This Is (Not) The End...

quadrato nero

E’ finita. Per una persona, la più direttamente interessata, forse per due o tre considerando i suoi genitori, qualcuna di più includendo amici e parenti più o meno vicini e più o meno partecipi del suo dolore.

Ma per noi, non è finita affatto.
Anzi.

Su questo caso si è detto e scritto tutto ciò che si poteva, nelle forme più varie, a sostegno o contro le opposte posizioni, da qualsiasi fonte immaginabile, “autorevole” o meno che fosse (scala gerarchica peraltro difficilmente definibile su di un argomento del genere, ma assumiamola nella sua forma più convenzionale...).

Proprio per questo, vale la pena di spostare l’attenzione su ciò che a questa triste storia ha fatto da “contorno” (ma siamo davvero sicuri che da un certo punto in avanti non si sia mirato ad invertire le parti?).

Abbiamo avuto fondamentalmente, a mio avviso, cinque “macro-attori” presenti:

1) Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano
2) Il Parlamento
3) Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed il suo Governo
4) Il Vaticano
5) L’Opinione Pubblica

Siccome la questione è molto più complessa di quel che sembra, specialmente se si allarga “l’orizzonte degli eventi”, sarà meglio mantenere un ordine ben preciso...

1) Il capo dello Stato, il Presidente della Repubblica, ha rifiutato di controfirmare il decreto legge che aveva lo scopo (ennesima legge “ad personam”, viste le circostanze di fatto) di sospendere l’applicazione del famigerato “protocollo” medico per la sospensione di alimentazione ed idratazione mediante sondino nasogastrico. Le motivazioni fornite dalla più alta carica dello Stato sono state di ordine sostanziale e di opportunità.

Oltre all’irrituale uso della decretazione d’urgenza, veniva rilevata l’inopportunità di utilizzare il decreto legge per incidere su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti, anziché ricorrere ad un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica.

Inoltre, rilevava Napolitano, “rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell'art. 77 della Costituzione se non l'impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso”.

Ma di quest’ultimo, fondamentale punto riparleremo più avanti.

2) Il Parlamento non ha, per non volontà o incapacità, legiferato durante questi anni (e solo considerando il caso in questione, si parte dal 1992, data dell’incidente automobilistico, o quantomeno dal 1999, data del primo ricorso ala Magistratura).

In mancanza di una adeguata legge sul fine-vita, non resta che ricorrere a princìpi necessariamente generici come quelli contenuti nella Carta Costituzionale (Art. 32), o puramente giurisprudenziali (e come tali “mal digeriti” dalla nostra legislazione).

Abbiamo purtroppo ripetute prove della scarsa efficienza del nostro organo legislativo fondamentale; talora oberato da una massa di provvedimenti di dubbia utilità o dalle dimensioni abnormi (entrambe le forme di “elefantiasi legislativa” sono note da parecchio tempo), talora impantanato in questioni (di principio o di lana caprina che siano) che richiederebbero ben altro profilo dei partecipanti alla discussione, o ancora penalizzato e reso di fatto totalmente inutile dalla scarsa o inesistente coscienza civica e “deontologia professionale” dei suoi membri (assenteisti, pianisti, ecc. ecc.)

In seconda ipotesi, assai realistica a dir la verità, l’argomento è così complesso e scottante che nessuno ha mai voluto pronunciarsi, vuoi per evitare improprie semplificazioni, vuoi per non “inimicarsi” una delle due parti con pareri opposti.

3) ...e proprio di questo, segnatamente di non volersi inimicare una ben precisa parte (scudocrociata un tempo, ora senza più scudo...), è stato accusato da più parti il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il suo Governo. Accuse di voler cercare una “saldatura”, con conseguente legittimazione diretta, con il Vaticano; di voler “dare un’anima” ad una politica “aziendalista” nel senso più degenere del termine, appoggiandosi sull’autorità morale della Chiesa Cattolica; di voler infine, ed è l’accusa che se si rivelasse fondata sarebbe più grave, utilizzare questo dramma personale, umano e civile, questo groviglio di problemi di coscienza, per assestare una spallata decisiva al Presidente della Repubblica ed alla Costituzione.

