Giornate piovose in arrivo...

...niente di meglio che un bel libro...
Bell'idea, questa di Anobii...ci metterò una vita ad aggiungerli tutti, ma tant'è...
Stay Tuned...
Mr.Frost
PS. Magari, col tempo, riuscirò a ricostruire delle date di fine lettura verosimili
Quattro Personaggi In Cerca D'Autore

Stasera, mentre NON sto guardando la passerella mediatica di Porta a Porta (che personalmente ritengo uno degli episodi più squallidi di questa squallida esperienza di "governo"), ho voglia di scrivere...
...ho voglia di mettere giù un paio di riflessioni che mi frullano in testa, che in ordine sparso riguardano alcuni degli aspetti di questa caleidospcopica, bizzarra e complessa situazione nella quale ci troviamo.
Per comodità (ed un pizzico di amor di letteratura), ecco i "quttro personaggi" intorno ai quali ruotano i miei pensieri dispari:
Berlusconi: E' a mio avviso, senza alcun preconcetto, auspicio, doppio fine o malizia, al suo minimo storico. Si comporta come un paranoico, intendendo con ciò più del solito, procede a testa bassa senza ascoltare i consigli che gli provengono da quella parte del suo entourage che l'ha tenuto "in sella" durante questi anni. Gianni Letta, forse l'elemento più diplomatico e "politico" a sua disposizione, è relegato in secondo, forse terzo piano; costretto a rincorrere per ricucire gli svarioni del capo, principalmente sul fronte dei rapporti con il Vaticano, non sembra avere più quell'effetto "razionalizzante" che in passato aveva forse impedito strappi ben più gravi di quelli già consumati a causa dell' "esuberanza" (eufemismo molto generoso, lo ammetto) del Presidente del Consiglio.
Al suo posto, Berlusconi preferisce avere due categorie che da sempre hanno orbitato attorno alla sua persona, ma che fino ad ora erano state evidentemente giudicate abbastanza "impresentabili", vista la scarsità delle apparizioni e l'importanza relativa nella strategia mediatica del Cavaliere: gli "assecondanti" ed i "picchiatori".
Della prima categoria è sicuro rappresentante quel Daniele Capezzone che, providenzialmente dimentico del proprio passato di militante Radicale (e delle affermazioni di quel tempo, una su tutte "Berlusconi è come Wanna Marchi e Tremonti è il suo Mago do Nascimento"), da due anni circa si prodiga in modo "ammirevole" al solo fine di alimentare e rinforzare l'utopia berlusconiana del "migliore dei governi possibili".
Il vertice della categoria dei picchiatori è occupato, "disonoris causa" in virtù dei suoi recentissimi sforzi, da Vittorio Feltri; l'attuale direttore de "Il Giornale", già ideatore e promotore della campagna per la pubblicazione degli indirizzi dei sospetti pedofili (e perciò vincitore dell'ideale "bambolina di pezza", ovviamente appesa ad un albero, quale tributo sempiterno al suo misto di populismo e "senso civico" da Far West), nella girandola di poltrone avvenuta alla fine del'estate tra i pesi massimi dei media in casa Berlusconi si è trovato a capo del quotidiano fondato da Indro Montanelli (che quel giornale aveva lasciato per il rifiuto di asservire la linea editoriale a quella politica di Forza Italia).
Per tenere alta la propria meritata fama, non ha trovato di meglio che imbastire una storia a base di false veline di presunta origine questurina, di torbidi "detto e non detto" sulle abitudini sessuali di direttori "scomodi" (Dino Boffo, di "corrente" ruiniana, considerato "troppo critico" nei confronti dell'affaire escort...), di attacco all'alleato che deve "rientrare nei ranghi" per "non rischiare più di essere ridicolo".
Lo scandalo escort, per quanto la sua portata e l'effetto che ha avuto sulla coscienza e sul sentimento popolare paia essere a conti fatti infinitamente minore rispetto a quello che avrebbe avuto in qualsiasi altra democrazia evoluta, ha comunque appannato seriamente la figura del premier, arrivando quasi a scalfirne l' "aura" altrimenti in apparenza intoccabile.
Questo sicuramente è stato, specialmente dopo la prova del nove del risultato delle Europee (ed il pesante divario tra le dichiarazioni pre-voto ed il risultato), uno dei motivi scatenanti della "campagna d'autunno" iniziata dai media di proprietà o controllati da Berlusconi.
Studio Aperto, il TG4, il TG1 della gestione Minzolini, Libero, il Giornale, ma anche le trasmissioni "contenitore" come Mattino 5 e Pomeriggio 5, sembrano tornati ai tempi dell'opposizione, delle notizie ripetute in maniera martellante, degli scoop con il timer.
Tempismo significativo, direi.
Fini: Il Presidente della Camera è stato, recentemente, tutto ed il contrario di tutto; "compagno", dissidente, bastone tra gli ingranaggi perfettamente oliati del Pdl e dell'alleanza di centrodestra.
Ha subito attacchi violenti per aver detto, a mio avviso, una serie di cose che oscillano tra il buon senso più basilare e la mediocrità politica più assoluta: ha ribadito che i rapporti con le istituzioni, l'opposizione e la società non possono e non devono essere improntati alla guerra totale; che valori di civiltà ed umanità, almeno nella loro forma più "bassa" ed "elementare", devono essere e restare alla base della politica e delle decisioni che essa prende, tutte le volte ed ogni volta che questo sia possibile; ha fatto notare che in una democrazia compiuta e moderna, il sistema democratico deve trovare spazio ed espressione non solo nelle istituzioni, ma anche in quelle organizzazioni (non ultimi i partiti) che alle isitituzioni stesse danno concretamente vita e sostanza.
Roba che chiunque con un minimo di senso civico e di capacità di espressione poteva dire al posto suo.
Le speculazioni sul perché di queste "mosse" di Fini si sono spinte fino alla soglia della fantascienza; si è arrivati a supporre strategie a lungo termine con obiettivi variabili dalla successione alla guida del PdL, alla Presidenza della Repubblica, ad una "larga intesa" centrista o che comunque miri a spostare gli equilibri dell'attuale maggioranza. Il semplice fatto (anche se così magari non sarà...) che queste cose siano state dette semplicemente perchè era ovvio dirle, non ha nemmeno sfiorato gli zelanti difensori della "vera fede" berlusconiana.
Il Vaticano: Le alte sfere ecclesiastiche hanno come sempre tenuto un comportamento improntato al più cinico pragmatismo. Dopo il "fuoco e fiamme" (un esempio? "L'attacco che e' stato fatto al dottor Boffo e' un fatto disgustoso e molto grave" - Bagnasco) durante il caso Boffo, lo "schiaffo di Anagni al contrario" della Perdonanza aquilana, la linea della Santa Sede è tornata quella abituale: navigazione con il periscopio fino al sorgere di una vera ed immediata minaccia ai propri interessi, condita con una predicazione generica che disimpegna da ogni riferimento al reale e si rifugia nei "princìpi" per non affrontare le proprie contraddizioni.
Evidentemente, la Chiesa ha molto da perdere dagli eventuali problemi di questo governo: è questa, infatti, l'unica "configurazione parlamentare" possibile per ottenere un così pronto e supino appiattimento sulle posizioni ecclesiastiche. Il caso Englaro, il finanziamento alle scuole cattoliche, la normativa sulle unioni di fatto ed il recente capovolgimento della sentenza del TAR del Lazio sull'insegnamento della religione cattolica ne sono un (piccolo) esempio.
Viene da chiedersi, tuttavia, fino a quando la gerarchia potrà ignorare e/o controllare i malumori violenti e piuttosto espliciti provenienti dalla "base" (e da certi preti "di trincea").
Il PD: ovvero "di come si possa affrontare un dibattito piuttosto ampio sullo stile chi-siamo-dove-andiamo-perché-ci-andiamo senza che nessuno se ne accorga davvero". Si fa sempre più fitto il mistero su come la campagna elettorale per le primarie del principale partito d'opposizione sembri non interessare nessuno.
I "militanti" (ammesso che questa parola possa ancora essere usata senza suonare un insulto, vista l'abituale deformazione del lessico cui siamo sottoposti da troppo tempo) possono addurre, a parziale scusante, una certa disillusione alimentata dalle batoste in serie prese negli ultimi anni, nonché dall'incredibile dose di masochismo e/o incapacità di elementare gestione di sè che il centrosinistra (e ciò significa gran parte della mutevole dirigenza DS-Margherita.PD) ha dimostrato, non riuscendo a concentrare le proprie pur cospicue forze sugli obiettivi giusti e soprattutto nei modi giusti.
Per il resto d'Itaila, le discussioni interne al partito risultano ridotte al rango di "beghe", con i vari esponenti di correnti, fazioni e mozioni arroccati in difesa delle proprie posizioni di potere.
E se una parte di quest'uditorio disinteressato lo è grazie al bombardamento mediatico di cui sopra, mi stupisce ogni volta come la strategia comunicativa (dubbio orrendo: ma ESISTE una strategia comunicativa?) del PD sia inadeguata al "qui e ora", all'Italia del 2009.
Anche nei suoi momenti migliori, i messaggi che il principale partito d'opposizione manda al paese sono tarati su una condizione "normale" di dialettica politica; peccato che, come sappiamo, di "normale" nella politica italiana ormai non ci sia più nulla.
E se da un lato mi sento spesso dire, parlando di questo, che il PD dovrebbe mettere i conto di perdere per dieci, quindici anni di fila se necessario, ma sostenendo posizioni coerenti ed avanzate in tutti i campi della politica e della vita civile, d'altra parte non posso fare a meno di chiedermi se io, al posto dei suoi dirigenti, sarei in coscienza tanto disposto a lasciare "campo libero" a questa destra per così tanto tempo; non posso infatti togliermi dalla testa la convinzione che molte delle decisioni "impopolari" prese dai governi del centrosinistra siano state "forzate" per correggere decisioni "popolari" prese da governi precedenti "con la divisa di un'altro colore".
Qualcuno sono certo mi dirà che potrebbe benissimo essere il contrario, ma francamente riscontro nel centrodestra, da che esiste, una tale rincorsa al favore popolare che mi riesce difficile conciliarla con le "lacrime e sangue" di chi deve riparare i guasti altrui (l'abolizione dell'ICI per TUTTE le prime case resta secondo me l'emblema della dissennata ricerca del consenso, in barba alle reali possibilità economiche del Paese, nonché della mistificazione del proprio operato, visto che l'ICI sulla prima casa ai redditi più bassi era stata già abolita - altro errore di "taratura" nella comunicazione...).
Tutto questo mentre la crisi economica globale tarda a passare, ed anzi continua ad infierire su economie ben più solide della nostra; la situazione geopolitica internazionale è sempre più complessa (e noi ci muoviamo sulla scena internazionale con l'accortezza e la lungimiranza di un gatto rompiballe sul tabellone del Risiko durante una partita); lo sviluppo scientifico pone problemi etici, sociali e politici talmente nuovi e profondi da non poter essere affrontati secondo vecchi criteri, schemi di convenienza e cieche posizioni ideologiche.
Ma tanto, noi abbiamo Porta a Porta ed il "miglior presidente del consiglio di sempre".
Parola di Pangloss Berlusconi.
Stay Tuned...
Mr.Frost
19 anni fa...

