03/10/2009



Stay Tuned...
Mr.Frost
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Giornate piovose in arrivo...

Anobii

...niente di meglio che un bel libro...

Bell'idea, questa di Anobii...ci metterò una vita ad aggiungerli tutti, ma tant'è... Winking

Stay Tuned...
Mr.Frost

PS. Magari, col tempo, riuscirò a ricostruire delle date di fine lettura verosimili Winking Ma per ora, solo l'ultimo (Infinite Jest) è in una posizione realistica sullo scaffale...
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Quattro Personaggi In Cerca D'Autore

unknown_user

Stasera, mentre NON sto guardando la passerella mediatica di Porta a Porta (che personalmente ritengo uno degli episodi più squallidi di questa squallida esperienza di "governo"), ho voglia di scrivere...

...ho voglia di mettere giù un paio di riflessioni che mi frullano in testa, che in ordine sparso riguardano alcuni degli aspetti di questa caleidospcopica, bizzarra e complessa situazione nella quale ci troviamo.

Per comodità (ed un pizzico di amor di letteratura), ecco i "quttro personaggi" intorno ai quali ruotano i miei pensieri dispari:

Berlusconi: E' a mio avviso, senza alcun preconcetto, auspicio, doppio fine o malizia, al suo minimo storico. Si comporta come un paranoico, intendendo con ciò più del solito, procede a testa bassa senza ascoltare i consigli che gli provengono da quella parte del suo entourage che l'ha tenuto "in sella" durante questi anni. Gianni Letta, forse l'elemento più diplomatico e "politico" a sua disposizione, è relegato in secondo, forse terzo piano; costretto a rincorrere per ricucire gli svarioni del capo, principalmente sul fronte dei rapporti con il Vaticano, non sembra avere più quell'effetto "razionalizzante" che in passato aveva forse impedito strappi ben più gravi di quelli già consumati a causa dell' "esuberanza" (eufemismo molto generoso, lo ammetto) del Presidente del Consiglio.
Al suo posto, Berlusconi preferisce avere due categorie che da sempre hanno orbitato attorno alla sua persona, ma che fino ad ora erano state evidentemente giudicate abbastanza "impresentabili", vista la scarsità delle apparizioni e l'importanza relativa nella strategia mediatica del Cavaliere: gli "assecondanti" ed i "picchiatori".

Della prima categoria è sicuro rappresentante quel Daniele Capezzone che, providenzialmente dimentico del proprio passato di militante Radicale (e delle affermazioni di quel tempo, una su tutte "Berlusconi è come Wanna Marchi e Tremonti è il suo Mago do Nascimento"), da due anni circa si prodiga in modo "ammirevole" al solo fine di alimentare e rinforzare l'utopia berlusconiana del "migliore dei governi possibili".

Il vertice della categoria dei picchiatori è occupato, "disonoris causa" in virtù dei suoi recentissimi sforzi, da Vittorio Feltri; l'attuale direttore de "Il Giornale", già ideatore e promotore della campagna per la pubblicazione degli indirizzi dei sospetti pedofili (e perciò vincitore dell'ideale "bambolina di pezza", ovviamente appesa ad un albero, quale tributo sempiterno al suo misto di populismo e "senso civico" da Far West), nella girandola di poltrone avvenuta alla fine del'estate tra i pesi massimi dei media in casa Berlusconi si è trovato a capo del quotidiano fondato da Indro Montanelli (che quel giornale aveva lasciato per il rifiuto di asservire la linea editoriale a quella politica di Forza Italia).
Per tenere alta la propria meritata fama, non ha trovato di meglio che imbastire una storia a base di false veline di presunta origine questurina, di torbidi "detto e non detto" sulle abitudini sessuali di direttori "scomodi" (Dino Boffo, di "corrente" ruiniana, considerato "troppo critico" nei confronti dell'affaire escort...), di attacco all'alleato che deve "rientrare nei ranghi" per "non rischiare più di essere ridicolo".

Lo scandalo escort, per quanto la sua portata e l'effetto che ha avuto sulla coscienza e sul sentimento popolare paia essere a conti fatti infinitamente minore rispetto a quello che avrebbe avuto in qualsiasi altra democrazia evoluta, ha comunque appannato seriamente la figura del premier, arrivando quasi a scalfirne l' "aura" altrimenti in apparenza intoccabile.
Questo sicuramente è stato, specialmente dopo la prova del nove del risultato delle Europee (ed il pesante divario tra le dichiarazioni pre-voto ed il risultato), uno dei motivi scatenanti della "campagna d'autunno" iniziata dai media di proprietà o controllati da Berlusconi.
Studio Aperto, il TG4, il TG1 della gestione Minzolini, Libero, il Giornale, ma anche le trasmissioni "contenitore" come Mattino 5 e Pomeriggio 5, sembrano tornati ai tempi dell'opposizione, delle notizie ripetute in maniera martellante, degli scoop con il timer.

Tempismo significativo, direi.


Fini: Il Presidente della Camera è stato, recentemente, tutto ed il contrario di tutto; "compagno", dissidente, bastone tra gli ingranaggi perfettamente oliati del Pdl e dell'alleanza di centrodestra.
Ha subito attacchi violenti per aver detto, a mio avviso, una serie di cose che oscillano tra il buon senso più basilare e la mediocrità politica più assoluta: ha ribadito che i rapporti con le istituzioni, l'opposizione e la società non possono e non devono essere improntati alla guerra totale; che valori di civiltà ed umanità, almeno nella loro forma più "bassa" ed "elementare", devono essere e restare alla base della politica e delle decisioni che essa prende, tutte le volte ed ogni volta che questo sia possibile; ha fatto notare che in una democrazia compiuta e moderna, il sistema democratico deve trovare spazio ed espressione non solo nelle istituzioni, ma anche in quelle organizzazioni (non ultimi i partiti) che alle isitituzioni stesse danno concretamente vita e sostanza.
Roba che chiunque con un minimo di senso civico e di capacità di espressione poteva dire al posto suo.

Le speculazioni sul perché di queste "mosse" di Fini si sono spinte fino alla soglia della fantascienza; si è arrivati a supporre strategie a lungo termine con obiettivi variabili dalla successione alla guida del PdL, alla Presidenza della Repubblica, ad una "larga intesa" centrista o che comunque miri a spostare gli equilibri dell'attuale maggioranza. Il semplice fatto (anche se così magari non sarà...) che queste cose siano state dette semplicemente perchè era ovvio dirle, non ha nemmeno sfiorato gli zelanti difensori della "vera fede" berlusconiana.


Il Vaticano: Le alte sfere ecclesiastiche hanno come sempre tenuto un comportamento improntato al più cinico pragmatismo. Dopo il "fuoco e fiamme" (un esempio? "L'attacco che e' stato fatto al dottor Boffo e' un fatto disgustoso e molto grave" - Bagnasco) durante il caso Boffo, lo "schiaffo di Anagni al contrario" della Perdonanza aquilana, la linea della Santa Sede è tornata quella abituale: navigazione con il periscopio fino al sorgere di una vera ed immediata minaccia ai propri interessi, condita con una predicazione generica che disimpegna da ogni riferimento al reale e si rifugia nei "princìpi" per non affrontare le proprie contraddizioni.

Evidentemente, la Chiesa ha molto da perdere dagli eventuali problemi di questo governo: è questa, infatti, l'unica "configurazione parlamentare" possibile per ottenere un così pronto e supino appiattimento sulle posizioni ecclesiastiche. Il caso Englaro, il finanziamento alle scuole cattoliche, la normativa sulle unioni di fatto ed il recente capovolgimento della sentenza del TAR del Lazio sull'insegnamento della religione cattolica ne sono un (piccolo) esempio.

Viene da chiedersi, tuttavia, fino a quando la gerarchia potrà ignorare e/o controllare i malumori violenti e piuttosto espliciti provenienti dalla "base" (e da certi preti "di trincea").


Il PD: ovvero "di come si possa affrontare un dibattito piuttosto ampio sullo stile chi-siamo-dove-andiamo-perché-ci-andiamo senza che nessuno se ne accorga davvero". Si fa sempre più fitto il mistero su come la campagna elettorale per le primarie del principale partito d'opposizione sembri non interessare nessuno.

