Dio t'assista (?!?)

busatei

A parte la “famosa” battuta, la situazione è seria e, nel migliore dei casi, complessa...

L’UAAR paga una “campagna pubblicitaria” ( sempre che, visto l’oggetto, si possa definire solo così... ) per sostenere che Dio non esiste. Ora, fermo restando che non mi pare sia il caso di spendere soldi per affermare una non verità su di un argomento che verità assolute non ne prevede, né in un senso né nell’altro, il problema si sposta decisamente sulla politica.

E qui ci si impantana: perché finché si parla di filosofia, di teologia, fede, religione, tutto è lecito. Si è nel campo delle opinioni, non verificabili e dunque ammissibili per definizione, purché non lesive delle altrui libertà.

Ma quando si parla di politica, specialmente di quel campo ristretto dell’opportunità politica che si occupa di consentire una civile convivenza tra posizioni e idee tra loro differenti ( se non contrapposte...), i contorni si fanno meno sfumati, sotto la spinta cogente del trovare soluzioni brutalmente pratiche anche ai massimi sistemi...

E dunque, dove va posto il confine sfumato ma non troppo tra la legittima espressione di una credenza, e l’offesa a chi professa una fede differente? ( o una fede e basta? ).

Esiste una differenza tra l’affermazione “Dio esiste” ed il suo opposto “Dio non esiste”?
A mio avviso, no.

Voglio dire, sono entrambe razionalmente indimostrabili: se non lo fossero, una delle due non avrebbe ragione d’esistere ( salvo che per i faziosi e gli amanti delle speculazioni più oziose.... ). Dunque, purché non si ecceda sconfinando nel campo dell’insulto alle altrui convinzioni ( queste ultime particolarmente “sensibili” se afferenti alla sfera religiosa ), ogni opinione in ambito religioso è ugualmente sostenibile.

Dov’è allora il problema nell’affittare uno spazio pubblico, quale che sia, allo scopo di diffondere un’idea che si ritiene corretta?

Pur facendo la “tara” dell’eccezionale sensibilità cattolica presente in Italia, dovuta a quella che è definibile come una “sovraesposizione mediatica” di questa specifica religione, davvero riesce difficile comprendere razionalmente come un’idea opposta ( espressa per di più in termini assai decisi, ma allo stesso tempo “ironici” ) possa essere sentita come un’insulto, un’offesa d alcun tipo.

Vero è che le idee hanno una forza spesso inaspettata, che cozza contro la loro immaterialità: ”(...) Io sono testimone diretta della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… ( “V For Vendetta” ).

Ma è altrettanto vero che chiunque abbia combattuto le altrui e diverse idee con mezzi diversi dalle proprie convinzioni, ha inevitabilmente disceso una china assai pericolosa: quella che porta all’ottusità, al fanatismo, alla prevaricazione.

Un po’ di riassunto “bibliografico”:

Repubblica.it - Autobus “atei” a Genova
Corriere.it - La replica di Bagnasco

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Mr.Frost