Litfiba - Ragazzo - 1990
Io vorrei sapere
Chi governa il mondo
E cosa gli direbbe
Uno che è senza lavoro
Vorrei sapere
Come si fa a cadere
E come puoi risalire
Senza farti male
Sono un ragazzo
Ricordatevi che esisto
Sono il re del Nulla
Mentre il Nulla ruba i migliori
Vorrei sapere
Perché non è reato
Fare la puttana di stato
Ed abusare ogni potere
E sono senza un letto
Ma mi basterebbe un tetto
Almeno fino a domani
Prima che la marea cresca
Sono un ragazzo
Ricordatevi che esisto
Sono il re del Nulla
Mentre il Nulla ruba i migliori
Lavorare per contare
Non si può dire che sia godere
Meglio impazzire
Che stare qui a vegetare
E sono senza un letto
Ma mi basterebbe un tetto
Almeno fino a domani
Prima che la marea cresca
Preveggenza?
Stay Tuned...
Mr.Frost
If You Tolerate This Your Children Will Be Next...

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Spread The Word

Due dissidenti iraniani in esilio, che preferiscono (per evidenti motivi) firmare con lo pseudonimo Payman&Sina, hanno “hackerato”, con il consenso dell’autrice, Persepolis, trasformandolo in un sorta di efficacissimo mix tra l’informazione e lo strumento di protesta contro i brogli nelle elezioni iraniane e la violentissima repressione ad esse seguita.
E’ così nato Persepolis 2.0, ennesima prova di coraggio e tenacia di un popolo da troppo tempo tenuto sotto scacco da una pericolosa commistione tra dittatura “classica” a base politico-militare e teocrazia.
Consiglio caldamente la lettura, per farsi un’idea di cosa stia succedendo non troppo lontano da noi (ma esiste ancora un posto che possa definirsi “lontano”?...).
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Come “vantaggio a latere”, c’è l’ennesima prova di come certe forme di arte e cultura, normalmente (ed ottusamente) ritenute “minori” o “secondarie”, possano svolgere la più grande delle funzioni dell’arte, lo stimolo dell’intelletto umano, al meglio delle possibilità.
P.P.S. Grazie ad Internazionale, possiamo leggere direttamente l’opinione di Marjane Satrapi sui recenti sviluppi della “politica” interna del suo paese.
Disinformatija...

...e fosse almeno la prima volta! A questi, Linate non ha insegnato niente, neppure a fare un giornalismo decente...
IL “SERVIZIO”
Meno male che c’è qualcuno che prova a fare un po’ di chiarezza: ANACNA
Per chi volesse obiettare che si tratta di una interpretazione “di parte”, un consiglio...quello di pensare alla profonda differenza che intercorre tra l’essere “di parte” e l’essere “competenti” (e magari non a caccia dello scoop facile a tutti i costi, sull’onda dell’emozione...).
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Consiglio anche la lettura di un esplicativo PDF creato da Eurocontrol...ok, è in inglese ed è lungo, ma la consapevolezza richiede forza di volontà...
I Maestri sono di ritorno....
Primo singolo estratto dal nuovo disco dei Pearl Jam, Backspacer, di prossima uscita...

Iniziativa lodevole ed ennesima prova di come Eddie Vedder e soci siano anticonformisti ed originali, è poi la caccia al tesoro organizzata dal gruppo per promuovere il suddetto album...dateci un’occhiata, ne vale la pena.
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Più lo sento, e più mi gaso....
Se non ti attaccano, non sei nessuno...

Anche Twitter è rimasto vittima di un attacco informatico....piuttosto pesante, e dalle motivazioni politiche internazionali decisamente “imponenti”.
In pratica, pare che l’attacco sia partito dagli apparati informatici dell’Intelligence russa, con l’obiettivo di bloccare ed estromettere dal sistema uno specifico utente: Cyxymu, “colpevole” secondo l’apparato di spionaggio di Putin di diffondere troppo notizie “incontrolate” sulla situazione caucasica.
Come è ormai noto, il rapporto dell’attuale presidente russo con la stampa indipendente è, per così dire, problematico.
Inutile menzionare qui nuovamente gli svariati casi di controllo dell’informazione da parte del regime, oltreché la pessima fine toccata a diversi giornalisti “non allineati”.
Ma ciò che mi ha fatto riflettere, è come ancora una volta i media generalisti approccino la rete ed i suoi “fenomeni”.
Twitter, così come Facebook, Google, MySpace, Skype, acquistano dignità giornalistica “classica” solo in due casi: quando diventano fenomeni di massa talmente ampi da non poter essere più ignorati (ed anche in quei casi, corrono seri rischi di essere confinati entro articoli di costume che non ne colgono la reale portata e li riducono a “fenomeni da ombrellone” ).
Oppure quando sono vittima di attacchi informatici eclatanti, i più vistosi dei quali sono, ovviamente, il DoS ed il defacement.
E’ come se, in virtù di una curiosità a metà tra la passione morbosa stile cronaca nera e la schadenfreude, l’importanza di un sito o servizio sia direttamente proporzionale solo alla portata degli attacchi da esso subiti, e misurabile solo tramite essi.
Il defacement è diventato dunque uno status symbol? L’attacco informatico è forse la consacrazione definitiva di un servizio? Se ti attaccano, sei “arrivato”?
Un malfunzionamento di Skype, ed è subito caso; un baco trovato nell’intoccabile Google basta a rendere “famoso” un fino ad allora misconosciuto al grande pubblico ricercatore italiano, Federico Calzolari (la cosa ancor più triste è che i precedenti achievements del ricercatore in questione, pur brillanti, non abbiano avuto uguale o anche solo proporzionale risonanza).
Siamo davvero arrivati ad un punto in cui solo gli errori fanno notizia? Quando si tratta di Internet, il bizzarro è davvero l’unico metro di paragone? Solo l’uomo che morde il cane è meritevole di attenzione?
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. L’immagine in testa altro non è se non il logo di uno dei giochi più affascinanti cui abbia mai avuto il piacere di giocare, Uplink.
Unico, vero “simulatore di hacker”, pur romanzato, oltreché meravigliosa possibilità offertaci di vivere in prima persona le atmosfere di uno dei più grandi capisaldi della fantascienza di sempre, l’irraggiungibile Neuromancer.
Il labile confine tra espressione ed imposizione

L’hanno rifatto. E probabilmente lo rifaranno sempre.
Non mi dà fastidio che il Vaticano esprima la sua (prevedibile) posizione sull’introduzione della RU486.
E’ che, per dirla con il poeta, “il modo ancor m’offende”.
Non riesco, non riesco per quanto mi sforzi a concepire il fatto che una parte, indipendentemente dalla propria consistenza numerica, influenza culturale o sociale, storia o che altro, possa ritenersi depositaria della Verità.
Non la verità, quella confutabile, quella soggetta a verifica o talmente basata su opinioni soggettive da rientrare quasi completamente nel campo delle opinioni.
No, la Verità. Su tutto, tutti e sempre.
Mi dà fastidio il tono, ultimativo, assoluto, ad escludere qualsiasi altra opinione, che utilizzano in molte, troppe circostanze.
Bandendo l’opinione e sostituendola con la Verità (presunta, parziale, opinabile), si finisce inevitabilmente con lo sfociare nel fanatismo.
Ancora peggio, a mio avviso, è il nuovo appello (con tanti e tali precedenti da farlo ormai rientrare nel “modus operandi” vaticano) all’obiezione di coscienza, rivolto ai medici; sia per il tono (sul genere “siamo sicuri che nessun medico che capisca il valore della vita umana prescriverà o somministrerà la pillola”, quindi a metà tra “l’avvertimento” e la presunzione di giudicare l’integrità o lo spessore morale di chi non fosse eventualmente d’accordo), sia nel merito.
Sottintendere per l’ennesima volta che la morale cattolica, un sistema di valori religioso, sia superiore in dignità alla Legge di uno Stato, è civilmente inconcepibile e dimostra un assoluto disprezzo per la pluralità delle opinioni.
Se volessi vivere in uno Stato Teocratico, mi trasferirei in Iran, dove il capo del governo vede la sua nomina pienamente legittimata solo in virtù della “ratifica” da parte della suprema autorità religiosa (che poi le elezioni siano state evidentemente e grossolanamente truccate, va solo a maggior vergogna di tutti gli attori).
Una parte del problema, certo, forse la parte più consistente, è però costituita dalla “claque” che sempre accompagna, sostiene e fortifica, financo arrivando a legittimarle, posizioni del genere. Perché il calcolo politico non può e non deve passare sopra la possibilità di scelta, sopra il rispetto delle opinioni diverse, sopra la libertà di ognuno di condurre la propria vita come ritiene più opportuno, con l’unico, ovvio ed opportuno vincolo imposto dalla necessità di concedere agli altri la medesima opportunità.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Quando i simboli contano ancora

Solo un momento, per ribadire che ci sono simboli che travalicano il tempo e lo spazio in cui sono stati concepiti e realizzati...
Lady Liberty è decisamente uno di questi.
L’emozione che ho provato nel trovarmi di fronte (e sotto...) a questo simbolo, credo non sia stata molto dissimile da quella degli emigranti che per decenni hanno associato ad essa l’arrivo nella terra delle opportunità.
Stay Tuned...
Mr.Frost
N.B. Parte di un discorso più grande sugli USA che mi frulla in testa da un po’...ma che va messo a fuoco, prima di prendere vita...
Le distanze si accorciano....a patto di volerlo.

