Disagi & Disagi

juno

Si è pronunciata spesso la parola “disagio”, in questi anni. Spesso associata semiautomaticamente alle parole “giovani”, “gioventù”, “ragazzi” e affini.

Ora, in virtù di questo capzioso martellamento mediatico (ché mai nessuno mi convincerà che esista un martellamento mediatico privo di secondi e terzi e quarti fini, dunque capzioso...), siamo familiari alle “manifestazioni” di questo disagio: violenza, consumo di droga, depressione, bullismo...ogni atteggiamento “degenere” ci viene sistematicamente e ciclicamente propinato come “figlio” di questo onnipresente disagio...

Alla collezione sembra aggiungersi a pieno titolo l’inquietante aumento del numero di suicidi in un paesino gallese, Bridgend, che ha visto negli ultimi 18 mesi ben 22 giovani tra i 15 ed i 27 anni (cribbio, da ieri non faccio più parte dei “giovani”, neppure secondo le discutibili definizioni allargate dei media...) togliersi la vita.

A parte i folcloristici soprannomi, dati più che altro per ampliare l’effetto mediatico del fenomeno, tipo “Death Town” (che sembra più il titolo di un album degli Avenged Sevenfold, che un terribile marchio di morte e disperazione...), le coincidenze, ché fino a prova contraria di ciò si tratta, sono quantomeno singolari.

Non che non ci siano casi, diciamo così, illustri di “suicidi di massa concordati”: il Giappone ne ha conosciuti parecchi, ed è una “pratica” tristemente diffusa tra gli adolescenti del Sol Levante, facilitata ed “amplificata” nei suoi efetti dalla capillare diffusione di Internet, che tramite social network consente “coordinamenti” a grande distanza, anche da un estremo all’altro del paese.
Senza contare quelli conseguenza dell’adesione a qualche setta millenaristica, che come tutte le buone sette di tal genere, possedendo la verità rivelata, preferisce anziché diffonderla che i propri adepti si ammazzino in massa tipo Lemmings (i roditori, non il gioco...).

Il fatto interessante è che, nel caso di Bridgend, almeno qualcuno si è UFFICIALMENTE chiesto se per caso il tutto non fosse stato gonfiato dai media alla ricerca dello scoop di più classico tipo, quello morboso.
Il finto fenomeno, montato come panna dai quotidiani, avrebbe dunque attirato e spinto all’emulazione anche chi magari era solo un po’ debole di volontà, ed avrebbe portato a ravvisare in episodi separati e solo casualmente vicini nel tempo, legami misteriosi ed oscuri.

Ovviamente, l’inchiesta ha avuto esito negativo, ma ritego che il porsi il problema sia già un passo avanti; non voler considerare, in quella che viene definita costantemente “società dell’informazione”, il peso e l’influenza dei media sulla vita delle persone, sa di atteggiamento che oscilla tra la miopia profonda e la malafede...

Passando ad un altro tipo (tutt’altro tipo?) di “disagio”: a Gloucester, una cittadina del Massachusetts vicino a Salem (sì, proprio la Salem delle “streghe”...), si è verificato quello che pare essere un primo ed unico caso (questo sì...) di “gravidanza minorile singola volontaria”.
Diciassette ragazze tra 15 e 16 anni pare abbiano stipulato un vero e proprio “patto” tra di loro per rimanere incinte.

Le ipotesi, esclusa quella della “suggestione demoniaca” (oddìo, visto il posto, sono più che sicuro che qualcuno avrà formulato anche quella...), sono parecchie: movimento spontaneo “antiabortista” (i movimenti “antiabortisti ufficiali” hanno già eletto il fenomeno, le ragazze protagoniste e tutto il resto a “spot per la vita”, che è come dire spot per se stessi), protesta contro il martellamento (un altro, che combinazione, eh?) di campagne per la castità, notevolmente aumentate in numero e “virulenza” sotto la doppia presidenza Bush, fenomeno di emulazione (c’è chi ha tirato i ballo recenti film di buon successo come “Juno”, dimenticandosi però che lì la scelta di non abortire era successiva ad una gravidanza indesiderata...).

