Criminoso non è fare domande, criminoso è non dare risposte....



Al d là del merito delle risposte, sarebbe bello che CI FOSSERO delle risposte....ma questo presuppone una situazione normale....

Stay Tuned...
Mr.Frost
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One (very, very little) step beyond



Questo è il video di presentazione di Google Wave, nuova piattaforma di intercomunicazione presentata da Mountain View, che si propone come obiettivo principe quello di riunire i diversi mezzi di comunicazione attualmente a disposizione di un utente informatico sotto un’unica interfaccia semplice e (si spera) funzionale.

Idea ammirevole, sulla carta, cui personalmente auguro la fortuna che a mio avviso merita.



Questo, invece, è il video ufficiale di presentazione dell’iPhone 3Gs, terza incarnazione del terminale made in Apple.

Novità “under the hood”, come si dice, poco o nulla di visibile ad una prima occhiata, sebbene vi siano novità sostanziali in termini di software (iPhone OS 3.0, lungamente anticipato, è stato il vero fulcro della presentazione).

Ora, la domanda che mi solletica da qualche giorno è questa: Google Wave è una versione evoluta di altri “aggregatori” di mezzi di comunicazione, l’iPhone 3GS è un miglioramento di se stesso senza una vera e propria rivoluzione (anche se per ciò che mi riguarda, aggiunge proprio ciò che mancava a renderlo il mio telefono ideale...), Twitter è un SMS evoluto, Facebook altro non è che la solita community, opportunamente mixata con un’idea che ha almeno una cinquantina d’anni, l’annuario scolastico...

...e allora, in sostanza: la tecnologia può ancora compiere “salti” veri e propri? o piuttosto ci avviamo sempre più decisamente verso un progresso, certo costante, certo gradito, di sicuro (?) continuo, ma sostanzialmente “armonico”, senza “scatti” di alcun tipo?

Insomma, cosa ci aspetta in futuro? Una serie di Facebook, una serie di Multitouch, o invece una nuova Internet?

A voi la palla.

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. ADORO le connessioni WIFI gratuite degli alberghi!! Laugh Laugh
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Buonasera, Londra...

porta-a-porta-sito-rai

Solo una piccola domanda: perchè, tra tutte le puntate di Porta a Porta disponibili sul sito della Rai, è stata levata solo questa?

Il contenuto? Beh, YouTube santo subito... (peraltro, seconda perplessità, è pur sempre il canale della Rai sul Tubo...e allora?)

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B. Ovviamente la schermata è solo esemplificativa, la puntata è un’altra...quella cui NON indirizza il link....
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Wild Wild Web...

Tron

E’ un periodo strano per le informazioni riguardanti Internet.

Da un lato partono campagne che definire oscurantiste è poco, iniziative legislative (ok, è in francese, ma, a parte che basta digitare “HADOPI” e si scatena l’inferno, lo schemino penso sia alla portata di tutti...) che generosamente mi limiterò ad etichettare come improbabili e bislacche (e per tirare fuori il termine “bislacco” mi sono dovuto moderare parecchio...), contornate dal solito sensazionalismo da fruttivendolo (inteso come luogo, eh? mica come categoria! io amo i fruttivendoli... Happy ) dei media generalisti, che si ostinano a vedere la Rete esclusivamente come un enorme “serbatoio” di dettagli scabrosi ulteriori da inserire quali corollario dei propri discutibili articoli...

Ma non è tutto nero... (solo un grigio moooooooooooooolto scuro....).

Infatti, ricordo pochi periodi in cui ci sia stata altrettanta reperibilità di informazioni realmente qualificate su Internet, le sue tendenze, la funzione fondamentale che sta sempre più assumendo in moltissimi campi della nostra vita (si pensi al grid-computing, alla possibilità - in via di sperimentazione - di utilizzare Google trends in funzione di previsione delle epidemie...).

Mi pare interessante come questi due “vertici” - massimo e minimo - coesistano nello stesso momento. Cosa può voler dire?

Beh, un’ipotesi, non molto tranquillizzante, è che il divario tra chi utilizza e comprende il mezzo e chi ne ignora le caratteristiche anche basilari (e non se ne preoccupa più di tanto...) si stia trasformando in una specie di Fossa Delle Marianne...

...complici determinanti deficit infrastrutturali, certo, ma anche una piuttosto evidente volontà di sfruttare questa “sacca” (ottimismo al potere) di ignoranza telematica.

Sì perchè, come si diceva un po’ di tempo fa con EvilMax il problema forse risiede in ciò che ci abituano (con terrificante successo) a considerare “commestibile”, poiché sei ciò che mangi.

Comunque, vorrei lasciare due spunti per la discussione:

Un articolo di Repubblica, che rimanda ad un’interessante studio made in Microsoft sulle abitudini d’uso di Internet

L’introduzione al nuovo libro di Luca Sofri, pubblicata in anteprima su Wred, che a mio avviso fotografa assai bene questo aspetto dello “stato dell’Internet” qui da noi.

A voi la palla.

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B.

Ok, il titolo ha una fonte d’ispirazione assai tamarra...ma mi piaceva, ed il gioco di parole rende sempre bene...

...

...

...

...

...e poi non ne posso più della versione “seriosa” che fa noiosissimi film con Muccino! Rivoglio Il Principe di Bel Air!

Happy
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La via della pirateria è lastricata di buone intenzioni...

Downlovers

...poi dicono che uno si butta su TPB.

Solleticati dalla recente sentenza contro il tracker svedese, i mass media si sono lasciati andare ad un profluvio di articoli “anti-pirateria” con pochi precedenti...