I "militanti" (ammesso che questa parola possa ancora essere usata senza suonare un insulto, vista l'abituale deformazione del lessico cui siamo sottoposti da troppo tempo) possono addurre, a parziale scusante, una certa disillusione alimentata dalle batoste in serie prese negli ultimi anni, nonché dall'incredibile dose di masochismo e/o incapacità di elementare gestione di sè che il centrosinistra (e ciò significa gran parte della mutevole dirigenza DS-Margherita.PD) ha dimostrato, non riuscendo a concentrare le proprie pur cospicue forze sugli obiettivi giusti e soprattutto nei modi giusti.
Per il resto d'Itaila, le discussioni interne al partito risultano ridotte al rango di "beghe", con i vari esponenti di correnti, fazioni e mozioni arroccati in difesa delle proprie posizioni di potere.
E se una parte di quest'uditorio disinteressato lo è grazie al bombardamento mediatico di cui sopra, mi stupisce ogni volta come la strategia comunicativa (dubbio orrendo: ma ESISTE una strategia comunicativa?) del PD sia inadeguata al "qui e ora", all'Italia del 2009.

Anche nei suoi momenti migliori, i messaggi che il principale partito d'opposizione manda al paese sono tarati su una condizione "normale" di dialettica politica; peccato che, come sappiamo, di "normale" nella politica italiana ormai non ci sia più nulla.

E se da un lato mi sento spesso dire, parlando di questo, che il PD dovrebbe mettere i conto di perdere per dieci, quindici anni di fila se necessario, ma sostenendo posizioni coerenti ed avanzate in tutti i campi della politica e della vita civile, d'altra parte non posso fare a meno di chiedermi se io, al posto dei suoi dirigenti, sarei in coscienza tanto disposto a lasciare "campo libero" a questa destra per così tanto tempo; non posso infatti togliermi dalla testa la convinzione che molte delle decisioni "impopolari" prese dai governi del centrosinistra siano state "forzate" per correggere decisioni "popolari" prese da governi precedenti "con la divisa di un'altro colore".

Qualcuno sono certo mi dirà che potrebbe benissimo essere il contrario, ma francamente riscontro nel centrodestra, da che esiste, una tale rincorsa al favore popolare che mi riesce difficile conciliarla con le "lacrime e sangue" di chi deve riparare i guasti altrui (l'abolizione dell'ICI per TUTTE le prime case resta secondo me l'emblema della dissennata ricerca del consenso, in barba alle reali possibilità economiche del Paese, nonché della mistificazione del proprio operato, visto che l'ICI sulla prima casa ai redditi più bassi era stata già abolita - altro errore di "taratura" nella comunicazione...).

Tutto questo mentre la crisi economica globale tarda a passare, ed anzi continua ad infierire su economie ben più solide della nostra; la situazione geopolitica internazionale è sempre più complessa (e noi ci muoviamo sulla scena internazionale con l'accortezza e la lungimiranza di un gatto rompiballe sul tabellone del Risiko durante una partita); lo sviluppo scientifico pone problemi etici, sociali e politici talmente nuovi e profondi da non poter essere affrontati secondo vecchi criteri, schemi di convenienza e cieche posizioni ideologiche.

Ma tanto, noi abbiamo Porta a Porta ed il "miglior presidente del consiglio di sempre".
Parola di Pangloss Berlusconi.

Stay Tuned...
Mr.Frost
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19 anni fa...

U2_Boy

Litfiba - Ragazzo - 1990

Io vorrei sapere
Chi governa il mondo
E cosa gli direbbe
Uno che è senza lavoro
Vorrei sapere
Come si fa a cadere
E come puoi risalire
Senza farti male
Sono un ragazzo
Ricordatevi che esisto
Sono il re del Nulla
Mentre il Nulla ruba i migliori

Vorrei sapere
Perché non è reato
Fare la puttana di stato
Ed abusare ogni potere
E sono senza un letto
Ma mi basterebbe un tetto
Almeno fino a domani
Prima che la marea cresca
Sono un ragazzo
Ricordatevi che esisto
Sono il re del Nulla
Mentre il Nulla ruba i migliori

Lavorare per contare
Non si può dire che sia godere
Meglio impazzire
Che stare qui a vegetare
E sono senza un letto
Ma mi basterebbe un tetto
Almeno fino a domani
Prima che la marea cresca


Preveggenza?

Stay Tuned...
Mr.Frost

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If You Tolerate This Your Children Will Be Next...

Brecht

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.


Stay Tuned...
Mr.Frost
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Sosumi



Dieci domande

Lo Speciale riassuntivo (The story so far...)

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Spread The Word

Persepolis duepuntozero

Due dissidenti iraniani in esilio, che preferiscono (per evidenti motivi) firmare con lo pseudonimo Payman&Sina, hanno “hackerato”, con il consenso dell’autrice, Persepolis, trasformandolo in un sorta di efficacissimo mix tra l’informazione e lo strumento di protesta contro i brogli nelle elezioni iraniane e la violentissima repressione ad esse seguita.

E’ così nato Persepolis 2.0, ennesima prova di coraggio e tenacia di un popolo da troppo tempo tenuto sotto scacco da una pericolosa commistione tra dittatura “classica” a base politico-militare e teocrazia.

Consiglio caldamente la lettura, per farsi un’idea di cosa stia succedendo non troppo lontano da noi (ma esiste ancora un posto che possa definirsi “lontano”?...).

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. Come “vantaggio a latere”, c’è l’ennesima prova di come certe forme di arte e cultura, normalmente (ed ottusamente) ritenute “minori” o “secondarie”, possano svolgere la più grande delle funzioni dell’arte, lo stimolo dell’intelletto umano, al meglio delle possibilità.

P.P.S. Grazie ad Internazionale, possiamo leggere direttamente l’opinione di Marjane Satrapi sui recenti sviluppi della “politica” interna del suo paese.
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Disinformatija...

studio aperto

...e fosse almeno la prima volta! A questi, Linate non ha insegnato niente, neppure a fare un giornalismo decente...

IL “SERVIZIO”

Meno male che c’è qualcuno che prova a fare un po’ di chiarezza: ANACNA

Per chi volesse obiettare che si tratta di una interpretazione “di parte”, un consiglio...quello di pensare alla profonda differenza che intercorre tra l’essere “di parte” e l’essere “competenti” (e magari non a caccia dello scoop facile a tutti i costi, sull’onda dell’emozione...).

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. Consiglio anche la lettura di un esplicativo PDF creato da Eurocontrol...ok, è in inglese ed è lungo, ma la consapevolezza richiede forza di volontà... Winking
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I Maestri sono di ritorno....


Primo singolo estratto dal nuovo disco dei Pearl Jam, Backspacer, di prossima uscita...

Backspacer Pearl Jam

Iniziativa lodevole ed ennesima prova di come Eddie Vedder e soci siano anticonformisti ed originali, è poi la caccia al tesoro organizzata dal gruppo per promuovere il suddetto album...dateci un’occhiata, ne vale la pena.

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. Più lo sento, e più mi gaso.... Happy
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Se non ti attaccano, non sei nessuno...

Uplink logo

Anche Twitter è rimasto vittima di un attacco informatico....piuttosto pesante, e dalle motivazioni politiche internazionali decisamente “imponenti”.

In pratica, pare che l’attacco sia partito dagli apparati informatici dell’Intelligence russa, con l’obiettivo di bloccare ed estromettere dal sistema uno specifico utente: Cyxymu, “colpevole” secondo l’apparato di spionaggio di Putin di diffondere troppo notizie “incontrolate” sulla situazione caucasica.

Come è ormai noto, il rapporto dell’attuale presidente russo con la stampa indipendente è, per così dire, problematico.
Inutile menzionare qui nuovamente gli svariati casi di controllo dell’informazione da parte del regime, oltreché la pessima fine toccata a diversi giornalisti “non allineati”.

Ma ciò che mi ha fatto riflettere, è come ancora una volta i media generalisti approccino la rete ed i suoi “fenomeni”.

Twitter, così come Facebook, Google, MySpace, Skype, acquistano dignità giornalistica “classica” solo in due casi: quando diventano fenomeni di massa talmente ampi da non poter essere più ignorati (ed anche in quei casi, corrono seri rischi di essere confinati entro articoli di costume che non ne colgono la reale portata e li riducono a “fenomeni da ombrellone” ).

Oppure quando sono vittima di attacchi informatici eclatanti, i più vistosi dei quali sono, ovviamente, il DoS ed il defacement.

E’ come se, in virtù di una curiosità a metà tra la passione morbosa stile cronaca nera e la schadenfreude, l’importanza di un sito o servizio sia direttamente proporzionale solo alla portata degli attacchi da esso subiti, e misurabile solo tramite essi.

Il defacement è diventato dunque uno status symbol? L’attacco informatico è forse la consacrazione definitiva di un servizio? Se ti attaccano, sei “arrivato”?

