YouTube On the Rock...
Uno dei più grandi...e mai abbastanza conosciuto...
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Questa la dedico a Gioggi, pregiato estensore di uno dei Blog qui a destra (ai più PERSPICACI il compito di indovinare quale...)
E' bello essere smentiti, talvolta...

Notizia di qualche tempo fa, ma non ho quasi mai abbastanza tempo per scrivere quanto vorrei...
La faccia qua sopra (per coloro che non riuscissero a leggere dall’immagine...), è quella del Cardinale Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe.
Il quale ha un account ed un gruppo UFFICIALI su Facebook.
Da qui, ovviamente, il mio titolo ed il mio stupore.
Sì perchè, nella mia modesta esperienza, coloro che “dall’interno” costituiscono una pregevole eccezione al ben noto (e ahimè comprovato nella maggior parte dei casi...) “immobilismo tradizionalista” vaticano, sono per lo più appartenenti al cosiddetto “basso clero”; raramente le innovazioni, per quanto sentite e diffuse nella società cui anche la Chiesa deve fare sempre obbligatoriamente riferimento, pena la perdita della propria raison d’etre, vengono dalle alte sfere. E questo, com’è ovvio, rende ancor più significativo l’evento.
Certo, se proprio era lecito aspettarsi uno “scatto di modernità” da qualcuno, il Cardinale Sepe era il candidato ideale: “organizzatore” del Giubileo 2000, vicinissimo a Papa Giovanni Paolo II, autore, subito prima della cerimonia solenne in Duomo a Napoli per la sua nomina a Cardinale Arcivescovo della città, di una visita pastorale a Scampia, nel cuore del territorio degli scissionisti...insomma, uno con le idee chiare ed una visione ben più ampia del ristretto orizzonte propriamente ecclesiastico.
Ciononostante, ripeto, l’atto mi pare significativo e, perchè no, di buon auspicio...e dunque, prendendo in prestito le parole che lo stesso Cardinale rivolse a Benedetto XVI in visita l’anno scorso: “a Maronna t'accumpagni!”.
Stay tuned...
Mr.Frost
In Memoriam...

...è perchè era uno capace a scrivere ( ‘azz, se era capace... ). E’ perchè aveva l’incredibile capacità, ineguagliata ed ineguagliabile, penso, di parlare di argomenti complicatissimi di cui non ti sarebbe importato di meno, rendendoli non solo perfettamente comprensibili, ma addirittura avvincenti ( ...voglio dire, a quanti di quelli che hanno letto “Congo” interessava il processo di “addestramento” negli studi sui gorilla? via, su, non scherziamo... ). E’ perchè Congo, Sfera, Andromeda, Jurassic Park, Timeline, tutti i romanzi con il suo “gruppo di sfigati con problema enorme creato da altri”, beh, è un piacere leggerli, li identifichi subito: ed allora smetti di leggere (tipicamente dopo 20/30 righe...) ti sistemi bene in poltrona o sul divano, comodo, stacchi il telefono e ti immergi in tutto e per tutto in quel mondo che ti aspetta, gustandone (anche un po’ sadicamente) ogni complicazione, ogni problema apparentemente insormontabile che i suddetti “sfigati” devono necessariamente affrontare, ogni riga, ogni parola...leggera, eppure capace di darti l’assoluta certezza di essere stata scelta con precisione.
(mi viene uno “stream of consciousness” allucinante ogni volta che parlo di lui e dei suoi libri, ma che ci posso fare? se oggi sono un lettore così vorace, parte del merito è sua...)
Ora non c’è più.
Ma come tutti i grandissimi scrittori, ci ha lasciato la parte migliore di sè: i suoi libri. E di questo non gli sarò mai abbastanza grato.
Ciao, Michael.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Today Is The First Day Of The Rest Of Your Life

...e così è “andata”. Era un sogno, un’utopia, un’ipotesi improbabile. Poi si è trasformata in una possibilità, un’eventualità anche se remota, un’opzione che si poteva considerare, con un po’ di azzardo.
Ora è realtà. Realtà che si può toccare, ascoltare, pensare ed esprimere a parole, con termini precisi e definiti.
“Eletto”.
“44° Presidente degli Stati Uniti d’America”.
“Maggioranza schiacciante”.
“Vittoria”.
Ed ora, comincia il bello?
Adesso ci sarà la “luna di miele” con gli elettori?
Francamente, non credo. Questa non è stata una campagna elettorale come le altre, i temi non erano paragonabili ad altri affrontati, per intensità e congiuntura. L’Iraq, l’Afghanistan, Al-Quaeda di fatto “dormiente” ma ( probabilmente) non sconfitta, l’Iran che fa la voce grossa a corrente alternata ( ed il grosso dubbio che rimane è: Ahmadinejad è un “genio” della strategia della tensione, o un semplice pazzo fanatico? ), la Russia che ( e lo ha dimostrato ancora oggi ) ha sempre più voglia e mezzi per tornare ad essere “l’altra” superpotenza.
E questo solo per l’estero.
In patria, Barack Hussein Obama, o “Mr. President”, come dovrà abituarsi a sentirsi chiamare, dovrà fare i conti con ostacoli ben più insidiosi.
Il paese è in recessione, se non “tecnicamente”, certo “di fatto”; l’economia affronta il suo peggior momento dal 1929 ( e già non si contano più le occasioni in cui è stata pronunciata la magica espressione “new deal” ), la produzione ristagna, le banche crollano ( non so voi, ma io al solo sentire le cifre del crack Lehman Brothers, ho ripensato con “nostalgia” allo scandalo Enron...roba da brividi ) e trascinano con sè i risparmi, i sogni e le vite di decine, di centinaia di migliaia di persone; la classe media, spina dorsale dell’America che galoppava economicamente e non solo, è prostrata, sconvolta, sfiduciata e non vede un futuro nè un orizzonte.
Insomma, non c’è tempo. Non c’è tempo per “acclimatarsi”, non c’è tempo per “imparare” ( ahi, quanto si rivelerà utile il vecchio Joe Biden in questa circostanza...), non c’è tempo per i tentativi.
La situazione richiede mano ferma e decisioni pronte; a tutto ciò aggiunto il “debito di sogni” che l’ex senatore dell’Illinois ha contratto (spero per lui, ma ne sono abbastanza convinto, in piena coscienza...) con gli elettori statunitensi: una campagna elettorale a suon di “yes, we can” e di discorsi che incitavano a scegliere la speranza, a non lasciarsi andare alla paura, non passa senza lasciare il segno.
E se la prima e più immediatamente identificabile conseguenza di questo “patto” è per l’appunto la vittoria elettorale, quella “sotterranea” e fondamentale, che dovrà essere misurata sulla lunga distanza, è proprio l’aspettativa che si è venuta a creare negli americani ( e non solo, come già si è visto , in diverse dichiarazioni rilasciate in tutto il mondo) riguardo a ciò che il presidente potrà fare per migliorare la loro vita.
Insomma, come nei migliori casi storici, la corona pesa, e parecchio, sulle tempie del re.
Solo il tempo saprà dire se esse saranno abbastanza salde da reggerla.
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Di buon auspicio, direi, un passaggio del discorso del neo presidente a Chicago dopo l’elezione: “ (...) giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani,
neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi d’America, gay, eterosessuali, disabili e non
disabili: tutti americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo
mai stati un insieme di Stati Rossi e Stati Blu. Noi siamo e sempre saremo gli Stati
Uniti d’America.” . Se questo è l’inizio, c’è una gran bella atmosfera...
P.P.S ( Ritorna il concorso: indovina la citazione del titolo e vinci la bambolina di pezza virtuale...venghino, siori, venghino...
Brand New Day?

Domani si vota. Non qui, ovvio. Ma per il posto in cui si vota, per l’importanza che questo paese riveste nella vita reale ( “l’ultima superpotenza economica e militare” ) e nell’immaginario, soprattutto europeo ( “la più grande democrazia dell’occidente” ), per i sentimenti che esso ispira, siano positivi o negativi, per tutto questo ed altro ancora, beh, è un po’ come se si votasse anche qui.
E quindi aspettiamo e speriamo che “Yes, we can” non sia destinato a rimanere solo un bello slogan elettorale.
Stay Tuned...
Mr.Frost
"Scusate lo sfogo" o "Della telepatia tra grandi autori"