Di sicuro, senza voler interpretare i pensieri di chicchessia (Berlusconi peraltro non lesina certo “esternazioni” su qualunque argomento, spesso improvvide, e sempre smentite...), restano le dichiarazioni ed i termini utilizzati dal Presidente del Consiglio: “omissione di soccorso”, “Se il Capo dello Stato decidesse di caricarsi della responsabilità di una vita”, “Non si può governare il Paese senza la decretazione d'urgenza”, “Senza la possibilità di ricorrere a decreti legge, tornerei dal popolo a chiedere di cambiare la Costituzione e il governo”, “(e riferendosi alla Costituzione) Filosovietica, fatta sotto l'influsso di una dittatura”.

Dichiarazioni gravi, toni che, lungi dal configurare rapporti di “cordialità” con la massima carica dello Stato (come arriverà ad affermare poco dopo lo stesso Berlusconi) dimostrano putroppo le solite “zone d’ombra” del Cavaliere come personaggio politico:

Scarso rispetto delle gerarchie istituzionali, specie quando queste si sostanziano nella tripartizione dei poteri in forma garantista.
Scarso (o nullo) rispetto del dibattito politico, e con esso dell’opposizione che, per quanto debole, rappresenta comunque una parte del Paese.
Uso spregiudicato di una posizione di oggettivo (OGGETTIVO, sia chiaro) vantaggio mediatico, resa se possibile ancora più evidente in circostanze come queste, con l’uso dei tre canali Mediaset e dei rispettivi telegiornali per operare une vera e propria “blitzkrieg” a supporto delle posizioni governative.
Voluta confusione, in questo ed in altri casi, tra piano pubblico e privato, personale ed istituzionale, razionale ed emotivo, al solo scopo di “sfruttare l’onda” dei sentimenti naturalmente suscitati da un caso del genere.

4) Come spesso accade, e assai più spesso da qualche tempo a questa parte, il Vaticano ha per così dire espresso con una certa veemenza il proprio parere sulla questione.

Se così fosse, con differenti ma assolutamente personali considerazioni sulla necessità della veemenza o meno, non ci sarebbe molto da obiettare.
Se poi, storicamente, non ci fosse una continua commistione, per non dire interferenza, tra il Vaticano e la politica italiana (vedi i tentativi di revisione della legge 194/78, o più di recente la campagna pressante, e riuscita, per influenzare il risultato del referendum sulla legge 40), il problema parrebbe addirittura inesistente.
Ma così non è.

Anche qui, come per il soggetto di cui al punto precedente, vale la pena di approfondire soprattutto i toni:

“Inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo”
“Un vero e proprio omicidio”
“Che il signore (...) perdoni chi l'ha portata a questo punto” - Cardinale Javier Lozano Barragan.

“qualsiasi azione volta a interrompere l'alimentazione e l'idratazione si configurerebbe, al di là delle intenzioni, come un atto di eutanasia” - Monsignor Mariano Crociata.

“E' stato un omicidio"
"Hanno ucciso una persona innocente e incapace di difendersi” - Cardinale Josè Saraiva Martins.

"Eluana è morta. 'Giustizia' è fatta" - Avvenire.

"(a proposito della sentenza) Relativismo dei valori (...) inaccettabile”
“Una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia”
“Nessun esperto potrebbe allo stato attuale, dichiarare l'irreversibilità della condizione di stato
vegetativo, se non in base a una scelta puramente soggettiva”
“sulla volontà di Eluana l'arbitrarietà appare palese: la dichiarazione di un momento non può evidentemente essere presa a parametro” - L’Osservatore Romano.

“Il viaggio della morte è cominciato di notte” - SIR, Servizio Informazioni Religiosa.

D’altro canto, come spesso accade, vi sono anche voci più o meno autorevoli che vengono prontamente “zittite”, specialmente su determinati media:

“Davvero ci si può sostituire a Dio, affermando di conoscere la sua volontà riguardo alla sofferenza e alla morte delle persone?”
“Come è vero che nessuno dovrebbe sollecitare, tantomeno obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto è possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme, che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile” - don Pierluigi Di Piazza, Parroco di Zugliano e altri nove confratelli del Friuli.

“Le nuove tecnologie, che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano, richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona” - Cardinale Carlo Maria Martini, citato da Don Mazzi.

5) ...e l’Opinione Pubblica? Beh, l’Opinione Pubblica siete voi, siamo noi, sono io. Io la mia l’ho detta...

Stay Tuned...
Mr.Frost