Un malfunzionamento di Skype, ed è subito caso; un baco trovato nell’intoccabile Google basta a rendere “famoso” un fino ad allora misconosciuto al grande pubblico ricercatore italiano, Federico Calzolari (la cosa ancor più triste è che i precedenti achievements del ricercatore in questione, pur brillanti, non abbiano avuto uguale o anche solo proporzionale risonanza).

Siamo davvero arrivati ad un punto in cui solo gli errori fanno notizia? Quando si tratta di Internet, il bizzarro è davvero l’unico metro di paragone? Solo l’uomo che morde il cane è meritevole di attenzione?

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. L’immagine in testa altro non è se non il logo di uno dei giochi più affascinanti cui abbia mai avuto il piacere di giocare, Uplink.
Unico, vero “simulatore di hacker”, pur romanzato, oltreché meravigliosa possibilità offertaci di vivere in prima persona le atmosfere di uno dei più grandi capisaldi della fantascienza di sempre, l’irraggiungibile Neuromancer.
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Il labile confine tra espressione ed imposizione

ru486

L’hanno rifatto. E probabilmente lo rifaranno sempre.

Non mi dà fastidio che il Vaticano esprima la sua (prevedibile) posizione sull’introduzione della RU486.

E’ che, per dirla con il poeta, “il modo ancor m’offende”.

Non riesco, non riesco per quanto mi sforzi a concepire il fatto che una parte, indipendentemente dalla propria consistenza numerica, influenza culturale o sociale, storia o che altro, possa ritenersi depositaria della Verità.

Non la verità, quella confutabile, quella soggetta a verifica o talmente basata su opinioni soggettive da rientrare quasi completamente nel campo delle opinioni.

No, la Verità. Su tutto, tutti e sempre.

Mi dà fastidio il tono, ultimativo, assoluto, ad escludere qualsiasi altra opinione, che utilizzano in molte, troppe circostanze.

Bandendo l’opinione e sostituendola con la Verità (presunta, parziale, opinabile), si finisce inevitabilmente con lo sfociare nel fanatismo.

Ancora peggio, a mio avviso, è il nuovo appello (con tanti e tali precedenti da farlo ormai rientrare nel “modus operandi” vaticano) all’obiezione di coscienza, rivolto ai medici; sia per il tono (sul genere “siamo sicuri che nessun medico che capisca il valore della vita umana prescriverà o somministrerà la pillola”, quindi a metà tra “l’avvertimento” e la presunzione di giudicare l’integrità o lo spessore morale di chi non fosse eventualmente d’accordo), sia nel merito.

Sottintendere per l’ennesima volta che la morale cattolica, un sistema di valori religioso, sia superiore in dignità alla Legge di uno Stato, è civilmente inconcepibile e dimostra un assoluto disprezzo per la pluralità delle opinioni.

Se volessi vivere in uno Stato Teocratico, mi trasferirei in Iran, dove il capo del governo vede la sua nomina pienamente legittimata solo in virtù della “ratifica” da parte della suprema autorità religiosa (che poi le elezioni siano state evidentemente e grossolanamente truccate, va solo a maggior vergogna di tutti gli attori).

Una parte del problema, certo, forse la parte più consistente, è però costituita dalla “claque” che sempre accompagna, sostiene e fortifica, financo arrivando a legittimarle, posizioni del genere. Perché il calcolo politico non può e non deve passare sopra la possibilità di scelta, sopra il rispetto delle opinioni diverse, sopra la libertà di ognuno di condurre la propria vita come ritiene più opportuno, con l’unico, ovvio ed opportuno vincolo imposto dalla necessità di concedere agli altri la medesima opportunità.

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Quando i simboli contano ancora

Lady Liberty
Solo un momento, per ribadire che ci sono simboli che travalicano il tempo e lo spazio in cui sono stati concepiti e realizzati...

Lady Liberty è decisamente uno di questi.

L’emozione che ho provato nel trovarmi di fronte (e sotto...) a questo simbolo, credo non sia stata molto dissimile da quella degli emigranti che per decenni hanno associato ad essa l’arrivo nella terra delle opportunità.

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B. Parte di un discorso più grande sugli USA che mi frulla in testa da un po’...ma che va messo a fuoco, prima di prendere vita...
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Le distanze si accorciano....a patto di volerlo.

Terra

È che, come sempre, finché le cose non ti trovi a sperimentarle in prima persona, rimangono puri concetti teorici.

Voglio dire, cose come il “rimpicciolimento” del mondo grazie alla tecnologia, il parziale annullamento delle distanze...belle idee, ma finché si utilizza Skype solo per parlare con chi sta ad una decina di chilometri di distanza, se ne apprezza la comodità, ma non se ne comprende la portata.

Ora che il nostro Signore dei Grafi è oltreoceano, e ci starà per un bel po’, vivendoci e non in vacanza, comincio personalmente ad apprezzare davvero Skype.

L’idea di poter comunicare DI FATTO in tempo reale con un amico, nonostante sei ore di fuso orario di differenza ed un oceano (letterale) di spazio a frapporsi, rende possibile, almeno per me, ampliare un po’ quel concetto di “mondo come casa propria” cui penso chiunque sia nato negli ultimi vent’anni dovrebbe poter aspirare.

La possibilità, ora più concreta che mai, di poter davvero ed in un modo “fisico” come non mai vivere il mondo, è troppo ricca per non essere sfruttata a pieno.

Il mondo va girato, visto, toccato, annusato e sentito fino in fondo.
Perché ogni singola esperienza che viviamo, entra inevitabilmente a far parte di noi, come in nessun altro modo.

E, anche solo nella misura in cui ci consente di capire un po’ meglio ciò che ci circonda e gli “altri”, ci rende, comunque, migliori.

Stay Tuned...
Mr.Frost
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La Libertà è Schiavitù, La Guerra è Pace, L'Ignoranza è Forza

linux_communist

A Cuba, un po’ di tempo fa, è stato presentato in pompa magna Nova.
Una particolare versione di Linux, realizzata apposta in seguito alla decisione del regime dell’Havana di adottare il sistema operativo GNU/Linux per la pubblica amministrazione, promuovendolo nel contempo anche per l’uso privato.

I vantaggi sono evidenti: il sistema è open source, libero ed è un buon modo per eludere l’embargo economico-commerciale cui l’isola è sottoposta da parte degli Stati Uniti ormai dal 1962.
Inoltre è stato concepito e realizzato in modo da poter funzionare agevolmente con apparecchiature ormai obsolete, si parla addirittura di Pentium II, che costituiscono ancora la maggioranza del parco macchine dell’isola.

La decisione è stata accolta con entusiasmo dalla Free Software Foundation, e con qualche scetticismo dal Web, anche in virtù di un riferimento ad un “controllo maggiore sul processo informatico”, fatto dal ministro delle Comunicazioni cubano, Ramiro Valdes.

E qui scatta una considerazione, a voi giudicare quanto pessimista: persino uno strumento per definizione e filosofia libero come Linux, può essere in tutto o in parte piegato all’uso di un interesse di parte, sia esso politico, economico o di altro tipo...

Il mezzo, come si è detto più di una volta, è assolutamente secondario rispetto all’uso che se ne fa e all’intenzione di chi se ne serve.

Mi pare che spesso, per cecità o tornaconto, si dimentichi questo “particolare” di una certa importanza...

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. Citazione facile facile, non mi viene neanche da mettere in palio una bambolina virtuale:
tuttavia, se qualcuno volesse bullarsi...
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Criminoso non è fare domande, criminoso è non dare risposte....



Al d là del merito delle risposte, sarebbe bello che CI FOSSERO delle risposte....ma questo presuppone una situazione normale....

Stay Tuned...
Mr.Frost
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One (very, very little) step beyond



Questo è il video di presentazione di Google Wave, nuova piattaforma di intercomunicazione presentata da Mountain View, che si propone come obiettivo principe quello di riunire i diversi mezzi di comunicazione attualmente a disposizione di un utente informatico sotto un’unica interfaccia semplice e (si spera) funzionale.

Idea ammirevole, sulla carta, cui personalmente auguro la fortuna che a mio avviso merita.



Questo, invece, è il video ufficiale di presentazione dell’iPhone 3Gs, terza incarnazione del terminale made in Apple.

Novità “under the hood”, come si dice, poco o nulla di visibile ad una prima occhiata, sebbene vi siano novità sostanziali in termini di software (iPhone OS 3.0, lungamente anticipato, è stato il vero fulcro della presentazione).

