InfoOdissea (o "dello sfigato tentativo di passare da Haloscan a JS-Kit, salvo poi scoprire che posso continuare ad usare tranquillamente i servizi del primo...")

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Chi sono costoro? Semplice: i signori a sinistra sono i fornitori del mio attuale ed imbarazzantemente semplice da usare sistema di commenti ai post.

Quelli più a destra, fino ad un’oretta fa, personalmente equivalevano all’Anticristo (senza il fascino di “Sympathy For The Devil”, oltretutto...).

In parole miserrime, l’altro giorno, vagando sul sito di Haloscan per verificare alcuni settaggi del mio account, scopro che tale JS-Kit si è comprata l’azienda in questione. Nelle News trovo il solito, trionfalistico prodotto del marketing, nella forma di un comunicato che descrive le “magnifiche sorti progressive” del servizio Haloscan, ora che è “potenziato” da JS-Kit.

Letto e dimenticato, penso alla solita acquisizione commerciale senza ripercussioni sull’utenza, e cerco di capire perché la gestione dei commenti stia dando i ciocchi da qualche tempo.

Ma, sorpresa! Tra le pieghe dei pannelli di gestione, vengo invece a sapere che è in atto una vera propria “migrazione” più o meno forzata (o così pare) da un servizio all’altro, e che oltretutto la sincronizzazione dei dati tra i due servizi è su “invito” (ohibò!) di JS-Kit; invito che avrebbe dovuto essermi spedito via mail “in a few days”.

Morale della favola, ho provato a gestire i miei commenti da JS-Kit, il quale è oltretutto DECISAMENTE più potente di Haloscan (pure troppo, per le mie esigenze...), ma ahimè, terribilmente meno intuitivo.

Insomma, si sono pappati un po’ di commenti recenti (la seconda metà del 2008, circa), tra cui alcuni decisamente notevoli, solo per non essersi limitati ad una “transizione” puramente societaria e commerciale...

Odio senza confini?

In un primo tempo sì.

Poi, scoperto che posso restare con le attuali impostazioni (anzi, ho addirittura aggiunto il rating con le classiche e spietate stelline, dopo ogni post), la rabbia è alquanto scemata, complice una bella sessione di ascolto della mia libreria di iTunes, rigorosamente in modalità casuale, ed una tazza di tè in previsione per l’ora classica...

Ho quindi deciso di “ignorare” in una certa misura l’incidente, conscio oltretutto del fatto che anche i commenti persi sono fissati nella mia memoria, e quella è la cosa più importante...

Tutto questo ha però avuto anche un merito: farmi riflettere, una volta di più, su quanto mezzi a volte potentissimi, apparecchi ed oggetti dalle capacità incredibili, invenzioni che sfiorano (sfiorerebbero) il genio, siano penalizzati, azzoppati, addirittura stroncati dalla loro anti-intuitività, dalla guerra termonucleare globale che a volte sembrano dichiarare all’utente.

Interfacce man-machine che sono piuttosto machine-machine (nel senso che non è umano comprenderle...), ergonomia sotto la suola delle scarpe, istruzioni inesistenti, incomprensibili o peggio svianti, tutta una serie di superficialità di progettazione che rendono frustrante anche l’uso del più semplice dispositivo.

A tal proposito, suggerirei a chi fosse eventualmente interessato la lettura del bel saggio “La Caffettiera del Masochista” che, a partire dal geniale sottotitolo e dall’altrettanto affascinante illustrazione in copertina, ci guida attraverso un percorso di “redenzione”, spiegandoci come le nostre difficoltà ad utilizzare oggetti spacciati per “comuni” non dipendano da una nostra imbarazzante incapacità, bensì dalla cattiva progettazione che li ha generati...

Uomo comune batte progettista sadico, 1 a 0.

Stay Tuned...
Mr.Frost