Insomma, facendo il paio con l’isteria prevedibile del “puritanisssimo” New England, un’altra forma si sta diffondendo: quella di psicologi, sociologi ed “esperti”, che come sempre non si raccapezzano di fronte al fallimento totale di quella che si presentava come l’ennesima “strategia definitiva” per la vittoria della morale sulla carne...

L’allarme ora prende forma di soluzioni di riparo, come una maggiore educazione sessuale e psicologica dei giovani, distribuzione gratuita di anticoncezionali nelle scuole, e spiegazione di quali conseguenze possa avere la maternità (o la paternità, ma di questo non si parla nello specifico) a quest’età, soprattutto se “singola”: prodromo sicuro di vita grama per genitori e figli, e tra le prime cause di povertà nel paese...

Insomma, lati diversi dello stesso “disagio”? Gravità diversa dei fenomeni? Forse quello di Gloucester è considerabile meno distruttivo? E perché?

Quale motivo abbiamo per fare una “classifica” di queste manifestazioni? E quale senso ha, se non quello di ridurre a schegge impazzite ed incontrollabili i fenomeni stessi e chi li rappresenta, in modo tale da poterci convicere che no, non è stata disattenzione, non si è trattato di mancanza di rapporto con quest ragazzi, di incapacità di “prevedere” tutto ciò...è semplicemente qualcosa di imprevedibile, di talmente alieno che nessuno, quindi nemmeno noi, avrebbe potuto fare niente prima della deflagrazione.

Ma è davvero così?

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Uno, Due Tre.....Revival!

Se sei sulla trentina ....ti scenderà qualche lacrima dagli occhi.

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una
generazione,quella di noi, quelli che vedono la casa acquistata allora dai
nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
fino ai 60 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,non
abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto
e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno
mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e
nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le
biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso
tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween,
quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i
pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto
sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti
piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di
Georgie,abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come
Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo
vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza
Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq,ecc.); abbiamo
gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di
chiunque altro,abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e
credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca
Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano
male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come
resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi
giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di
mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,
l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù,Creamy, Kiss Me
Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie
di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine
vanno insieme.La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci
viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno
è la favorita...
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza
air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe
turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a
prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era
bestiale.
Non c'erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella
che raramente aveva glispallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi ,al limite uno era
grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre
madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi,dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo
l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non imbottigliata, che
bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al
gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!

Siamo i migliori...

Stay Tuned...
Mr.Frost

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Non di sola HD vivrà l'uomo...

Riabilitiamo il mio amato Wired dopo lo scivolone della Moleskina devastata...

Questo articolo spalanca un bel tunnel spazio-temporale direttamente dal nostro cervello malato di quasi trentenni (per chi lo è...) ai magnifici anni ‘80 dei videogames...

...in pratica, il grande popolo giapponese, che per sopravvivere compensando il ritmo di lavoro alienante, lascia libero sfogo ai deliri più allucinanti (mi sono bastate due settimane di tv giapponese per capire che NON E’ un luogo comune... Happy ) ha creato l’ennesima gemma per maniaci (in questo caso “geek”, come dicono gli americani, o “tecnomaniaci” come diremmo noi...).

Il simpatico omino in foto

arino_fujitv

si cimenta infatti con alcune pietre miliari della storia dei videogames, note anche (in alcuni casi soprattutto) per la loro allucinante difficoltà...non avete mai visto il finale di Ghosts ‘N’ Goblins? Vi siete sempre domandati come fosse la vita dopo l’ultimo terrificante superboss di MegaMan2?

Nessun problema, Shinya Arino, l’attore comico protagonista semiassoluto (beh, ci sono anche i giochi...giusto?) della rubrica “Retro Games Master”, vi toglierà questi ed altri sfizi...

La trasmissione è in onda solo in Giappone, e si parla di un suo “tentativo di lancio” negli Stati Uniti, con una prima proiezione di due “puntate pilota” al 7° New York Asian Film Festival, commentate e sottotitolate in Inglese...ci voranno eoni prima che, eventualmente, qualche anima pia di un canale italiano (sarei pronto a scommettere COMUNQUE satellitare) pensi anche solo vagamente a portarcelo in casa...

