Se non ti attaccano, non sei nessuno...
10/08/09 17:02 Questo fa parte
di:Internet... e Blogger

Anche Twitter è rimasto vittima di un attacco informatico....piuttosto pesante, e dalle motivazioni politiche internazionali decisamente “imponenti”.
In pratica, pare che l’attacco sia partito dagli apparati informatici dell’Intelligence russa, con l’obiettivo di bloccare ed estromettere dal sistema uno specifico utente: Cyxymu, “colpevole” secondo l’apparato di spionaggio di Putin di diffondere troppo notizie “incontrolate” sulla situazione caucasica.
Come è ormai noto, il rapporto dell’attuale presidente russo con la stampa indipendente è, per così dire, problematico.
Inutile menzionare qui nuovamente gli svariati casi di controllo dell’informazione da parte del regime, oltreché la pessima fine toccata a diversi giornalisti “non allineati”.
Ma ciò che mi ha fatto riflettere, è come ancora una volta i media generalisti approccino la rete ed i suoi “fenomeni”.
Twitter, così come Facebook, Google, MySpace, Skype, acquistano dignità giornalistica “classica” solo in due casi: quando diventano fenomeni di massa talmente ampi da non poter essere più ignorati (ed anche in quei casi, corrono seri rischi di essere confinati entro articoli di costume che non ne colgono la reale portata e li riducono a “fenomeni da ombrellone” ).
Oppure quando sono vittima di attacchi informatici eclatanti, i più vistosi dei quali sono, ovviamente, il DoS ed il defacement.
E’ come se, in virtù di una curiosità a metà tra la passione morbosa stile cronaca nera e la schadenfreude, l’importanza di un sito o servizio sia direttamente proporzionale solo alla portata degli attacchi da esso subiti, e misurabile solo tramite essi.
Il defacement è diventato dunque uno status symbol? L’attacco informatico è forse la consacrazione definitiva di un servizio? Se ti attaccano, sei “arrivato”?
Un malfunzionamento di Skype, ed è subito caso; un baco trovato nell’intoccabile Google basta a rendere “famoso” un fino ad allora misconosciuto al grande pubblico ricercatore italiano, Federico Calzolari (la cosa ancor più triste è che i precedenti achievements del ricercatore in questione, pur brillanti, non abbiano avuto uguale o anche solo proporzionale risonanza).
Siamo davvero arrivati ad un punto in cui solo gli errori fanno notizia? Quando si tratta di Internet, il bizzarro è davvero l’unico metro di paragone? Solo l’uomo che morde il cane è meritevole di attenzione?
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. L’immagine in testa altro non è se non il logo di uno dei giochi più affascinanti cui abbia mai avuto il piacere di giocare, Uplink.
Unico, vero “simulatore di hacker”, pur romanzato, oltreché meravigliosa possibilità offertaci di vivere in prima persona le atmosfere di uno dei più grandi capisaldi della fantascienza di sempre, l’irraggiungibile Neuromancer.