Ora, la domanda che mi solletica da qualche giorno è questa: Google Wave è una versione evoluta di altri “aggregatori” di mezzi di comunicazione, l’iPhone 3GS è un miglioramento di se stesso senza una vera e propria rivoluzione (anche se per ciò che mi riguarda, aggiunge proprio ciò che mancava a renderlo il mio telefono ideale...), Twitter è un SMS evoluto, Facebook altro non è che la solita community, opportunamente mixata con un’idea che ha almeno una cinquantina d’anni, l’annuario scolastico...

...e allora, in sostanza: la tecnologia può ancora compiere “salti” veri e propri? o piuttosto ci avviamo sempre più decisamente verso un progresso, certo costante, certo gradito, di sicuro (?) continuo, ma sostanzialmente “armonico”, senza “scatti” di alcun tipo?

Insomma, cosa ci aspetta in futuro? Una serie di Facebook, una serie di Multitouch, o invece una nuova Internet?

A voi la palla.

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. ADORO le connessioni WIFI gratuite degli alberghi!! Laugh Laugh
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Buonasera, Londra...

porta-a-porta-sito-rai

Solo una piccola domanda: perchè, tra tutte le puntate di Porta a Porta disponibili sul sito della Rai, è stata levata solo questa?

Il contenuto? Beh, YouTube santo subito... (peraltro, seconda perplessità, è pur sempre il canale della Rai sul Tubo...e allora?)

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B. Ovviamente la schermata è solo esemplificativa, la puntata è un’altra...quella cui NON indirizza il link....
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Wild Wild Web...

Tron

E’ un periodo strano per le informazioni riguardanti Internet.

Da un lato partono campagne che definire oscurantiste è poco, iniziative legislative (ok, è in francese, ma, a parte che basta digitare “HADOPI” e si scatena l’inferno, lo schemino penso sia alla portata di tutti...) che generosamente mi limiterò ad etichettare come improbabili e bislacche (e per tirare fuori il termine “bislacco” mi sono dovuto moderare parecchio...), contornate dal solito sensazionalismo da fruttivendolo (inteso come luogo, eh? mica come categoria! io amo i fruttivendoli... Happy ) dei media generalisti, che si ostinano a vedere la Rete esclusivamente come un enorme “serbatoio” di dettagli scabrosi ulteriori da inserire quali corollario dei propri discutibili articoli...

Ma non è tutto nero... (solo un grigio moooooooooooooolto scuro....).

Infatti, ricordo pochi periodi in cui ci sia stata altrettanta reperibilità di informazioni realmente qualificate su Internet, le sue tendenze, la funzione fondamentale che sta sempre più assumendo in moltissimi campi della nostra vita (si pensi al grid-computing, alla possibilità - in via di sperimentazione - di utilizzare Google trends in funzione di previsione delle epidemie...).

Mi pare interessante come questi due “vertici” - massimo e minimo - coesistano nello stesso momento. Cosa può voler dire?

Beh, un’ipotesi, non molto tranquillizzante, è che il divario tra chi utilizza e comprende il mezzo e chi ne ignora le caratteristiche anche basilari (e non se ne preoccupa più di tanto...) si stia trasformando in una specie di Fossa Delle Marianne...

...complici determinanti deficit infrastrutturali, certo, ma anche una piuttosto evidente volontà di sfruttare questa “sacca” (ottimismo al potere) di ignoranza telematica.

Sì perchè, come si diceva un po’ di tempo fa con EvilMax il problema forse risiede in ciò che ci abituano (con terrificante successo) a considerare “commestibile”, poiché sei ciò che mangi.

Comunque, vorrei lasciare due spunti per la discussione:

Un articolo di Repubblica, che rimanda ad un’interessante studio made in Microsoft sulle abitudini d’uso di Internet

L’introduzione al nuovo libro di Luca Sofri, pubblicata in anteprima su Wred, che a mio avviso fotografa assai bene questo aspetto dello “stato dell’Internet” qui da noi.

A voi la palla.

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B.

Ok, il titolo ha una fonte d’ispirazione assai tamarra...ma mi piaceva, ed il gioco di parole rende sempre bene...

...

...

...

...

...e poi non ne posso più della versione “seriosa” che fa noiosissimi film con Muccino! Rivoglio Il Principe di Bel Air!

Happy
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La via della pirateria è lastricata di buone intenzioni...

Downlovers

...poi dicono che uno si butta su TPB.

Solleticati dalla recente sentenza contro il tracker svedese, i mass media si sono lasciati andare ad un profluvio di articoli “anti-pirateria” con pochi precedenti...

Qualcuno, peraltro all’interno di un articolo che parla di tutt’altro, si è addirittura meritoriamente spinto a proporre interessanti soluzioni alternative.

A parte le ovvietà quali l’acquisto dei brani dagli store online (interessante la mancata citazione di iTunes, ma forse la notorietà sopperisce...), nelle ultime righe viene sponsorizzata una soluzione apparentemente assai interessante; si cita, infatti, la possibilità di scaricare brani in maniera assolutamente gratuita e legale da un sito italiano, Downlovers.it

Come funziona? Ecco la cronaca di un tentativo effettuato dal sottoscritto di usufruire dell’interessante servizio.

Una volta aperta la homepage del sito in questione, leggo la “dichiarazione d’intenti”:

“Chi sono i Downlovers? Sono tutti gli amanti della musica che da oggi possono scaricarla in modo gratuito, legale e sicuro, grazie agli accordi raggiunti con le principali etichette discografiche.

Questo è il luogo dove i Downlovers si trovano per condividere il free download dei più grandi artisti italiani ed internazionali.

Un mondo nuovo, unico e innovativo dove, per la prima volta, l'amore per la musica unisce legalità e entertainment.
Innamorati anche tu della musica. Benvenuto tra i Downlovers!”

Non male, no? Ambiziosa, condivisibile e decisamente promettente.

“Gasato” non poco da questa bandiera del download legale gratuito con così tanta convinzione sventolata, mi preparo a veder verificato un mio segreto timore, maturato sulla base delle passate esperienze avute con siti stile “qui c’è un sacco di musica fighissima che puoi scaricare gratis”: il catalogo farlocco.

Insomma, c’è un sacco di buona musica legalmente gratuita in Internet, ma il 99% di questa proviene, facile intuirlo, da artisti emergenti o di nicchia, che sfruttano la più grande ed accessibile vetrina del mondo a scopi promozionali.

Ebbene, incredibilmente mi vedo smentito nelle mie pessimistiche previsioni: il catalogo comprende effettivamente un numero notevole di “nomi noti”, tra i quali, tanto per citare, figurano Seal, la giovane rivelazione sanremese Malika Ayane, i nostrani Soundlovers, i Negramaro, la leggenda blues John Lee Hooker, Santana, Nat King Cole, Black Sabbath, Offspring, Fabri Fibra...

Insomma, tanti, decisamente eterogenei e per questo in grado di soddisfare i più svariati gusti musicali.

Pienamente convinto, decido di compilare il form d’iscrizione, gratuito, per poter accedere ai servizi offerti.

Compilato il suddetto con i classici dati richiesti in questo tipo d’istruzioni, ritorno alla pagina principale e decido di effettuare un download di prova.

Oggetto del test: “Senza Fiato” dei Negramaro, accreditata come bonus track dell’ultimo disco dei salentini, “La Finestra”.

Scopro così che il sistema che consente di mantenere gratuiti i download è costituito da una classicissima pubblicità, mandata in streaming durante lo scarico medesimo; un sistema relativamente poco invasivo, assolutamente non pregiudicante la qualità del file scaricato e tutto sommato molto “onesto”: la fruizione della musica è resa gratuita attraverso un sistema trasparente ed identificabile.

Leggo ed “ignoro” (aka non me ne preoccupo poi più di tanto) la nota di servizio sul possibile malfuzionamento dei files scaricati, qualora non si possieda una versione aggiornata di WindowsMediaPlayer: il tutto a causa del sistema DRM utilizzato.

In fin dei conti, non ho mai avuto problemi con i files .wma, utilizzando quello che per efficienza e “a furor di popolo” è diventato il plugin ufficiale per WindowsMedia su Mac, al punto tale da essere linkato direttamente da Microsoft nelle proprie pagine ufficiali.

E qui è sorto il problema...

Sì, perché dopo aver eseguito regolarmente il download del file (formato .wma), ho avuto la malaugurata idea di volerlo anche ascoltare...azione che si è rivelata impossibile.

Attenzione, non ho detto molto difficile, o non alla portata di tutti, bensì impossibile.