...ma tant’è, San youTube ci viene in soccorso ancora una volta: digitando Shinya Arino o Game Center CX (nome della trasmissione giapponese “contenitore” di Arino’s Challenge/Retro Games Master), avremo un po’ di soddisfazione, almeno visiva...(mica saprete tutti il giapponese, vero?)

Che la lacrimuccia scorra...

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Brilliant Disguise...

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Un articolo su Wired.com, sito che consiglio a tutti di inserire tra i preferiti, poiché costituisce una delle letture più piacevoli che il grande mare del Web possa offrire, ci svela l’innominabile e l’impensabile soglia raggiunta nella dubbia arte del modding...

...applicato ad un iPod Touch!

In pratica, il pregiatissimo Laugh redattore ci informa che ha deciso di camuffare l’iPod Touch che usa come lettore eBook mediante una moleskina.

Ora, consumare un doppio sacrilegio del genere è davvero un’impresa, pari ad un doppio carpiato incrociato all’indietro Smazzovski (molto fantozziana, ‘sta cosa...)...
Perchè doppio sacrilegio?
Per giusto un paio di motivi:

- nascondere una linea esteticamente perfetta come quella del Touch è un delitto...voglio dire, in un mondo di Zune e Creative e altri cosi URENDI, perchè nascondere proprio un Touch? Perchè si ha qualche fisima sul presunto scarso fascino dello stesso come eBook Reader? Beh, sveglia, ciccio redattore...NON E’ L’IPOD COME READER “ANTIROMANTICO”....E’ PROPRIO L’EBOOK AD ESSERE “ANTIROMANTICO”!!
Se vuoi avere un libro e le sensazioni impagabili che solo un buon libro sa offrire, compratelo! Di carta...

- profanazione di Moleskine: pena minima tredicimila anni... ... ...SENZA CONDIZIONALE! No, dico, una Moleskina! Il taccuino più geniale che sia mai stato inventato, l’agenda cartacea nella sua forma più pura, l’idea platonica di annotazione... Scandaloso...

Comunque, l’articoli è divertente e ben scritto, e merita un’occhiata...basta che lo spirito di emulazione non prenda il sopravvento... Happy

P.S. Continua il giochino “citazionista” dei titoli...bambolina di pezza virtuale New Edition in palio...

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Stay Tuned...
Mr.Frost
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Cambio d'armadio...

summer

Sondaggione per decidere se tenere in uso il vecchio tema del Blog, o “migrare” verso il nuovo (questo in uso adesso...).

Votate, cari i miei 35 lettori, votate.. Laugh

Stay Tuned...
Mr.Frost
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VOIP per iPhone...



Qui qualche dettaglio aggiuntivo...non si dice comunque granchè, ma basta ed avanza a stimolare l'acquolina, direi...

Le opzioni realistiche sono due: la prima prevede che questo sia semplicemente uno dei più clamorosi e meglio pensati esempi di vaporware che abbia mai visto... (a parte Duke Nukem Forever...)

La seconda, decisamente più confortante, dice che sentiremo parlare, si spera presto e sicuramente a lungo, di questo "programmino"...

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Addicted to bass...ehm, to blog... Happy

61%How Addicted to Blogging Are You?

Created by OnePlusYou



...oddio, c'è pure chi ha fatto e farò molto peggio, come il pregiato estensore di Tuttofinto da cui ho tratto il link per questo meravigliosamente autoironico test, ma tant'è...


P.S. Casomai qualcuno malato come il sottoscritto si chiedesse da dove viene il titolo del post... studiate! Happy
Stay Tuned...
Mr.Frost
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Nomade di nuovo...

10libia_sahara

Dopo una lunga (vabbè, a me sembrava lunga, OK?!?! Happy ) quaresima, sono di nuovo munito di portatile!

Jubilate gentes! ("chissenefrega" NON E' un'espressione di giubilo...)

Comunque, dopo cinque anni di onoratissimo servizio, il mio adorato iBook ha tirato le cuoia ed è andato nel paradiso delle schede grafiche...

....il re è morto, viva il re... ed ecco il sostituto:

macbookpro_08

MacBookPro Core2Duo, 2.4 Ghz, ed un mucchio di altri dati inutili, poichè la cosa veramente importante è una sola:
va come una palla da schioppo!

Happy Happy

Dunque, d'ora in poi, questo sarà il porto sicuro dei miei deliri...recensione a stretto giro...