“Cattiva” - Samule Bersani
dall’album “Caramella Smog” - 2003
Ultimamente
sei tu a decidere la strada
Io resto dietro di te
raccolgo i sassi rotondi in una scatola quadrata, ho un passatempo
inutile
Sinceramente da un po’ si vive alla giornata
non posso dire di no
usciamo fuori dal quartiere una volta al mese solo di sabato
ma pensa che coincidenza...
Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finché resta dov’é
toccagli la gamba fagli una domanda
cattiva, spietata
con il foro di entrata, senza visto di uscita
E’ stato lui, io lo so
non credo alla campana degli
innocentisti perchè
anticamente ero io un centurione con la spada e non lo posso
difendere
Mi ricordo quando ci fu Galileo e Giovanna D’Arco
ero presente in piazza,
provavo immenso piacere
mi sentivo bene a vedere come si muore,
sono di un’altra razza
Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finche’ resta dov’é
toccagli la gamba fagli una domanda, ancora
chiedi un autografo all’assassino
chiedigli il poster e l’adesivo
e approfitta finche’ resta dov’è
toccagli la gamba
fagli una domanda
cattiva
spietata
è la mia curiosità impregnata
di pioggia televisiva
comincia un’altra partita....
“Il paese dei testimoni” - Ivano Fossati
dall’album “Musica moderna” - 2008
Cronaca
rosa, cronaca politica, cronaca giudiziaria
Cantico digitale della verità
Charlie Chan del gossip, stai attento
A chi non da nell’occhio, all’ombra
A chi si siede al ristorante proprio accanto
Alla parola di troppo, al testimone universale
Alla calunnia corale
Ricatto, ritratto, potrei testimoniare
Ma non voglio giurare
Sono senza memoria, sono senza vergogna,
Sono senza pudore, sono senza perdono
Sono senza memoria, sono senza vergogna,
Sono senza rigore, sono senza...
Se è il romanzo dei veleni sarà letteratura
Ma se è il nostro futuro, allora è spazzatura
Testimonianza spettacolari, tv che assolve e condanna
Dispensa il perdono come dovrebbe fare Dio
Il solo testimone prudente che sul video non appare mai
Allora siamo in un poliziesco, sarà letteratura
Ma se è questo che ci aspetta, è tutta spazzatura
L’ho visto, l’ho visto, colpevole, colpevole
La faccia del colpevole ce l’ha
L’ho visto, l’ho sentito, l’avevo intuito
Che non era a posto quello là
E l’ho seguito passo passo, fotografato
Poi lei vedeva un tale, ma questa è un’altra storia
Non divaghiamo un ricordo è un ricordo
Un’ombra che si muove
Io ricordo e non ricordo, ma ho fatto delle foto
Così ho le prove
Con precisione non so dir se c’ero davvero
O c’era prima la tv
Ma ho filmato, ascoltato, copiato
Incollato, discusso e divulgato
Sono testimone vedo e non ricordo mai
Però ricatto, ritratto, potrei testimoniare
Ma non voglio rischiare
Sono senza memoria, sono senza vergogna
Sono senza pudore, sono senza
Sono senza perdono, sono senza memoria
Sono senza rigore, sono senza
Se il romanzo dei veleni sarà letteratura
Ma se questo è il futuro allora è spazzatura
Sono senza memoria, sono senza vergogna
Sono senza pudore, sono senza
Sono senza perdono, sono senza memoria
Sono senza vergogna, sono senza
Sono senza memoria, sono senza vergogna
Sono senza pudore, sono senza
Sono senza perdono, sono senza memoria
Sono senza vergogna, sono senza
Cronaca rosa, cronaca politica, cronaca giudiziaria
Cantico digitale della verità
Sono senza memoria, sono senza vergogna
Sono senza pudore, sono senza
Sono senza perdono, sono senza memoria
Sono senza vergogna, sono senza
Siamo tutti senza
Sì che siamo senza
Siamo quasi tutti senza
Il
processo a Perugia, Pietro Maso, il dannato plastico della villetta
di Cogne, il “turismo criminale”, Garlasco, Novi Ligure, la strage
di Erba, “le bestie di Satana” ecc. ecc. ecc.
Stay Tuned...
Mr.Frost
L'opportunità dell'inopportunità
La schizofrenia dell’accoglienza.
Sono anni, forse decenni a questo punto, che diciamo che gli immigrati ci servono.
Attenzione: non che gli immigrati sono un fatto incontrovertibile, con cui bisogna fare i conti, perché l’immigrazione nell’anno domini 2008 segue dinamiche e dipende da “molle” talmente più grandi e globali dei nostri orizzonti nazionali che pensare di opporvisi è utopico e irrealistico.
Che ci SERVONO.
Gli immigrati hanno, negli ultimi anni, compensato la nostra scarsa crescita demografica, alimentato e supportato il nostro mercato del lavoro, occupato posizioni nel suddetto mercato che noi non volevamo occupare per una distorta sensazione di “superiorità” (lavori manuali nel novantanove per cento dei casi, che però spaziano dal generico “operaio più o meno specializzato” da catena di montaggio, all’iperspecializzato “operatore zootecnico”, profesione che nel nord-nordest, dov’è diffusissima, è appannaggio quasi esclusivo degli indiani).
Eppure ogni volta, quando si tratta di sancire LEGALMENTE ciò che tutti perfettamente conosciamo, o dovremmo conoscere, quando si tratta di mettere nero su bianco la realtà, ecco che si fa un bel passo indietro ed escono fuori le proposte e le posizioni più assurde e retrograde possibili.
E dunque, nell’ordine casuale:
1) Il permesso di soggiorno a punti. Come la patente, dirà qualcuno...come le raccolte dei supermercati, aggiungo io. Se si commettono reati, i punti vengono scalati (sarebbe interessante sapere quanti in base a quali reati...tutto un meraviglioso mondo di possibilità ci si apre dinanzi: diatribe infinite, scontri epici e puntate fiume di Porta a Porta sul tema “Lo scippo vale tre punti, se con il motorino quattro, ma se la vittima ha più di sessant’anni dovrebbe mica valerne sei?” ). Se i titolari di questa singolare specie di “patente di italianità” (intesa, Dio ne scampi, non come piena fruizione di diritti civili e politici, bensì come “tolleranza” alla presenza sul patrio suolo) faranno i bravi bambini, avranno il “privilegio” di continuare a contribuire sostanzialmente al nostro PIL, e forse, chissà, un domani anche un frullatore ad immersione.
2) L’esame per accertare la conoscenza dell’Italiano da parte degli immigrati in età scolare. Ora si dà il caso che, mentre i geni assoluti (ironico, casomai qualcuno avesse dei dubbi) che oggi partoriscono queste innovative teorie didattiche facevano dell’altro, chi di didattica se ne intende perchè la studia da anni, arrivava alla conclusione che, pensate un po’, “la conoscenza dell’italiano non deve essere utilizzata come criterio per il posizionamento nella classe”. Ohibò. D’altra parte, è così assurdo pensare che le capacità scolastiche e di apprendimento possano prescindere dalla conoscenza della lingua? E che questa conoscenza debba essere posta come obiettivo di apprendimento “strumentale” e non assoluto, in un’ottica mirata all’integrazione oltre che ai risultati strettamente scolastici?
Insomma, la differenza apparentemente incolmabile tra teoria e pratica si palesa sempre in questi momenti, quasi a ricordarci che c’è una parte di noi, viscerale, coscientemente ignorata, che prende il sopravvento quando si tratta di concedere ad altri ciò che sentiamo nostro di diritto, sia esso la cittadinanza, i diritti ad essa connessi, o più semplicemente (e assai più drammaticamente) la possibilità di migliorare la propria vita partendo “alla pari” con noi.
Chiusura rapida (manco tanto), con una poesia a mio avviso illuminante su molti fronti, come solo le grandi poesie sanno essere, ed inaspettatamente anche su questo:
Aspettando i barbari
di Kostantinos Kavafis
Che aspettiamo, raccolti nella piazza?
Oggi arrivano i barbari.
Perché mai tanta inerzia nel Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?
Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori
Quando verranno le faranno i barbari.
Perché l'imperatore s'è levato
così per tempo e sta solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?
Oggi arrivano i barbari.
L'imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l'offerta d'una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.
Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei ceselli tutti d'oro e argento?
Oggi arrivano i barbari
e questa roba fa impressione ai barbari.
Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?
Oggi arrivano i barbari:
sdegnano la retorica e le arringhe.
Perché d'un tratto questo smarrimento
ansioso? (I volti come si son fatti seri!)
Perché rapidamente e strade e piazze
si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?
S'è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.
E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.
Stay Tuned...
Mr.Frost
A volte basta un'immagine...