Qualcuno, peraltro all’interno di un articolo che parla di tutt’altro, si è addirittura meritoriamente spinto a proporre interessanti soluzioni alternative.

A parte le ovvietà quali l’acquisto dei brani dagli store online (interessante la mancata citazione di iTunes, ma forse la notorietà sopperisce...), nelle ultime righe viene sponsorizzata una soluzione apparentemente assai interessante; si cita, infatti, la possibilità di scaricare brani in maniera assolutamente gratuita e legale da un sito italiano, Downlovers.it

Come funziona? Ecco la cronaca di un tentativo effettuato dal sottoscritto di usufruire dell’interessante servizio.

Una volta aperta la homepage del sito in questione, leggo la “dichiarazione d’intenti”:

“Chi sono i Downlovers? Sono tutti gli amanti della musica che da oggi possono scaricarla in modo gratuito, legale e sicuro, grazie agli accordi raggiunti con le principali etichette discografiche.

Questo è il luogo dove i Downlovers si trovano per condividere il free download dei più grandi artisti italiani ed internazionali.

Un mondo nuovo, unico e innovativo dove, per la prima volta, l'amore per la musica unisce legalità e entertainment.
Innamorati anche tu della musica. Benvenuto tra i Downlovers!”

Non male, no? Ambiziosa, condivisibile e decisamente promettente.

“Gasato” non poco da questa bandiera del download legale gratuito con così tanta convinzione sventolata, mi preparo a veder verificato un mio segreto timore, maturato sulla base delle passate esperienze avute con siti stile “qui c’è un sacco di musica fighissima che puoi scaricare gratis”: il catalogo farlocco.

Insomma, c’è un sacco di buona musica legalmente gratuita in Internet, ma il 99% di questa proviene, facile intuirlo, da artisti emergenti o di nicchia, che sfruttano la più grande ed accessibile vetrina del mondo a scopi promozionali.

Ebbene, incredibilmente mi vedo smentito nelle mie pessimistiche previsioni: il catalogo comprende effettivamente un numero notevole di “nomi noti”, tra i quali, tanto per citare, figurano Seal, la giovane rivelazione sanremese Malika Ayane, i nostrani Soundlovers, i Negramaro, la leggenda blues John Lee Hooker, Santana, Nat King Cole, Black Sabbath, Offspring, Fabri Fibra...

Insomma, tanti, decisamente eterogenei e per questo in grado di soddisfare i più svariati gusti musicali.

Pienamente convinto, decido di compilare il form d’iscrizione, gratuito, per poter accedere ai servizi offerti.

Compilato il suddetto con i classici dati richiesti in questo tipo d’istruzioni, ritorno alla pagina principale e decido di effettuare un download di prova.

Oggetto del test: “Senza Fiato” dei Negramaro, accreditata come bonus track dell’ultimo disco dei salentini, “La Finestra”.

Scopro così che il sistema che consente di mantenere gratuiti i download è costituito da una classicissima pubblicità, mandata in streaming durante lo scarico medesimo; un sistema relativamente poco invasivo, assolutamente non pregiudicante la qualità del file scaricato e tutto sommato molto “onesto”: la fruizione della musica è resa gratuita attraverso un sistema trasparente ed identificabile.

Leggo ed “ignoro” (aka non me ne preoccupo poi più di tanto) la nota di servizio sul possibile malfuzionamento dei files scaricati, qualora non si possieda una versione aggiornata di WindowsMediaPlayer: il tutto a causa del sistema DRM utilizzato.

In fin dei conti, non ho mai avuto problemi con i files .wma, utilizzando quello che per efficienza e “a furor di popolo” è diventato il plugin ufficiale per WindowsMedia su Mac, al punto tale da essere linkato direttamente da Microsoft nelle proprie pagine ufficiali.

E qui è sorto il problema...

Sì, perché dopo aver eseguito regolarmente il download del file (formato .wma), ho avuto la malaugurata idea di volerlo anche ascoltare...azione che si è rivelata impossibile.

Attenzione, non ho detto molto difficile, o non alla portata di tutti, bensì impossibile.

Niente da fare, nisba, nada de nada...il file, che X identifica così...

File Info

semplicemente non viene letto da nulla....

Niente QuickTime (nonostante il plugin di cui sopra), niente iTunes (che pure legge egregiamente i files .wma), niente VLC (vero e proprio lettore onnivoro), niente persino con Windows Media Player 9 (versione attualmente ultima disponibile sul sito Microsoft).

Insomma, un file inutilizzabile.

Ora, non tutto su Downlovers è in formato .wma.

Ci sono anche parecchi brani in formato mp3 dichiarato DRM free (non mi sono preso la briga di verificare, dandola per buona...). Ma proprio in virtù di questo mi chiedo: che cavolo di bisogno c’era di utilizzare un DRM proprietario così vincolante?

Perché le potenzialità di una iniziativa così interessante devono essere ridotte al lumicino, tagliando fuori una fetta sempre più consistente di potenziali fruitori? Per quale motivo un sito dovrebbe coscientemente (non valuto neppure l’alternativa “arroganza”, mi farebbe troppo incavolare...) limitare in questo modo assurdo ed enorme il suo bacino d’utenti?

Superficialità, direi.