Stay Tuned...
Mr.Frost

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Local Goes Global, Again...

EvilMax

...no, perchè poi altrimenti i luoghi comuni prendono il sopravvento...e non è mai una cosa bella, tanto meno utile.

Vivo felicemente in una città accusata troppe volte di essere chiusa, diffidente, poco aperta alle novità o incapace di sfruttarle a dovere...ebbene, fa piacere ogni tanto una così clamorosa smentita:

Questo è il sito internet della Città di Genova...e fin qui nulla di strano, poichè anche il salumiere sotto casa ormai ne possiede uno, ed il sottoscritto è la dimostrazione lampante di ciò...

...il bello è che questo, invece, è il canale youtube ufficiale del comune... ecco, giusto per precisare, se digitate "Rome " nel campo di ricerca canali di Youtube, non esce una cippa...e alla voce "Milan", troverete solo le imprese di Baresi e soci...

Quindi, onore al merito di una città che lavora nel silenzio (e neanche tanto, recentemente: avete notato quanti film e video, musicali e non, "sfruttano" Genova come palcoscenico? Solo per citarne qualcuno, il singolo di lancio dell'ultimo album dei Negramaro, salentini, il bellissimo e amarissimo "Giorni e Nuvole" e "Uno su due" con Fabio Volo...evidentemente, l'agenzia per la promozione dell'immagine urbana ha fatto un gran bel lavoro, bravi!) per migliorarsi, rendersi attrattiva nei confronti dei turisti e vivibile per i residenti, pur con molta strada da fare....

Speriamo sia un "trend" continuo...

P.S. GRAZIE 1.000.000 di volte a Evilmax per l'uso di questa SUA fantastica foto...spero sempre in una prossima sezione fotografica insieme, amico...

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Il "network" si estende...

Immagine 2

Con l'aggiunta, in colonna a destra, di un nuovo Blog "gemellato"...sicura fonte di buone e varie informazioni su quello che ci gira intorno...ed incredibilmente "affine" (come l'autore..) per tipologia di deliri.

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Ghost Without The Shell....



E torniamo con un altro "caso Leopardo" (vedi qua per chiarimenti...), ma questa volta su scala globale.

Gira in rete un filmato, spacciato ovviamente per un "real security footage", che mostra una serie di quattro telecamere (presunte di sicurezza, appunto).
In una delle quattro, piazzata all'interno di un ascensore, si può vedere un simpatico siparietto tra due tizi dai lineamenti evidentemente orientali, che chiacchierano amabilmente, "seguiti" al momento della loro uscita dall'ascensore da quello che sembra essere un fantasma.

Ecco, appunto: dopo che avete finito di ridere, possiamo andare avanti....

...no, prendetevela pure con comodo, è successo anche a me... Winking

Comunque, il video è carino, di buona fattura tecnica (anche se i soliti, devastanti iperespertisotuttoioamenonmifregate che commentano YouTube hanno già fatto a gara a trovar le magagne, qualcuno addirittura si è detto "non convinto dal framerate, inadatto ad una vera telecamera di sorveglianza"....seee, vabbè...ma godetevi la vita...) e se si sta al gioco decisamente apprezzabile...

Il link al termine del filmato stesso fornisce chiarimenti per "svelare il mistero".
Si tratterebbe infatti di un video "promozionale" di una società di collocamento, la GMP Group (dall'altisonante motto di "Shaping destinies"), incentrato a loro dire sui "pericoli derivanti dal lavorare fino a notte fonda".

Al di là del fatto che io, e penso parecchia altra gente, avrebbe preferito continuare a crogiolarsi per un altro po' nel gioco di credere davvero all'esistenza di questa terrificante vecchietta fantasma, non si può non apprezzare l'ingegnosità nello sfruttare quello che è il media principe della comunicazione virale, e non solo, dei nostri giorni.

Youtube sta diventando sempre più "terra di conquista" per sperimentatori visivi e di marketing d'ogni genere, e questo contribuirà, se siamo fortunati, ad alzarne parecchio il livello medio, almeno tecnicamente.

Stay Tuned...
Mr.Frost
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L'uomo nero e l'uomo cattivo...

carabinieriverona

Puntata di Annozero assolutamente memorabile, personalmente non vedevo una trasmissione di Santoro così bella dai tempi di Samarcanda... (nostalgia).