...che, come si sa, vale più di... eccetera eccetera...
Se è vero come è vero che la comunicazione visuale è decisamente più efficace di quella semplicemente testuale (altrimenti, a che servirebbero gli spot con le varie Hunziker, Marcuzzi, Canalis, i calendari di Max, GQ, Men’s Health e la presenza di Cristina Chiabotto in un programma NOMINALMENTE sportivo? ), allora questo sito svolge una funzione piuttosto utile, a metà com’è tra il ludico e il serissimo...a seconda dell’uso che se ne preferisce fare.
Ed i risultati sono anche, talvolta, esteticamente gradevoli, un certo non so che di avanguardia russa e futurismo...
Ok, sto delirando, la smetto...
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. questa è una “word cloud” su melapenso...interessante la forma, oltre al contenuto...
Long Road To Washington

Breve nota a margine (ma neppure poi tanto) della campagna elettorale americana (sì, è un argomento che mi stimola parecchio, più degli altri anni...).
Durante la puntata odierna di TVTalk (uno dei programmi più belli che la Rai abbia mai prodotto, e che infatti viene mandato in onda il sabato mattina...
...in breve? John McCain comunica con due ore scarse di anticipo sull’inizio della trasmissione che non parteciperà, come invece previsto, alla puntata del David Letterman Show, pluriennale programma eponimo di colui che rappresenta LA TELEVISIONE americana.
La motivazione? semplice, deve correre immediatamente a Washington per altri affari urgenti, tanto urgenti che si sta già imbarcando su un aereo diretto ella capitale federale.
Peccato che poi venga ripreso durante un’intervista dalla CBS, esattamente mentre avrebbe dovuto precipitarsi a Washington D.C....
Inutile dire che l’affronto è stato troppo grosso, anche considerando che proprio al Letterman Show MacCain aveva annunciato ufficialmente la propria candidatura per le primarie/presidenziali.
E così abbiamo potuto (cioè, gli americani e coloro che sono dotati di satellite hanno potuto...) godere dell’ira funesta del buon David in tutto il suo splendore: un’intera puntata di battute al vetriolo, di livello oscillante tra la guerriglia ed il conflitto termonucleare globale (...), che ha toccato l’apice con una battuta assolutamente significativa.
Significativa perché vera, significativa perché ferocissima, significativa perché “buttata lì” in mezzo a decine d’altre, e chi vuole intendere intenda: “(riferendosi al fatto che McCain era sulla strada, cioé in viaggio, verso la Casa Bianca) la strada per la Casa Bianca passa da qui!” ( indicando la poltrona di fronte a sé ).
Sondaggino? Quanti presentatori di talk show italiani avrebbero azzardato, oltre al fuoco di fila del resto della puntata, una dichiarazione così forte?
(Personalmente ritengo che l’unico conduttore “americano” in Italia, quindi capace di lavorare “alla Letterman”, sia Luttazzi...).
E da cosa eventualmente dipende questa diversa impostazione? Differenze storiche e/o culturali? Incapacità dei nostri “anchormen”? Diverso rapporto tra le sfere d’influenza politica e televisiva rispetto a quelle americane (Letterman è uno degli uomini più potenti ed influenti degli Stati Uniti...)?
A voi la palla...
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Ecco la “filmografia”... ...
Live Long And Prosper, Alpha Ritual!

Con colpevole ritardo, riferisco del grandissimo concerto degli Alpha Ritual alla Festa dell’Umidità (che in mancanza di un nome condiviso e foneticamente accettabile, differente perciò dall’orrendo festaunitàdemovraticastiamotuttibenesiamotantoamicievienipuretu di quest’anno, ho deciso che personalmente ribattezzerò così su suggerimento di EvilMax...
Avevo sentito l’ultima volta Mirko e soci all’epoca della serata al Bulldog, quando ancora il nome era quello dei Razorblade, e la trasformazione era solo “in divenire”...
Beh, che dire, dopo averli ascoltati l’altra sera, devo constatare che dalle loro parti
Eh, sì, perché se già Razorblade rappresentavano un bellissimo esempio di tecnica e passione sapientemente mescolati, qua siamo su un altro livello...
L’atmosfera è curata, la personalità del gruppo assai più definita, le “citazioni” si fondono talmente bene con lo spirito dei brani originali del gruppo da sembrarne parte integrante.
Persino le cover, da me tanto amate poiché indice della bravura di una band nella difficilissima arte di “far propria” la lezione dei grandi, persino quelle dopo il processo di “ritualizzazione” (
Come sempre, gli elementi si fondono e s sostengono in armonia: Dany, Enrico e Lorenzo a garantire una parte ritmica incredibilmente varia, ora potente e solenne, ora agressiva e veloce.
Dario e Matteo cuciono sopra questa meravigliosa tela un continuo fraseggio di chitarre, tra di loro, con il resto del gruppo e addirittura spesso e volentieri ammiccando al pubblico (cosa che artisti ben più “navigati” non riescono a fare, ottenendo un minor coinvolgimento degli spettatori...).
Infine Mirko, come sempre bravissimo, oltre che per le ormai accertate doti vocali, anche nel “coordinare” questo insieme di grandi performers, nel trascinare chi sta sotto il palco nel mondo di chi ci sta sopra, mai invadente, mai “primadonna”, sempre con e per il gruppo.
Insomma, a “trasformazione” completata, posso dire con certezza che gli Alpha Ritual non fanno rimpiangere (e come potrebbero?) i gloriosi Razorblade, ed anzi ci garantiscono un futuro “oscuramente luminoso”.
La crisalide si è trasformata in farfalla, signori. Ed ha le ali nere.
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Reference dell’ultimo momento... Ovviamente, MySpace ospita anche la pagina degli Alpha Ritual, cui vi consiglio di dare un’occhiata...
Somewhere, Over The Rainbow

Beh, almeno si potrà dire che ci si è provato, che ci si è creduto, che si è fatto (gran parte di) ciò che era possibile.
Da ieri, Barack Obama è ufficialmente il candidato democratico alle Presidenziali U.S.A. 2008.
Quella che pareva essere una pia illusione, un candidato afroamericano alla Casa Bianca, è dunque passata attraverso le prevedibili fasi di “non ce la farà mai”, “non è ancora il momento adatto”, “potrebbe, in teoria”, “è un outsider di lusso, senza reali possibilità”, e attraverso quelle decisamente meno prevedibili del “beh, in fondo, forse...”, “ha le carte in regola”, “può decisamente vincere”.
Intendiamoci, la strada è ancora tutta da percorrere, la parte più dura, almeno...ricordo diverse campagne elettorali made in U.S.A. in cui era parso per lunghi periodi che addirittura ci saremmo trovati Ralph Nader come presidente...e sappiamo tutti com’è andata ogni volta.
Eppure...
Eppure questa volta sembra davvero che ci possa essere una chance, reale, di uscirne più o meno in piedi. La campagna mediatica è stata condotta decisamente molto bene, focalizzata sui temi, sui media e con i tempi giusti, e a detta degli stessi analisti americani superiore, di parecchio, a quelle di ogni altro concorrente, diretto (Clinton su tutti), o dell’altro schieramento (Romney e McCain su tutti, tralasciando il disastro Giuliani...).
L‘immagine è stata prima tratteggiata “a spigoli vivi”: grandi temi, “alto volume”, aria da “zero compromessi” e grandi idee riformiste. Poi si è passati alla fase due: toni ammorbiditi, immagine rassicurante (nonostante la giovane età e la presumibile minore esperienza rispetto agli altri candidati), tutto al fine di dimostrare che il sacro fuoco delle riforme sociali può convivere con la “banalità del potere”, e gli alti ideali con la normale amministrazione di un paese che, realisticamente, non se la passa granché bene.
Passaggi ragionevolmente prevedibili, politicamente opportuni, insomma nulla di sconvolgente: in questa logica si inquadra anche, ovviamente, il ticket Obama-Biden. Un candidato alla vicepresidenza (figura assai più importante nell’ordinamento degli Stati Uniti di quanto possa suggerire il prefisso di “vice” per come è usato dalle nostre parti, in chiave Cencelli..) con 35 anni di militanza al Congresso, notoriamente attestato su posizioni diremmo “centriste”, permette un doppio gioco politico ai Democratici: si corteggia l’elettorato moderato, consentendo allo stesso tempo ad Obama di “volare alto” grazie alla garanzia implicita che il realismo che eventualmente dovesse mancargli, sarà prontamente supplito dal vice.
Allo stesso tempo, il fatto che la convention di “investitura ufficiale” di Denver abbia avuto come momento topico l’espressione di sostegno incondizionato da parte dei Clinton a Obama (dopo che già c’era stata la sponsorizzazione esplicita dei Kennedy...), grida ai quattro venti un unico, chiaro ed inequivocabile messaggio: il partito è unito, la campagna delle primarie con tutte le asprezze e gli “sgambetti” è accantonata (compresa la clamorosa gaffe dello stesso Biden sul “nero pulito e presentabile” ), siamo tutti una grande famiglia e siamo qui per vincere (“Il Paese non può sopportare altri quattro anni di amministrazione repubblicana”...uhmmm, mi pare di averla già sentita questa...).
L’atmosfera, questa volta più che mai, sembra quella giusta: le dichiarazioni di personaggi famosi (ovviamente Democratici ed ovviamente per il 90% neri) suonano ancora più convinte che durante le precedenti campagne, e personalmente, al di là di tutto, fa piacere vedere Forest Whitaker spalancare gli occhi ed un sorriso da bimbo felice, come se ancora non ci credesse del tutto, e dire che c’è un aria nuova, che i tempi cambiano (chissà che ne pensa Bob Dylan?), che davvero si può arrivare in fondo all’impresa.
A chi, come me, ha sperato fino all’ultimo in una coppia di candidati Obama-Clinton (era davvero troppo sperare in un Obama-Kennedy...), resta comunque la “consolazione” di pensare che in fondo la parte più improbabile dell’opera è stata già compiuta, che nessuno all’inizio ci avrebbe seriamente scommesso su, che davvero comunque vada questo E’ GIA’ un cambiamento...e che, questa volta, sembra un po’ più vicino ed un po’ più fattibile che in passato.
Stay Tuned...
Mr.Frost
...è tutto teatro dell'arte...

