La via della pirateria è lastricata di buone intenzioni...

...poi dicono che uno si butta su TPB.
Solleticati dalla recente sentenza contro il tracker svedese, i mass media si sono lasciati andare ad un profluvio di articoli “anti-pirateria” con pochi precedenti...
Qualcuno, peraltro all’interno di un articolo che parla di tutt’altro, si è addirittura meritoriamente spinto a proporre interessanti soluzioni alternative.
A parte le ovvietà quali l’acquisto dei brani dagli store online (interessante la mancata citazione di iTunes, ma forse la notorietà sopperisce...), nelle ultime righe viene sponsorizzata una soluzione apparentemente assai interessante; si cita, infatti, la possibilità di scaricare brani in maniera assolutamente gratuita e legale da un sito italiano, Downlovers.it
Come funziona? Ecco la cronaca di un tentativo effettuato dal sottoscritto di usufruire dell’interessante servizio.
Una volta aperta la homepage del sito in questione, leggo la “dichiarazione d’intenti”:
“Chi sono i Downlovers? Sono
tutti gli amanti della musica che da oggi possono scaricarla in
modo gratuito, legale e sicuro, grazie agli accordi raggiunti con
le principali etichette discografiche.
Questo è il luogo dove i Downlovers si trovano per condividere il
free download dei più grandi artisti italiani ed
internazionali.
Un mondo nuovo, unico e innovativo dove, per la prima volta,
l'amore per la musica unisce legalità e entertainment.
Innamorati anche tu della musica. Benvenuto tra i
Downlovers!”
Non male, no? Ambiziosa, condivisibile
e decisamente promettente.
“Gasato” non poco da questa bandiera del download legale gratuito
con così tanta convinzione sventolata, mi preparo a veder
verificato un mio segreto timore, maturato sulla base delle passate
esperienze avute con siti stile “qui c’è un sacco di musica
fighissima che puoi scaricare gratis”: il catalogo farlocco.
Insomma, c’è un sacco di buona musica legalmente gratuita in
Internet, ma il 99% di questa proviene, facile intuirlo, da artisti
emergenti o di nicchia, che sfruttano la più grande ed accessibile
vetrina del mondo a scopi promozionali.
Ebbene, incredibilmente mi vedo smentito nelle mie pessimistiche
previsioni: il catalogo comprende effettivamente un numero notevole
di “nomi noti”, tra i quali, tanto per citare, figurano Seal, la
giovane rivelazione sanremese Malika Ayane, i nostrani Soundlovers,
i Negramaro, la leggenda blues John Lee Hooker, Santana, Nat King
Cole, Black Sabbath, Offspring, Fabri Fibra...
Insomma, tanti, decisamente eterogenei e per questo in grado di
soddisfare i più svariati gusti musicali.
Pienamente convinto, decido di compilare il form d’iscrizione,
gratuito, per poter accedere ai servizi offerti.
Compilato il suddetto con i classici dati richiesti in questo tipo
d’istruzioni, ritorno alla pagina principale e decido di effettuare
un download di prova.
Oggetto del test: “Senza Fiato” dei Negramaro, accreditata come
bonus track dell’ultimo disco dei salentini, “La Finestra”.
Scopro così che il sistema che consente di mantenere gratuiti i
download è costituito da una classicissima pubblicità, mandata in
streaming durante lo scarico medesimo; un sistema relativamente
poco invasivo, assolutamente non pregiudicante la qualità del file
scaricato e tutto sommato molto “onesto”: la fruizione della musica
è resa gratuita attraverso un sistema trasparente ed
identificabile.
Leggo ed “ignoro” (aka non me ne preoccupo poi più di tanto) la
nota di servizio sul possibile malfuzionamento dei files scaricati,
qualora non si possieda una versione aggiornata di
WindowsMediaPlayer: il tutto a causa del sistema DRM
utilizzato.
In fin dei conti, non ho mai avuto problemi con i files .wma,
utilizzando quello che per efficienza e “a furor di popolo” è
diventato il plugin ufficiale per WindowsMedia su Mac, al punto
tale da essere linkato direttamente da Microsoft nelle proprie
pagine ufficiali.
E qui è sorto il problema...