Niente da fare, nisba, nada de nada...il file, che X identifica così...

File Info

semplicemente non viene letto da nulla....

Niente QuickTime (nonostante il plugin di cui sopra), niente iTunes (che pure legge egregiamente i files .wma), niente VLC (vero e proprio lettore onnivoro), niente persino con Windows Media Player 9 (versione attualmente ultima disponibile sul sito Microsoft).

Insomma, un file inutilizzabile.

Ora, non tutto su Downlovers è in formato .wma.

Ci sono anche parecchi brani in formato mp3 dichiarato DRM free (non mi sono preso la briga di verificare, dandola per buona...). Ma proprio in virtù di questo mi chiedo: che cavolo di bisogno c’era di utilizzare un DRM proprietario così vincolante?

Perché le potenzialità di una iniziativa così interessante devono essere ridotte al lumicino, tagliando fuori una fetta sempre più consistente di potenziali fruitori? Per quale motivo un sito dovrebbe coscientemente (non valuto neppure l’alternativa “arroganza”, mi farebbe troppo incavolare...) limitare in questo modo assurdo ed enorme il suo bacino d’utenti?

Superficialità, direi.

Ancora nel 2009, siamo evidentemente in presenza di webmaster (se così possiamo chiamarli, con tante scuse ai VERI webmaster...) che credono che il mondo informatico sia solo Windows ed Explorer: in un panorama che vede Microsoft sviluppare quasi ogni suo prodotto di punta (logiche commerciali a parte, vedi appunto WMP e Live Messenger) anche per piattaforma Apple, in cui la quota di utilizzatori della Mela, soprattutto su internet, è assai rilevante, in cui una “scena” (come si diceva una volta... Winking )Linux sempre più user-friendly ed accesibile conquista i favori di un numero crescente di utenti....in questo scenario, c’è ancora chi sviluppa un servizio sulla base di un DRM del genere.

E si badi bene, non è il caso di Apple, che vincola la gestione di iPod a iTunes, legando così in una “triade” gli elementi cardine delle sue entrate musicali (iTunes Store incluso, quindi), con lo scopo prima di conquistare poi di mantenere quote di mercato che ne fanno il leader incontrastato.

Si sta parlando di un servizio la cui portata su scala Internet è definibile come “locale” (aka parecchio ristretta...), che dovrebbe mirare alla massima diffusione possibile, basando il suo meccanismo di base sulla pubblicità (pochi utenti = pochi inserzionisti = pochi soldi per rendere i brani gratis = pochi brani = pochi utenti e via da capo...).

Insomma, una vera e propria zappa informatica sui proverbiali piedi.

Che dire, se non che auguro a quelli di Downlovers di non dover mai cercare di capire perché quote consistenti di fruitori di musica online non si rivolgano a loro, nonostante, ripeto, l’ottimo catalogo disponibile...perché ne uscirebbero di sicuro, oltre che con un gran mal di testa, con una bella botta al proprio orgoglio “sviluppatore”...

Nel frattempo, per chi facendo parte di quella “insignificante minoranza” che non usa WMP sotto Windows volesse approfondire l’argomento “mp3 gratis e legali”, consiglio un bel sito, anche se, come si diceva sopra, legato ad artisti non proprio “mainstream”:

Free Music Archive

Inutile dire che questa è solo una goccia nel mare...chi cerca trova sempre, e San Google, come al solito, aiuta... Happy

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B. Sia chiaro che questa NON È una critica a tutto tondo nei confronti di Downlovers, che anzi reputo comunque un buon sito con “un’idea di servizio” interessante e meritevole di riconoscimento. Il nodo, sta nella realizzazione, approssimativa e miope, delle modalità di fruizione del servizio stesso, ed è servito come spunto per tornare su un argomento, quello della fruibilità dei contenuti e del rispetto degli standard, di cui mi ero già occupato in passato...e che resta purtroppo sempre d’attualità, a mio avviso.

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"Confido che ricorderete questo come il giorno in cui avete quasi catturato Capitan Jack Sparrow"

jack-sparrow.jpg

ThePirateBay colpevole.

Questo è dunque quanto emerge dalla sentenza di primo grado emessa da un tribunale Svedese (nazione nella quale “risiedono” legalmente i server del sito).

Che La Baia (nickname con il quale confidenzialmente è indicato il servizio tra gli utenti e gli internauti in genere) chiuda, o subisca un duro colpo nel suo funzionamento, non è una buona notizia.

Per nessuno.

Contrariamente, infatti, a quanto i media generalisti stanno cercando di far passare come verità presso l’opinione pubblica (o per meglio dire, presso quella parte di opinione pubblica che ancora si forma esclusivamente o prevalentemente tramite essi...), l’associazione tra ThePirateBay (d’ora in poi, per comodità ed innata pigrizia del sottoscritto TPB) e la pirateria informatica, audiovisiva, ecc. (barrare la casella d’interesse...) è meno automatica e stretta di quanto venga presentata.

Cerchiamo se possibile di capirne qualcosa di più.

TPB è, in termini brutalmente tecnici, un sito per il tracking di files di tipo .torrent.
Offre cioè un servizio di indicizzazione dei suddetti files, un servizio che li raggruppa e li rende più facilmente rintracciabili.

In pratica, voi andate all’indirizzo del sito, digitate nell’apposita barra di ricerca il titolo di un film, di un disco, il nome di un attore o di un autore, ma anche di un software, ed il sito vi restituisce una serie di risultati tra cui, se siete fortunati, troverete ciò che stavate cercando.

Quando vi si accende la lampadina del già sentito © , fate un fischio.

Ora andate su questo indirizzo.
Fatto?
Bene.

Familiare, n’est pas?

Ok, l’esperimento prosegue: digitate how to build a bomb.
Cliccate sul primo risultato....

Complimenti! Secondo la tesi dell’accusa nel processo a TPB, avete appena dimostrato che Mountain View è in realtà un pericolosissimo covo di pazzi bombaroli!

Ma continuiamo, prego, vogliate seguirmi...ecco un altro siterello semisconosciuto.
Digitate nell’apposito campo di ricerca la seguente stringa: how to make a napalm bomb. Cliccate il primo risultato, e godetevi il simpatico filmatino.

Dannazione, siete circondati da pazzi!

Siete andati a verificare di aver chiuso la porta di casa con almeno tre mandate?

...
...
...
...
...

Bene, ora riprendete fiato e seguitemi.

Questa è una grossa parte del problema che si presenta se si comincia a considerare solo un po’ meno superficialmente il portato giurisprudenziale di una sentenza come quella di condanna a TPB: il mezzo viene equiparato al fine, e talora ricompreso in esso.

Lo riscrivo, che due volte funziona meglio, come i pizzicotti per risvegliarsi: IL MEZZO VIENE EQUIPARATO AL FINE, E TALORA RICOMPRESO IN ESSO.

Ecco, l’ho detto.
Tra le radiografie e la bomba atomica, non c’è differenza.
Tra il bisturi di Barnard e quello di Jack lo Squartatore, non c’è differenza.

Insomma, TPB ospita anche contenuti che violano le leggi sul diritto d’autore (sì, anche...perchè ospita anche le varie distro linux gratuite, come questa...), ma assieme ad essi se ne possono trovare altri la cui diffusione gratuita è assolutamente legale, poiché prevista dagli autori stessi (Firefox, Chrome, un cd musicale, pacchetti di foto in alta risoluzione...un bel po’ di roba, insomma).
Perché Google, o Canonical, o Mozilla tollerano o addirittura sponsorizzano la diffusione dei loro prodotti via torrent? Semplice, per almeno tre ottimi motivi: è un mezzo tecnicamente efficiente che non ingolfa i server aziendali, costa zero, ha amplissima diffusione. Ed altri ce ne sono, la lista è lunga...

Inutile dire che, per non rischiare di confondersi tra il cardiochirurgo e il serial killer, servono attenzione, conoscenza, buona fede e mancanza di conflitto d’interessi.
Tutto ciò che, purtroppo, molti titolari di bocche di fuoco mediatiche piuttosto importanti stanno dimostrando di non avere (con qualche meritoria eccezione).

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B. A cosa è dovuto l’ottimismo del titolo? Semplice: la storia di Internet è piena di questi tentativi, ed i risultati censori ottenuti sinora sono stati fortunatamente vicini al ridicolo: tanto per rinfrescare la memoria, secondo le major discografiche, la “morte” di Napster come sistema peer-to-peer “irregolare” avrebbe determinato una vittoria schiacciate del copyright e sancito una nuova era di prosperità per loro e di vendite stratosferiche per i CD originali. Sappiamo tutti com’è andata.