...è che a volte (spesso, recentemente...) mi ritrovo a ringraziare il destino, la sorte o chi per essi di non essere nato a Napoli, di non sentirmi napoletano.
E non nel senso che quest’affermazione potrebbe assumere se letta nel modo “classico”.
Sono fortunato, vivo nella mia città e la amo alla follia, con tutte le sue magagne, i problemi, ma anche con le opportunità e le qualità che le riconosco da sempre, con quella sua unicità che colpisce chiunque sia disposto a guardarla senza badare ai luoghi comuni e lasciandosi stregare...
E’ di questi giorni l’annuncio da parte dell’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che l’emergenza rifiuti in Campania ed in particolare a Napoli può considerarsi risolta. La crisi nella sua fase più acuta è passata, l’azione dell’esecutivo ha portato entro i (brevissimi) tempi promessi in campagna (Campania?) elettorale i risultati che si attendevano da tempo, tutti sono felici e contenti e la città e il Paese hanno recuperato il loro decoro internazionale.
O no?
A parte i servizi delle televisioni straniere, pronte a lanciarsi sullo scoop della situazione (in effetti indegna di un qualsiasi paese, anche paracivile) allucinante in cui versava il capoluogo campano, poi altrettanto sollecite a dare un eccezionale risalto all’ “impresa” della pulizia...
...a parte la patetica proliferazione di “veline di Governo” (TG4, TG5, Studio Aperto con addirittura uno speciale dal titolo “Napoli, Punto e a capo” su tutti, vero compiuto ed istruttivo esempio di propaganda esasperata...), veline, si diceva, pronte e sollecite nel renderci partecipi delle “magnifiche sorti progressive” di Napoli liberata dalla monnezza...
...a parte i dubbi (che a me paiono seri, concreti e circostanziati...purtroppo per i napoletani) espressi in più e più blog quali DecidiamoInsieme (titolo meraviglioso, peraltro...) e Giornalettismo.com, secondo i quali la situazione non è così linda come la si dipinge...
...a parte tutto questo e decine di altre cose, il sentimento di cui parlavo all’inizio nasce soprattutto dai servizi “di contorno” che in questi giorni ci vengono somministrati.
Sì perchè sembra che di Napoli non si possa parlare senza oscillare drammaticamente tra due poli, il terzo mondo e Pulcinella, entrambi talemente semplicistici ed irreali da risultare quanto di più umiliante riesca ad immaginare per chi alla propria città tiene davvero.
E così ai servizi televisivi (giornalistici mi sembra francamente eccessivo) con “musichetta tristissima del caSo”™ di sottofondo, slow motion e tutto l’armamentario tipico del “dramma incombente”, si affiancano quelli che mostrano gli “indigeni sorridenti” e liberi dall’oppressione della monnezza, supportati dalla tarantella più tipica...
...ed è per questo, penso, coadiuvato dallo spleen che solo i Sigur Ros (Njosnavelin - Nothing Song) sono in grado di evocare, che non mi dispiace in questa circostanza non essere napoletano.
Non mi dispiace perché penso che non resisterei; penso che se facessero una cosa del genere alla mia città, potrei tranquillamente mettermi seduto al centro di piazza DeFerrari, schiarirmi la gola ed urlare; urlare che non si può, non si deve, che non si fa così; che io in quanto cittadino e persona non mi merito di sentirmi perennemente fuori dal mondo reale, intrappolato in un limbo di assurdità permanente, di percezione alterata che ha il sinistro potere di farmi credere che in qualche modo questo sia il mio ineluttabile destino...
E alla fine, conscio di poter fare assai poco per cambiare tutto questo (in virtù degli interessi che giustificano il mantenimento dello status quo fin quando conviene, ed il capovolgimento apparente e comunque strumentale all’occorrenza...), penso che emigrerei; no, forse emigrare non è il termine corretto: scapperei, fuggirei a gambe levate da casa mia, ed è la peggiore condizione che riesco ad immaginare.
Ecco perché egoisticamente, limitatamente, mediocremente, inconsciamente (ma neppure poi tanto), di quando in quando tiro un sospiro di sollievo all’idea di non essere napoletano.
Perché nessuno dovrebbe essere costretto a recitare la propria vita, invece di viverla, per il piacere ed il tornaconto di qualcun altro.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Melapensiero...Think (Very) Different.

Comunicazione di servizio
E’ nata Melapenso, una nuova community con l’ambizioso obiettivo di costtuire un punto di riferimento per tutti quei MacUsers che credono fermamente che “Think Different” NON SIA solo uno slogan pubblicitario...
Un progetto ambizioso, ma che ha tutte le carte in regola per riuscire nel suo intento, che è anche quello di formare una community “atipica” fondendo il meglio degli strumenti che Internet sa offrire, e mettendoli al servizio della voglia di “melapensare” degli utenti...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Insulto Per Insulto

Personalmente, lo ammetto, l’ho pensato per anni.
Che uno dei danni maggiori che l’ingresso in politica (se così la si vuol chiamare) di Berlusconi sarebbe stato l’esasperazione dei toni, ed un apparentemente inevitabile quanto assolutamente avvilente appiattirsi dei “concorrenti” sul modello urlato di chi ha portato ad avere peso in Parlamento la Lega (con tutti i personaggi che conosciamo...) e sdoganato gli ex-fascisti di Alleanza Nazionale (finché è esistita).
Ero stato parzialmente (solo parzialmente, purtroppo, ché di “cadute di stile” ne abbiamo viste parecchie) smentito dall’atteggiamento sostanzialmente “differente” tenuto fino ad ora dall’attuale opposizione, la quale pur concedendosi appelli per la difesa della Repubblica “dall’emergenza democratica” (non che certi atti dei governi di centro-destra non fossero indegni di uno stato democratico repubblicano, ma certi “proclami” mi lasciano sempre perplesso sugli effetti, con un grosso rischio boomerang per chi li emette), aveva di fatto tentato, soprattutto con le leadership di Prodi e con il PD di Veltroni ultimo scorso(io), di tenere il dibattito su toni civili, da paese normale insomma (sebbene noi non lo siamo, e questo è evidente da un bel po’, ormai).
Tutto fino all’altro ieri.
Il canovaccio si presentava, almeno ad osservatori profani quali il sottoscritto, già visto e purtroppo lasciava presagire la solita scarsa efficacia pratica...manifestazione di piazza per raccogliere e mostrare il dissenso contro un governo che ancora una volta, pare avere una “strana scala di priorità”...
...eppure, qualcosa di diverso doveva esserci, sottopelle, ed il perché è presto detto: il PD tentenna, non si pronuncia inizialmente, poi decide apertamente di NON aderire alla manifestazione.
Ora, perché lo stesso PD non abbia partecipato ufficialmente a manifestazioni tipo quella “antagonista” al “Family Day”, è fin troppo chiaro: idee e correnti opposte sull’argomento convivono al suo interno in base ad un patto di non belligeranza stile “non facciamoci troppo del male”, e dunque meglio lasciare “libertà di coscienza” (buffo come una posizione assolutamente sensata, visti gli argomenti in ballo, sia frutto di un calcolo di sopravvivenza politca e non della naturale considerazione che sia la più vicina alla logica...).
Ma questa, in fondo, si presentava DAVVERO solo come l’enesima dimostrazione che il Paese “non ama” Berlusconi, anche se una parte consistente di esso continua a votarlo con insistenza appena ne ha l’occasione (potere degli interessi privati? “potenza di fuoco” dell’apparato televisivo-giornalistico? memoria corta? tutte le precedenti?).
E allora perché questo “pudore”? Sarà stato sesto senso, sarà stata esperienza politica maturata, sarà stato qualsiasi cosa, ma il PD questa volta ci ha davvero preso.
Perché pur condividendo le tesi (un po’ meno i modi...) dell’organizzatore principale della manifestazione DiPietro, qua si è veramente toccato il fondo.
Spiace dirlo, perché quando persone di cui si ha una certa stima (personalmente Sabina Guzzanti, certo non Beppe Grillo...) cadono così in basso e dimostrano di preferire i “colpi ad effetto” all’argomentazione che sempre hanno usato, e che in fondo si potrebbe dire li abbia “accreditati” per quei personaggi influenti che sono, beh, la differenza tra tiratore e bersaglio si riduce drammaticamente. (significativa per il livello di “devastazione” raggiunto, l’immediata presa di posizione dello stesso Di Pietro, e ancor di più quella di Furio Colombo, notoriamente mai “morbido” quando si tratta di esprimere le proprie opinioni...).
Posso anche personalmente capire l’esasperazione, dettata in primis dal fatto che sembra che in Italia da oltre deci anni a questa parte gli argomenti logici o sensati abbiano assai poco appeal e nessuna presa, ma perché abbassarsi al livello di un Borghezio qualsiasi?
Quale servizio si pensa di rendere a quello Stato Democratico Repubblicano che si pretende di voler difendere dal degrado, se a quel degrado si contribuisce in maniera così spettacolare?
Forse che non esistono argomenti “civili”, “normali”, in una parola “democratici” per contestare l’operato e le intenzioni di Mr.B?
Non basta far notare che la norma “bloccaprocessi” , il provvedimento che mira ad azzerare l’uso delle intercettazioni, l’articolo “mimetizzato” in un’altra proposta di legge ( ritirato quando “scoperto” ) per evitare lo spostamento DOVUTO di Rete4 su satellite, o ancor più smaccatamente il cosiddetto “Lodo Alfano” sono comparsi o Ricomparsi all’orizzonte in tempi recenti? Che l’esigenza di “salvaguardare” le “più alte cariche dello Stato” dalle azioni della magistratura è PROVVIDENZIALMENTE sentita come impellente solo da quando Berlusconi è presidente del consiglio?
Non basta un articolo freddo, puntuale e spietatamente preciso come quello di Giuseppe D’Avanzo su Repubblica.it dell’altro ieri?
Non basta far notare che Berlusconi, in quanto titolare di concessioni pubbliche, non può ricoprire la carica per cui si è candidato, e in quanto pluriindagato, non avrebbe dovuto candidarsi quantomeno per opportunità e “buon gusto politico”?
Non basta far notare che chi come lui si professa innocente perseguitato ad ogni piè sospinto, dovrebbe avere come unico fino l’ACCELERARE lo svolgimento dei processi, in modo tale che questa sua lampante inocenza risulti chiara a chiunque, incontestabilemente, invece che trascinarsi nel dubbio?
Non basta far notare che a provvedimenti che definire populisti è poco (“l’elemosina” dela card prepagata di 400€ ANNUI ai pensionati minimi, perlatro solo a circa un quinto di coloro che sono ufficialmente sotto la soglia di povertà; l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, che sottrae risorse agli Enti Locali, e prevedibilmente costringerà questi ultimi ad allocare meno risorse ai servizi al cittadino; i provvedimenti “tolleranza zero” contro i ROM, il tira e molla di Bertolaso sulla spazzatura, di cui peraltro si parla ASSAI meno che prima delle elezioni...) si “alternano” pericolosamente proposte di legge che hanno un unico obiettivo sottotraccia abbastanza evidente, o che tale dovrebbe essere visto che con Berlusconi ci “conviviamo” da 14 anni ormai...
Non basta far notare che non esiste probabilmente nulla di più scorretto in termini di rapporti tra le istituzioni ed i poteri democratici, che bollare come “fascisti” e “sovversivi” (solo a titolo di esempio, l’elenco completo dovrebbe essere assai più lungo) l’opposizione e la magistratura?
Non basta far notare tutto ciò?
Forse no, in termini di risultato politico, poiché sono cose note da anni e pare non scalfiscano minimamente le idee di chi continua a votare per Forza Italia/Popolo Dele Libertà, ma è più che sufficiente per poter dire di aver fatto la propria opera di “vigilanza democratica”.
Che di questi tempi, pare essere il massimo risultato ottenibile.
Speriamo che Obama vinca le presidenzali USA, ma se dovesse perdere, un appello: “Barack, vitto e aloggio li offro io, vieni a farti un giro da ‘ste parti? Perchè, per ora, sembra proprio che WE CAN’T... ”.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Stop, Rewind & Play