Ospite, tra gli altri, Donna Assunta Almirante, chiamata forse a rappresentare un'epoca ed un modo di essere fascisti diverso (ammesso che ci possano essere modi diversi di essere fascisti, cosa di cui personalmente dubito parecchio...) da quello, vero o presunto, dei cinque indagati per il pestaggio e l'omicidio di Nicola Tommasoli.

Forse chiamata a rappresentare un auspicato stupore da parte di chi porta un nome che rappresenta, nel senso comune, una certa "civiltà fascista" di fondo, un rispetto di valori fondamentali condivisi al di là dell'appartenenza politica.

E Donna Assunta, in parte, non delude: racconta aneddoti sul marito, tra il patetico e il didascalico, con l'intento palese di definire oltre ogni dubbio la sua appartenenza al "popolo", condanna come "criminali", "balordi" ed "esibizionisti" i cinque ed auspica che vengano "puniti"...

...ma scuote la testa quando Titti De Simone, fondatrice di Arcilesbica e ospite anch'ella in studio, evidenzia il collegamento che appare sotto il naso di chiunque consideri questa storia nel suo complesso: il legame tra i cinque aggressori ed un "humus" (chiamarla "cultura" mi fa schifo assai...) di destra estrema che a Verona è ben radicato e presente da molti anni.

In una città il cui sindaco partecipa ad una manifestazione organizzata dalla Fiamma Tricolore, da Forza Nuova e dal Fronte Veneto Skinheads, in cui un membro della giunta comunale ha fama di negazionista e "picchiatore", l'atmosfera che si respira è facilmente intuibile.

Non pensiamo che a Verona si viva nel terrore se non si è di estrema destra, o che si stia preparando il sorgere del Quarto Reich...sarebbe fare un torto della peggior specie, un torto di generalizzazione (di tutta l'erba un fascio, ironicamente...).

Ma come si fa a dire, come il Vescovo di Verona, che è certo che i cinque aggressori non volessero uccidere Nicola?
Come si fa a dire, come Assunta Almirante, che l'aria di Verona è quella che si respira in "tutte le città d'Italia"?
Come si fa a dire che "i ragazzi vanno in giro incappucciati e la legge se la fanno rispettare loro"? che ci sarebbe da "rimandarli (gli immigrati) a casa loro che non camminano", come raccolto tra alcuni ragazzi veronesi?

Intanto, a questo punto siamo arrivati...

P.S. Interessante articolo di Repubblica sulla "pancia" della città e sulle sue reazioni (parziali) a quanto accaduto...

Stay Tuned...
Mr.Frost

foto: Repubblica.it
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Comunicazione Virale?!?

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Punto primo: non so se sia vero.
Punto secondo: non mi interessa se sia vero.
Punto terzo: non credo sia importante ai fini di determinare l'importanza del fenomeno.

Dopo questa infarinatura rapida di non-giornalismo, veniamo alla succosa (?!?) trama...
Questo signore dice che ha perso il suo Leopardo domestico.

Esatto.
Leopardo.

Non cose del tipo: "Ommioddio aiutatemi, mi è scappata da tre minuti la tartaruga, chissà dove sarà arrivata già...".
No, il cucciolo sarebbe scappato dal giardino di casa, ed il proprietario è naturalmente affranto...

Per tornare ai tre punti di cui all'inizio, se il tizio ha davvero perso il leopardo, gli auguro (e ci auguro...domestico o no, non vorrei incontrarlo di notte...) di ritrovarlo quanto prima.
Se, come seriamente sospetto, è un riuscito ed ammirevole esempio di "marketing" (in senso lato) virale, allora onore al merito...davvero un bel lavoro, cui auguro il più ampio successo in quanto esperimento decisamente affascinante...

Stay Tuned...
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Homer Simpson e Petition OnLine...

HomerSimpson46

Grazie alla segnalazione su ItaliaMac, ho scoperto questa meravigliosa petizione online...roba che Homer Simpson sottoscriverebbe subito...

Petition Against Gravity on Earth

Da firmare solo per contribuire alla genialità su Internet.

D'OH!

