Disagi & Disagi
01/07/08 14:46 Archiviato in:Blogger
Si è pronunciata spesso la parola “disagio”, in questi anni. Spesso associata semiautomaticamente alle parole “giovani”, “gioventù”, “ragazzi” e affini.
Ora, in virtù di questo capzioso martellamento mediatico (ché mai nessuno mi convincerà che esista un martellamento mediatico privo di secondi e terzi e quarti fini, dunque capzioso...), siamo familiari alle “manifestazioni” di questo disagio: violenza, consumo di droga, depressione, bullismo...ogni atteggiamento “degenere” ci viene sistematicamente e ciclicamente propinato come “figlio” di questo onnipresente disagio...
Alla collezione sembra aggiungersi a pieno titolo l’inquietante aumento del numero di suicidi in un paesino gallese, Bridgend, che ha visto negli ultimi 18 mesi ben 22 giovani tra i 15 ed i 27 anni (cribbio, da ieri non faccio più parte dei “giovani”, neppure secondo le discutibili definizioni allargate dei media...) togliersi la vita.
A parte i folcloristici soprannomi, dati più che altro per ampliare l’effetto mediatico del fenomeno, tipo “Death Town” (che sembra più il titolo di un album degli Avenged Sevenfold, che un terribile marchio di morte e disperazione...), le coincidenze, ché fino a prova contraria di ciò si tratta, sono quantomeno singolari.
Non che non ci siano casi, diciamo così, illustri di “suicidi di massa concordati”: il Giappone ne ha conosciuti parecchi, ed è una “pratica” tristemente diffusa tra gli adolescenti del Sol Levante, facilitata ed “amplificata” nei suoi efetti dalla capillare diffusione di Internet, che tramite social network consente “coordinamenti” a grande distanza, anche da un estremo all’altro del paese.
Senza contare quelli conseguenza dell’adesione a qualche setta millenaristica, che come tutte le buone sette di tal genere, possedendo la verità rivelata, preferisce anziché diffonderla che i propri adepti si ammazzino in massa tipo Lemmings (i roditori, non il gioco...).
Il fatto interessante è che, nel caso di Bridgend, almeno qualcuno si è UFFICIALMENTE chiesto se per caso il tutto non fosse stato gonfiato dai media alla ricerca dello scoop di più classico tipo, quello morboso.
Il finto fenomeno, montato come panna dai quotidiani, avrebbe dunque attirato e spinto all’emulazione anche chi magari era solo un po’ debole di volontà, ed avrebbe portato a ravvisare in episodi separati e solo casualmente vicini nel tempo, legami misteriosi ed oscuri.
Ovviamente, l’inchiesta ha avuto esito negativo, ma ritego che il porsi il problema sia già un passo avanti; non voler considerare, in quella che viene definita costantemente “società dell’informazione”, il peso e l’influenza dei media sulla vita delle persone, sa di atteggiamento che oscilla tra la miopia profonda e la malafede...
Passando ad un altro tipo (tutt’altro tipo?) di “disagio”: a Gloucester, una cittadina del Massachusetts vicino a Salem (sì, proprio la Salem delle “streghe”...), si è verificato quello che pare essere un primo ed unico caso (questo sì...) di “gravidanza minorile singola volontaria”.
Diciassette ragazze tra 15 e 16 anni pare abbiano stipulato un vero e proprio “patto” tra di loro per rimanere incinte.
Le ipotesi, esclusa quella della “suggestione demoniaca” (oddìo, visto il posto, sono più che sicuro che qualcuno avrà formulato anche quella...), sono parecchie: movimento spontaneo “antiabortista” (i movimenti “antiabortisti ufficiali” hanno già eletto il fenomeno, le ragazze protagoniste e tutto il resto a “spot per la vita”, che è come dire spot per se stessi), protesta contro il martellamento (un altro, che combinazione, eh?) di campagne per la castità, notevolmente aumentate in numero e “virulenza” sotto la doppia presidenza Bush, fenomeno di emulazione (c’è chi ha tirato i ballo recenti film di buon successo come “Juno”, dimenticandosi però che lì la scelta di non abortire era successiva ad una gravidanza indesiderata...).
Insomma, facendo il paio con l’isteria prevedibile del “puritanisssimo” New England, un’altra forma si sta diffondendo: quella di psicologi, sociologi ed “esperti”, che come sempre non si raccapezzano di fronte al fallimento totale di quella che si presentava come l’ennesima “strategia definitiva” per la vittoria della morale sulla carne...
L’allarme ora prende forma di soluzioni di riparo, come una maggiore educazione sessuale e psicologica dei giovani, distribuzione gratuita di anticoncezionali nelle scuole, e spiegazione di quali conseguenze possa avere la maternità (o la paternità, ma di questo non si parla nello specifico) a quest’età, soprattutto se “singola”: prodromo sicuro di vita grama per genitori e figli, e tra le prime cause di povertà nel paese...
Insomma, lati diversi dello stesso “disagio”? Gravità diversa dei fenomeni? Forse quello di Gloucester è considerabile meno distruttivo? E perché?
Quale motivo abbiamo per fare una “classifica” di queste manifestazioni? E quale senso ha, se non quello di ridurre a schegge impazzite ed incontrollabili i fenomeni stessi e chi li rappresenta, in modo tale da poterci convicere che no, non è stata disattenzione, non si è trattato di mancanza di rapporto con quest ragazzi, di incapacità di “prevedere” tutto ciò...è semplicemente qualcosa di imprevedibile, di talmente alieno che nessuno, quindi nemmeno noi, avrebbe potuto fare niente prima della deflagrazione.
Ma è davvero così?
Stay Tuned...
Mr.Frost
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