L’avrò visto...chessò, 4? 5 volte?
Eppure ogni volta è più bello...ogni volta mi sorprendo a notare nuovi dettagli, particolari che prima mi erano sfuggiti, persi nel fiume di una narrazione perfetta; un meccanismo ad orologeria che dissemina, come solo i capolavori sanno fare, indizi e “trame” ovunque, per poi raccogliere tutti i fili e svelare il disegno solo in un finale al cardiopalma, un’unica ininterrotta accelerazione da caduta libera lunga almeno 4 puntate...
Sì, decisamente, come i due film omonimi, Ghost In The Shell - Stand Alone Complex è una gioia per gli occhi e le cellule cerebrali...
Consigliatissimo a chiunque sia pronto a scoprire che i grandi film non hanno più bisogno di essere realizzati obbligatoriamente “nel modo classico”, e che le grandi storie prescindono dalla (pur splendida in questo caso) forma in cui sono realizzate.
Ora vado a rivedermi i due film...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Disagi & Disagi

Si è pronunciata spesso la parola “disagio”, in questi anni. Spesso associata semiautomaticamente alle parole “giovani”, “gioventù”, “ragazzi” e affini.
Ora, in virtù di questo capzioso martellamento mediatico (ché mai nessuno mi convincerà che esista un martellamento mediatico privo di secondi e terzi e quarti fini, dunque capzioso...), siamo familiari alle “manifestazioni” di questo disagio: violenza, consumo di droga, depressione, bullismo...ogni atteggiamento “degenere” ci viene sistematicamente e ciclicamente propinato come “figlio” di questo onnipresente disagio...
Alla collezione sembra aggiungersi a pieno titolo l’inquietante aumento del numero di suicidi in un paesino gallese, Bridgend, che ha visto negli ultimi 18 mesi ben 22 giovani tra i 15 ed i 27 anni (cribbio, da ieri non faccio più parte dei “giovani”, neppure secondo le discutibili definizioni allargate dei media...) togliersi la vita.
A parte i folcloristici soprannomi, dati più che altro per ampliare l’effetto mediatico del fenomeno, tipo “Death Town” (che sembra più il titolo di un album degli Avenged Sevenfold, che un terribile marchio di morte e disperazione...), le coincidenze, ché fino a prova contraria di ciò si tratta, sono quantomeno singolari.
Non che non ci siano casi, diciamo così, illustri di “suicidi di massa concordati”: il Giappone ne ha conosciuti parecchi, ed è una “pratica” tristemente diffusa tra gli adolescenti del Sol Levante, facilitata ed “amplificata” nei suoi efetti dalla capillare diffusione di Internet, che tramite social network consente “coordinamenti” a grande distanza, anche da un estremo all’altro del paese.
Senza contare quelli conseguenza dell’adesione a qualche setta millenaristica, che come tutte le buone sette di tal genere, possedendo la verità rivelata, preferisce anziché diffonderla che i propri adepti si ammazzino in massa tipo Lemmings (i roditori, non il gioco...).
Il fatto interessante è che, nel caso di Bridgend, almeno qualcuno si è UFFICIALMENTE chiesto se per caso il tutto non fosse stato gonfiato dai media alla ricerca dello scoop di più classico tipo, quello morboso.
Il finto fenomeno, montato come panna dai quotidiani, avrebbe dunque attirato e spinto all’emulazione anche chi magari era solo un po’ debole di volontà, ed avrebbe portato a ravvisare in episodi separati e solo casualmente vicini nel tempo, legami misteriosi ed oscuri.
Ovviamente, l’inchiesta ha avuto esito negativo, ma ritego che il porsi il problema sia già un passo avanti; non voler considerare, in quella che viene definita costantemente “società dell’informazione”, il peso e l’influenza dei media sulla vita delle persone, sa di atteggiamento che oscilla tra la miopia profonda e la malafede...
Passando ad un altro tipo (tutt’altro tipo?) di “disagio”: a Gloucester, una cittadina del Massachusetts vicino a Salem (sì, proprio la Salem delle “streghe”...), si è verificato quello che pare essere un primo ed unico caso (questo sì...) di “gravidanza minorile singola volontaria”.
Diciassette ragazze tra 15 e 16 anni pare abbiano stipulato un vero e proprio “patto” tra di loro per rimanere incinte.
Le ipotesi, esclusa quella della “suggestione demoniaca” (oddìo, visto il posto, sono più che sicuro che qualcuno avrà formulato anche quella...), sono parecchie: movimento spontaneo “antiabortista” (i movimenti “antiabortisti ufficiali” hanno già eletto il fenomeno, le ragazze protagoniste e tutto il resto a “spot per la vita”, che è come dire spot per se stessi), protesta contro il martellamento (un altro, che combinazione, eh?) di campagne per la castità, notevolmente aumentate in numero e “virulenza” sotto la doppia presidenza Bush, fenomeno di emulazione (c’è chi ha tirato i ballo recenti film di buon successo come “Juno”, dimenticandosi però che lì la scelta di non abortire era successiva ad una gravidanza indesiderata...).
Insomma, facendo il paio con l’isteria prevedibile del “puritanisssimo” New England, un’altra forma si sta diffondendo: quella di psicologi, sociologi ed “esperti”, che come sempre non si raccapezzano di fronte al fallimento totale di quella che si presentava come l’ennesima “strategia definitiva” per la vittoria della morale sulla carne...
L’allarme ora prende forma di soluzioni di riparo, come una maggiore educazione sessuale e psicologica dei giovani, distribuzione gratuita di anticoncezionali nelle scuole, e spiegazione di quali conseguenze possa avere la maternità (o la paternità, ma di questo non si parla nello specifico) a quest’età, soprattutto se “singola”: prodromo sicuro di vita grama per genitori e figli, e tra le prime cause di povertà nel paese...
Insomma, lati diversi dello stesso “disagio”? Gravità diversa dei fenomeni? Forse quello di Gloucester è considerabile meno distruttivo? E perché?
Quale motivo abbiamo per fare una “classifica” di queste manifestazioni? E quale senso ha, se non quello di ridurre a schegge impazzite ed incontrollabili i fenomeni stessi e chi li rappresenta, in modo tale da poterci convicere che no, non è stata disattenzione, non si è trattato di mancanza di rapporto con quest ragazzi, di incapacità di “prevedere” tutto ciò...è semplicemente qualcosa di imprevedibile, di talmente alieno che nessuno, quindi nemmeno noi, avrebbe potuto fare niente prima della deflagrazione.
Ma è davvero così?
Stay Tuned...
Mr.Frost
Uno, Due Tre.....Revival!
Se sei sulla trentina
....ti scenderà qualche lacrima dagli occhi.
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a
una
generazione,quella di noi, quelli che vedono la casa acquistata
allora dai
nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno
la propria
fino ai 60 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
luna,non
abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum
per l'aborto
e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia
'90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo
ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di
quanto sapranno
mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però
ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto
tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
tutto, e
nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le
biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella,
e allo stesso
tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai
parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa
di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu
con bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di
marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e
non Halloween,
quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la
Maturità e i
pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto
sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills
(ti
piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che
delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli
di
Georgie,abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato
con Cristina
D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la
droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come
Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se
non avessimo
vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il
muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria
nella Stanza
Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della
nostra
generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan,
Iraq,ecc.); abbiamo
gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene
cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di
chiunque altro,abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e
credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di
Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e
Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca
Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
Bubba erano
male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di
zucchero come
resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci
puoi
giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego
a forma di
mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì
Ayuara,
l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man,
Lamù,Creamy, Kiss Me
Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la
casa di Barbie
di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine
vanno insieme.La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82,
e che ci
viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia
di quest'anno
è la favorita...
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza
15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora
vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
senza
air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome
da classe
turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali
con chiusure a
prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o
i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle
penitenze era
bestiale.
Non c'erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in
una cartella
che raramente aveva glispallacci imbottiti, e tanto meno le
rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi ,al limite
uno era
grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai
infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre
madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi,dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce
la spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto;
bevevamo
l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non
imbottigliata, che
bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere
e giocando al
gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat
dicendo
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità
e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!
Siamo i migliori...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Non di sola HD vivrà l'uomo...
Questo articolo spalanca un bel tunnel spazio-temporale direttamente dal nostro cervello malato di quasi trentenni (per chi lo è...) ai magnifici anni ‘80 dei videogames...
...in pratica, il grande popolo giapponese, che per sopravvivere compensando il ritmo di lavoro alienante, lascia libero sfogo ai deliri più allucinanti (mi sono bastate due settimane di tv giapponese per capire che NON E’ un luogo comune...
Il simpatico omino in foto