In questa specifica circostanza, non solo TPB continua regolarmente ad esistere ed essere fruibile, ma è in buona, anzi ottima compagnia; qualche esempio:

Colombo BT
Il Corsaro Nero
TNT Village
Torrentportal.com
BiteNova
Snarf It
Isohunt.com

Torrentspy.com
YouTorrent.com
Vuze.com
Torrentscan.com
Torrentz.com
Mininova.org
Torrentreactor.to
BTjunkie
Gamestorrents.com
PhoenixItalia.org

Capita l’antifona?

N.B.B. Invece, in Italia, abbiamo questo tipo di persone ad occuparsi di legiferare sui problemi della regolamentazione di internet e del diritto d’autore....

L’On. Carlucci
L’On. D’Alia
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Un Oscuro Scrutare

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Stavo riguardandomi “A Scanner Darkly” ...il quale, oltre ad essere un gran bel film, una notevolissima “palestra” di innovazioni tecniche ed una eccellente trasposizione dell’opera omonima di quel geniaccio di Philip K. Dick, contiene parecchi spunti interessanti sul mo(n)do in cui viviamo (tutta la buona fantascienza lo fa, l’ha sempre fatto....).

Una frase, specialmente, mi accende ogni volta la proverbiale lampadina: “Viviamo in una società della dipendenza”.

In effetti, è piuttosto vero, sotto diversi aspetti e in molteplici sensi...

Viviamo circondati da bisogni indotti (da chi e perché è fin troppo facile capirlo, nella maggioranza dei casi), l’analisi dei quali rischia di scivolare in un moralismo dalla cui frequentazione oggi volentieri mi astengo...

...e da bisogni reali, assai più drammatici perché improcrastinabili e perché, in fin dei conti, in un mondo migliore non dovrebbero esistere.

La fame, la sete, la mancanza di luoghi decenti in cui vivere, di istruzione, di pace, di condizioni elementari di uguaglianza e giustizia sociale (e propriamente detta), di cultura (cosa assai diversa dall’istruzione), di prospettive, della verosimile possibilità di migliorare le proprie condizioni grazie al proprio lavoro, di un futuro...sono bisogni la cui impossibilità di realizzazione è data da...da...

...dai mezzi tecnici inadeguati? No.
...dalle risorse insufficienti? No.
...dal destino cinico e baro? No.

E’ data da disegni politici ed economici - no, più propriamente affaristici - che mirano a trarne un vantaggio, poiché la presenza di questi bisogni è sfruttabile in molte maniere...insomma, è data dalla precisa volontà di indurre questi bisogni per ciò che comportano e che ad essi consegue.

Strano come la differenza tra i due tipi si assottigli, se solo ci si mette un po’ di sbieco a guardarli, no?

Stay Tuned...
Mr.Frost

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Harder, Better, Faster, Stronger

Wordcloudweb20

Ritorna la periodica crociata contro la tecnologia, rea presunta di creare rapporti superficiali, di alienare le menti dei fruitori assidui, specie se “giovini inermi virgulti in via di formazione”, e così via con tutto il corollario che ormai ben conosciamo di teorie sociologiche o presunte tali.

Qualche esempio recente?

Alberoni sull’abuso della rete e affini. (“interessante” il neanche troppo velato accostamento tra fruizione massiccia di Facebook, Youtube e altri siti particolarmente popolari e l’uso di cocaina e affini...)

Una presunta ricerca (in realtà sono deduzioni personali, pur se di fonte potenzialmente qualificata...) che sembrerebbe dar man forte al sociologo nostrano

Una minima lista degli inviti alla cosiddetta “Quaresima tecnologica” (anche se in realtà qui lo spettro è più ampio, e se espressi in altra forma taluni concetti sarebbero anche condivisibili...)

Insomma, tutti contro il mostro: preparate torce, forconi e quant’altro, inizia il party.

Ma come sempre, il problema è sfaccettato peggio di uno Swarovski, e basta cambiare il punto di vista per ritrovarsi letteralmente ad osservare “un altro mondo”.

Abbiamo più volte affrontato il discorso, chiedendoci ogni volta se il mezzo sia più o meno potente dell’uso che se ne fa.
Ma come può la nostra storia recente non essere giudicata abbastanza esemplificativa del fatto che è l’utilizzatore che determina l’orientamento della tecnologia disponibile, e non esistono tecnologie che siano intrinsecamente “buone” o “cattive”?

Dovremmo rinunciare al plutonio perché ci si possono costruire ordigni atomici, perdendo così la possibilità di alimentare, solo a titolo d’esempio, le sonde spaziali Galileo e Cassini?

Dovremmo eliminare Internet, perché oltre a Wikipedia, ormai vero e proprio paradigma dell’informazione distribuita (sia nella sua fruizione che nella sua costituzione), consente anche lo scambio di materiale pedo-pornografico?

O potremmo magari abolire Skype, in virtù della sua non facile intercettabilità e tracciabilità (che peraltro è cosa ben diversa dalla NON intercettabilità della quale si è parlato recentemente...), privando così milioni di utenti (16152943 al momento attuale connessi, secondo la mia copia...) della possibilità di comunicare in maniera veloce, efficace, semplice e gratuita con chiunque nel mondo abbia un accesso ad Internet?

Insomma, ancora una volta l’isteria e la necessità di un bersaglio grosso la fanno da padrone, ed ancora una volta tutto quello che si sa (o si crede di sapere) non basta ad arginarne l’avanzata, nè a limitarne gli effetti sui nostri evidentemente assai suggestionabili apparati cerebrali embedded.

Cosa si può fare di fronte al ripresentarsi (come detto ciclico, anche se il “ciclo” si sta riducendo preoccupantemente e la frequenza aumenta in modo sensibile) di questo spiegamento di artiglieria pesante?

Forse basterebbe chiudersi a riccio, consci delle proprie argomentazioni e disposti ad esprimere le proprie perplessità e obiezioni quando richiesto, ma nulla più.

Ma credo sinceramente sarebbe una sconfitta. Come se i medici rinunciassero a spiegare le malattie ai non laureati in medicina, “tanto non capirebbero”; o gli scienziati a divulgare le proprie scoperte al di fuori della ristretta cerchia dei loro pari disciplina e conoscenza, certi di non trovare riscontri di alcun tipo.

Forse (ed è l’ipotesi per la quale propendo da sempre) basterebbe avere un po’ più di fiducia in quello che troppo spesso con leggerezza colpevole viene considerato l’ “anello debole” della catena, e che invece ne rappresenta il discrimine, la forza, l’origine e lo scopo ad un tempo.

L’utente. Noi.

Stay Tuned...
Mr.Frost


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Prove Tecniche...

Work_in_progress

Giuro.
Stavolta c’è una spiegazione.

... ... ...

... ... ...

Occhio! Non ho detto una VALIDA spiegazione.
Semplicemente una spiegazione.

Sto sperimentando la potenza degli snippets (che sembra parecchio La Forza Di Uno, ora che ci penso...e non è per nulla bello...).

Insomma, potrebbero esserci novità nell’interfaccia, in un futuro (dominato dai robot? Laugh )

Cheers.

Stay Tuned...
Mr.Frost
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This Is (Not) The End...

quadrato nero

E’ finita. Per una persona, la più direttamente interessata, forse per due o tre considerando i suoi genitori, qualcuna di più includendo amici e parenti più o meno vicini e più o meno partecipi del suo dolore.

Ma per noi, non è finita affatto.
Anzi.

Su questo caso si è detto e scritto tutto ciò che si poteva, nelle forme più varie, a sostegno o contro le opposte posizioni, da qualsiasi fonte immaginabile, “autorevole” o meno che fosse (scala gerarchica peraltro difficilmente definibile su di un argomento del genere, ma assumiamola nella sua forma più convenzionale...).

Proprio per questo, vale la pena di spostare l’attenzione su ciò che a questa triste storia ha fatto da “contorno” (ma siamo davvero sicuri che da un certo punto in avanti non si sia mirato ad invertire le parti?).

Abbiamo avuto fondamentalmente, a mio avviso, cinque “macro-attori” presenti:

1) Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano
2) Il Parlamento
3) Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed il suo Governo
4) Il Vaticano
5) L’Opinione Pubblica

Siccome la questione è molto più complessa di quel che sembra, specialmente se si allarga “l’orizzonte degli eventi”, sarà meglio mantenere un ordine ben preciso...

