Somewhere, Over The Rainbow

DNC08

Beh, almeno si potrà dire che ci si è provato, che ci si è creduto, che si è fatto (gran parte di) ciò che era possibile.

Da ieri, Barack Obama è ufficialmente il candidato democratico alle Presidenziali U.S.A. 2008.

Quella che pareva essere una pia illusione, un candidato afroamericano alla Casa Bianca, è dunque passata attraverso le prevedibili fasi di “non ce la farà mai”, “non è ancora il momento adatto”, “potrebbe, in teoria”, “è un outsider di lusso, senza reali possibilità”, e attraverso quelle decisamente meno prevedibili del “beh, in fondo, forse...”, “ha le carte in regola”, “può decisamente vincere”.

Intendiamoci, la strada è ancora tutta da percorrere, la parte più dura, almeno...ricordo diverse campagne elettorali made in U.S.A. in cui era parso per lunghi periodi che addirittura ci saremmo trovati Ralph Nader come presidente...e sappiamo tutti com’è andata ogni volta.

Eppure...

Eppure questa volta sembra davvero che ci possa essere una chance, reale, di uscirne più o meno in piedi. La campagna mediatica è stata condotta decisamente molto bene, focalizzata sui temi, sui media e con i tempi giusti, e a detta degli stessi analisti americani superiore, di parecchio, a quelle di ogni altro concorrente, diretto (Clinton su tutti), o dell’altro schieramento (Romney e McCain su tutti, tralasciando il disastro Giuliani...).

L‘immagine è stata prima tratteggiata “a spigoli vivi”: grandi temi, “alto volume”, aria da “zero compromessi” e grandi idee riformiste. Poi si è passati alla fase due: toni ammorbiditi, immagine rassicurante (nonostante la giovane età e la presumibile minore esperienza rispetto agli altri candidati), tutto al fine di dimostrare che il sacro fuoco delle riforme sociali può convivere con la “banalità del potere”, e gli alti ideali con la normale amministrazione di un paese che, realisticamente, non se la passa granché bene.

Passaggi ragionevolmente prevedibili, politicamente opportuni, insomma nulla di sconvolgente: in questa logica si inquadra anche, ovviamente, il ticket Obama-Biden. Un candidato alla vicepresidenza (figura assai più importante nell’ordinamento degli Stati Uniti di quanto possa suggerire il prefisso di “vice” per come è usato dalle nostre parti, in chiave Cencelli..) con 35 anni di militanza al Congresso, notoriamente attestato su posizioni diremmo “centriste”, permette un doppio gioco politico ai Democratici: si corteggia l’elettorato moderato, consentendo allo stesso tempo ad Obama di “volare alto” grazie alla garanzia implicita che il realismo che eventualmente dovesse mancargli, sarà prontamente supplito dal vice.

Allo stesso tempo, il fatto che la convention di “investitura ufficiale” di Denver abbia avuto come momento topico l’espressione di sostegno incondizionato da parte dei Clinton a Obama (dopo che già c’era stata la sponsorizzazione esplicita dei Kennedy...), grida ai quattro venti un unico, chiaro ed inequivocabile messaggio: il partito è unito, la campagna delle primarie con tutte le asprezze e gli “sgambetti” è accantonata (compresa la clamorosa gaffe dello stesso Biden sul “nero pulito e presentabile” ), siamo tutti una grande famiglia e siamo qui per vincere (“Il Paese non può sopportare altri quattro anni di amministrazione repubblicana”...uhmmm, mi pare di averla già sentita questa...).

L’atmosfera, questa volta più che mai, sembra quella giusta: le dichiarazioni di personaggi famosi (ovviamente Democratici ed ovviamente per il 90% neri) suonano ancora più convinte che durante le precedenti campagne, e personalmente, al di là di tutto, fa piacere vedere Forest Whitaker spalancare gli occhi ed un sorriso da bimbo felice, come se ancora non ci credesse del tutto, e dire che c’è un aria nuova, che i tempi cambiano (chissà che ne pensa Bob Dylan?), che davvero si può arrivare in fondo all’impresa.

A chi, come me, ha sperato fino all’ultimo in una coppia di candidati Obama-Clinton (era davvero troppo sperare in un Obama-Kennedy...), resta comunque la “consolazione” di pensare che in fondo la parte più improbabile dell’opera è stata già compiuta, che nessuno all’inizio ci avrebbe seriamente scommesso su, che davvero comunque vada questo E’ GIA’ un cambiamento...e che, questa volta, sembra un po’ più vicino ed un po’ più fattibile che in passato.

Stay Tuned...
Mr.Frost