

Abbiate Fede. (non troppo, però, ché sennò vi viene l’ulcera...)

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Mr.Frost
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Tre passi nel delirio...

Jail-Bars-and-Cuffs

Ecco, questa è una brutta notizia. Pessima, direi.

“Perchè?” si chiederà qualcuno (anche se penso nessuno tra i lettori di questo blog...): “in fin dei conti, è stato punito un atto detestabile, concentrato di stupidità, crudeltà ed ignoranza, lesivo della dignità umana e di valori fondamentali (o che dovrebbero essere tali) quali solidarietà, comprensione, rispetto per il prossimo, apertura nei confronti del “diverso” (in senso molto lato, chiaro)”.

Pienamente d’accordo, se non fosse per un piccolo dettaglio.

A mio avviso, non sono stati puniti i colpevoli.

Mi spiego meglio: Facebook “ospita” una pagina che inneggia ad uccidere un leader politico, oppure una che (lo schifo trionfa) propone “simpatiche” soluzioni, degne del peggior gerarca nazista, per “risolvere il problema” dei bambini affetti da Sindrome di Down.

Soluzione? Cancellare le pagine “incriminate”, qualche ora (sarcasmo puro, sia chiaro) di pubblica riprovazione per questi poveri idioti (qui nessun sarcasmo), purtroppo incredibilmente difficili da identificare, e sperare che la cosa si ripeta il meno frequentemente possibile.

Altro esempio, teorico e volutamente “estremo”: tre tizi salgono in macchina per andare a rapinare una banca, lungo la strada fanno benzina in previsione della fuga, poi portano a termine la loro azione criminale con successo.

Soluzione? Si investiga, li si cerca, trova, processa e, prove permettendo, condanna per i reati commessi.

Tutto questo, oltre a soddisfare un senso di giustizia piuttosto “elementare” ( non nel senso negativo del termine, tutt’altro..), assicura che venga rispettato un articoletto di una certa leggina...

Art. 27.1: "La responsabilità penale è personale." - Costituzione della Repubblica italiana

Nel caso di “oggi” di Google, purtroppo, non riesco a togliermi dalla testa l’idea che si sia colpito, anziché il gruppo di rapinatori, il benzinaio.

La “censura” preventiva dei video su Google, YouTube o qualsiasi altra piattaforma di simili dimensioni è praticamente inattuabile: decine di migliaia di upload giornalieri non sono controllabili umanamente, e non esiste macchina abbastanza furba da fare questo tipo di lavoro.

Il controllo a posteriori, per lo stesso motivo (numero di video), è altrettanto improponibile.

L’unica soluzione, parziale, inaffidabile, incompleta, ma “funzionante” è costituita dai feedback degli utenti sui video caricati.

Ma anche questa presenta diversi problemi; il primo che mi viene in mente? eccolo: siamo sicuri che i report di “contenuto inappropriato” siano tutti veritieri?

Date un’occhiata ai commenti sui video “controversi” di YouTube e capirete di cosa parlo.

Insomma: perché, ancora una volta come già accaduto in passato, si colpisce il mezzo e non l’autore? In questo caso, poi, l’assurdità è ancora più palese. Non dico sia facile identificare i poveri idioti di cui sopra, probabilmente è ancora più difficile provarne le responsabilità, ma diamine: sarà ben più agevole che svolgere un’indagine globale sui seeders in lingua inglese delle copie pirata di Avatar presenti sulla baia, o no?

La risposta che mi viene in mente, al solito piuttosto cupa (ma non sono pessimista, giuro: lo fossi, sarei già passato alle “vie di fatto” ), è che “paga di più”. In termini mediatici, in termini di “un colpevole purché uno”, in termini di soddisfazione della peraltro giusta indignazione montante attorno ad una vicenda triste e squallida come questa.

Ma ancora una volta, colpire un bersaglio sbagliato fa danni enormemente più elevati che no colpirne alcuno.

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Mr.Frost
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Home Alone...

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Twitter. Facebook. Google Buzz. LinkedIn. Eccetera, eccetera, eccetera.

Dedicato a tutti quelli che se non aggiornano lo status almeno sei volte all’ora si sentono “fuori dal tempo”.

Il problema, come sempre, è cosa si scrive nel proprio status update; un 22enne olandese, Frank Groeneveld, si è posto il problema in questione, e la risposta deve averlo inquietato un bel po’. Almeno abbastanza da costruirci sopra un sito, PleaseRobMe.com, che raccoglie informazioni da Twitter e mette in rilievo con impressionante chiarezza un problema grave nell’uso dei social network da parte della “massa”: ci sono milioni di utenti che non pensano assolutamente a ciò che postano.

Un esempio? Tipico aggiornamento di status adolescenziale: “Oggi si parteeeeee! (le “e” multiple sono obbligatorie Winking ) Quattro giorni in montagna con Pinco, Pallo, Sempronio e Giggi!”.

Traduzione? “Signori, campo libero da qua a Venerdì! Datevi alla pazza gioia, la mia casetta è a disposizione...”.

Insomma, se un tempo il massimo della sciagura era lasciare porte o finestre aperte, ora la superficialità umana ha trovato nuovi, devastanti modi per far danni.

Ancora una volta, si pone il problema dell’uso delle tecnologie, anche (e soprattutto, direi...) di quelle apparentemente più innocue.

Un’ultima riflessione: chissà quanti di quelli che usano in questo modo scriteriato (o in altri modi ugualmente stupidi) i servizi suddetti o loro equivalenti appartengono alle vaste schiere dei “paladini della privacy”. Un desiderio (ma forse pretesa è più corretto, come termine) di protezione dell’intimità e dei dati personali “a corrente alternata” che lascia davvero perplessi...

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. Mi sono reso conto ora che questo è il primo post dell’anno. Pigrizia assoluta, solita carenza di tempo ecc. ecc. ecc. ... Tutto vero, lo giuro. Ma scusate comunque. Winking

P.P.S. L’immagine è un “taglio” di un (a mio avviso) meraviglioso sfondo che potete trovare qui.
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