Stay Tuned...
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Citazione...

Tomorrow Now

Dal solito, grandissimo libro di Bruce Sterling, come sempre autore di una lucida analisi di quello che ci circonda, e uno pochi "futurologi" degni di tale nome:

"Nulla ci lascia supporre che il ventunesimo secolo sia intrinsecamente più razionale o meno assetato di sangue del diciannovesimo o del ventesimo secolo e, per un mondo globale fondato su un prospero mercato, una grande depressione economica verrebbe a significare la disillusione definitiva.
Il bizzarro inizierebbe la sua scalata al potere, torce alla mano"

da B.Sterling, "Tomorrow Now" 2008

Aiuto.

Stay Tuned...

P.S. Un consiglio da amico: leggete questo libro. Era da molto tempo che non trovavo 240 pagine di saggio così chiare, acute e ben scritte...
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Standard e aperture mentali....

dtt161xw

Alzi la mano chi non apprezza gli standard tecnologici...ok, quest'ottanta per cento dei presenti può riabbassarla... (scherzo...)

Limitando a quest'ambito la definizione, è evidente che gli standard sono una delle poche cose che ci salva sistematicamente dall'esaurimento nervoso ogniqualvolta utilizziamo un apparecchio "tecnologico" (tecnologia a qualunque livello di complessità, beninteso...).

E prescindendo dalla teoria e dalla filosofia, che distinguono fra standard veri e propri, coordinati, codificati e le cui specifiche sono stabilite a tavolino (es. HTML, CSS, XHTML), e standard "de facto", diventati cioè tali per semplice utilizzo massivo (chi meglio di .mp3 e .doc può spiegare?), gli standard comunque ci semplificano la vita.

Fanno sì che, quando vogliamo scambiare la foto del cane o del figlio neonato, o il video appena scaricato da YouTube del tizio che si fa malissimo facendo il figo, con il cellulare di amici/colleghi/parenti, non ci dobbiamo preoccupare di righe di codice, stringhe di inizializzazione modem, propagazione di onde radio o altre astrusità fisico-tecniche: semplicemente, si attiva una funzione del nostro apparecchio, pigiando al massimo due/tre pulsanti, et voilà.

Gli standard sono quelli che fanno sì che possiamo passare all'amico il disco spettacolare o il film da vedere assolutamente, in una qualità perfettamente aderente all'originale, e che ci consentivano di farlo già decenni fa ( con perdita di qualità ) per audio e video.

Sono quelli che ci pemettono, quando riceviamo un'email testuale o un SMS, di dedicarci esclusivamente a decifrare in che cavolo di pseudoitaliano il nostro interlocutore abbia scritto, e non quale codifica del testo abbia utilizzato.

Viva gli standard, sempre e comunque, allora? In linea teorica, certo...ma tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" (grandi Elio e le Storie Tese).

Ed ecco che nel nostro meraviglioso mondo di sole, amore ed interconnessioni immediate e senza problemi con chiunque, irrompe la dura realtà, sotto forma di due aberrazioni tipiche : la cattiva applicazione degli standard stessi, o il loro voluto non supporto, e la scarsa apertura mentale di chi li adopera.

Per ciò che riguarda il primo punto, beh, c'è poco da dire: la cattiva implementazione degli standard, o la loro totale mancata implementazione, addirittura, fa sì che i danni siano di gran lunga superiori ai vantaggi. Questo perchè, oltre a determinare l'incomunicabilità tra dispositivi, introduce nell'utente l'ancor più pericolosa "false confidence": la sicurezza infondata nei propri strumenti, e nel supporto che la tecnologia può garantirgli in caso di necessità.

Esempio banalmente terrificante: non tutte le lastre mediche digitali ( i file da cui poi volendo si possono estrarre le stampe classiche, ma che vengono utilizzati anche a sè ) sono come si dice "cross-platform", ovvero compatibili con più sistemi operativi (leggi: S.O. diversi da Windows...o da alcune versioni specifiche di Windows...). Inutile proseguire con la trama, la problematicità degli sviluppi è evidente, direi...