È che, come sempre, finché le cose non ti trovi a sperimentarle in prima persona, rimangono puri concetti teorici.
Voglio dire, cose come il “rimpicciolimento” del mondo grazie alla tecnologia, il parziale annullamento delle distanze...belle idee, ma finché si utilizza Skype solo per parlare con chi sta ad una decina di chilometri di distanza, se ne apprezza la comodità, ma non se ne comprende la portata.
Ora che il nostro Signore dei Grafi è oltreoceano, e ci starà per un bel po’, vivendoci e non in vacanza, comincio personalmente ad apprezzare davvero Skype.
L’idea di poter comunicare DI FATTO in tempo reale con un amico, nonostante sei ore di fuso orario di differenza ed un oceano (letterale) di spazio a frapporsi, rende possibile, almeno per me, ampliare un po’ quel concetto di “mondo come casa propria” cui penso chiunque sia nato negli ultimi vent’anni dovrebbe poter aspirare.
La possibilità, ora più concreta che mai, di poter davvero ed in un modo “fisico” come non mai vivere il mondo, è troppo ricca per non essere sfruttata a pieno.
Il mondo va girato, visto, toccato, annusato e sentito fino in fondo.
Perché ogni singola esperienza che viviamo, entra inevitabilmente a far parte di noi, come in nessun altro modo.
E, anche solo nella misura in cui ci consente di capire un po’ meglio ciò che ci circonda e gli “altri”, ci rende, comunque, migliori.
Stay Tuned...
Mr.Frost
La Libertà è Schiavitù, La Guerra è Pace, L'Ignoranza è Forza

A Cuba, un po’ di tempo fa, è stato presentato in pompa magna Nova.
Una particolare versione di Linux, realizzata apposta in seguito alla decisione del regime dell’Havana di adottare il sistema operativo GNU/Linux per la pubblica amministrazione, promuovendolo nel contempo anche per l’uso privato.
I vantaggi sono evidenti: il sistema è open source, libero ed è un buon modo per eludere l’embargo economico-commerciale cui l’isola è sottoposta da parte degli Stati Uniti ormai dal 1962.
Inoltre è stato concepito e realizzato in modo da poter funzionare agevolmente con apparecchiature ormai obsolete, si parla addirittura di Pentium II, che costituiscono ancora la maggioranza del parco macchine dell’isola.
La decisione è stata accolta con entusiasmo dalla Free Software Foundation, e con qualche scetticismo dal Web, anche in virtù di un riferimento ad un “controllo maggiore sul processo informatico”, fatto dal ministro delle Comunicazioni cubano, Ramiro Valdes.
E qui scatta una considerazione, a voi giudicare quanto pessimista: persino uno strumento per definizione e filosofia libero come Linux, può essere in tutto o in parte piegato all’uso di un interesse di parte, sia esso politico, economico o di altro tipo...
Il mezzo, come si è detto più di una volta, è assolutamente secondario rispetto all’uso che se ne fa e all’intenzione di chi se ne serve.
Mi pare che spesso, per cecità o tornaconto, si dimentichi questo “particolare” di una certa importanza...
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Citazione facile facile, non mi viene neanche da mettere in palio una bambolina virtuale:
tuttavia, se qualcuno volesse bullarsi...
Buonasera, Londra...

Solo una piccola domanda: perchè, tra tutte le puntate di Porta a Porta disponibili sul sito della Rai, è stata levata solo questa?
Il contenuto? Beh, YouTube santo subito... (peraltro, seconda perplessità, è pur sempre il canale della Rai sul Tubo...e allora?)
Stay Tuned...
Mr.Frost
N.B. Ovviamente la schermata è solo esemplificativa, la puntata è un’altra...quella cui NON indirizza il link....
Wild Wild Web...

E’ un periodo strano per le informazioni riguardanti Internet.
Da un lato partono campagne che definire oscurantiste è poco, iniziative legislative (ok, è in francese, ma, a parte che basta digitare “HADOPI” e si scatena l’inferno, lo schemino penso sia alla portata di tutti...) che generosamente mi limiterò ad etichettare come improbabili e bislacche (e per tirare fuori il termine “bislacco” mi sono dovuto moderare parecchio...), contornate dal solito sensazionalismo da fruttivendolo (inteso come luogo, eh? mica come categoria! io amo i fruttivendoli...
Ma non è tutto nero... (solo un grigio moooooooooooooolto scuro....).
Infatti, ricordo pochi periodi in cui ci sia stata altrettanta reperibilità di informazioni realmente qualificate su Internet, le sue tendenze, la funzione fondamentale che sta sempre più assumendo in moltissimi campi della nostra vita (si pensi al grid-computing, alla possibilità - in via di sperimentazione - di utilizzare Google trends in funzione di previsione delle epidemie...).
Mi pare interessante come questi due “vertici” - massimo e minimo - coesistano nello stesso momento. Cosa può voler dire?
Beh, un’ipotesi, non molto tranquillizzante, è che il divario tra chi utilizza e comprende il mezzo e chi ne ignora le caratteristiche anche basilari (e non se ne preoccupa più di tanto...) si stia trasformando in una specie di Fossa Delle Marianne...
...complici determinanti deficit infrastrutturali, certo, ma anche una piuttosto evidente volontà di sfruttare questa “sacca” (ottimismo al potere) di ignoranza telematica.
Sì perchè, come si diceva un po’ di tempo fa con EvilMax il problema forse risiede in ciò che ci abituano (con terrificante successo) a considerare “commestibile”, poiché sei ciò che mangi.
Comunque, vorrei lasciare due spunti per la discussione:
Un articolo di Repubblica, che rimanda ad un’interessante studio made in Microsoft sulle abitudini d’uso di Internet
L’introduzione al nuovo libro di Luca Sofri, pubblicata in anteprima su Wred, che a mio avviso fotografa assai bene questo aspetto dello “stato dell’Internet” qui da noi.
A voi la palla.
Stay Tuned...
Mr.Frost
N.B.
Ok, il titolo ha una fonte d’ispirazione assai tamarra...ma mi piaceva, ed il gioco di parole rende sempre bene...
...
...
...
...
...e poi non ne posso più della versione “seriosa” che fa noiosissimi film con Muccino! Rivoglio Il Principe di Bel Air!
La via della pirateria è lastricata di buone intenzioni...

...poi dicono che uno si butta su TPB.
Solleticati dalla recente sentenza contro il tracker svedese, i mass media si sono lasciati andare ad un profluvio di articoli “anti-pirateria” con pochi precedenti...
Qualcuno, peraltro all’interno di un articolo che parla di tutt’altro, si è addirittura meritoriamente spinto a proporre interessanti soluzioni alternative.
A parte le ovvietà quali l’acquisto dei brani dagli store online (interessante la mancata citazione di iTunes, ma forse la notorietà sopperisce...), nelle ultime righe viene sponsorizzata una soluzione apparentemente assai interessante; si cita, infatti, la possibilità di scaricare brani in maniera assolutamente gratuita e legale da un sito italiano, Downlovers.it
Come funziona? Ecco la cronaca di un tentativo effettuato dal sottoscritto di usufruire dell’interessante servizio.
Una volta aperta la homepage del sito in questione, leggo la “dichiarazione d’intenti”:
“Chi sono i Downlovers? Sono
tutti gli amanti della musica che da oggi possono scaricarla in
modo gratuito, legale e sicuro, grazie agli accordi raggiunti con
le principali etichette discografiche.
Questo è il luogo dove i Downlovers si trovano per condividere il
free download dei più grandi artisti italiani ed
internazionali.
Un mondo nuovo, unico e innovativo dove, per la prima volta,
l'amore per la musica unisce legalità e entertainment.
Innamorati anche tu della musica. Benvenuto tra i
Downlovers!”
Non male, no? Ambiziosa, condivisibile
e decisamente promettente.
“Gasato” non poco da questa bandiera del download legale gratuito
con così tanta convinzione sventolata, mi preparo a veder
verificato un mio segreto timore, maturato sulla base delle passate
esperienze avute con siti stile “qui c’è un sacco di musica
fighissima che puoi scaricare gratis”: il catalogo farlocco.
Insomma, c’è un sacco di buona musica legalmente gratuita in
Internet, ma il 99% di questa proviene, facile intuirlo, da artisti
emergenti o di nicchia, che sfruttano la più grande ed accessibile
vetrina del mondo a scopi promozionali.
Ebbene, incredibilmente mi vedo smentito nelle mie pessimistiche
previsioni: il catalogo comprende effettivamente un numero notevole
di “nomi noti”, tra i quali, tanto per citare, figurano Seal, la
giovane rivelazione sanremese Malika Ayane, i nostrani Soundlovers,
i Negramaro, la leggenda blues John Lee Hooker, Santana, Nat King
Cole, Black Sabbath, Offspring, Fabri Fibra...
Insomma, tanti, decisamente eterogenei e per questo in grado di
soddisfare i più svariati gusti musicali.
Pienamente convinto, decido di compilare il form d’iscrizione,
gratuito, per poter accedere ai servizi offerti.
Compilato il suddetto con i classici dati richiesti in questo tipo
d’istruzioni, ritorno alla pagina principale e decido di effettuare
un download di prova.
Oggetto del test: “Senza Fiato” dei Negramaro, accreditata come
bonus track dell’ultimo disco dei salentini, “La Finestra”.
Scopro così che il sistema che consente di mantenere gratuiti i
download è costituito da una classicissima pubblicità, mandata in
streaming durante lo scarico medesimo; un sistema relativamente
poco invasivo, assolutamente non pregiudicante la qualità del file
scaricato e tutto sommato molto “onesto”: la fruizione della musica
è resa gratuita attraverso un sistema trasparente ed
identificabile.
Leggo ed “ignoro” (aka non me ne preoccupo poi più di tanto) la
nota di servizio sul possibile malfuzionamento dei files scaricati,
qualora non si possieda una versione aggiornata di
WindowsMediaPlayer: il tutto a causa del sistema DRM
utilizzato.
In fin dei conti, non ho mai avuto problemi con i files .wma,
utilizzando quello che per efficienza e “a furor di popolo” è
diventato il plugin ufficiale per WindowsMedia su Mac, al punto
tale da essere linkato direttamente da Microsoft nelle proprie
pagine ufficiali.
E qui è sorto il problema...
Sì, perché dopo aver eseguito regolarmente il download del file
(formato .wma), ho avuto la malaugurata idea di volerlo anche
ascoltare...azione che si è rivelata impossibile.
Attenzione, non ho detto molto difficile, o non alla portata di
tutti, bensì impossibile.
Niente da fare, nisba, nada de nada...il file, che X identifica
così...