Ancora nel 2009, siamo evidentemente in presenza di webmaster (se così possiamo chiamarli, con tante scuse ai VERI webmaster...) che credono che il mondo informatico sia solo Windows ed Explorer: in un panorama che vede Microsoft sviluppare quasi ogni suo prodotto di punta (logiche commerciali a parte, vedi appunto WMP e Live Messenger) anche per piattaforma Apple, in cui la quota di utilizzatori della Mela, soprattutto su internet, è assai rilevante, in cui una “scena” (come si diceva una volta... Winking )Linux sempre più user-friendly ed accesibile conquista i favori di un numero crescente di utenti....in questo scenario, c’è ancora chi sviluppa un servizio sulla base di un DRM del genere.

E si badi bene, non è il caso di Apple, che vincola la gestione di iPod a iTunes, legando così in una “triade” gli elementi cardine delle sue entrate musicali (iTunes Store incluso, quindi), con lo scopo prima di conquistare poi di mantenere quote di mercato che ne fanno il leader incontrastato.

Si sta parlando di un servizio la cui portata su scala Internet è definibile come “locale” (aka parecchio ristretta...), che dovrebbe mirare alla massima diffusione possibile, basando il suo meccanismo di base sulla pubblicità (pochi utenti = pochi inserzionisti = pochi soldi per rendere i brani gratis = pochi brani = pochi utenti e via da capo...).

Insomma, una vera e propria zappa informatica sui proverbiali piedi.

Che dire, se non che auguro a quelli di Downlovers di non dover mai cercare di capire perché quote consistenti di fruitori di musica online non si rivolgano a loro, nonostante, ripeto, l’ottimo catalogo disponibile...perché ne uscirebbero di sicuro, oltre che con un gran mal di testa, con una bella botta al proprio orgoglio “sviluppatore”...

Nel frattempo, per chi facendo parte di quella “insignificante minoranza” che non usa WMP sotto Windows volesse approfondire l’argomento “mp3 gratis e legali”, consiglio un bel sito, anche se, come si diceva sopra, legato ad artisti non proprio “mainstream”:

Free Music Archive

Inutile dire che questa è solo una goccia nel mare...chi cerca trova sempre, e San Google, come al solito, aiuta... Happy

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B. Sia chiaro che questa NON È una critica a tutto tondo nei confronti di Downlovers, che anzi reputo comunque un buon sito con “un’idea di servizio” interessante e meritevole di riconoscimento. Il nodo, sta nella realizzazione, approssimativa e miope, delle modalità di fruizione del servizio stesso, ed è servito come spunto per tornare su un argomento, quello della fruibilità dei contenuti e del rispetto degli standard, di cui mi ero già occupato in passato...e che resta purtroppo sempre d’attualità, a mio avviso.

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"Confido che ricorderete questo come il giorno in cui avete quasi catturato Capitan Jack Sparrow"

jack-sparrow.jpg

ThePirateBay colpevole.

Questo è dunque quanto emerge dalla sentenza di primo grado emessa da un tribunale Svedese (nazione nella quale “risiedono” legalmente i server del sito).

Che La Baia (nickname con il quale confidenzialmente è indicato il servizio tra gli utenti e gli internauti in genere) chiuda, o subisca un duro colpo nel suo funzionamento, non è una buona notizia.

Per nessuno.

Contrariamente, infatti, a quanto i media generalisti stanno cercando di far passare come verità presso l’opinione pubblica (o per meglio dire, presso quella parte di opinione pubblica che ancora si forma esclusivamente o prevalentemente tramite essi...), l’associazione tra ThePirateBay (d’ora in poi, per comodità ed innata pigrizia del sottoscritto TPB) e la pirateria informatica, audiovisiva, ecc. (barrare la casella d’interesse...) è meno automatica e stretta di quanto venga presentata.

Cerchiamo se possibile di capirne qualcosa di più.

TPB è, in termini brutalmente tecnici, un sito per il tracking di files di tipo .torrent.
Offre cioè un servizio di indicizzazione dei suddetti files, un servizio che li raggruppa e li rende più facilmente rintracciabili.

In pratica, voi andate all’indirizzo del sito, digitate nell’apposita barra di ricerca il titolo di un film, di un disco, il nome di un attore o di un autore, ma anche di un software, ed il sito vi restituisce una serie di risultati tra cui, se siete fortunati, troverete ciò che stavate cercando.

Quando vi si accende la lampadina del già sentito © , fate un fischio.

Ora andate su questo indirizzo.
Fatto?
Bene.

Familiare, n’est pas?

Ok, l’esperimento prosegue: digitate how to build a bomb.
Cliccate sul primo risultato....

Complimenti! Secondo la tesi dell’accusa nel processo a TPB, avete appena dimostrato che Mountain View è in realtà un pericolosissimo covo di pazzi bombaroli!

Ma continuiamo, prego, vogliate seguirmi...ecco un altro siterello semisconosciuto.
Digitate nell’apposito campo di ricerca la seguente stringa: how to make a napalm bomb. Cliccate il primo risultato, e godetevi il simpatico filmatino.

Dannazione, siete circondati da pazzi!

Siete andati a verificare di aver chiuso la porta di casa con almeno tre mandate?

...
...
...
...
...

Bene, ora riprendete fiato e seguitemi.

Questa è una grossa parte del problema che si presenta se si comincia a considerare solo un po’ meno superficialmente il portato giurisprudenziale di una sentenza come quella di condanna a TPB: il mezzo viene equiparato al fine, e talora ricompreso in esso.

Lo riscrivo, che due volte funziona meglio, come i pizzicotti per risvegliarsi: IL MEZZO VIENE EQUIPARATO AL FINE, E TALORA RICOMPRESO IN ESSO.

