Quattro Personaggi In Cerca D'Autore
15/09/09 21:44 Questo fa parte
di:Blogger

Stasera, mentre NON sto guardando la passerella mediatica di Porta a Porta (che personalmente ritengo uno degli episodi più squallidi di questa squallida esperienza di "governo"), ho voglia di scrivere...
...ho voglia di mettere giù un paio di riflessioni che mi frullano in testa, che in ordine sparso riguardano alcuni degli aspetti di questa caleidospcopica, bizzarra e complessa situazione nella quale ci troviamo.
Per comodità (ed un pizzico di amor di letteratura), ecco i "quttro personaggi" intorno ai quali ruotano i miei pensieri dispari:
Berlusconi: E' a mio avviso, senza alcun preconcetto, auspicio, doppio fine o malizia, al suo minimo storico. Si comporta come un paranoico, intendendo con ciò più del solito, procede a testa bassa senza ascoltare i consigli che gli provengono da quella parte del suo entourage che l'ha tenuto "in sella" durante questi anni. Gianni Letta, forse l'elemento più diplomatico e "politico" a sua disposizione, è relegato in secondo, forse terzo piano; costretto a rincorrere per ricucire gli svarioni del capo, principalmente sul fronte dei rapporti con il Vaticano, non sembra avere più quell'effetto "razionalizzante" che in passato aveva forse impedito strappi ben più gravi di quelli già consumati a causa dell' "esuberanza" (eufemismo molto generoso, lo ammetto) del Presidente del Consiglio.
Al suo posto, Berlusconi preferisce avere due categorie che da sempre hanno orbitato attorno alla sua persona, ma che fino ad ora erano state evidentemente giudicate abbastanza "impresentabili", vista la scarsità delle apparizioni e l'importanza relativa nella strategia mediatica del Cavaliere: gli "assecondanti" ed i "picchiatori".
Della prima categoria è sicuro rappresentante quel Daniele Capezzone che, providenzialmente dimentico del proprio passato di militante Radicale (e delle affermazioni di quel tempo, una su tutte "Berlusconi è come Wanna Marchi e Tremonti è il suo Mago do Nascimento"), da due anni circa si prodiga in modo "ammirevole" al solo fine di alimentare e rinforzare l'utopia berlusconiana del "migliore dei governi possibili".
Il vertice della categoria dei picchiatori è occupato, "disonoris causa" in virtù dei suoi recentissimi sforzi, da Vittorio Feltri; l'attuale direttore de "Il Giornale", già ideatore e promotore della campagna per la pubblicazione degli indirizzi dei sospetti pedofili (e perciò vincitore dell'ideale "bambolina di pezza", ovviamente appesa ad un albero, quale tributo sempiterno al suo misto di populismo e "senso civico" da Far West), nella girandola di poltrone avvenuta alla fine del'estate tra i pesi massimi dei media in casa Berlusconi si è trovato a capo del quotidiano fondato da Indro Montanelli (che quel giornale aveva lasciato per il rifiuto di asservire la linea editoriale a quella politica di Forza Italia).
Per tenere alta la propria meritata fama, non ha trovato di meglio che imbastire una storia a base di false veline di presunta origine questurina, di torbidi "detto e non detto" sulle abitudini sessuali di direttori "scomodi" (Dino Boffo, di "corrente" ruiniana, considerato "troppo critico" nei confronti dell'affaire escort...), di attacco all'alleato che deve "rientrare nei ranghi" per "non rischiare più di essere ridicolo".
Lo scandalo escort, per quanto la sua portata e l'effetto che ha avuto sulla coscienza e sul sentimento popolare paia essere a conti fatti infinitamente minore rispetto a quello che avrebbe avuto in qualsiasi altra democrazia evoluta, ha comunque appannato seriamente la figura del premier, arrivando quasi a scalfirne l' "aura" altrimenti in apparenza intoccabile.
Questo sicuramente è stato, specialmente dopo la prova del nove del risultato delle Europee (ed il pesante divario tra le dichiarazioni pre-voto ed il risultato), uno dei motivi scatenanti della "campagna d'autunno" iniziata dai media di proprietà o controllati da Berlusconi.
Studio Aperto, il TG4, il TG1 della gestione Minzolini, Libero, il Giornale, ma anche le trasmissioni "contenitore" come Mattino 5 e Pomeriggio 5, sembrano tornati ai tempi dell'opposizione, delle notizie ripetute in maniera martellante, degli scoop con il timer.
Tempismo significativo, direi.
Fini: Il Presidente della Camera è stato, recentemente, tutto ed il contrario di tutto; "compagno", dissidente, bastone tra gli ingranaggi perfettamente oliati del Pdl e dell'alleanza di centrodestra.
Ha subito attacchi violenti per aver detto, a mio avviso, una serie di cose che oscillano tra il buon senso più basilare e la mediocrità politica più assoluta: ha ribadito che i rapporti con le istituzioni, l'opposizione e la società non possono e non devono essere improntati alla guerra totale; che valori di civiltà ed umanità, almeno nella loro forma più "bassa" ed "elementare", devono essere e restare alla base della politica e delle decisioni che essa prende, tutte le volte ed ogni volta che questo sia possibile; ha fatto notare che in una democrazia compiuta e moderna, il sistema democratico deve trovare spazio ed espressione non solo nelle istituzioni, ma anche in quelle organizzazioni (non ultimi i partiti) che alle isitituzioni stesse danno concretamente vita e sostanza.
Roba che chiunque con un minimo di senso civico e di capacità di espressione poteva dire al posto suo.