semplicemente non viene letto da nulla....
Niente QuickTime (nonostante il plugin di cui sopra), niente iTunes
(che pure legge egregiamente i files .wma), niente VLC (vero e
proprio lettore onnivoro), niente persino con Windows Media Player
9 (versione attualmente ultima disponibile sul sito
Microsoft).
Insomma, un file inutilizzabile.
Ora, non tutto su Downlovers è in formato .wma.
Ci sono anche parecchi brani in formato mp3 dichiarato DRM free
(non mi sono preso la briga di verificare, dandola per buona...).
Ma proprio in virtù di questo mi chiedo: che cavolo di bisogno
c’era di utilizzare un DRM proprietario così vincolante?
Perché le potenzialità di una iniziativa così interessante devono
essere ridotte al lumicino, tagliando fuori una fetta sempre più
consistente di potenziali fruitori? Per quale motivo un sito
dovrebbe coscientemente (non valuto neppure l’alternativa
“arroganza”, mi farebbe troppo incavolare...) limitare in questo
modo assurdo ed enorme il suo bacino d’utenti?
Superficialità, direi.
Ancora nel 2009, siamo evidentemente in presenza di webmaster (se
così possiamo chiamarli, con tante scuse ai VERI webmaster...) che
credono che il mondo informatico sia solo Windows ed Explorer: in
un panorama che vede Microsoft sviluppare quasi ogni suo prodotto
di punta (logiche commerciali a parte, vedi appunto WMP e Live
Messenger) anche per piattaforma Apple, in cui la quota di
utilizzatori della Mela, soprattutto su internet, è assai
rilevante, in cui una “scena” (come si diceva una volta...
)Linux sempre
più user-friendly ed accesibile conquista i favori di un numero
crescente di utenti....in questo scenario, c’è ancora chi sviluppa
un servizio sulla base di un DRM del genere.
E si badi bene, non è il caso di Apple, che vincola la gestione di
iPod a iTunes, legando così in una “triade” gli elementi cardine
delle sue entrate musicali (iTunes Store incluso, quindi), con lo
scopo prima di conquistare poi di mantenere quote di mercato che ne
fanno il leader incontrastato.
Si sta parlando di un servizio la cui portata su scala Internet è
definibile come “locale” (aka parecchio ristretta...), che dovrebbe
mirare alla massima diffusione possibile, basando il suo meccanismo
di base sulla pubblicità (pochi utenti = pochi inserzionisti =
pochi soldi per rendere i brani gratis = pochi brani = pochi utenti
e via da capo...).
Insomma, una vera e propria zappa informatica sui proverbiali
piedi.
Che dire, se non che auguro a quelli di Downlovers di non dover mai
cercare di capire perché quote consistenti di fruitori di musica
online non si rivolgano a loro, nonostante, ripeto, l’ottimo
catalogo disponibile...perché ne uscirebbero di sicuro, oltre che
con un gran mal di testa, con una bella botta al proprio orgoglio
“sviluppatore”...
Nel frattempo, per chi facendo parte di quella “insignificante
minoranza” che non usa WMP sotto Windows volesse approfondire
l’argomento “mp3 gratis e legali”, consiglio un bel sito, anche se,
come si diceva sopra, legato ad artisti non proprio
“mainstream”:
Free Music
Archive
Inutile dire che questa è solo una goccia nel mare...chi cerca
trova sempre, e San Google, come al solito, aiuta... ![]()
Stay Tuned...
Mr.Frost
N.B. Sia chiaro che questa NON È una critica a tutto tondo nei
confronti di Downlovers, che anzi reputo comunque un buon sito con
“un’idea di servizio” interessante e meritevole di riconoscimento.
Il nodo, sta nella realizzazione, approssimativa e miope, delle
modalità di fruizione del servizio stesso, ed è servito come spunto
per tornare su un argomento, quello della fruibilità dei contenuti
e del rispetto degli standard, di cui mi ero già occupato in passato...e che resta
purtroppo sempre d’attualità, a mio avviso.
"Confido che ricorderete questo come il giorno in cui avete quasi catturato Capitan Jack Sparrow"

ThePirateBay colpevole.
Questo è dunque quanto emerge dalla sentenza di primo grado emessa da un tribunale Svedese (nazione nella quale “risiedono” legalmente i server del sito).
Che La Baia (nickname con il quale confidenzialmente è indicato il servizio tra gli utenti e gli internauti in genere) chiuda, o subisca un duro colpo nel suo funzionamento, non è una buona notizia.
Per nessuno.
Contrariamente, infatti, a quanto i media generalisti stanno cercando di far passare come verità presso l’opinione pubblica (o per meglio dire, presso quella parte di opinione pubblica che ancora si forma esclusivamente o prevalentemente tramite essi...), l’associazione tra ThePirateBay (d’ora in poi, per comodità ed innata pigrizia del sottoscritto TPB) e la pirateria informatica, audiovisiva, ecc. (barrare la casella d’interesse...) è meno automatica e stretta di quanto venga presentata.
Cerchiamo se possibile di capirne qualcosa di più.
TPB è, in termini brutalmente tecnici, un sito per il tracking di files di tipo .torrent.
Offre cioè un servizio di indicizzazione dei suddetti files, un servizio che li raggruppa e li rende più facilmente rintracciabili.
In pratica, voi andate all’indirizzo del sito, digitate nell’apposita barra di ricerca il titolo di un film, di un disco, il nome di un attore o di un autore, ma anche di un software, ed il sito vi restituisce una serie di risultati tra cui, se siete fortunati, troverete ciò che stavate cercando.
Quando vi si accende la lampadina del già sentito © , fate un fischio.
Ora andate su questo indirizzo.
Fatto?
Bene.
Familiare, n’est pas?
Ok, l’esperimento prosegue: digitate how to build a bomb.
Cliccate sul primo risultato....
Complimenti! Secondo la tesi dell’accusa nel processo a TPB, avete appena dimostrato che Mountain View è in realtà un pericolosissimo covo di pazzi bombaroli!
Ma continuiamo, prego, vogliate seguirmi...ecco un altro siterello semisconosciuto.
Digitate nell’apposito campo di ricerca la seguente stringa: how to make a napalm bomb. Cliccate il primo risultato, e godetevi il simpatico filmatino.
Dannazione, siete circondati da pazzi!
Siete andati a verificare di aver chiuso la porta di casa con almeno tre mandate?
...
...
...
...
...
Bene, ora riprendete fiato e seguitemi.
Questa è una grossa parte del problema che si presenta se si comincia a considerare solo un po’ meno superficialmente il portato giurisprudenziale di una sentenza come quella di condanna a TPB: il mezzo viene equiparato al fine, e talora ricompreso in esso.
Lo riscrivo, che due volte funziona meglio, come i pizzicotti per risvegliarsi: IL MEZZO VIENE EQUIPARATO AL FINE, E TALORA RICOMPRESO IN ESSO.
Ecco, l’ho detto.
Tra le radiografie e la bomba atomica, non c’è differenza.
Tra il bisturi di Barnard e quello di Jack lo Squartatore, non c’è differenza.
Insomma, TPB ospita anche contenuti che violano le leggi sul diritto d’autore (sì, anche...perchè ospita anche le varie distro linux gratuite, come questa...), ma assieme ad essi se ne possono trovare altri la cui diffusione gratuita è assolutamente legale, poiché prevista dagli autori stessi (Firefox, Chrome, un cd musicale, pacchetti di foto in alta risoluzione...un bel po’ di roba, insomma).
Perché Google, o Canonical, o Mozilla tollerano o addirittura sponsorizzano la diffusione dei loro prodotti via torrent? Semplice, per almeno tre ottimi motivi: è un mezzo tecnicamente efficiente che non ingolfa i server aziendali, costa zero, ha amplissima diffusione. Ed altri ce ne sono, la lista è lunga...
Inutile dire che, per non rischiare di confondersi tra il cardiochirurgo e il serial killer, servono attenzione, conoscenza, buona fede e mancanza di conflitto d’interessi.
Tutto ciò che, purtroppo, molti titolari di bocche di fuoco mediatiche piuttosto importanti stanno dimostrando di non avere (con qualche meritoria eccezione).
Stay Tuned...
Mr.Frost
N.B. A cosa è dovuto l’ottimismo del titolo? Semplice: la storia di Internet è piena di questi tentativi, ed i risultati censori ottenuti sinora sono stati fortunatamente vicini al ridicolo: tanto per rinfrescare la memoria, secondo le major discografiche, la “morte” di Napster come sistema peer-to-peer “irregolare” avrebbe determinato una vittoria schiacciate del copyright e sancito una nuova era di prosperità per loro e di vendite stratosferiche per i CD originali. Sappiamo tutti com’è andata.
In questa specifica circostanza, non solo TPB continua regolarmente ad esistere ed essere fruibile, ma è in buona, anzi ottima compagnia; qualche esempio:
Colombo BT
Il Corsaro Nero
TNT Village
Torrentportal.com
BiteNova
Snarf It
Isohunt.com
Torrentspy.com
YouTorrent.com
Vuze.com
Torrentscan.com
Torrentz.com
Mininova.org
Torrentreactor.to
BTjunkie
Gamestorrents.com
PhoenixItalia.org
Capita l’antifona?
N.B.B. Invece, in Italia, abbiamo questo tipo di persone ad occuparsi di legiferare sui problemi della regolamentazione di internet e del diritto d’autore....
L’On. Carlucci
L’On. D’Alia
Un Oscuro Scrutare