Ecco, l’ho detto.
Tra le radiografie e la bomba atomica, non c’è differenza.
Tra il bisturi di Barnard e quello di Jack lo Squartatore, non c’è differenza.

Insomma, TPB ospita anche contenuti che violano le leggi sul diritto d’autore (sì, anche...perchè ospita anche le varie distro linux gratuite, come questa...), ma assieme ad essi se ne possono trovare altri la cui diffusione gratuita è assolutamente legale, poiché prevista dagli autori stessi (Firefox, Chrome, un cd musicale, pacchetti di foto in alta risoluzione...un bel po’ di roba, insomma).
Perché Google, o Canonical, o Mozilla tollerano o addirittura sponsorizzano la diffusione dei loro prodotti via torrent? Semplice, per almeno tre ottimi motivi: è un mezzo tecnicamente efficiente che non ingolfa i server aziendali, costa zero, ha amplissima diffusione. Ed altri ce ne sono, la lista è lunga...

Inutile dire che, per non rischiare di confondersi tra il cardiochirurgo e il serial killer, servono attenzione, conoscenza, buona fede e mancanza di conflitto d’interessi.
Tutto ciò che, purtroppo, molti titolari di bocche di fuoco mediatiche piuttosto importanti stanno dimostrando di non avere (con qualche meritoria eccezione).

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B. A cosa è dovuto l’ottimismo del titolo? Semplice: la storia di Internet è piena di questi tentativi, ed i risultati censori ottenuti sinora sono stati fortunatamente vicini al ridicolo: tanto per rinfrescare la memoria, secondo le major discografiche, la “morte” di Napster come sistema peer-to-peer “irregolare” avrebbe determinato una vittoria schiacciate del copyright e sancito una nuova era di prosperità per loro e di vendite stratosferiche per i CD originali. Sappiamo tutti com’è andata.

In questa specifica circostanza, non solo TPB continua regolarmente ad esistere ed essere fruibile, ma è in buona, anzi ottima compagnia; qualche esempio:

Colombo BT
Il Corsaro Nero
TNT Village
Torrentportal.com
BiteNova
Snarf It
Isohunt.com

Torrentspy.com
YouTorrent.com
Vuze.com
Torrentscan.com
Torrentz.com
Mininova.org
Torrentreactor.to
BTjunkie
Gamestorrents.com
PhoenixItalia.org

Capita l’antifona?

N.B.B. Invece, in Italia, abbiamo questo tipo di persone ad occuparsi di legiferare sui problemi della regolamentazione di internet e del diritto d’autore....

L’On. Carlucci
L’On. D’Alia
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Un Oscuro Scrutare

A_Scanner_Darkly_2.sized.jpg

Stavo riguardandomi “A Scanner Darkly” ...il quale, oltre ad essere un gran bel film, una notevolissima “palestra” di innovazioni tecniche ed una eccellente trasposizione dell’opera omonima di quel geniaccio di Philip K. Dick, contiene parecchi spunti interessanti sul mo(n)do in cui viviamo (tutta la buona fantascienza lo fa, l’ha sempre fatto....).

Una frase, specialmente, mi accende ogni volta la proverbiale lampadina: “Viviamo in una società della dipendenza”.

In effetti, è piuttosto vero, sotto diversi aspetti e in molteplici sensi...

Viviamo circondati da bisogni indotti (da chi e perché è fin troppo facile capirlo, nella maggioranza dei casi), l’analisi dei quali rischia di scivolare in un moralismo dalla cui frequentazione oggi volentieri mi astengo...

...e da bisogni reali, assai più drammatici perché improcrastinabili e perché, in fin dei conti, in un mondo migliore non dovrebbero esistere.

La fame, la sete, la mancanza di luoghi decenti in cui vivere, di istruzione, di pace, di condizioni elementari di uguaglianza e giustizia sociale (e propriamente detta), di cultura (cosa assai diversa dall’istruzione), di prospettive, della verosimile possibilità di migliorare le proprie condizioni grazie al proprio lavoro, di un futuro...sono bisogni la cui impossibilità di realizzazione è data da...da...

...dai mezzi tecnici inadeguati? No.
...dalle risorse insufficienti? No.
...dal destino cinico e baro? No.

E’ data da disegni politici ed economici - no, più propriamente affaristici - che mirano a trarne un vantaggio, poiché la presenza di questi bisogni è sfruttabile in molte maniere...insomma, è data dalla precisa volontà di indurre questi bisogni per ciò che comportano e che ad essi consegue.

Strano come la differenza tra i due tipi si assottigli, se solo ci si mette un po’ di sbieco a guardarli, no?

Stay Tuned...
Mr.Frost

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Harder, Better, Faster, Stronger

Wordcloudweb20

Ritorna la periodica crociata contro la tecnologia, rea presunta di creare rapporti superficiali, di alienare le menti dei fruitori assidui, specie se “giovini inermi virgulti in via di formazione”, e così via con tutto il corollario che ormai ben conosciamo di teorie sociologiche o presunte tali.

Qualche esempio recente?

Alberoni sull’abuso della rete e affini. (“interessante” il neanche troppo velato accostamento tra fruizione massiccia di Facebook, Youtube e altri siti particolarmente popolari e l’uso di cocaina e affini...)

Una presunta ricerca (in realtà sono deduzioni personali, pur se di fonte potenzialmente qualificata...) che sembrerebbe dar man forte al sociologo nostrano

Una minima lista degli inviti alla cosiddetta “Quaresima tecnologica” (anche se in realtà qui lo spettro è più ampio, e se espressi in altra forma taluni concetti sarebbero anche condivisibili...)