Ma senza arrivare a questioni di vita o di morte, rimanendo in ambito "banalmente" lavorativo...siete sicuri che i dati, i vostri preziosissimi dati su cui avete speso ore ed ore, siano cross-platform o addirittura cross-version? Che succederebbe se la vostra meravigliosa presentazione Web dell'ultimo, fighissimo progetto, che potrebbe portare al vostro studio tanti soldi da dover assumere qualcuno per contarli, e a voi un avanzamento di carriera stile "piante di ficus" di fantozziana memoria, non dovesse funzionare sul computer della sala riunioni? Magari perchè il browser installato non è lo stesso del vostro portatile, o perchè è un'altra versione, ed interpreta i dati in maniera differente?

(Questo spiega il VERO motivo del boom delle chiavette USB a capacità sempre maggiore...ne prendo una da 8 GB perchè il progetto pesa 4 MB, ma il resto mi serve per metterci i programmi da installare... Happy )

Più complesso, e per certi versi complementare, il problema dell'apertura mentale da parte dell'utilizzatore.

Assodato che il mondo delle interconnessioni perfette e della compatibilità totale al momento è un sogno irrealizzabile ( e tanta parte hanno in questo pure e semplici politiche speculative commerciali, che approfittano di posizioni dominanti per ignorare gli standard o imporne di propri ), che fare per essere sicuri di poter lavorare sempre e comunque al massimo, e di consentire agli altri di fare lo stesso?
Non potendo avere sempre con sé le proprie macchine, e non potendo pretendere che gli altri si adeguino alle nostre scelte hardware/software, si tratta solo di collaborazione e coordinamento.

Già, tutto qui...

Può un laboratorio di informatica, magari di livello universitario, definirsi tale senza un supporto ad almeno i tre sistemi operativi principali attualmente in uso?
La risposta, ognuno la dia tra sé e sé.

Può un professionista non curarsi delle esigenze tecniche del cliente? Avete mai avuto a che fare con gente che ragiona così: io ho i miei metodi e i miei mezzi, quindi tu devi adattarti senza possibilità di scampo alla situazione? Se qualcuno ha risposto sì, so già cosa risponderebbe alla domanda: l'avete considerato un PROFESSIONISTA?

L'esistenza di standard più o meno validi, universalmente accettati e diffusi, non dovrebbe mai farci perdere di vista il fatto che non siamo nel mondo di marzapane...questo in misura tanto maggiore quanto dalle nostre scelte e dalla nostra apertura mentale dipende il buon lavoro degli altri, e perchè no, la riduzione della nostra ed altrui fatica nello svolgerlo.

Stay Tuned...

P.S. Un grazie a Desktop Tales per essere, assieme a The Joy of Tech, la miglior "bocca della verità" su tutto ciò che riguarda il fittissimo e complesso rapporto tra informatica, tecnologia e costume...
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"Dimostrazione" di torture a "Le Iene"

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...e comunque è sempre bello sapere che siamo anche noi "professionisti". Capisco la scelta di mandare in onda il servizio ad un'ora tarda, per rispetto alla famigerata "fascia protetta" (regolarmente poi trasformata in fascia pro-tetta, come giustamente fa notare a più riprese Blob...), ma la notizia, pur in toni adatti a differenti tipi di ascoltatori, meriterebbe maggior diffusione...

Tutto nasce dallo status di "de-secretazione" del manuale "Kubark" della C.I.A., in pratica lo "Human Resources Exploitation Manual", datato 1983, che funge (fungeva?) da manuale di addestramento teorico sugli "interrogatori" (tortura).

Il noto programma di Italia1 ha quindi avuto (e sfruttato a mio avviso benissimo...) l'occasione di far subire ad un suo inviato una "dimostrazione pratica" dei suddetti metodi di interrogatorio, ad opera di uno "specialista" delle NOSTRE forze armate, ovviamente mantenuto nel più stretto anonimato...

Il risultato è stato abbastanza scioccante, oltre che per i metodi in se', anche per la sensazione che da un certo punto in avanti
l' "esperto" avesse un po' perso di vista la prospettiva "simulatoria" del tutto.

Un po' di materiale in merito è facilmente reperibile tramite Google; consiglio soprattutto la lettura del Capitolo IX, intitolato "Coercive Counterintelligence Interrogation of Resistant Sources". Il "Kubark" intero, versione dell'83, è altrettanto rintracciabile in rete...