Stavo riguardandomi “A Scanner Darkly” ...il quale, oltre ad essere un gran bel film, una notevolissima “palestra” di innovazioni tecniche ed una eccellente trasposizione dell’opera omonima di quel geniaccio di Philip K. Dick, contiene parecchi spunti interessanti sul mo(n)do in cui viviamo (tutta la buona fantascienza lo fa, l’ha sempre fatto....).
Una frase, specialmente, mi accende ogni volta la proverbiale lampadina: “Viviamo in una società della dipendenza”.
In effetti, è piuttosto vero, sotto diversi aspetti e in molteplici sensi...
Viviamo circondati da bisogni indotti (da chi e perché è fin troppo facile capirlo, nella maggioranza dei casi), l’analisi dei quali rischia di scivolare in un moralismo dalla cui frequentazione oggi volentieri mi astengo...
...e da bisogni reali, assai più drammatici perché improcrastinabili e perché, in fin dei conti, in un mondo migliore non dovrebbero esistere.
La fame, la sete, la mancanza di luoghi decenti in cui vivere, di istruzione, di pace, di condizioni elementari di uguaglianza e giustizia sociale (e propriamente detta), di cultura (cosa assai diversa dall’istruzione), di prospettive, della verosimile possibilità di migliorare le proprie condizioni grazie al proprio lavoro, di un futuro...sono bisogni la cui impossibilità di realizzazione è data da...da...
...dai mezzi tecnici inadeguati? No.
...dalle risorse insufficienti? No.
...dal destino cinico e baro? No.
E’ data da disegni politici ed economici - no, più propriamente affaristici - che mirano a trarne un vantaggio, poiché la presenza di questi bisogni è sfruttabile in molte maniere...insomma, è data dalla precisa volontà di indurre questi bisogni per ciò che comportano e che ad essi consegue.
Strano come la differenza tra i due tipi si assottigli, se solo ci si mette un po’ di sbieco a guardarli, no?
Stay Tuned...
Mr.Frost
Harder, Better, Faster, Stronger

Ritorna la periodica crociata contro la tecnologia, rea presunta di creare rapporti superficiali, di alienare le menti dei fruitori assidui, specie se “giovini inermi virgulti in via di formazione”, e così via con tutto il corollario che ormai ben conosciamo di teorie sociologiche o presunte tali.
Qualche esempio recente?
Alberoni sull’abuso della rete e affini. (“interessante” il neanche troppo velato accostamento tra fruizione massiccia di Facebook, Youtube e altri siti particolarmente popolari e l’uso di cocaina e affini...)
Una presunta ricerca (in realtà sono deduzioni personali, pur se di fonte potenzialmente qualificata...) che sembrerebbe dar man forte al sociologo nostrano
Una minima lista degli inviti alla cosiddetta “Quaresima tecnologica” (anche se in realtà qui lo spettro è più ampio, e se espressi in altra forma taluni concetti sarebbero anche condivisibili...)
Insomma, tutti contro il mostro: preparate torce, forconi e quant’altro, inizia il party.
Ma come sempre, il problema è sfaccettato peggio di uno Swarovski, e basta cambiare il punto di vista per ritrovarsi letteralmente ad osservare “un altro mondo”.
Abbiamo più volte affrontato il discorso, chiedendoci ogni volta se il mezzo sia più o meno potente dell’uso che se ne fa.
Ma come può la nostra storia recente non essere giudicata abbastanza esemplificativa del fatto che è l’utilizzatore che determina l’orientamento della tecnologia disponibile, e non esistono tecnologie che siano intrinsecamente “buone” o “cattive”?
Dovremmo rinunciare al plutonio perché ci si possono costruire ordigni atomici, perdendo così la possibilità di alimentare, solo a titolo d’esempio, le sonde spaziali Galileo e Cassini?
Dovremmo eliminare Internet, perché oltre a Wikipedia, ormai vero e proprio paradigma dell’informazione distribuita (sia nella sua fruizione che nella sua costituzione), consente anche lo scambio di materiale pedo-pornografico?
O potremmo magari abolire Skype, in virtù della sua non facile intercettabilità e tracciabilità (che peraltro è cosa ben diversa dalla NON intercettabilità della quale si è parlato recentemente...), privando così milioni di utenti (16152943 al momento attuale connessi, secondo la mia copia...) della possibilità di comunicare in maniera veloce, efficace, semplice e gratuita con chiunque nel mondo abbia un accesso ad Internet?
Insomma, ancora una volta l’isteria e la necessità di un bersaglio grosso la fanno da padrone, ed ancora una volta tutto quello che si sa (o si crede di sapere) non basta ad arginarne l’avanzata, nè a limitarne gli effetti sui nostri evidentemente assai suggestionabili apparati cerebrali embedded.
Cosa si può fare di fronte al ripresentarsi (come detto ciclico, anche se il “ciclo” si sta riducendo preoccupantemente e la frequenza aumenta in modo sensibile) di questo spiegamento di artiglieria pesante?
Forse basterebbe chiudersi a riccio, consci delle proprie argomentazioni e disposti ad esprimere le proprie perplessità e obiezioni quando richiesto, ma nulla più.
Ma credo sinceramente sarebbe una sconfitta. Come se i medici rinunciassero a spiegare le malattie ai non laureati in medicina, “tanto non capirebbero”; o gli scienziati a divulgare le proprie scoperte al di fuori della ristretta cerchia dei loro pari disciplina e conoscenza, certi di non trovare riscontri di alcun tipo.
Forse (ed è l’ipotesi per la quale propendo da sempre) basterebbe avere un po’ più di fiducia in quello che troppo spesso con leggerezza colpevole viene considerato l’ “anello debole” della catena, e che invece ne rappresenta il discrimine, la forza, l’origine e lo scopo ad un tempo.
L’utente. Noi.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Prove Tecniche...

Giuro.
Stavolta c’è una spiegazione.
... ... ...
... ... ...
Occhio! Non ho detto una VALIDA spiegazione.
Semplicemente una spiegazione.
Sto sperimentando la potenza degli snippets (che sembra parecchio La Forza Di Uno, ora che ci penso...e non è per nulla bello...).
Insomma, potrebbero esserci novità nell’interfaccia, in un futuro (dominato dai robot?
Cheers.
Stay Tuned...
Mr.Frost
This Is (Not) The End...

E’ finita. Per una persona, la più direttamente interessata, forse per due o tre considerando i suoi genitori, qualcuna di più includendo amici e parenti più o meno vicini e più o meno partecipi del suo dolore.
Ma per noi, non è finita affatto.
Anzi.
Su questo caso si è detto e scritto tutto ciò che si poteva, nelle forme più varie, a sostegno o contro le opposte posizioni, da qualsiasi fonte immaginabile, “autorevole” o meno che fosse (scala gerarchica peraltro difficilmente definibile su di un argomento del genere, ma assumiamola nella sua forma più convenzionale...).
Proprio per questo, vale la pena di spostare l’attenzione su ciò che a questa triste storia ha fatto da “contorno” (ma siamo davvero sicuri che da un certo punto in avanti non si sia mirato ad invertire le parti?).
Abbiamo avuto fondamentalmente, a mio avviso, cinque “macro-attori” presenti:
1) Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano
2) Il Parlamento
3) Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed il suo Governo
4) Il Vaticano
5) L’Opinione Pubblica
Siccome la questione è molto più complessa di quel che sembra, specialmente se si allarga “l’orizzonte degli eventi”, sarà meglio mantenere un ordine ben preciso...
1) Il capo dello Stato, il Presidente della Repubblica, ha rifiutato di controfirmare il decreto legge che aveva lo scopo (ennesima legge “ad personam”, viste le circostanze di fatto) di sospendere l’applicazione del famigerato “protocollo” medico per la sospensione di alimentazione ed idratazione mediante sondino nasogastrico. Le motivazioni fornite dalla più alta carica dello Stato sono state di ordine sostanziale e di opportunità.
Oltre all’irrituale uso della decretazione d’urgenza, veniva rilevata l’inopportunità di utilizzare il decreto legge per incidere su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti, anziché ricorrere ad un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica.
Inoltre, rilevava Napolitano, “rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell'art. 77 della Costituzione se non l'impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso”.
Ma di quest’ultimo, fondamentale punto riparleremo più avanti.
2) Il Parlamento non ha, per non volontà o incapacità, legiferato durante questi anni (e solo considerando il caso in questione, si parte dal 1992, data dell’incidente automobilistico, o quantomeno dal 1999, data del primo ricorso ala Magistratura).
In mancanza di una adeguata legge sul fine-vita, non resta che ricorrere a princìpi necessariamente generici come quelli contenuti nella Carta Costituzionale (Art. 32), o puramente giurisprudenziali (e come tali “mal digeriti” dalla nostra legislazione).
Abbiamo purtroppo ripetute prove della scarsa efficienza del nostro organo legislativo fondamentale; talora oberato da una massa di provvedimenti di dubbia utilità o dalle dimensioni abnormi (entrambe le forme di “elefantiasi legislativa” sono note da parecchio tempo), talora impantanato in questioni (di principio o di lana caprina che siano) che richiederebbero ben altro profilo dei partecipanti alla discussione, o ancora penalizzato e reso di fatto totalmente inutile dalla scarsa o inesistente coscienza civica e “deontologia professionale” dei suoi membri (assenteisti, pianisti, ecc. ecc.)
In seconda ipotesi, assai realistica a dir la verità, l’argomento è così complesso e scottante che nessuno ha mai voluto pronunciarsi, vuoi per evitare improprie semplificazioni, vuoi per non “inimicarsi” una delle due parti con pareri opposti.
3) ...e proprio di questo, segnatamente di non volersi inimicare una ben precisa parte (scudocrociata un tempo, ora senza più scudo...), è stato accusato da più parti il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il suo Governo. Accuse di voler cercare una “saldatura”, con conseguente legittimazione diretta, con il Vaticano; di voler “dare un’anima” ad una politica “aziendalista” nel senso più degenere del termine, appoggiandosi sull’autorità morale della Chiesa Cattolica; di voler infine, ed è l’accusa che se si rivelasse fondata sarebbe più grave, utilizzare questo dramma personale, umano e civile, questo groviglio di problemi di coscienza, per assestare una spallata decisiva al Presidente della Repubblica ed alla Costituzione.
Di sicuro, senza voler interpretare i pensieri di chicchessia (Berlusconi peraltro non lesina certo “esternazioni” su qualunque argomento, spesso improvvide, e sempre smentite...), restano le dichiarazioni ed i termini utilizzati dal Presidente del Consiglio: “omissione di soccorso”, “Se il Capo dello Stato decidesse di caricarsi della responsabilità di una vita”, “Non si può governare il Paese senza la decretazione d'urgenza”, “Senza la possibilità di ricorrere a decreti legge, tornerei dal popolo a chiedere di cambiare la Costituzione e il governo”, “(e riferendosi alla Costituzione) Filosovietica, fatta sotto l'influsso di una dittatura”.
Dichiarazioni gravi, toni che, lungi dal configurare rapporti di “cordialità” con la massima carica dello Stato (come arriverà ad affermare poco dopo lo stesso Berlusconi) dimostrano putroppo le solite “zone d’ombra” del Cavaliere come personaggio politico:
Scarso rispetto delle gerarchie istituzionali, specie quando queste si sostanziano nella tripartizione dei poteri in forma garantista.
Scarso (o nullo) rispetto del dibattito politico, e con esso dell’opposizione che, per quanto debole, rappresenta comunque una parte del Paese.
Uso spregiudicato di una posizione di oggettivo (OGGETTIVO, sia chiaro) vantaggio mediatico, resa se possibile ancora più evidente in circostanze come queste, con l’uso dei tre canali Mediaset e dei rispettivi telegiornali per operare une vera e propria “blitzkrieg” a supporto delle posizioni governative.
Voluta confusione, in questo ed in altri casi, tra piano pubblico e privato, personale ed istituzionale, razionale ed emotivo, al solo scopo di “sfruttare l’onda” dei sentimenti naturalmente suscitati da un caso del genere.
4) Come spesso accade, e assai più spesso da qualche tempo a questa parte, il Vaticano ha per così dire espresso con una certa veemenza il proprio parere sulla questione.
Se così fosse, con differenti ma assolutamente personali considerazioni sulla necessità della veemenza o meno, non ci sarebbe molto da obiettare.
Se poi, storicamente, non ci fosse una continua commistione, per non dire interferenza, tra il Vaticano e la politica italiana (vedi i tentativi di revisione della legge 194/78, o più di recente la campagna pressante, e riuscita, per influenzare il risultato del referendum sulla legge 40), il problema parrebbe addirittura inesistente.
Ma così non è.
Anche qui, come per il soggetto di cui al punto precedente, vale la pena di approfondire soprattutto i toni:
“Inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo”
“Un vero e proprio omicidio”
“Che il signore (...) perdoni chi l'ha portata a questo punto” - Cardinale Javier Lozano Barragan.
“qualsiasi azione volta a interrompere l'alimentazione e l'idratazione si configurerebbe, al di là delle intenzioni, come un atto di eutanasia” - Monsignor Mariano Crociata.
“E' stato un omicidio"
"Hanno ucciso una persona innocente e incapace di difendersi” - Cardinale Josè Saraiva Martins.
"Eluana è morta. 'Giustizia' è fatta" - Avvenire.
"(a proposito della sentenza) Relativismo dei valori (...) inaccettabile”
“Una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia”
“Nessun esperto potrebbe allo stato attuale, dichiarare l'irreversibilità della condizione di stato
vegetativo, se non in base a una scelta puramente soggettiva”
“sulla volontà di Eluana l'arbitrarietà appare palese: la dichiarazione di un momento non può evidentemente essere presa a parametro” - L’Osservatore Romano.
“Il viaggio della morte è cominciato di notte” - SIR, Servizio Informazioni Religiosa.
D’altro canto, come spesso accade, vi sono anche voci più o meno autorevoli che vengono prontamente “zittite”, specialmente su determinati media:
“Davvero ci si può sostituire a Dio, affermando di conoscere la sua volontà riguardo alla sofferenza e alla morte delle persone?”
“Come è vero che nessuno dovrebbe sollecitare, tantomeno obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto è possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme, che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile” - don Pierluigi Di Piazza, Parroco di Zugliano e altri nove confratelli del Friuli.
“Le nuove tecnologie, che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano, richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona” - Cardinale Carlo Maria Martini, citato da Don Mazzi.
5) ...e l’Opinione Pubblica? Beh, l’Opinione Pubblica siete voi, siamo noi, sono io. Io la mia l’ho detta...
Stay Tuned...
Mr.Frost
La forza delle parole

"Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge"
"Questi vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica"
Roberto Maroni - Ministro dell’Interno
Poi, intervistato dal TG1, un ragazzo di Nettuno dice che, in fondo, questi hanno solo “bruciato un marocchino”.
...è che secondo me non si rendono proprio conto.
Stay Tuned...
Mr.Frost
(scheggia di un discorso assai più complesso che mi gira in testa da un po’, ma che devo mettere ancora a fuoco...)
InfoOdissea (o "dello sfigato tentativo di passare da Haloscan a JS-Kit, salvo poi scoprire che posso continuare ad usare tranquillamente i servizi del primo...")

Chi sono costoro? Semplice: i signori a sinistra sono i fornitori del mio attuale ed imbarazzantemente semplice da usare sistema di commenti ai post.
Quelli più a destra, fino ad un’oretta fa, personalmente equivalevano all’Anticristo (senza il fascino di “Sympathy For The Devil”, oltretutto...).
In parole miserrime, l’altro giorno, vagando sul sito di Haloscan per verificare alcuni settaggi del mio account, scopro che tale JS-Kit si è comprata l’azienda in questione. Nelle News trovo il solito, trionfalistico prodotto del marketing, nella forma di un comunicato che descrive le “magnifiche sorti progressive” del servizio Haloscan, ora che è “potenziato” da JS-Kit.
Letto e dimenticato, penso alla solita acquisizione commerciale senza ripercussioni sull’utenza, e cerco di capire perché la gestione dei commenti stia dando i ciocchi da qualche tempo.
Ma, sorpresa! Tra le pieghe dei pannelli di gestione, vengo invece a sapere che è in atto una vera propria “migrazione” più o meno forzata (o così pare) da un servizio all’altro, e che oltretutto la sincronizzazione dei dati tra i due servizi è su “invito” (ohibò!) di JS-Kit; invito che avrebbe dovuto essermi spedito via mail “in a few days”.
Morale della favola, ho provato a gestire i miei commenti da JS-Kit, il quale è oltretutto DECISAMENTE più potente di Haloscan (pure troppo, per le mie esigenze...), ma ahimè, terribilmente meno intuitivo.
Insomma, si sono pappati un po’ di commenti recenti (la seconda metà del 2008, circa), tra cui alcuni decisamente notevoli, solo per non essersi limitati ad una “transizione” puramente societaria e commerciale...
Odio senza confini?
In un primo tempo sì.
Poi, scoperto che posso restare con le attuali impostazioni (anzi, ho addirittura aggiunto il rating con le classiche e spietate stelline, dopo ogni post), la rabbia è alquanto scemata, complice una bella sessione di ascolto della mia libreria di iTunes, rigorosamente in modalità casuale, ed una tazza di tè in previsione per l’ora classica...
Ho quindi deciso di “ignorare” in una certa misura l’incidente, conscio oltretutto del fatto che anche i commenti persi sono fissati nella mia memoria, e quella è la cosa più importante...
Tutto questo ha però avuto anche un merito: farmi riflettere, una volta di più, su quanto mezzi a volte potentissimi, apparecchi ed oggetti dalle capacità incredibili, invenzioni che sfiorano (sfiorerebbero) il genio, siano penalizzati, azzoppati, addirittura stroncati dalla loro anti-intuitività, dalla guerra termonucleare globale che a volte sembrano dichiarare all’utente.
Interfacce man-machine che sono piuttosto machine-machine (nel senso che non è umano comprenderle...), ergonomia sotto la suola delle scarpe, istruzioni inesistenti, incomprensibili o peggio svianti, tutta una serie di superficialità di progettazione che rendono frustrante anche l’uso del più semplice dispositivo.
A tal proposito, suggerirei a chi fosse eventualmente interessato la lettura del bel saggio “La Caffettiera del Masochista” che, a partire dal geniale sottotitolo e dall’altrettanto affascinante illustrazione in copertina, ci guida attraverso un percorso di “redenzione”, spiegandoci come le nostre difficoltà ad utilizzare oggetti spacciati per “comuni” non dipendano da una nostra imbarazzante incapacità, bensì dalla cattiva progettazione che li ha generati...
Uomo comune batte progettista sadico, 1 a 0.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Dio t'assista (?!?)

A parte la “famosa” battuta, la situazione è seria e, nel migliore dei casi, complessa...
L’UAAR paga una “campagna pubblicitaria” ( sempre che, visto l’oggetto, si possa definire solo così... ) per sostenere che Dio non esiste. Ora, fermo restando che non mi pare sia il caso di spendere soldi per affermare una non verità su di un argomento che verità assolute non ne prevede, né in un senso né nell’altro, il problema si sposta decisamente sulla politica.
E qui ci si impantana: perché finché si parla di filosofia, di teologia, fede, religione, tutto è lecito. Si è nel campo delle opinioni, non verificabili e dunque ammissibili per definizione, purché non lesive delle altrui libertà.
Ma quando si parla di politica, specialmente di quel campo ristretto dell’opportunità politica che si occupa di consentire una civile convivenza tra posizioni e idee tra loro differenti ( se non contrapposte...), i contorni si fanno meno sfumati, sotto la spinta cogente del trovare soluzioni brutalmente pratiche anche ai massimi sistemi...
E dunque, dove va posto il confine sfumato ma non troppo tra la legittima espressione di una credenza, e l’offesa a chi professa una fede differente? ( o una fede e basta? ).
Esiste una differenza tra l’affermazione “Dio esiste” ed il suo opposto “Dio non esiste”?
A mio avviso, no.
Voglio dire, sono entrambe razionalmente indimostrabili: se non lo fossero, una delle due non avrebbe ragione d’esistere ( salvo che per i faziosi e gli amanti delle speculazioni più oziose.... ). Dunque, purché non si ecceda sconfinando nel campo dell’insulto alle altrui convinzioni ( queste ultime particolarmente “sensibili” se afferenti alla sfera religiosa ), ogni opinione in ambito religioso è ugualmente sostenibile.
Dov’è allora il problema nell’affittare uno spazio pubblico, quale che sia, allo scopo di diffondere un’idea che si ritiene corretta?
Pur facendo la “tara” dell’eccezionale sensibilità cattolica presente in Italia, dovuta a quella che è definibile come una “sovraesposizione mediatica” di questa specifica religione, davvero riesce difficile comprendere razionalmente come un’idea opposta ( espressa per di più in termini assai decisi, ma allo stesso tempo “ironici” ) possa essere sentita come un’insulto, un’offesa d alcun tipo.
Vero è che le idee hanno una forza spesso inaspettata, che cozza contro la loro immaterialità: ”(...) Io sono testimone diretta della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… ( “V For Vendetta” ).
Ma è altrettanto vero che chiunque abbia combattuto le altrui e diverse idee con mezzi diversi dalle proprie convinzioni, ha inevitabilmente disceso una china assai pericolosa: quella che porta all’ottusità, al fanatismo, alla prevaricazione.
Un po’ di riassunto “bibliografico”:
Repubblica.it - Autobus “atei” a Genova
Corriere.it - La replica di Bagnasco
Stay Tuned...
Mr.Frost
Time Machine