si cimenta infatti con alcune pietre miliari della storia dei videogames, note anche (in alcuni casi soprattutto) per la loro allucinante difficoltà...non avete mai visto il finale di Ghosts ‘N’ Goblins? Vi siete sempre domandati come fosse la vita dopo l’ultimo terrificante superboss di MegaMan2?
Nessun problema, Shinya Arino, l’attore comico protagonista semiassoluto (beh, ci sono anche i giochi...giusto?) della rubrica “Retro Games Master”, vi toglierà questi ed altri sfizi...
La trasmissione è in onda solo in Giappone, e si parla di un suo “tentativo di lancio” negli Stati Uniti, con una prima proiezione di due “puntate pilota” al 7° New York Asian Film Festival, commentate e sottotitolate in Inglese...ci voranno eoni prima che, eventualmente, qualche anima pia di un canale italiano (sarei pronto a scommettere COMUNQUE satellitare) pensi anche solo vagamente a portarcelo in casa...
...ma tant’è, San youTube ci viene in soccorso ancora una volta: digitando Shinya Arino o Game Center CX (nome della trasmissione giapponese “contenitore” di Arino’s Challenge/Retro Games Master), avremo un po’ di soddisfazione, almeno visiva...(mica saprete tutti il giapponese, vero?)
Che la lacrimuccia scorra...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Brilliant Disguise...

Un articolo su Wired.com, sito che consiglio a tutti di inserire tra i preferiti, poiché costituisce una delle letture più piacevoli che il grande mare del Web possa offrire, ci svela l’innominabile e l’impensabile soglia raggiunta nella dubbia arte del modding...
...applicato ad un iPod Touch!
In pratica, il pregiatissimo
Ora, consumare un doppio sacrilegio del genere è davvero un’impresa, pari ad un doppio carpiato incrociato all’indietro Smazzovski (molto fantozziana, ‘sta cosa...)...
Perchè doppio sacrilegio?
Per giusto un paio di motivi:
- nascondere una linea esteticamente perfetta come quella del Touch è un delitto...voglio dire, in un mondo di Zune e Creative e altri cosi URENDI, perchè nascondere proprio un Touch? Perchè si ha qualche fisima sul presunto scarso fascino dello stesso come eBook Reader? Beh, sveglia, ciccio redattore...NON E’ L’IPOD COME READER “ANTIROMANTICO”....E’ PROPRIO L’EBOOK AD ESSERE “ANTIROMANTICO”!!
Se vuoi avere un libro e le sensazioni impagabili che solo un buon libro sa offrire, compratelo! Di carta...
- profanazione di Moleskine: pena minima tredicimila anni... ... ...SENZA CONDIZIONALE! No, dico, una Moleskina! Il taccuino più geniale che sia mai stato inventato, l’agenda cartacea nella sua forma più pura, l’idea platonica di annotazione... Scandaloso...
Comunque, l’articoli è divertente e ben scritto, e merita un’occhiata...basta che lo spirito di emulazione non prenda il sopravvento...
P.S. Continua il giochino “citazionista” dei titoli...bambolina di pezza virtuale New Edition in palio...
Pink-Toy-256x256
Stay Tuned...
Mr.Frost
VOIP per iPhone...
Qui qualche dettaglio aggiuntivo...non si dice comunque granchè, ma basta ed avanza a stimolare l'acquolina, direi...
Le opzioni realistiche sono due: la prima prevede che questo sia semplicemente uno dei più clamorosi e meglio pensati esempi di vaporware che abbia mai visto... (a parte Duke Nukem Forever...)
La seconda, decisamente più confortante, dice che sentiremo parlare, si spera presto e sicuramente a lungo, di questo "programmino"...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Addicted to bass...ehm, to blog... 
Created by OnePlusYou - Free Dating Sites
...oddio, c'è pure chi ha fatto e farò molto peggio, come il pregiato estensore di Tuttofinto da cui ho tratto il link per questo meravigliosamente autoironico test, ma tant'è...
P.S. Casomai qualcuno malato come il sottoscritto si chiedesse da dove viene il titolo del post... studiate!
Stay Tuned...
Mr.Frost
Nomade di nuovo...

Dopo una lunga (vabbè, a me sembrava lunga, OK?!?!
Jubilate gentes! ("chissenefrega" NON E' un'espressione di giubilo...)
Comunque, dopo cinque anni di onoratissimo servizio, il mio adorato iBook ha tirato le cuoia ed è andato nel paradiso delle schede grafiche...
....il re è morto, viva il re... ed ecco il sostituto:

MacBookPro Core2Duo, 2.4 Ghz, ed un mucchio di altri dati inutili, poichè la cosa veramente importante è una sola:
va come una palla da schioppo!
Dunque, d'ora in poi, questo sarà il porto sicuro dei miei deliri...recensione a stretto giro...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Local Goes Global, Again...

...no, perchè poi altrimenti i luoghi comuni prendono il sopravvento...e non è mai una cosa bella, tanto meno utile.
Vivo felicemente in una città accusata troppe volte di essere chiusa, diffidente, poco aperta alle novità o incapace di sfruttarle a dovere...ebbene, fa piacere ogni tanto una così clamorosa smentita:
Questo è il sito internet della Città di Genova...e fin qui nulla di strano, poichè anche il salumiere sotto casa ormai ne possiede uno, ed il sottoscritto è la dimostrazione lampante di ciò...
...il bello è che questo, invece, è il canale youtube ufficiale del comune... ecco, giusto per precisare, se digitate "Rome " nel campo di ricerca canali di Youtube, non esce una cippa...e alla voce "Milan", troverete solo le imprese di Baresi e soci...
Quindi, onore al merito di una città che lavora nel silenzio (e neanche tanto, recentemente: avete notato quanti film e video, musicali e non, "sfruttano" Genova come palcoscenico? Solo per citarne qualcuno, il singolo di lancio dell'ultimo album dei Negramaro, salentini, il bellissimo e amarissimo "Giorni e Nuvole" e "Uno su due" con Fabio Volo...evidentemente, l'agenzia per la promozione dell'immagine urbana ha fatto un gran bel lavoro, bravi!) per migliorarsi, rendersi attrattiva nei confronti dei turisti e vivibile per i residenti, pur con molta strada da fare....
Speriamo sia un "trend" continuo...
P.S. GRAZIE 1.000.000 di volte a Evilmax per l'uso di questa SUA fantastica foto...spero sempre in una prossima sezione fotografica insieme, amico...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Il "network" si estende...
Ghost Without The Shell....
E torniamo con un altro "caso Leopardo" (vedi qua per chiarimenti...), ma questa volta su scala globale.
Gira in rete un filmato, spacciato ovviamente per un "real security footage", che mostra una serie di quattro telecamere (presunte di sicurezza, appunto).
In una delle quattro, piazzata all'interno di un ascensore, si può vedere un simpatico siparietto tra due tizi dai lineamenti evidentemente orientali, che chiacchierano amabilmente, "seguiti" al momento della loro uscita dall'ascensore da quello che sembra essere un fantasma.
Ecco, appunto: dopo che avete finito di ridere, possiamo andare avanti....
...no, prendetevela pure con comodo, è successo anche a me...
Comunque, il video è carino, di buona fattura tecnica (anche se i soliti, devastanti iperespertisotuttoioamenonmifregate che commentano YouTube hanno già fatto a gara a trovar le magagne, qualcuno addirittura si è detto "non convinto dal framerate, inadatto ad una vera telecamera di sorveglianza"....seee, vabbè...ma godetevi la vita...) e se si sta al gioco decisamente apprezzabile...
Il link al termine del filmato stesso fornisce chiarimenti per "svelare il mistero".
Si tratterebbe infatti di un video "promozionale" di una società di collocamento, la GMP Group (dall'altisonante motto di "Shaping destinies"), incentrato a loro dire sui "pericoli derivanti dal lavorare fino a notte fonda".
Al di là del fatto che io, e penso parecchia altra gente, avrebbe preferito continuare a crogiolarsi per un altro po' nel gioco di credere davvero all'esistenza di questa terrificante vecchietta fantasma, non si può non apprezzare l'ingegnosità nello sfruttare quello che è il media principe della comunicazione virale, e non solo, dei nostri giorni.
Youtube sta diventando sempre più "terra di conquista" per sperimentatori visivi e di marketing d'ogni genere, e questo contribuirà, se siamo fortunati, ad alzarne parecchio il livello medio, almeno tecnicamente.
Stay Tuned...
Mr.Frost
L'uomo nero e l'uomo cattivo...