Lettura istruttiva, non fosse altro per provare a "mettere a fuoco" un po' meglio i limiti (volutamente) sfocatissimi dell'argomento.
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Deliri dal passato...

Tramonto 2

"Spostati, che mi copri il sole".
Alessandro il Macedone, il Grande, rimase in silenzio.
Poteva sentire attorno a sé la sorpresa e, sì, anche lo sdegno del gruppo di persone che lo seguiva, come sempre faceva nei suoi spostamenti.
Tutte persone fidate, quasi tutti amici del Principe da tempo immemorabile, e che proprio per questo loro stretto legame avevano avvertito la risposta vagamente (e neanche poi così tanto vagamente) strafottente del vecchio come una offesa diretta, oltre che alla maestà di Alessandro, anche alla loro persona.
La reazione delle guardie, a dire il vero abbastanza velata, che avevano cominciato ad estrarre le spade, pronti a colpire al minimo cenno, doveva aver riscosso Alessandro dallo stato catatonico in cui sembrava essere precipitato, perchè fece un passo verso l'uomo sdraiato, e disse: "Tu non sai, evidentemente, vecchio, con chi stai parlando, nè sei al corrente del fatto che io posso disporre della tua vita. O forse questa tua manìa è dovuta a qualche demone che ti possiede".
"Io so benissimo con chi sto parlando. Tu sei Alessandro, quello che chiamano il Grande; dicono tu sia l'uomo più potente d'Oriente e d'Occidente: non so se sia vero, ma so che hai abbastanza potere per rovinarmi la giornata, cosa in cui peraltro stai riuscendo egregiamente".
"Non so dove tu voglia giungere con questo tuo atteggiamento, vecchio, ma se il tuo obiettivo era quello di farmi arrabbiare, beh, sappi che ci stai riuscendo".
I cortigiani si scambiarono occhiate soddisfatte: uno dei consiglieri abbozzò un commento sula tempra di Alessandro.
"Allora posso considerarmi soddisfatto; giacché, in questo modo, tu serberai un ricordo nitido di me. Gli adulatori e le loro sequenze di falsi, ridondanti complimenti, appiccicosi come il miele dell'Imetto che ti addolcisce i banchetti, ma impasta il vino e la bocca, vengono presto dimenticati. Ma quelli che ci criticano, che ci fanno sentire piccoli ed insignificanti, oh, se ce ne ricordiamo! Volenti o nolenti, le loro parole ci resteranno impresse per sempre nella mente".
"Ritieni dunque che il solo modo per farsi ricordare veramente dalle persone sia quello di farsi ricordare in negativo? Eppure, tanti sono ricordati per ciò che di buono hanno fatto, mentre si tende a dimenticare i seminatori di zizzania".
"Tu, Macedone, confondi l'esteriorità con l'animo dell'uomo. Tutti vogliono dimenticare coloro che li hanno feriti, ma nessuno riuscirà veramente a farlo".
"Solo i provocatori restano...". Alessandro meditò a lungo, mentre il sole andava a tuffarsi, più rosso del solito, in un mare blu cupo. "Certo, è affascinante...".
"No, per niente. E' terribile; terribile perché l'unica cosa su cui si può far leva per convincere un uomo è l'amor proprio. La ragione, come sempre, ha un ascendente troppo debole. Il giorno in cui si riuscirà a convincere un uomo, con la sola forza di argomentazioni logiche, ad abbracciare un'idea di cui non sia già più che convinto, la terra si spalancherà sotto i nostri piedi e l'Ade ci inghiottirà tutti".
Alessandro se ne andò senza dire una parola, stupefatto e ammutolito come all'inizio della nostra storia.
Qualcuno dice che, mentre guardava il Macedone allontanarsi contro il sole (sole di cui finalmente poteva di nuovo godere, sebbene ormai fosse solo uno spicchio rosso fuoco, come di metallo incandescente che andasse a temprarsi nel mare), Diogene di Cirene, filosofo cinico, in una delle rarissime occasioni in tutta la sua vita, sorrise.
Fonti che si reputano più informate sostengono che egli si sia semplicemente ritirato nella sua botte, borbottando qualcosa sulla bella giornata andata sprecata a spiegare ad un poppante finto greco cose che non avrebbe mai capito.
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