Sì, perché dopo aver eseguito regolarmente il download del file
(formato .wma), ho avuto la malaugurata idea di volerlo anche
ascoltare...azione che si è rivelata impossibile.
Attenzione, non ho detto molto difficile, o non alla portata di
tutti, bensì impossibile.
Niente da fare, nisba, nada de nada...il file, che X identifica
così...

semplicemente non viene letto da nulla....
Niente QuickTime (nonostante il plugin di cui sopra), niente iTunes
(che pure legge egregiamente i files .wma), niente VLC (vero e
proprio lettore onnivoro), niente persino con Windows Media Player
9 (versione attualmente ultima disponibile sul sito
Microsoft).
Insomma, un file inutilizzabile.
Ora, non tutto su Downlovers è in formato .wma.
Ci sono anche parecchi brani in formato mp3 dichiarato DRM free
(non mi sono preso la briga di verificare, dandola per buona...).
Ma proprio in virtù di questo mi chiedo: che cavolo di bisogno
c’era di utilizzare un DRM proprietario così vincolante?
Perché le potenzialità di una iniziativa così interessante devono
essere ridotte al lumicino, tagliando fuori una fetta sempre più
consistente di potenziali fruitori? Per quale motivo un sito
dovrebbe coscientemente (non valuto neppure l’alternativa
“arroganza”, mi farebbe troppo incavolare...) limitare in questo
modo assurdo ed enorme il suo bacino d’utenti?
Superficialità, direi.
Ancora nel 2009, siamo evidentemente in presenza di webmaster (se
così possiamo chiamarli, con tante scuse ai VERI webmaster...) che
credono che il mondo informatico sia solo Windows ed Explorer: in
un panorama che vede Microsoft sviluppare quasi ogni suo prodotto
di punta (logiche commerciali a parte, vedi appunto WMP e Live
Messenger) anche per piattaforma Apple, in cui la quota di
utilizzatori della Mela, soprattutto su internet, è assai
rilevante, in cui una “scena” (come si diceva una volta...
)Linux sempre
più user-friendly ed accesibile conquista i favori di un numero
crescente di utenti....in questo scenario, c’è ancora chi sviluppa
un servizio sulla base di un DRM del genere.
E si badi bene, non è il caso di Apple, che vincola la gestione di
iPod a iTunes, legando così in una “triade” gli elementi cardine
delle sue entrate musicali (iTunes Store incluso, quindi), con lo
scopo prima di conquistare poi di mantenere quote di mercato che ne
fanno il leader incontrastato.
Si sta parlando di un servizio la cui portata su scala Internet è
definibile come “locale” (aka parecchio ristretta...), che dovrebbe
mirare alla massima diffusione possibile, basando il suo meccanismo
di base sulla pubblicità (pochi utenti = pochi inserzionisti =
pochi soldi per rendere i brani gratis = pochi brani = pochi utenti
e via da capo...).
Insomma, una vera e propria zappa informatica sui proverbiali
piedi.
Che dire, se non che auguro a quelli di Downlovers di non dover mai
cercare di capire perché quote consistenti di fruitori di musica
online non si rivolgano a loro, nonostante, ripeto, l’ottimo
catalogo disponibile...perché ne uscirebbero di sicuro, oltre che
con un gran mal di testa, con una bella botta al proprio orgoglio
“sviluppatore”...
Nel frattempo, per chi facendo parte di quella “insignificante
minoranza” che non usa WMP sotto Windows volesse approfondire
l’argomento “mp3 gratis e legali”, consiglio un bel sito, anche se,
come si diceva sopra, legato ad artisti non proprio
“mainstream”:
Free Music
Archive
Inutile dire che questa è solo una goccia nel mare...chi cerca
trova sempre, e San Google, come al solito, aiuta... ![]()
Stay Tuned...
Mr.Frost
N.B. Sia chiaro che questa NON È una critica a tutto tondo nei
confronti di Downlovers, che anzi reputo comunque un buon sito con
“un’idea di servizio” interessante e meritevole di riconoscimento.
Il nodo, sta nella realizzazione, approssimativa e miope, delle
modalità di fruizione del servizio stesso, ed è servito come spunto
per tornare su un argomento, quello della fruibilità dei contenuti
e del rispetto degli standard, di cui mi ero già occupato in passato...e che resta
purtroppo sempre d’attualità, a mio avviso.