Puntata di Annozero assolutamente memorabile, personalmente non vedevo una trasmissione di Santoro così bella dai tempi di Samarcanda... (nostalgia).
Ospite, tra gli altri, Donna Assunta Almirante, chiamata forse a rappresentare un'epoca ed un modo di essere fascisti diverso (ammesso che ci possano essere modi diversi di essere fascisti, cosa di cui personalmente dubito parecchio...) da quello, vero o presunto, dei cinque indagati per il pestaggio e l'omicidio di Nicola Tommasoli.
Forse chiamata a rappresentare un auspicato stupore da parte di chi porta un nome che rappresenta, nel senso comune, una certa "civiltà fascista" di fondo, un rispetto di valori fondamentali condivisi al di là dell'appartenenza politica.
E Donna Assunta, in parte, non delude: racconta aneddoti sul marito, tra il patetico e il didascalico, con l'intento palese di definire oltre ogni dubbio la sua appartenenza al "popolo", condanna come "criminali", "balordi" ed "esibizionisti" i cinque ed auspica che vengano "puniti"...
...ma scuote la testa quando Titti De Simone, fondatrice di Arcilesbica e ospite anch'ella in studio, evidenzia il collegamento che appare sotto il naso di chiunque consideri questa storia nel suo complesso: il legame tra i cinque aggressori ed un "humus" (chiamarla "cultura" mi fa schifo assai...) di destra estrema che a Verona è ben radicato e presente da molti anni.
In una città il cui sindaco partecipa ad una manifestazione organizzata dalla Fiamma Tricolore, da Forza Nuova e dal Fronte Veneto Skinheads, in cui un membro della giunta comunale ha fama di negazionista e "picchiatore", l'atmosfera che si respira è facilmente intuibile.
Non pensiamo che a Verona si viva nel terrore se non si è di estrema destra, o che si stia preparando il sorgere del Quarto Reich...sarebbe fare un torto della peggior specie, un torto di generalizzazione (di tutta l'erba un fascio, ironicamente...).
Ma come si fa a dire, come il Vescovo di Verona, che è certo che i cinque aggressori non volessero uccidere Nicola?
Come si fa a dire, come Assunta Almirante, che l'aria di Verona è quella che si respira in "tutte le città d'Italia"?
Come si fa a dire che "i ragazzi vanno in giro incappucciati e la legge se la fanno rispettare loro"? che ci sarebbe da "rimandarli (gli immigrati) a casa loro che non camminano", come raccolto tra alcuni ragazzi veronesi?
Intanto, a questo punto siamo arrivati...
P.S. Interessante articolo di Repubblica sulla "pancia" della città e sulle sue reazioni (parziali) a quanto accaduto...
Stay Tuned...
Mr.Frost
foto: Repubblica.it
Comunicazione Virale?!?

Punto primo: non so se sia vero.
Punto secondo: non mi interessa se sia vero.
Punto terzo: non credo sia importante ai fini di determinare l'importanza del fenomeno.
Dopo questa infarinatura rapida di non-giornalismo, veniamo alla succosa (?!?) trama...
Questo signore dice che ha perso il suo Leopardo domestico.
Esatto.
Leopardo.
Non cose del tipo: "Ommioddio aiutatemi, mi è scappata da tre minuti la tartaruga, chissà dove sarà arrivata già...".
No, il cucciolo sarebbe scappato dal giardino di casa, ed il proprietario è naturalmente affranto...
Per tornare ai tre punti di cui all'inizio, se il tizio ha davvero perso il leopardo, gli auguro (e ci auguro...domestico o no, non vorrei incontrarlo di notte...) di ritrovarlo quanto prima.
Se, come seriamente sospetto, è un riuscito ed ammirevole esempio di "marketing" (in senso lato) virale, allora onore al merito...davvero un bel lavoro, cui auguro il più ampio successo in quanto esperimento decisamente affascinante...
Stay Tuned...
Homer Simpson e Petition OnLine...

Grazie alla segnalazione su ItaliaMac, ho scoperto questa meravigliosa petizione online...roba che Homer Simpson sottoscriverebbe subito...
Petition Against Gravity on Earth
Da firmare solo per contribuire alla genialità su Internet.
D'OH!
Stay Tuned...
Citazione...

Dal solito, grandissimo libro di Bruce Sterling, come sempre autore di una lucida analisi di quello che ci circonda, e uno pochi "futurologi" degni di tale nome:
"Nulla ci lascia supporre che il ventunesimo secolo sia intrinsecamente più razionale o meno assetato di sangue del diciannovesimo o del ventesimo secolo e, per un mondo globale fondato su un prospero mercato, una grande depressione economica verrebbe a significare la disillusione definitiva.
Il bizzarro inizierebbe la sua scalata al potere, torce alla mano"
da B.Sterling, "Tomorrow Now" 2008
Aiuto.
Stay Tuned...
P.S. Un consiglio da amico: leggete questo libro. Era da molto tempo che non trovavo 240 pagine di saggio così chiare, acute e ben scritte...
Standard e aperture mentali....