Insomma, tutti contro il mostro: preparate torce, forconi e quant’altro, inizia il party.

Ma come sempre, il problema è sfaccettato peggio di uno Swarovski, e basta cambiare il punto di vista per ritrovarsi letteralmente ad osservare “un altro mondo”.

Abbiamo più volte affrontato il discorso, chiedendoci ogni volta se il mezzo sia più o meno potente dell’uso che se ne fa.
Ma come può la nostra storia recente non essere giudicata abbastanza esemplificativa del fatto che è l’utilizzatore che determina l’orientamento della tecnologia disponibile, e non esistono tecnologie che siano intrinsecamente “buone” o “cattive”?

Dovremmo rinunciare al plutonio perché ci si possono costruire ordigni atomici, perdendo così la possibilità di alimentare, solo a titolo d’esempio, le sonde spaziali Galileo e Cassini?

Dovremmo eliminare Internet, perché oltre a Wikipedia, ormai vero e proprio paradigma dell’informazione distribuita (sia nella sua fruizione che nella sua costituzione), consente anche lo scambio di materiale pedo-pornografico?

O potremmo magari abolire Skype, in virtù della sua non facile intercettabilità e tracciabilità (che peraltro è cosa ben diversa dalla NON intercettabilità della quale si è parlato recentemente...), privando così milioni di utenti (16152943 al momento attuale connessi, secondo la mia copia...) della possibilità di comunicare in maniera veloce, efficace, semplice e gratuita con chiunque nel mondo abbia un accesso ad Internet?

Insomma, ancora una volta l’isteria e la necessità di un bersaglio grosso la fanno da padrone, ed ancora una volta tutto quello che si sa (o si crede di sapere) non basta ad arginarne l’avanzata, nè a limitarne gli effetti sui nostri evidentemente assai suggestionabili apparati cerebrali embedded.

Cosa si può fare di fronte al ripresentarsi (come detto ciclico, anche se il “ciclo” si sta riducendo preoccupantemente e la frequenza aumenta in modo sensibile) di questo spiegamento di artiglieria pesante?

Forse basterebbe chiudersi a riccio, consci delle proprie argomentazioni e disposti ad esprimere le proprie perplessità e obiezioni quando richiesto, ma nulla più.

Ma credo sinceramente sarebbe una sconfitta. Come se i medici rinunciassero a spiegare le malattie ai non laureati in medicina, “tanto non capirebbero”; o gli scienziati a divulgare le proprie scoperte al di fuori della ristretta cerchia dei loro pari disciplina e conoscenza, certi di non trovare riscontri di alcun tipo.

Forse (ed è l’ipotesi per la quale propendo da sempre) basterebbe avere un po’ più di fiducia in quello che troppo spesso con leggerezza colpevole viene considerato l’ “anello debole” della catena, e che invece ne rappresenta il discrimine, la forza, l’origine e lo scopo ad un tempo.

L’utente. Noi.

Stay Tuned...
Mr.Frost


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Prove Tecniche...

Work_in_progress

Giuro.
Stavolta c’è una spiegazione.

... ... ...

... ... ...

Occhio! Non ho detto una VALIDA spiegazione.
Semplicemente una spiegazione.

Sto sperimentando la potenza degli snippets (che sembra parecchio La Forza Di Uno, ora che ci penso...e non è per nulla bello...).

Insomma, potrebbero esserci novità nell’interfaccia, in un futuro (dominato dai robot? Laugh )

Cheers.

Stay Tuned...
Mr.Frost
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This Is (Not) The End...

quadrato nero

E’ finita. Per una persona, la più direttamente interessata, forse per due o tre considerando i suoi genitori, qualcuna di più includendo amici e parenti più o meno vicini e più o meno partecipi del suo dolore.

Ma per noi, non è finita affatto.
Anzi.

Su questo caso si è detto e scritto tutto ciò che si poteva, nelle forme più varie, a sostegno o contro le opposte posizioni, da qualsiasi fonte immaginabile, “autorevole” o meno che fosse (scala gerarchica peraltro difficilmente definibile su di un argomento del genere, ma assumiamola nella sua forma più convenzionale...).

Proprio per questo, vale la pena di spostare l’attenzione su ciò che a questa triste storia ha fatto da “contorno” (ma siamo davvero sicuri che da un certo punto in avanti non si sia mirato ad invertire le parti?).

Abbiamo avuto fondamentalmente, a mio avviso, cinque “macro-attori” presenti:

1) Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano
2) Il Parlamento
3) Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed il suo Governo
4) Il Vaticano
5) L’Opinione Pubblica

Siccome la questione è molto più complessa di quel che sembra, specialmente se si allarga “l’orizzonte degli eventi”, sarà meglio mantenere un ordine ben preciso...

1) Il capo dello Stato, il Presidente della Repubblica, ha rifiutato di controfirmare il decreto legge che aveva lo scopo (ennesima legge “ad personam”, viste le circostanze di fatto) di sospendere l’applicazione del famigerato “protocollo” medico per la sospensione di alimentazione ed idratazione mediante sondino nasogastrico. Le motivazioni fornite dalla più alta carica dello Stato sono state di ordine sostanziale e di opportunità.

Oltre all’irrituale uso della decretazione d’urgenza, veniva rilevata l’inopportunità di utilizzare il decreto legge per incidere su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti, anziché ricorrere ad un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica.

Inoltre, rilevava Napolitano, “rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell'art. 77 della Costituzione se non l'impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso”.

