"Confido che ricorderete questo come il giorno in cui avete quasi catturato Capitan Jack Sparrow"

jack-sparrow.jpg

ThePirateBay colpevole.

Questo è dunque quanto emerge dalla sentenza di primo grado emessa da un tribunale Svedese (nazione nella quale “risiedono” legalmente i server del sito).

Che La Baia (nickname con il quale confidenzialmente è indicato il servizio tra gli utenti e gli internauti in genere) chiuda, o subisca un duro colpo nel suo funzionamento, non è una buona notizia.

Per nessuno.

Contrariamente, infatti, a quanto i media generalisti stanno cercando di far passare come verità presso l’opinione pubblica (o per meglio dire, presso quella parte di opinione pubblica che ancora si forma esclusivamente o prevalentemente tramite essi...), l’associazione tra ThePirateBay (d’ora in poi, per comodità ed innata pigrizia del sottoscritto TPB) e la pirateria informatica, audiovisiva, ecc. (barrare la casella d’interesse...) è meno automatica e stretta di quanto venga presentata.

Cerchiamo se possibile di capirne qualcosa di più.

TPB è, in termini brutalmente tecnici, un sito per il tracking di files di tipo .torrent.
Offre cioè un servizio di indicizzazione dei suddetti files, un servizio che li raggruppa e li rende più facilmente rintracciabili.

In pratica, voi andate all’indirizzo del sito, digitate nell’apposita barra di ricerca il titolo di un film, di un disco, il nome di un attore o di un autore, ma anche di un software, ed il sito vi restituisce una serie di risultati tra cui, se siete fortunati, troverete ciò che stavate cercando.

Quando vi si accende la lampadina del già sentito © , fate un fischio.

Ora andate su questo indirizzo.
Fatto?
Bene.

Familiare, n’est pas?

Ok, l’esperimento prosegue: digitate how to build a bomb.
Cliccate sul primo risultato....

Complimenti! Secondo la tesi dell’accusa nel processo a TPB, avete appena dimostrato che Mountain View è in realtà un pericolosissimo covo di pazzi bombaroli!

Ma continuiamo, prego, vogliate seguirmi...ecco un altro siterello semisconosciuto.
Digitate nell’apposito campo di ricerca la seguente stringa: how to make a napalm bomb. Cliccate il primo risultato, e godetevi il simpatico filmatino.

Dannazione, siete circondati da pazzi!

Siete andati a verificare di aver chiuso la porta di casa con almeno tre mandate?

...
...
...
...
...

Bene, ora riprendete fiato e seguitemi.

Questa è una grossa parte del problema che si presenta se si comincia a considerare solo un po’ meno superficialmente il portato giurisprudenziale di una sentenza come quella di condanna a TPB: il mezzo viene equiparato al fine, e talora ricompreso in esso.

Lo riscrivo, che due volte funziona meglio, come i pizzicotti per risvegliarsi: IL MEZZO VIENE EQUIPARATO AL FINE, E TALORA RICOMPRESO IN ESSO.

Ecco, l’ho detto.
Tra le radiografie e la bomba atomica, non c’è differenza.
Tra il bisturi di Barnard e quello di Jack lo Squartatore, non c’è differenza.

Insomma, TPB ospita anche contenuti che violano le leggi sul diritto d’autore (sì, anche...perchè ospita anche le varie distro linux gratuite, come questa...), ma assieme ad essi se ne possono trovare altri la cui diffusione gratuita è assolutamente legale, poiché prevista dagli autori stessi (Firefox, Chrome, un cd musicale, pacchetti di foto in alta risoluzione...un bel po’ di roba, insomma).
Perché Google, o Canonical, o Mozilla tollerano o addirittura sponsorizzano la diffusione dei loro prodotti via torrent? Semplice, per almeno tre ottimi motivi: è un mezzo tecnicamente efficiente che non ingolfa i server aziendali, costa zero, ha amplissima diffusione. Ed altri ce ne sono, la lista è lunga...

Inutile dire che, per non rischiare di confondersi tra il cardiochirurgo e il serial killer, servono attenzione, conoscenza, buona fede e mancanza di conflitto d’interessi.
Tutto ciò che, purtroppo, molti titolari di bocche di fuoco mediatiche piuttosto importanti stanno dimostrando di non avere (con qualche meritoria eccezione).

Stay Tuned...
Mr.Frost

N.B. A cosa è dovuto l’ottimismo del titolo? Semplice: la storia di Internet è piena di questi tentativi, ed i risultati censori ottenuti sinora sono stati fortunatamente vicini al ridicolo: tanto per rinfrescare la memoria, secondo le major discografiche, la “morte” di Napster come sistema peer-to-peer “irregolare” avrebbe determinato una vittoria schiacciate del copyright e sancito una nuova era di prosperità per loro e di vendite stratosferiche per i CD originali. Sappiamo tutti com’è andata.

In questa specifica circostanza, non solo TPB continua regolarmente ad esistere ed essere fruibile, ma è in buona, anzi ottima compagnia; qualche esempio:

Colombo BT
Il Corsaro Nero
TNT Village
Torrentportal.com
BiteNova
Snarf It
Isohunt.com

Torrentspy.com
YouTorrent.com
Vuze.com
Torrentscan.com
Torrentz.com
Mininova.org
Torrentreactor.to
BTjunkie
Gamestorrents.com
PhoenixItalia.org

Capita l’antifona?

N.B.B. Invece, in Italia, abbiamo questo tipo di persone ad occuparsi di legiferare sui problemi della regolamentazione di internet e del diritto d’autore....

L’On. Carlucci
L’On. D’Alia