Alzi la mano chi non apprezza gli standard tecnologici...ok, quest'ottanta per cento dei presenti può riabbassarla... (scherzo...)
Limitando a quest'ambito la definizione, è evidente che gli standard sono una delle poche cose che ci salva sistematicamente dall'esaurimento nervoso ogniqualvolta utilizziamo un apparecchio "tecnologico" (tecnologia a qualunque livello di complessità, beninteso...).
E prescindendo dalla teoria e dalla filosofia, che distinguono fra standard veri e propri, coordinati, codificati e le cui specifiche sono stabilite a tavolino (es. HTML, CSS, XHTML), e standard "de facto", diventati cioè tali per semplice utilizzo massivo (chi meglio di .mp3 e .doc può spiegare?), gli standard comunque ci semplificano la vita.
Fanno sì che, quando vogliamo scambiare la foto del cane o del figlio neonato, o il video appena scaricato da YouTube del tizio che si fa malissimo facendo il figo, con il cellulare di amici/colleghi/parenti, non ci dobbiamo preoccupare di righe di codice, stringhe di inizializzazione modem, propagazione di onde radio o altre astrusità fisico-tecniche: semplicemente, si attiva una funzione del nostro apparecchio, pigiando al massimo due/tre pulsanti, et voilà.
Gli standard sono quelli che fanno sì che possiamo passare all'amico il disco spettacolare o il film da vedere assolutamente, in una qualità perfettamente aderente all'originale, e che ci consentivano di farlo già decenni fa ( con perdita di qualità ) per audio e video.
Sono quelli che ci pemettono, quando riceviamo un'email testuale o un SMS, di dedicarci esclusivamente a decifrare in che cavolo di pseudoitaliano il nostro interlocutore abbia scritto, e non quale codifica del testo abbia utilizzato.
Viva gli standard, sempre e comunque, allora? In linea teorica, certo...ma tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" (grandi Elio e le Storie Tese).
Ed ecco che nel nostro meraviglioso mondo di sole, amore ed interconnessioni immediate e senza problemi con chiunque, irrompe la dura realtà, sotto forma di due aberrazioni tipiche : la cattiva applicazione degli standard stessi, o il loro voluto non supporto, e la scarsa apertura mentale di chi li adopera.
Per ciò che riguarda il primo punto, beh, c'è poco da dire: la cattiva implementazione degli standard, o la loro totale mancata implementazione, addirittura, fa sì che i danni siano di gran lunga superiori ai vantaggi. Questo perchè, oltre a determinare l'incomunicabilità tra dispositivi, introduce nell'utente l'ancor più pericolosa "false confidence": la sicurezza infondata nei propri strumenti, e nel supporto che la tecnologia può garantirgli in caso di necessità.
Esempio banalmente terrificante: non tutte le lastre mediche digitali ( i file da cui poi volendo si possono estrarre le stampe classiche, ma che vengono utilizzati anche a sè ) sono come si dice "cross-platform", ovvero compatibili con più sistemi operativi (leggi: S.O. diversi da Windows...o da alcune versioni specifiche di Windows...). Inutile proseguire con la trama, la problematicità degli sviluppi è evidente, direi...
Ma senza arrivare a questioni di vita o di morte, rimanendo in ambito "banalmente" lavorativo...siete sicuri che i dati, i vostri preziosissimi dati su cui avete speso ore ed ore, siano cross-platform o addirittura cross-version? Che succederebbe se la vostra meravigliosa presentazione Web dell'ultimo, fighissimo progetto, che potrebbe portare al vostro studio tanti soldi da dover assumere qualcuno per contarli, e a voi un avanzamento di carriera stile "piante di ficus" di fantozziana memoria, non dovesse funzionare sul computer della sala riunioni? Magari perchè il browser installato non è lo stesso del vostro portatile, o perchè è un'altra versione, ed interpreta i dati in maniera differente?
(Questo spiega il VERO motivo del boom delle chiavette USB a capacità sempre maggiore...ne prendo una da 8 GB perchè il progetto pesa 4 MB, ma il resto mi serve per metterci i programmi da installare...
Più complesso, e per certi versi complementare, il problema dell'apertura mentale da parte dell'utilizzatore.
Assodato che il mondo delle interconnessioni perfette e della compatibilità totale al momento è un sogno irrealizzabile ( e tanta parte hanno in questo pure e semplici politiche speculative commerciali, che approfittano di posizioni dominanti per ignorare gli standard o imporne di propri ), che fare per essere sicuri di poter lavorare sempre e comunque al massimo, e di consentire agli altri di fare lo stesso?
Non potendo avere sempre con sé le proprie macchine, e non potendo pretendere che gli altri si adeguino alle nostre scelte hardware/software, si tratta solo di collaborazione e coordinamento.
Già, tutto qui...
Può un laboratorio di informatica, magari di livello universitario, definirsi tale senza un supporto ad almeno i tre sistemi operativi principali attualmente in uso?
La risposta, ognuno la dia tra sé e sé.
Può un professionista non curarsi delle esigenze tecniche del cliente? Avete mai avuto a che fare con gente che ragiona così: io ho i miei metodi e i miei mezzi, quindi tu devi adattarti senza possibilità di scampo alla situazione? Se qualcuno ha risposto sì, so già cosa risponderebbe alla domanda: l'avete considerato un PROFESSIONISTA?
L'esistenza di standard più o meno validi, universalmente accettati e diffusi, non dovrebbe mai farci perdere di vista il fatto che non siamo nel mondo di marzapane...questo in misura tanto maggiore quanto dalle nostre scelte e dalla nostra apertura mentale dipende il buon lavoro degli altri, e perchè no, la riduzione della nostra ed altrui fatica nello svolgerlo.
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Un grazie a Desktop Tales per essere, assieme a The Joy of Tech, la miglior "bocca della verità" su tutto ciò che riguarda il fittissimo e complesso rapporto tra informatica, tecnologia e costume...
"Dimostrazione" di torture a "Le Iene"

...e comunque è sempre bello sapere che siamo anche noi "professionisti". Capisco la scelta di mandare in onda il servizio ad un'ora tarda, per rispetto alla famigerata "fascia protetta" (regolarmente poi trasformata in fascia pro-tetta, come giustamente fa notare a più riprese Blob...), ma la notizia, pur in toni adatti a differenti tipi di ascoltatori, meriterebbe maggior diffusione...
Tutto nasce dallo status di "de-secretazione" del manuale "Kubark" della C.I.A., in pratica lo "Human Resources Exploitation Manual", datato 1983, che funge (fungeva?) da manuale di addestramento teorico sugli "interrogatori" (tortura).
Il noto programma di Italia1 ha quindi avuto (e sfruttato a mio avviso benissimo...) l'occasione di far subire ad un suo inviato una "dimostrazione pratica" dei suddetti metodi di interrogatorio, ad opera di uno "specialista" delle NOSTRE forze armate, ovviamente mantenuto nel più stretto anonimato...
Il risultato è stato abbastanza scioccante, oltre che per i metodi in se', anche per la sensazione che da un certo punto in avanti l' "esperto" avesse un po' perso di vista la prospettiva "simulatoria" del tutto.
Un po' di materiale in merito è facilmente reperibile tramite Google; consiglio soprattutto la lettura del Capitolo IX, intitolato "Coercive Counterintelligence Interrogation of Resistant Sources". Il "Kubark" intero, versione dell'83, è altrettanto rintracciabile in rete...
Lettura istruttiva, non fosse altro per provare a "mettere a fuoco" un po' meglio i limiti (volutamente) sfocatissimi dell'argomento.
Deliri dal passato...

"Spostati, che mi copri il sole".
Alessandro il Macedone, il Grande, rimase in silenzio.
Poteva sentire attorno a sé la sorpresa e, sì, anche lo sdegno del gruppo di persone che lo seguiva, come sempre faceva nei suoi spostamenti.
Tutte persone fidate, quasi tutti amici del Principe da tempo immemorabile, e che proprio per questo loro stretto legame avevano avvertito la risposta vagamente (e neanche poi così tanto vagamente) strafottente del vecchio come una offesa diretta, oltre che alla maestà di Alessandro, anche alla loro persona.
La reazione delle guardie, a dire il vero abbastanza velata, che avevano cominciato ad estrarre le spade, pronti a colpire al minimo cenno, doveva aver riscosso Alessandro dallo stato catatonico in cui sembrava essere precipitato, perchè fece un passo verso l'uomo sdraiato, e disse: "Tu non sai, evidentemente, vecchio, con chi stai parlando, nè sei al corrente del fatto che io posso disporre della tua vita. O forse questa tua manìa è dovuta a qualche demone che ti possiede".
"Io so benissimo con chi sto parlando. Tu sei Alessandro, quello che chiamano il Grande; dicono tu sia l'uomo più potente d'Oriente e d'Occidente: non so se sia vero, ma so che hai abbastanza potere per rovinarmi la giornata, cosa in cui peraltro stai riuscendo egregiamente".
"Non so dove tu voglia giungere con questo tuo atteggiamento, vecchio, ma se il tuo obiettivo era quello di farmi arrabbiare, beh, sappi che ci stai riuscendo".
I cortigiani si scambiarono occhiate soddisfatte: uno dei consiglieri abbozzò un commento sula tempra di Alessandro.
"Allora posso considerarmi soddisfatto; giacché, in questo modo, tu serberai un ricordo nitido di me. Gli adulatori e le loro sequenze di falsi, ridondanti complimenti, appiccicosi come il miele dell'Imetto che ti addolcisce i banchetti, ma impasta il vino e la bocca, vengono presto dimenticati. Ma quelli che ci criticano, che ci fanno sentire piccoli ed insignificanti, oh, se ce ne ricordiamo! Volenti o nolenti, le loro parole ci resteranno impresse per sempre nella mente".
"Ritieni dunque che il solo modo per farsi ricordare veramente dalle persone sia quello di farsi ricordare in negativo? Eppure, tanti sono ricordati per ciò che di buono hanno fatto, mentre si tende a dimenticare i seminatori di zizzania".
"Tu, Macedone, confondi l'esteriorità con l'animo dell'uomo. Tutti vogliono dimenticare coloro che li hanno feriti, ma nessuno riuscirà veramente a farlo".
"Solo i provocatori restano...". Alessandro meditò a lungo, mentre il sole andava a tuffarsi, più rosso del solito, in un mare blu cupo. "Certo, è affascinante...".
"No, per niente. E' terribile; terribile perché l'unica cosa su cui si può far leva per convincere un uomo è l'amor proprio. La ragione, come sempre, ha un ascendente troppo debole. Il giorno in cui si riuscirà a convincere un uomo, con la sola forza di argomentazioni logiche, ad abbracciare un'idea di cui non sia già più che convinto, la terra si spalancherà sotto i nostri piedi e l'Ade ci inghiottirà tutti".
Alessandro se ne andò senza dire una parola, stupefatto e ammutolito come all'inizio della nostra storia.
Qualcuno dice che, mentre guardava il Macedone allontanarsi contro il sole (sole di cui finalmente poteva di nuovo godere, sebbene ormai fosse solo uno spicchio rosso fuoco, come di metallo incandescente che andasse a temprarsi nel mare), Diogene di Cirene, filosofo cinico, in una delle rarissime occasioni in tutta la sua vita, sorrise.
Fonti che si reputano più informate sostengono che egli si sia semplicemente ritirato nella sua botte, borbottando qualcosa sulla bella giornata andata sprecata a spiegare ad un poppante finto greco cose che non avrebbe mai capito.