Ma di quest’ultimo, fondamentale punto riparleremo più avanti.

2) Il Parlamento non ha, per non volontà o incapacità, legiferato durante questi anni (e solo considerando il caso in questione, si parte dal 1992, data dell’incidente automobilistico, o quantomeno dal 1999, data del primo ricorso ala Magistratura).

In mancanza di una adeguata legge sul fine-vita, non resta che ricorrere a princìpi necessariamente generici come quelli contenuti nella Carta Costituzionale (Art. 32), o puramente giurisprudenziali (e come tali “mal digeriti” dalla nostra legislazione).

Abbiamo purtroppo ripetute prove della scarsa efficienza del nostro organo legislativo fondamentale; talora oberato da una massa di provvedimenti di dubbia utilità o dalle dimensioni abnormi (entrambe le forme di “elefantiasi legislativa” sono note da parecchio tempo), talora impantanato in questioni (di principio o di lana caprina che siano) che richiederebbero ben altro profilo dei partecipanti alla discussione, o ancora penalizzato e reso di fatto totalmente inutile dalla scarsa o inesistente coscienza civica e “deontologia professionale” dei suoi membri (assenteisti, pianisti, ecc. ecc.)

In seconda ipotesi, assai realistica a dir la verità, l’argomento è così complesso e scottante che nessuno ha mai voluto pronunciarsi, vuoi per evitare improprie semplificazioni, vuoi per non “inimicarsi” una delle due parti con pareri opposti.

3) ...e proprio di questo, segnatamente di non volersi inimicare una ben precisa parte (scudocrociata un tempo, ora senza più scudo...), è stato accusato da più parti il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il suo Governo. Accuse di voler cercare una “saldatura”, con conseguente legittimazione diretta, con il Vaticano; di voler “dare un’anima” ad una politica “aziendalista” nel senso più degenere del termine, appoggiandosi sull’autorità morale della Chiesa Cattolica; di voler infine, ed è l’accusa che se si rivelasse fondata sarebbe più grave, utilizzare questo dramma personale, umano e civile, questo groviglio di problemi di coscienza, per assestare una spallata decisiva al Presidente della Repubblica ed alla Costituzione.

Di sicuro, senza voler interpretare i pensieri di chicchessia (Berlusconi peraltro non lesina certo “esternazioni” su qualunque argomento, spesso improvvide, e sempre smentite...), restano le dichiarazioni ed i termini utilizzati dal Presidente del Consiglio: “omissione di soccorso”, “Se il Capo dello Stato decidesse di caricarsi della responsabilità di una vita”, “Non si può governare il Paese senza la decretazione d'urgenza”, “Senza la possibilità di ricorrere a decreti legge, tornerei dal popolo a chiedere di cambiare la Costituzione e il governo”, “(e riferendosi alla Costituzione) Filosovietica, fatta sotto l'influsso di una dittatura”.

Dichiarazioni gravi, toni che, lungi dal configurare rapporti di “cordialità” con la massima carica dello Stato (come arriverà ad affermare poco dopo lo stesso Berlusconi) dimostrano putroppo le solite “zone d’ombra” del Cavaliere come personaggio politico:

Scarso rispetto delle gerarchie istituzionali, specie quando queste si sostanziano nella tripartizione dei poteri in forma garantista.
Scarso (o nullo) rispetto del dibattito politico, e con esso dell’opposizione che, per quanto debole, rappresenta comunque una parte del Paese.
Uso spregiudicato di una posizione di oggettivo (OGGETTIVO, sia chiaro) vantaggio mediatico, resa se possibile ancora più evidente in circostanze come queste, con l’uso dei tre canali Mediaset e dei rispettivi telegiornali per operare une vera e propria “blitzkrieg” a supporto delle posizioni governative.
Voluta confusione, in questo ed in altri casi, tra piano pubblico e privato, personale ed istituzionale, razionale ed emotivo, al solo scopo di “sfruttare l’onda” dei sentimenti naturalmente suscitati da un caso del genere.

4) Come spesso accade, e assai più spesso da qualche tempo a questa parte, il Vaticano ha per così dire espresso con una certa veemenza il proprio parere sulla questione.

Se così fosse, con differenti ma assolutamente personali considerazioni sulla necessità della veemenza o meno, non ci sarebbe molto da obiettare.
Se poi, storicamente, non ci fosse una continua commistione, per non dire interferenza, tra il Vaticano e la politica italiana (vedi i tentativi di revisione della legge 194/78, o più di recente la campagna pressante, e riuscita, per influenzare il risultato del referendum sulla legge 40), il problema parrebbe addirittura inesistente.
Ma così non è.

Anche qui, come per il soggetto di cui al punto precedente, vale la pena di approfondire soprattutto i toni:

“Inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo”
“Un vero e proprio omicidio”
“Che il signore (...) perdoni chi l'ha portata a questo punto” - Cardinale Javier Lozano Barragan.

“qualsiasi azione volta a interrompere l'alimentazione e l'idratazione si configurerebbe, al di là delle intenzioni, come un atto di eutanasia” - Monsignor Mariano Crociata.

“E' stato un omicidio"
"Hanno ucciso una persona innocente e incapace di difendersi” - Cardinale Josè Saraiva Martins.

"Eluana è morta. 'Giustizia' è fatta" - Avvenire.