Signore e Signori, questo è Google.
Sì, Google. Il “gigante di Mountain View”, IL motore di ricerca, l’entità Internet talmente pervasiva ormai delle nostre vite da essersi meritata un verbo apposta sul vocabolario (to google).
Ai suoi esordi.
Chiaramente, il merito di aver salvato uno screenshot della versione Beta di Google non va al sottoscritto, bensì ad uno dei servizi più utili e “romantici” del Web, la WayBack Machine.
Funzione a mio avviso basilare dell’Internet Archive, la WayBack Machine permette, previo inserimento di un URL qualsiasi, di scorrere le varie versioni di quel sito che si sono succedute nel tempo.
Tanto per rendere l’idea delle dimensioni dell’archivio, inserendo www.google.com come indirizzo, vengono restituite ben 2908 pagine, ciascuna delle quali rappresenta uno “snapshot” del motore di ricerca più utilizzato del web in un suo momento di vita.
.....e qui viene il punto.
Spesso, Internet viene più o meno esplicitamente riconosciuta ed etichettata come un mondo in rapidissimo cambiamento, nel quale poco posto è riservato alla Storia, e prevedibilmente quasi nessuno alla storia (intesa come evoluzione quotidiana, cronaca...).
Si suppone che nessuno abbia interesse a sapere da dove proviene uno qualsiasi dei “flussi di elettroni” che compongono uno dei nostri URL preferiti, ancor meno com’era la “versione beta” di un qualunque, sfolgorante, platinatissimo servizio “cool 2.0”.
Eppure... eppure anche Internet ha bisogno di storia. Ciò che rende interessante (affascinante, entusiasmante, mitico persino) un sito, un marchio, una società, è il fatto di avere una storia.
Quanta parte della “mitologia” di Apple, Google, Facebook, sta nelle loro origini?
Il garage in cui Jobs e Wozniak concepirono il computer “for the rest of us”, il laboratorio universitario nel quale due ragazzi fino a quel momento sconosciuti misero a punto L’algoritmo di ricerca, la giovanissima età di colui che sta tenendo le redini del social network più in voga...fanno sì che nomi, marchi altrimenti astratti e passibili di rimanere solo una goccia nel mare, diventino identificabili da chiunque.
Insomma, il regno del temporaneo, Internet, ha come tutto e tutti bisogno di storia; di sapere da dove si viene, anche un po’ per capire verso dove si stia andando, e come arrivare nel modo migliore dove si vuole.
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Wewishyouamerrychristmas,
wewishyouamerrychristmas,
wewishyouamerrychristmas,
andahappynewyear!!
Buon Anno!
YouTube On the Rock...
E' bello essere smentiti, talvolta...

Notizia di qualche tempo fa, ma non ho quasi mai abbastanza tempo per scrivere quanto vorrei...
La faccia qua sopra (per coloro che non riuscissero a leggere dall’immagine...), è quella del Cardinale Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe.
Il quale ha un account ed un gruppo UFFICIALI su Facebook.
Da qui, ovviamente, il mio titolo ed il mio stupore.
Sì perchè, nella mia modesta esperienza, coloro che “dall’interno” costituiscono una pregevole eccezione al ben noto (e ahimè comprovato nella maggior parte dei casi...) “immobilismo tradizionalista” vaticano, sono per lo più appartenenti al cosiddetto “basso clero”; raramente le innovazioni, per quanto sentite e diffuse nella società cui anche la Chiesa deve fare sempre obbligatoriamente riferimento, pena la perdita della propria raison d’etre, vengono dalle alte sfere. E questo, com’è ovvio, rende ancor più significativo l’evento.
Certo, se proprio era lecito aspettarsi uno “scatto di modernità” da qualcuno, il Cardinale Sepe era il candidato ideale: “organizzatore” del Giubileo 2000, vicinissimo a Papa Giovanni Paolo II, autore, subito prima della cerimonia solenne in Duomo a Napoli per la sua nomina a Cardinale Arcivescovo della città, di una visita pastorale a Scampia, nel cuore del territorio degli scissionisti...insomma, uno con le idee chiare ed una visione ben più ampia del ristretto orizzonte propriamente ecclesiastico.
Ciononostante, ripeto, l’atto mi pare significativo e, perchè no, di buon auspicio...e dunque, prendendo in prestito le parole che lo stesso Cardinale rivolse a Benedetto XVI in visita l’anno scorso: “a Maronna t'accumpagni!”.
Stay tuned...
Mr.Frost
In Memoriam...

...è perchè era uno capace a scrivere ( ‘azz, se era capace... ). E’ perchè aveva l’incredibile capacità, ineguagliata ed ineguagliabile, penso, di parlare di argomenti complicatissimi di cui non ti sarebbe importato di meno, rendendoli non solo perfettamente comprensibili, ma addirittura avvincenti ( ...voglio dire, a quanti di quelli che hanno letto “Congo” interessava il processo di “addestramento” negli studi sui gorilla? via, su, non scherziamo... ). E’ perchè Congo, Sfera, Andromeda, Jurassic Park, Timeline, tutti i romanzi con il suo “gruppo di sfigati con problema enorme creato da altri”, beh, è un piacere leggerli, li identifichi subito: ed allora smetti di leggere (tipicamente dopo 20/30 righe...) ti sistemi bene in poltrona o sul divano, comodo, stacchi il telefono e ti immergi in tutto e per tutto in quel mondo che ti aspetta, gustandone (anche un po’ sadicamente) ogni complicazione, ogni problema apparentemente insormontabile che i suddetti “sfigati” devono necessariamente affrontare, ogni riga, ogni parola...leggera, eppure capace di darti l’assoluta certezza di essere stata scelta con precisione.
(mi viene uno “stream of consciousness” allucinante ogni volta che parlo di lui e dei suoi libri, ma che ci posso fare? se oggi sono un lettore così vorace, parte del merito è sua...)
Ora non c’è più.
Ma come tutti i grandissimi scrittori, ci ha lasciato la parte migliore di sè: i suoi libri. E di questo non gli sarò mai abbastanza grato.
Ciao, Michael.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Today Is The First Day Of The Rest Of Your Life

...e così è “andata”. Era un sogno, un’utopia, un’ipotesi improbabile. Poi si è trasformata in una possibilità, un’eventualità anche se remota, un’opzione che si poteva considerare, con un po’ di azzardo.
Ora è realtà. Realtà che si può toccare, ascoltare, pensare ed esprimere a parole, con termini precisi e definiti.
“Eletto”.
“44° Presidente degli Stati Uniti d’America”.
“Maggioranza schiacciante”.
“Vittoria”.
Ed ora, comincia il bello?
Adesso ci sarà la “luna di miele” con gli elettori?
Francamente, non credo. Questa non è stata una campagna elettorale come le altre, i temi non erano paragonabili ad altri affrontati, per intensità e congiuntura. L’Iraq, l’Afghanistan, Al-Quaeda di fatto “dormiente” ma ( probabilmente) non sconfitta, l’Iran che fa la voce grossa a corrente alternata ( ed il grosso dubbio che rimane è: Ahmadinejad è un “genio” della strategia della tensione, o un semplice pazzo fanatico? ), la Russia che ( e lo ha dimostrato ancora oggi ) ha sempre più voglia e mezzi per tornare ad essere “l’altra” superpotenza.
E questo solo per l’estero.
In patria, Barack Hussein Obama, o “Mr. President”, come dovrà abituarsi a sentirsi chiamare, dovrà fare i conti con ostacoli ben più insidiosi.
Il paese è in recessione, se non “tecnicamente”, certo “di fatto”; l’economia affronta il suo peggior momento dal 1929 ( e già non si contano più le occasioni in cui è stata pronunciata la magica espressione “new deal” ), la produzione ristagna, le banche crollano ( non so voi, ma io al solo sentire le cifre del crack Lehman Brothers, ho ripensato con “nostalgia” allo scandalo Enron...roba da brividi ) e trascinano con sè i risparmi, i sogni e le vite di decine, di centinaia di migliaia di persone; la classe media, spina dorsale dell’America che galoppava economicamente e non solo, è prostrata, sconvolta, sfiduciata e non vede un futuro nè un orizzonte.
Insomma, non c’è tempo. Non c’è tempo per “acclimatarsi”, non c’è tempo per “imparare” ( ahi, quanto si rivelerà utile il vecchio Joe Biden in questa circostanza...), non c’è tempo per i tentativi.
La situazione richiede mano ferma e decisioni pronte; a tutto ciò aggiunto il “debito di sogni” che l’ex senatore dell’Illinois ha contratto (spero per lui, ma ne sono abbastanza convinto, in piena coscienza...) con gli elettori statunitensi: una campagna elettorale a suon di “yes, we can” e di discorsi che incitavano a scegliere la speranza, a non lasciarsi andare alla paura, non passa senza lasciare il segno.
E se la prima e più immediatamente identificabile conseguenza di questo “patto” è per l’appunto la vittoria elettorale, quella “sotterranea” e fondamentale, che dovrà essere misurata sulla lunga distanza, è proprio l’aspettativa che si è venuta a creare negli americani ( e non solo, come già si è visto , in diverse dichiarazioni rilasciate in tutto il mondo) riguardo a ciò che il presidente potrà fare per migliorare la loro vita.
Insomma, come nei migliori casi storici, la corona pesa, e parecchio, sulle tempie del re.
Solo il tempo saprà dire se esse saranno abbastanza salde da reggerla.
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Di buon auspicio, direi, un passaggio del discorso del neo presidente a Chicago dopo l’elezione: “ (...) giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani,
neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi d’America, gay, eterosessuali, disabili e non
disabili: tutti americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo
mai stati un insieme di Stati Rossi e Stati Blu. Noi siamo e sempre saremo gli Stati
Uniti d’America.” . Se questo è l’inizio, c’è una gran bella atmosfera...
P.P.S ( Ritorna il concorso: indovina la citazione del titolo e vinci la bambolina di pezza virtuale...venghino, siori, venghino...
Brand New Day?

