...è tutto teatro dell'arte...

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...è che a volte (spesso, recentemente...) mi ritrovo a ringraziare il destino, la sorte o chi per essi di non essere nato a Napoli, di non sentirmi napoletano.

E non nel senso che quest’affermazione potrebbe assumere se letta nel modo “classico”.

Sono fortunato, vivo nella mia città e la amo alla follia, con tutte le sue magagne, i problemi, ma anche con le opportunità e le qualità che le riconosco da sempre, con quella sua unicità che colpisce chiunque sia disposto a guardarla senza badare ai luoghi comuni e lasciandosi stregare...

E’ di questi giorni l’annuncio da parte dell’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che l’emergenza rifiuti in Campania ed in particolare a Napoli può considerarsi risolta. La crisi nella sua fase più acuta è passata, l’azione dell’esecutivo ha portato entro i (brevissimi) tempi promessi in campagna (Campania?) elettorale i risultati che si attendevano da tempo, tutti sono felici e contenti e la città e il Paese hanno recuperato il loro decoro internazionale.

O no?

A parte i servizi delle televisioni straniere, pronte a lanciarsi sullo scoop della situazione (in effetti indegna di un qualsiasi paese, anche paracivile) allucinante in cui versava il capoluogo campano, poi altrettanto sollecite a dare un eccezionale risalto all’ “impresa” della pulizia...

...a parte la patetica proliferazione di “veline di Governo” (TG4, TG5, Studio Aperto con addirittura uno speciale dal titolo “Napoli, Punto e a capo” su tutti, vero compiuto ed istruttivo esempio di propaganda esasperata...), veline, si diceva, pronte e sollecite nel renderci partecipi delle “magnifiche sorti progressive” di Napoli liberata dalla monnezza...

...a parte i dubbi (che a me paiono seri, concreti e circostanziati...purtroppo per i napoletani) espressi in più e più blog quali
DecidiamoInsieme (titolo meraviglioso, peraltro...) e Giornalettismo.com, secondo i quali la situazione non è così linda come la si dipinge...

...a parte tutto questo e decine di altre cose, il sentimento di cui parlavo all’inizio nasce soprattutto dai servizi “di contorno” che in questi giorni ci vengono somministrati.

Sì perchè sembra che di Napoli non si possa parlare senza oscillare drammaticamente tra due poli, il terzo mondo e Pulcinella, entrambi talemente semplicistici ed irreali da risultare quanto di più umiliante riesca ad immaginare per chi alla propria città tiene davvero.

E così ai servizi televisivi (giornalistici mi sembra francamente eccessivo) con “musichetta tristissima del caSo”™ di sottofondo, slow motion e tutto l’armamentario tipico del “dramma incombente”, si affiancano quelli che mostrano gli “indigeni sorridenti” e liberi dall’oppressione della monnezza, supportati dalla tarantella più tipica...

...ed è per questo, penso, coadiuvato dallo spleen che solo i Sigur Ros (Njosnavelin - Nothing Song) sono in grado di evocare, che non mi dispiace in questa circostanza non essere napoletano.

Non mi dispiace perché penso che non resisterei; penso che se facessero una cosa del genere alla mia città, potrei tranquillamente mettermi seduto al centro di piazza DeFerrari, schiarirmi la gola ed urlare; urlare che non si può, non si deve, che non si fa così; che io in quanto cittadino e persona non mi merito di sentirmi perennemente fuori dal mondo reale, intrappolato in un limbo di assurdità permanente, di percezione alterata che ha il sinistro potere di farmi credere che in qualche modo questo sia il mio ineluttabile destino...

E alla fine, conscio di poter fare assai poco per cambiare tutto questo (in virtù degli interessi che giustificano il mantenimento dello status quo fin quando conviene, ed il capovolgimento apparente e comunque strumentale all’occorrenza...), penso che emigrerei; no, forse emigrare non è il termine corretto:
scapperei, fuggirei a gambe levate da casa mia, ed è la peggiore condizione che riesco ad immaginare.

Ecco perché egoisticamente, limitatamente, mediocremente, inconsciamente (ma neppure poi tanto), di quando in quando tiro un sospiro di sollievo all’idea di non essere napoletano.

Perché nessuno dovrebbe essere costretto a recitare la propria vita, invece di viverla, per il piacere ed il tornaconto di qualcun altro.

Stay Tuned...
Mr.Frost