Le speculazioni sul perché di queste "mosse" di Fini si sono spinte fino alla soglia della fantascienza; si è arrivati a supporre strategie a lungo termine con obiettivi variabili dalla successione alla guida del PdL, alla Presidenza della Repubblica, ad una "larga intesa" centrista o che comunque miri a spostare gli equilibri dell'attuale maggioranza. Il semplice fatto (anche se così magari non sarà...) che queste cose siano state dette semplicemente perchè era ovvio dirle, non ha nemmeno sfiorato gli zelanti difensori della "vera fede" berlusconiana.
Il Vaticano: Le alte sfere ecclesiastiche hanno come sempre tenuto un comportamento improntato al più cinico pragmatismo. Dopo il "fuoco e fiamme" (un esempio? "L'attacco che e' stato fatto al dottor Boffo e' un fatto disgustoso e molto grave" - Bagnasco) durante il caso Boffo, lo "schiaffo di Anagni al contrario" della Perdonanza aquilana, la linea della Santa Sede è tornata quella abituale: navigazione con il periscopio fino al sorgere di una vera ed immediata minaccia ai propri interessi, condita con una predicazione generica che disimpegna da ogni riferimento al reale e si rifugia nei "princìpi" per non affrontare le proprie contraddizioni.
Evidentemente, la Chiesa ha molto da perdere dagli eventuali problemi di questo governo: è questa, infatti, l'unica "configurazione parlamentare" possibile per ottenere un così pronto e supino appiattimento sulle posizioni ecclesiastiche. Il caso Englaro, il finanziamento alle scuole cattoliche, la normativa sulle unioni di fatto ed il recente capovolgimento della sentenza del TAR del Lazio sull'insegnamento della religione cattolica ne sono un (piccolo) esempio.
Viene da chiedersi, tuttavia, fino a quando la gerarchia potrà ignorare e/o controllare i malumori violenti e piuttosto espliciti provenienti dalla "base" (e da certi preti "di trincea").
Il PD: ovvero "di come si possa affrontare un dibattito piuttosto ampio sullo stile chi-siamo-dove-andiamo-perché-ci-andiamo senza che nessuno se ne accorga davvero". Si fa sempre più fitto il mistero su come la campagna elettorale per le primarie del principale partito d'opposizione sembri non interessare nessuno.
I "militanti" (ammesso che questa parola possa ancora essere usata senza suonare un insulto, vista l'abituale deformazione del lessico cui siamo sottoposti da troppo tempo) possono addurre, a parziale scusante, una certa disillusione alimentata dalle batoste in serie prese negli ultimi anni, nonché dall'incredibile dose di masochismo e/o incapacità di elementare gestione di sè che il centrosinistra (e ciò significa gran parte della mutevole dirigenza DS-Margherita.PD) ha dimostrato, non riuscendo a concentrare le proprie pur cospicue forze sugli obiettivi giusti e soprattutto nei modi giusti.
Per il resto d'Itaila, le discussioni interne al partito risultano ridotte al rango di "beghe", con i vari esponenti di correnti, fazioni e mozioni arroccati in difesa delle proprie posizioni di potere.
E se una parte di quest'uditorio disinteressato lo è grazie al bombardamento mediatico di cui sopra, mi stupisce ogni volta come la strategia comunicativa (dubbio orrendo: ma ESISTE una strategia comunicativa?) del PD sia inadeguata al "qui e ora", all'Italia del 2009.
Anche nei suoi momenti migliori, i messaggi che il principale partito d'opposizione manda al paese sono tarati su una condizione "normale" di dialettica politica; peccato che, come sappiamo, di "normale" nella politica italiana ormai non ci sia più nulla.
E se da un lato mi sento spesso dire, parlando di questo, che il PD dovrebbe mettere i conto di perdere per dieci, quindici anni di fila se necessario, ma sostenendo posizioni coerenti ed avanzate in tutti i campi della politica e della vita civile, d'altra parte non posso fare a meno di chiedermi se io, al posto dei suoi dirigenti, sarei in coscienza tanto disposto a lasciare "campo libero" a questa destra per così tanto tempo; non posso infatti togliermi dalla testa la convinzione che molte delle decisioni "impopolari" prese dai governi del centrosinistra siano state "forzate" per correggere decisioni "popolari" prese da governi precedenti "con la divisa di un'altro colore".
Qualcuno sono certo mi dirà che potrebbe benissimo essere il contrario, ma francamente riscontro nel centrodestra, da che esiste, una tale rincorsa al favore popolare che mi riesce difficile conciliarla con le "lacrime e sangue" di chi deve riparare i guasti altrui (l'abolizione dell'ICI per TUTTE le prime case resta secondo me l'emblema della dissennata ricerca del consenso, in barba alle reali possibilità economiche del Paese, nonché della mistificazione del proprio operato, visto che l'ICI sulla prima casa ai redditi più bassi era stata già abolita - altro errore di "taratura" nella comunicazione...).
Tutto questo mentre la crisi economica globale tarda a passare, ed anzi continua ad infierire su economie ben più solide della nostra; la situazione geopolitica internazionale è sempre più complessa (e noi ci muoviamo sulla scena internazionale con l'accortezza e la lungimiranza di un gatto rompiballe sul tabellone del Risiko durante una partita); lo sviluppo scientifico pone problemi etici, sociali e politici talmente nuovi e profondi da non poter essere affrontati secondo vecchi criteri, schemi di convenienza e cieche posizioni ideologiche.
Ma tanto, noi abbiamo Porta a Porta ed il "miglior presidente del consiglio di sempre".
Parola di Pangloss Berlusconi.
Stay Tuned...
Mr.Frost