"(a proposito della sentenza) Relativismo dei valori (...) inaccettabile”
“Una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia”
“Nessun esperto potrebbe allo stato attuale, dichiarare l'irreversibilità della condizione di stato
vegetativo, se non in base a una scelta puramente soggettiva”
“sulla volontà di Eluana l'arbitrarietà appare palese: la dichiarazione di un momento non può evidentemente essere presa a parametro” - L’Osservatore Romano.

“Il viaggio della morte è cominciato di notte” - SIR, Servizio Informazioni Religiosa.

D’altro canto, come spesso accade, vi sono anche voci più o meno autorevoli che vengono prontamente “zittite”, specialmente su determinati media:

“Davvero ci si può sostituire a Dio, affermando di conoscere la sua volontà riguardo alla sofferenza e alla morte delle persone?”
“Come è vero che nessuno dovrebbe sollecitare, tantomeno obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto è possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme, che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile” - don Pierluigi Di Piazza, Parroco di Zugliano e altri nove confratelli del Friuli.

“Le nuove tecnologie, che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano, richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona” - Cardinale Carlo Maria Martini, citato da Don Mazzi.

5) ...e l’Opinione Pubblica? Beh, l’Opinione Pubblica siete voi, siamo noi, sono io. Io la mia l’ho detta...

Stay Tuned...
Mr.Frost
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La forza delle parole

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"Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge"

"Questi vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica"

Roberto Maroni - Ministro dell’Interno

Poi, intervistato dal TG1, un ragazzo di Nettuno dice che, in fondo, questi hanno solo “bruciato un marocchino”.

...è che secondo me non si rendono proprio conto.

Stay Tuned...
Mr.Frost

(scheggia di un discorso assai più complesso che mi gira in testa da un po’, ma che devo mettere ancora a fuoco...)
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InfoOdissea (o "dello sfigato tentativo di passare da Haloscan a JS-Kit, salvo poi scoprire che posso continuare ad usare tranquillamente i servizi del primo...")

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Chi sono costoro? Semplice: i signori a sinistra sono i fornitori del mio attuale ed imbarazzantemente semplice da usare sistema di commenti ai post.

Quelli più a destra, fino ad un’oretta fa, personalmente equivalevano all’Anticristo (senza il fascino di “Sympathy For The Devil”, oltretutto...).

In parole miserrime, l’altro giorno, vagando sul sito di Haloscan per verificare alcuni settaggi del mio account, scopro che tale JS-Kit si è comprata l’azienda in questione. Nelle News trovo il solito, trionfalistico prodotto del marketing, nella forma di un comunicato che descrive le “magnifiche sorti progressive” del servizio Haloscan, ora che è “potenziato” da JS-Kit.

Letto e dimenticato, penso alla solita acquisizione commerciale senza ripercussioni sull’utenza, e cerco di capire perché la gestione dei commenti stia dando i ciocchi da qualche tempo.

Ma, sorpresa! Tra le pieghe dei pannelli di gestione, vengo invece a sapere che è in atto una vera propria “migrazione” più o meno forzata (o così pare) da un servizio all’altro, e che oltretutto la sincronizzazione dei dati tra i due servizi è su “invito” (ohibò!) di JS-Kit; invito che avrebbe dovuto essermi spedito via mail “in a few days”.

Morale della favola, ho provato a gestire i miei commenti da JS-Kit, il quale è oltretutto DECISAMENTE più potente di Haloscan (pure troppo, per le mie esigenze...), ma ahimè, terribilmente meno intuitivo.

Insomma, si sono pappati un po’ di commenti recenti (la seconda metà del 2008, circa), tra cui alcuni decisamente notevoli, solo per non essersi limitati ad una “transizione” puramente societaria e commerciale...

Odio senza confini?

In un primo tempo sì.

Poi, scoperto che posso restare con le attuali impostazioni (anzi, ho addirittura aggiunto il rating con le classiche e spietate stelline, dopo ogni post), la rabbia è alquanto scemata, complice una bella sessione di ascolto della mia libreria di iTunes, rigorosamente in modalità casuale, ed una tazza di tè in previsione per l’ora classica...

Ho quindi deciso di “ignorare” in una certa misura l’incidente, conscio oltretutto del fatto che anche i commenti persi sono fissati nella mia memoria, e quella è la cosa più importante...

Tutto questo ha però avuto anche un merito: farmi riflettere, una volta di più, su quanto mezzi a volte potentissimi, apparecchi ed oggetti dalle capacità incredibili, invenzioni che sfiorano (sfiorerebbero) il genio, siano penalizzati, azzoppati, addirittura stroncati dalla loro anti-intuitività, dalla guerra termonucleare globale che a volte sembrano dichiarare all’utente.

Interfacce man-machine che sono piuttosto machine-machine (nel senso che non è umano comprenderle...), ergonomia sotto la suola delle scarpe, istruzioni inesistenti, incomprensibili o peggio svianti, tutta una serie di superficialità di progettazione che rendono frustrante anche l’uso del più semplice dispositivo.

A tal proposito, suggerirei a chi fosse eventualmente interessato la lettura del bel saggio “La Caffettiera del Masochista” che, a partire dal geniale sottotitolo e dall’altrettanto affascinante illustrazione in copertina, ci guida attraverso un percorso di “redenzione”, spiegandoci come le nostre difficoltà ad utilizzare oggetti spacciati per “comuni” non dipendano da una nostra imbarazzante incapacità, bensì dalla cattiva progettazione che li ha generati...

Uomo comune batte progettista sadico, 1 a 0.

Stay Tuned...
Mr.Frost

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Dio t'assista (?!?)

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A parte la “famosa” battuta, la situazione è seria e, nel migliore dei casi, complessa...