1) Il capo dello Stato, il Presidente della Repubblica, ha rifiutato di controfirmare il decreto legge che aveva lo scopo (ennesima legge “ad personam”, viste le circostanze di fatto) di sospendere l’applicazione del famigerato “protocollo” medico per la sospensione di alimentazione ed idratazione mediante sondino nasogastrico. Le motivazioni fornite dalla più alta carica dello Stato sono state di ordine sostanziale e di opportunità.

Oltre all’irrituale uso della decretazione d’urgenza, veniva rilevata l’inopportunità di utilizzare il decreto legge per incidere su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti, anziché ricorrere ad un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica.

Inoltre, rilevava Napolitano, “rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell'art. 77 della Costituzione se non l'impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso”.

Ma di quest’ultimo, fondamentale punto riparleremo più avanti.

2) Il Parlamento non ha, per non volontà o incapacità, legiferato durante questi anni (e solo considerando il caso in questione, si parte dal 1992, data dell’incidente automobilistico, o quantomeno dal 1999, data del primo ricorso ala Magistratura).

In mancanza di una adeguata legge sul fine-vita, non resta che ricorrere a princìpi necessariamente generici come quelli contenuti nella Carta Costituzionale (Art. 32), o puramente giurisprudenziali (e come tali “mal digeriti” dalla nostra legislazione).

Abbiamo purtroppo ripetute prove della scarsa efficienza del nostro organo legislativo fondamentale; talora oberato da una massa di provvedimenti di dubbia utilità o dalle dimensioni abnormi (entrambe le forme di “elefantiasi legislativa” sono note da parecchio tempo), talora impantanato in questioni (di principio o di lana caprina che siano) che richiederebbero ben altro profilo dei partecipanti alla discussione, o ancora penalizzato e reso di fatto totalmente inutile dalla scarsa o inesistente coscienza civica e “deontologia professionale” dei suoi membri (assenteisti, pianisti, ecc. ecc.)

In seconda ipotesi, assai realistica a dir la verità, l’argomento è così complesso e scottante che nessuno ha mai voluto pronunciarsi, vuoi per evitare improprie semplificazioni, vuoi per non “inimicarsi” una delle due parti con pareri opposti.

3) ...e proprio di questo, segnatamente di non volersi inimicare una ben precisa parte (scudocrociata un tempo, ora senza più scudo...), è stato accusato da più parti il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il suo Governo. Accuse di voler cercare una “saldatura”, con conseguente legittimazione diretta, con il Vaticano; di voler “dare un’anima” ad una politica “aziendalista” nel senso più degenere del termine, appoggiandosi sull’autorità morale della Chiesa Cattolica; di voler infine, ed è l’accusa che se si rivelasse fondata sarebbe più grave, utilizzare questo dramma personale, umano e civile, questo groviglio di problemi di coscienza, per assestare una spallata decisiva al Presidente della Repubblica ed alla Costituzione.

Di sicuro, senza voler interpretare i pensieri di chicchessia (Berlusconi peraltro non lesina certo “esternazioni” su qualunque argomento, spesso improvvide, e sempre smentite...), restano le dichiarazioni ed i termini utilizzati dal Presidente del Consiglio: “omissione di soccorso”, “Se il Capo dello Stato decidesse di caricarsi della responsabilità di una vita”, “Non si può governare il Paese senza la decretazione d'urgenza”, “Senza la possibilità di ricorrere a decreti legge, tornerei dal popolo a chiedere di cambiare la Costituzione e il governo”, “(e riferendosi alla Costituzione) Filosovietica, fatta sotto l'influsso di una dittatura”.

Dichiarazioni gravi, toni che, lungi dal configurare rapporti di “cordialità” con la massima carica dello Stato (come arriverà ad affermare poco dopo lo stesso Berlusconi) dimostrano putroppo le solite “zone d’ombra” del Cavaliere come personaggio politico:

Scarso rispetto delle gerarchie istituzionali, specie quando queste si sostanziano nella tripartizione dei poteri in forma garantista.
Scarso (o nullo) rispetto del dibattito politico, e con esso dell’opposizione che, per quanto debole, rappresenta comunque una parte del Paese.
Uso spregiudicato di una posizione di oggettivo (OGGETTIVO, sia chiaro) vantaggio mediatico, resa se possibile ancora più evidente in circostanze come queste, con l’uso dei tre canali Mediaset e dei rispettivi telegiornali per operare une vera e propria “blitzkrieg” a supporto delle posizioni governative.
Voluta confusione, in questo ed in altri casi, tra piano pubblico e privato, personale ed istituzionale, razionale ed emotivo, al solo scopo di “sfruttare l’onda” dei sentimenti naturalmente suscitati da un caso del genere.

4) Come spesso accade, e assai più spesso da qualche tempo a questa parte, il Vaticano ha per così dire espresso con una certa veemenza il proprio parere sulla questione.

Se così fosse, con differenti ma assolutamente personali considerazioni sulla necessità della veemenza o meno, non ci sarebbe molto da obiettare.
Se poi, storicamente, non ci fosse una continua commistione, per non dire interferenza, tra il Vaticano e la politica italiana (vedi i tentativi di revisione della legge 194/78, o più di recente la campagna pressante, e riuscita, per influenzare il risultato del referendum sulla legge 40), il problema parrebbe addirittura inesistente.
Ma così non è.

Anche qui, come per il soggetto di cui al punto precedente, vale la pena di approfondire soprattutto i toni:

“Inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo”
“Un vero e proprio omicidio”
“Che il signore (...) perdoni chi l'ha portata a questo punto” - Cardinale Javier Lozano Barragan.

“qualsiasi azione volta a interrompere l'alimentazione e l'idratazione si configurerebbe, al di là delle intenzioni, come un atto di eutanasia” - Monsignor Mariano Crociata.

“E' stato un omicidio"
"Hanno ucciso una persona innocente e incapace di difendersi” - Cardinale Josè Saraiva Martins.

"Eluana è morta. 'Giustizia' è fatta" - Avvenire.

"(a proposito della sentenza) Relativismo dei valori (...) inaccettabile”
“Una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia”
“Nessun esperto potrebbe allo stato attuale, dichiarare l'irreversibilità della condizione di stato
vegetativo, se non in base a una scelta puramente soggettiva”
“sulla volontà di Eluana l'arbitrarietà appare palese: la dichiarazione di un momento non può evidentemente essere presa a parametro” - L’Osservatore Romano.

“Il viaggio della morte è cominciato di notte” - SIR, Servizio Informazioni Religiosa.

D’altro canto, come spesso accade, vi sono anche voci più o meno autorevoli che vengono prontamente “zittite”, specialmente su determinati media:

“Davvero ci si può sostituire a Dio, affermando di conoscere la sua volontà riguardo alla sofferenza e alla morte delle persone?”
“Come è vero che nessuno dovrebbe sollecitare, tantomeno obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto è possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme, che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile” - don Pierluigi Di Piazza, Parroco di Zugliano e altri nove confratelli del Friuli.

“Le nuove tecnologie, che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano, richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona” - Cardinale Carlo Maria Martini, citato da Don Mazzi.

5) ...e l’Opinione Pubblica? Beh, l’Opinione Pubblica siete voi, siamo noi, sono io. Io la mia l’ho detta...

Stay Tuned...
Mr.Frost
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La forza delle parole

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"Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge"

"Questi vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica"

Roberto Maroni - Ministro dell’Interno

Poi, intervistato dal TG1, un ragazzo di Nettuno dice che, in fondo, questi hanno solo “bruciato un marocchino”.

...è che secondo me non si rendono proprio conto.

Stay Tuned...
Mr.Frost

(scheggia di un discorso assai più complesso che mi gira in testa da un po’, ma che devo mettere ancora a fuoco...)
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InfoOdissea (o "dello sfigato tentativo di passare da Haloscan a JS-Kit, salvo poi scoprire che posso continuare ad usare tranquillamente i servizi del primo...")

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Chi sono costoro? Semplice: i signori a sinistra sono i fornitori del mio attuale ed imbarazzantemente semplice da usare sistema di commenti ai post.

Quelli più a destra, fino ad un’oretta fa, personalmente equivalevano all’Anticristo (senza il fascino di “Sympathy For The Devil”, oltretutto...).

In parole miserrime, l’altro giorno, vagando sul sito di Haloscan per verificare alcuni settaggi del mio account, scopro che tale JS-Kit si è comprata l’azienda in questione. Nelle News trovo il solito, trionfalistico prodotto del marketing, nella forma di un comunicato che descrive le “magnifiche sorti progressive” del servizio Haloscan, ora che è “potenziato” da JS-Kit.