L’UAAR paga una “campagna pubblicitaria” ( sempre che, visto l’oggetto, si possa definire solo così... ) per sostenere che Dio non esiste. Ora, fermo restando che non mi pare sia il caso di spendere soldi per affermare una non verità su di un argomento che verità assolute non ne prevede, né in un senso né nell’altro, il problema si sposta decisamente sulla politica.

E qui ci si impantana: perché finché si parla di filosofia, di teologia, fede, religione, tutto è lecito. Si è nel campo delle opinioni, non verificabili e dunque ammissibili per definizione, purché non lesive delle altrui libertà.

Ma quando si parla di politica, specialmente di quel campo ristretto dell’opportunità politica che si occupa di consentire una civile convivenza tra posizioni e idee tra loro differenti ( se non contrapposte...), i contorni si fanno meno sfumati, sotto la spinta cogente del trovare soluzioni brutalmente pratiche anche ai massimi sistemi...

E dunque, dove va posto il confine sfumato ma non troppo tra la legittima espressione di una credenza, e l’offesa a chi professa una fede differente? ( o una fede e basta? ).

Esiste una differenza tra l’affermazione “Dio esiste” ed il suo opposto “Dio non esiste”?
A mio avviso, no.

Voglio dire, sono entrambe razionalmente indimostrabili: se non lo fossero, una delle due non avrebbe ragione d’esistere ( salvo che per i faziosi e gli amanti delle speculazioni più oziose.... ). Dunque, purché non si ecceda sconfinando nel campo dell’insulto alle altrui convinzioni ( queste ultime particolarmente “sensibili” se afferenti alla sfera religiosa ), ogni opinione in ambito religioso è ugualmente sostenibile.

Dov’è allora il problema nell’affittare uno spazio pubblico, quale che sia, allo scopo di diffondere un’idea che si ritiene corretta?

Pur facendo la “tara” dell’eccezionale sensibilità cattolica presente in Italia, dovuta a quella che è definibile come una “sovraesposizione mediatica” di questa specifica religione, davvero riesce difficile comprendere razionalmente come un’idea opposta ( espressa per di più in termini assai decisi, ma allo stesso tempo “ironici” ) possa essere sentita come un’insulto, un’offesa d alcun tipo.

Vero è che le idee hanno una forza spesso inaspettata, che cozza contro la loro immaterialità: ”(...) Io sono testimone diretta della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… ( “V For Vendetta” ).

Ma è altrettanto vero che chiunque abbia combattuto le altrui e diverse idee con mezzi diversi dalle proprie convinzioni, ha inevitabilmente disceso una china assai pericolosa: quella che porta all’ottusità, al fanatismo, alla prevaricazione.

Un po’ di riassunto “bibliografico”:

Repubblica.it - Autobus “atei” a Genova
Corriere.it - La replica di Bagnasco

Stay Tuned...
Mr.Frost
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Time Machine

Google Wayback Machine

Signore e Signori, questo è Google.

Sì, Google. Il “gigante di Mountain View”, IL motore di ricerca, l’entità Internet talmente pervasiva ormai delle nostre vite da essersi meritata un verbo apposta sul vocabolario (to google).
Ai suoi esordi.

Chiaramente, il merito di aver salvato uno screenshot della versione Beta di Google non va al sottoscritto, bensì ad uno dei servizi più utili e “romantici” del Web, la WayBack Machine.

Funzione a mio avviso basilare dell’Internet Archive, la WayBack Machine permette, previo inserimento di un URL qualsiasi, di scorrere le varie versioni di quel sito che si sono succedute nel tempo.
Tanto per rendere l’idea delle dimensioni dell’archivio, inserendo www.google.com come indirizzo, vengono restituite ben 2908 pagine, ciascuna delle quali rappresenta uno “snapshot” del motore di ricerca più utilizzato del web in un suo momento di vita.

.....e qui viene il punto.

Spesso, Internet viene più o meno esplicitamente riconosciuta ed etichettata come un mondo in rapidissimo cambiamento, nel quale poco posto è riservato alla Storia, e prevedibilmente quasi nessuno alla storia (intesa come evoluzione quotidiana, cronaca...).

Si suppone che nessuno abbia interesse a sapere da dove proviene uno qualsiasi dei “flussi di elettroni” che compongono uno dei nostri URL preferiti, ancor meno com’era la “versione beta” di un qualunque, sfolgorante, platinatissimo servizio “cool 2.0”.

Eppure... eppure anche Internet ha bisogno di storia. Ciò che rende interessante (affascinante, entusiasmante, mitico persino) un sito, un marchio, una società, è il fatto di avere una storia.
Quanta parte della “mitologia” di Apple, Google, Facebook, sta nelle loro origini?

Il garage in cui Jobs e Wozniak concepirono il computer “for the rest of us”, il laboratorio universitario nel quale due ragazzi fino a quel momento sconosciuti misero a punto L’algoritmo di ricerca, la giovanissima età di colui che sta tenendo le redini del social network più in voga...fanno sì che nomi, marchi altrimenti astratti e passibili di rimanere solo una goccia nel mare, diventino identificabili da chiunque.

Insomma, il regno del temporaneo, Internet, ha come tutto e tutti bisogno di storia; di sapere da dove si viene, anche un po’ per capire verso dove si stia andando, e come arrivare nel modo migliore dove si vuole.

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. Wewishyouamerrychristmas,
wewishyouamerrychristmas,
wewishyouamerrychristmas,
andahappynewyear!!

Buon Anno!

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