Letto e dimenticato, penso alla solita acquisizione commerciale senza ripercussioni sull’utenza, e cerco di capire perché la gestione dei commenti stia dando i ciocchi da qualche tempo.

Ma, sorpresa! Tra le pieghe dei pannelli di gestione, vengo invece a sapere che è in atto una vera propria “migrazione” più o meno forzata (o così pare) da un servizio all’altro, e che oltretutto la sincronizzazione dei dati tra i due servizi è su “invito” (ohibò!) di JS-Kit; invito che avrebbe dovuto essermi spedito via mail “in a few days”.

Morale della favola, ho provato a gestire i miei commenti da JS-Kit, il quale è oltretutto DECISAMENTE più potente di Haloscan (pure troppo, per le mie esigenze...), ma ahimè, terribilmente meno intuitivo.

Insomma, si sono pappati un po’ di commenti recenti (la seconda metà del 2008, circa), tra cui alcuni decisamente notevoli, solo per non essersi limitati ad una “transizione” puramente societaria e commerciale...

Odio senza confini?

In un primo tempo sì.

Poi, scoperto che posso restare con le attuali impostazioni (anzi, ho addirittura aggiunto il rating con le classiche e spietate stelline, dopo ogni post), la rabbia è alquanto scemata, complice una bella sessione di ascolto della mia libreria di iTunes, rigorosamente in modalità casuale, ed una tazza di tè in previsione per l’ora classica...

Ho quindi deciso di “ignorare” in una certa misura l’incidente, conscio oltretutto del fatto che anche i commenti persi sono fissati nella mia memoria, e quella è la cosa più importante...

Tutto questo ha però avuto anche un merito: farmi riflettere, una volta di più, su quanto mezzi a volte potentissimi, apparecchi ed oggetti dalle capacità incredibili, invenzioni che sfiorano (sfiorerebbero) il genio, siano penalizzati, azzoppati, addirittura stroncati dalla loro anti-intuitività, dalla guerra termonucleare globale che a volte sembrano dichiarare all’utente.

Interfacce man-machine che sono piuttosto machine-machine (nel senso che non è umano comprenderle...), ergonomia sotto la suola delle scarpe, istruzioni inesistenti, incomprensibili o peggio svianti, tutta una serie di superficialità di progettazione che rendono frustrante anche l’uso del più semplice dispositivo.

A tal proposito, suggerirei a chi fosse eventualmente interessato la lettura del bel saggio “La Caffettiera del Masochista” che, a partire dal geniale sottotitolo e dall’altrettanto affascinante illustrazione in copertina, ci guida attraverso un percorso di “redenzione”, spiegandoci come le nostre difficoltà ad utilizzare oggetti spacciati per “comuni” non dipendano da una nostra imbarazzante incapacità, bensì dalla cattiva progettazione che li ha generati...

Uomo comune batte progettista sadico, 1 a 0.

Stay Tuned...
Mr.Frost

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Dio t'assista (?!?)

busatei

A parte la “famosa” battuta, la situazione è seria e, nel migliore dei casi, complessa...

L’UAAR paga una “campagna pubblicitaria” ( sempre che, visto l’oggetto, si possa definire solo così... ) per sostenere che Dio non esiste. Ora, fermo restando che non mi pare sia il caso di spendere soldi per affermare una non verità su di un argomento che verità assolute non ne prevede, né in un senso né nell’altro, il problema si sposta decisamente sulla politica.

E qui ci si impantana: perché finché si parla di filosofia, di teologia, fede, religione, tutto è lecito. Si è nel campo delle opinioni, non verificabili e dunque ammissibili per definizione, purché non lesive delle altrui libertà.

Ma quando si parla di politica, specialmente di quel campo ristretto dell’opportunità politica che si occupa di consentire una civile convivenza tra posizioni e idee tra loro differenti ( se non contrapposte...), i contorni si fanno meno sfumati, sotto la spinta cogente del trovare soluzioni brutalmente pratiche anche ai massimi sistemi...

E dunque, dove va posto il confine sfumato ma non troppo tra la legittima espressione di una credenza, e l’offesa a chi professa una fede differente? ( o una fede e basta? ).

Esiste una differenza tra l’affermazione “Dio esiste” ed il suo opposto “Dio non esiste”?
A mio avviso, no.

Voglio dire, sono entrambe razionalmente indimostrabili: se non lo fossero, una delle due non avrebbe ragione d’esistere ( salvo che per i faziosi e gli amanti delle speculazioni più oziose.... ). Dunque, purché non si ecceda sconfinando nel campo dell’insulto alle altrui convinzioni ( queste ultime particolarmente “sensibili” se afferenti alla sfera religiosa ), ogni opinione in ambito religioso è ugualmente sostenibile.

Dov’è allora il problema nell’affittare uno spazio pubblico, quale che sia, allo scopo di diffondere un’idea che si ritiene corretta?

Pur facendo la “tara” dell’eccezionale sensibilità cattolica presente in Italia, dovuta a quella che è definibile come una “sovraesposizione mediatica” di questa specifica religione, davvero riesce difficile comprendere razionalmente come un’idea opposta ( espressa per di più in termini assai decisi, ma allo stesso tempo “ironici” ) possa essere sentita come un’insulto, un’offesa d alcun tipo.

Vero è che le idee hanno una forza spesso inaspettata, che cozza contro la loro immaterialità: ”(...) Io sono testimone diretta della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… ( “V For Vendetta” ).

Ma è altrettanto vero che chiunque abbia combattuto le altrui e diverse idee con mezzi diversi dalle proprie convinzioni, ha inevitabilmente disceso una china assai pericolosa: quella che porta all’ottusità, al fanatismo, alla prevaricazione.

Un po’ di riassunto “bibliografico”:

Repubblica.it - Autobus “atei” a Genova
Corriere.it - La replica di Bagnasco

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Time Machine

Google Wayback Machine

Signore e Signori, questo è Google.

Sì, Google. Il “gigante di Mountain View”, IL motore di ricerca, l’entità Internet talmente pervasiva ormai delle nostre vite da essersi meritata un verbo apposta sul vocabolario (to google).
Ai suoi esordi.

Chiaramente, il merito di aver salvato uno screenshot della versione Beta di Google non va al sottoscritto, bensì ad uno dei servizi più utili e “romantici” del Web, la WayBack Machine.

Funzione a mio avviso basilare dell’Internet Archive, la WayBack Machine permette, previo inserimento di un URL qualsiasi, di scorrere le varie versioni di quel sito che si sono succedute nel tempo.
Tanto per rendere l’idea delle dimensioni dell’archivio, inserendo www.google.com come indirizzo, vengono restituite ben 2908 pagine, ciascuna delle quali rappresenta uno “snapshot” del motore di ricerca più utilizzato del web in un suo momento di vita.

.....e qui viene il punto.

Spesso, Internet viene più o meno esplicitamente riconosciuta ed etichettata come un mondo in rapidissimo cambiamento, nel quale poco posto è riservato alla Storia, e prevedibilmente quasi nessuno alla storia (intesa come evoluzione quotidiana, cronaca...).

Si suppone che nessuno abbia interesse a sapere da dove proviene uno qualsiasi dei “flussi di elettroni” che compongono uno dei nostri URL preferiti, ancor meno com’era la “versione beta” di un qualunque, sfolgorante, platinatissimo servizio “cool 2.0”.

Eppure... eppure anche Internet ha bisogno di storia. Ciò che rende interessante (affascinante, entusiasmante, mitico persino) un sito, un marchio, una società, è il fatto di avere una storia.
Quanta parte della “mitologia” di Apple, Google, Facebook, sta nelle loro origini?

Il garage in cui Jobs e Wozniak concepirono il computer “for the rest of us”, il laboratorio universitario nel quale due ragazzi fino a quel momento sconosciuti misero a punto L’algoritmo di ricerca, la giovanissima età di colui che sta tenendo le redini del social network più in voga...fanno sì che nomi, marchi altrimenti astratti e passibili di rimanere solo una goccia nel mare, diventino identificabili da chiunque.

Insomma, il regno del temporaneo, Internet, ha come tutto e tutti bisogno di storia; di sapere da dove si viene, anche un po’ per capire verso dove si stia andando, e come arrivare nel modo migliore dove si vuole.

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. Wewishyouamerrychristmas,
wewishyouamerrychristmas,
wewishyouamerrychristmas,
andahappynewyear!!

Buon Anno!

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