Domani si vota. Non qui, ovvio. Ma per il posto in cui si vota, per l’importanza che questo paese riveste nella vita reale ( “l’ultima superpotenza economica e militare” ) e nell’immaginario, soprattutto europeo ( “la più grande democrazia dell’occidente” ), per i sentimenti che esso ispira, siano positivi o negativi, per tutto questo ed altro ancora, beh, è un po’ come se si votasse anche qui.
E quindi aspettiamo e speriamo che “Yes, we can” non sia destinato a rimanere solo un bello slogan elettorale.
Stay Tuned...
Mr.Frost
"Scusate lo sfogo" o "Della telepatia tra grandi autori"


“Cattiva” - Samule Bersani
dall’album “Caramella Smog” - 2003
Ultimamente
sei tu a decidere la strada
Io resto dietro di te
raccolgo i sassi rotondi in una scatola quadrata, ho un passatempo
inutile
Sinceramente da un po’ si vive alla giornata
non posso dire di no
usciamo fuori dal quartiere una volta al mese solo di sabato
ma pensa che coincidenza...
Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finché resta dov’é
toccagli la gamba fagli una domanda
cattiva, spietata
con il foro di entrata, senza visto di uscita
E’ stato lui, io lo so
non credo alla campana degli
innocentisti perchè
anticamente ero io un centurione con la spada e non lo posso
difendere
Mi ricordo quando ci fu Galileo e Giovanna D’Arco
ero presente in piazza,
provavo immenso piacere
mi sentivo bene a vedere come si muore,
sono di un’altra razza
Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finche’ resta dov’é
toccagli la gamba fagli una domanda, ancora
chiedi un autografo all’assassino
chiedigli il poster e l’adesivo
e approfitta finche’ resta dov’è
toccagli la gamba
fagli una domanda
cattiva
spietata
è la mia curiosità impregnata
di pioggia televisiva
comincia un’altra partita....
“Il paese dei testimoni” - Ivano Fossati
dall’album “Musica moderna” - 2008
Cronaca
rosa, cronaca politica, cronaca giudiziaria
Cantico digitale della verità
Charlie Chan del gossip, stai attento
A chi non da nell’occhio, all’ombra
A chi si siede al ristorante proprio accanto
Alla parola di troppo, al testimone universale
Alla calunnia corale
Ricatto, ritratto, potrei testimoniare
Ma non voglio giurare
Sono senza memoria, sono senza vergogna,
Sono senza pudore, sono senza perdono
Sono senza memoria, sono senza vergogna,
Sono senza rigore, sono senza...
Se è il romanzo dei veleni sarà letteratura
Ma se è il nostro futuro, allora è spazzatura
Testimonianza spettacolari, tv che assolve e condanna
Dispensa il perdono come dovrebbe fare Dio
Il solo testimone prudente che sul video non appare mai
Allora siamo in un poliziesco, sarà letteratura
Ma se è questo che ci aspetta, è tutta spazzatura
L’ho visto, l’ho visto, colpevole, colpevole
La faccia del colpevole ce l’ha
L’ho visto, l’ho sentito, l’avevo intuito
Che non era a posto quello là
E l’ho seguito passo passo, fotografato
Poi lei vedeva un tale, ma questa è un’altra storia
Non divaghiamo un ricordo è un ricordo
Un’ombra che si muove
Io ricordo e non ricordo, ma ho fatto delle foto
Così ho le prove
Con precisione non so dir se c’ero davvero
O c’era prima la tv
Ma ho filmato, ascoltato, copiato
Incollato, discusso e divulgato
Sono testimone vedo e non ricordo mai
Però ricatto, ritratto, potrei testimoniare
Ma non voglio rischiare
Sono senza memoria, sono senza vergogna
Sono senza pudore, sono senza
Sono senza perdono, sono senza memoria
Sono senza rigore, sono senza
Se il romanzo dei veleni sarà letteratura
Ma se questo è il futuro allora è spazzatura
Sono senza memoria, sono senza vergogna
Sono senza pudore, sono senza
Sono senza perdono, sono senza memoria
Sono senza vergogna, sono senza
Sono senza memoria, sono senza vergogna
Sono senza pudore, sono senza
Sono senza perdono, sono senza memoria
Sono senza vergogna, sono senza
Cronaca rosa, cronaca politica, cronaca giudiziaria
Cantico digitale della verità
Sono senza memoria, sono senza vergogna
Sono senza pudore, sono senza
Sono senza perdono, sono senza memoria
Sono senza vergogna, sono senza
Siamo tutti senza
Sì che siamo senza
Siamo quasi tutti senza
Il
processo a Perugia, Pietro Maso, il dannato plastico della villetta
di Cogne, il “turismo criminale”, Garlasco, Novi Ligure, la strage
di Erba, “le bestie di Satana” ecc. ecc. ecc.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Due milioni e mezzo...
A volte basta un'immagine...

...che, come si sa, vale più di... eccetera eccetera...
Se è vero come è vero che la comunicazione visuale è decisamente più efficace di quella semplicemente testuale (altrimenti, a che servirebbero gli spot con le varie Hunziker, Marcuzzi, Canalis, i calendari di Max, GQ, Men’s Health e la presenza di Cristina Chiabotto in un programma NOMINALMENTE sportivo? ), allora questo sito svolge una funzione piuttosto utile, a metà com’è tra il ludico e il serissimo...a seconda dell’uso che se ne preferisce fare.
Ed i risultati sono anche, talvolta, esteticamente gradevoli, un certo non so che di avanguardia russa e futurismo...
Ok, sto delirando, la smetto...
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. questa è una “word cloud” su melapenso...interessante la forma, oltre al contenuto...
Long Road To Washington

Breve nota a margine (ma neppure poi tanto) della campagna elettorale americana (sì, è un argomento che mi stimola parecchio, più degli altri anni...).
Durante la puntata odierna di TVTalk (uno dei programmi più belli che la Rai abbia mai prodotto, e che infatti viene mandato in onda il sabato mattina...
...in breve? John McCain comunica con due ore scarse di anticipo sull’inizio della trasmissione che non parteciperà, come invece previsto, alla puntata del David Letterman Show, pluriennale programma eponimo di colui che rappresenta LA TELEVISIONE americana.
La motivazione? semplice, deve correre immediatamente a Washington per altri affari urgenti, tanto urgenti che si sta già imbarcando su un aereo diretto ella capitale federale.
Peccato che poi venga ripreso durante un’intervista dalla CBS, esattamente mentre avrebbe dovuto precipitarsi a Washington D.C....
Inutile dire che l’affronto è stato troppo grosso, anche considerando che proprio al Letterman Show MacCain aveva annunciato ufficialmente la propria candidatura per le primarie/presidenziali.
E così abbiamo potuto (cioè, gli americani e coloro che sono dotati di satellite hanno potuto...) godere dell’ira funesta del buon David in tutto il suo splendore: un’intera puntata di battute al vetriolo, di livello oscillante tra la guerriglia ed il conflitto termonucleare globale (...), che ha toccato l’apice con una battuta assolutamente significativa.
Significativa perché vera, significativa perché ferocissima, significativa perché “buttata lì” in mezzo a decine d’altre, e chi vuole intendere intenda: “(riferendosi al fatto che McCain era sulla strada, cioé in viaggio, verso la Casa Bianca) la strada per la Casa Bianca passa da qui!” ( indicando la poltrona di fronte a sé ).
Sondaggino? Quanti presentatori di talk show italiani avrebbero azzardato, oltre al fuoco di fila del resto della puntata, una dichiarazione così forte?
(Personalmente ritengo che l’unico conduttore “americano” in Italia, quindi capace di lavorare “alla Letterman”, sia Luttazzi...).
E da cosa eventualmente dipende questa diversa impostazione? Differenze storiche e/o culturali? Incapacità dei nostri “anchormen”? Diverso rapporto tra le sfere d’influenza politica e televisiva rispetto a quelle americane (Letterman è uno degli uomini più potenti ed influenti degli Stati Uniti...)?
A voi la palla...
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Ecco la “filmografia”... ...
Live Long And Prosper, Alpha Ritual!

Con colpevole ritardo, riferisco del grandissimo concerto degli Alpha Ritual alla Festa dell’Umidità (che in mancanza di un nome condiviso e foneticamente accettabile, differente perciò dall’orrendo festaunitàdemovraticastiamotuttibenesiamotantoamicievienipuretu di quest’anno, ho deciso che personalmente ribattezzerò così su suggerimento di EvilMax...
Avevo sentito l’ultima volta Mirko e soci all’epoca della serata al Bulldog, quando ancora il nome era quello dei Razorblade, e la trasformazione era solo “in divenire”...
Beh, che dire, dopo averli ascoltati l’altra sera, devo constatare che dalle loro parti
Eh, sì, perché se già Razorblade rappresentavano un bellissimo esempio di tecnica e passione sapientemente mescolati, qua siamo su un altro livello...
L’atmosfera è curata, la personalità del gruppo assai più definita, le “citazioni” si fondono talmente bene con lo spirito dei brani originali del gruppo da sembrarne parte integrante.
Persino le cover, da me tanto amate poiché indice della bravura di una band nella difficilissima arte di “far propria” la lezione dei grandi, persino quelle dopo il processo di “ritualizzazione” (
Come sempre, gli elementi si fondono e s sostengono in armonia: Dany, Enrico e Lorenzo a garantire una parte ritmica incredibilmente varia, ora potente e solenne, ora agressiva e veloce.
Dario e Matteo cuciono sopra questa meravigliosa tela un continuo fraseggio di chitarre, tra di loro, con il resto del gruppo e addirittura spesso e volentieri ammiccando al pubblico (cosa che artisti ben più “navigati” non riescono a fare, ottenendo un minor coinvolgimento degli spettatori...).
Infine Mirko, come sempre bravissimo, oltre che per le ormai accertate doti vocali, anche nel “coordinare” questo insieme di grandi performers, nel trascinare chi sta sotto il palco nel mondo di chi ci sta sopra, mai invadente, mai “primadonna”, sempre con e per il gruppo.
Insomma, a “trasformazione” completata, posso dire con certezza che gli Alpha Ritual non fanno rimpiangere (e come potrebbero?) i gloriosi Razorblade, ed anzi ci garantiscono un futuro “oscuramente luminoso”.
La crisalide si è trasformata in farfalla, signori. Ed ha le ali nere.
Stay Tuned...
Mr.Frost
P.S. Reference dell’ultimo momento... Ovviamente, MySpace ospita anche la pagina degli Alpha Ritual, cui vi consiglio di dare un’occhiata...
Somewhere, Over The Rainbow

Beh, almeno si potrà dire che ci si è provato, che ci si è creduto, che si è fatto (gran parte di) ciò che era possibile.
Da ieri, Barack Obama è ufficialmente il candidato democratico alle Presidenziali U.S.A. 2008.
Quella che pareva essere una pia illusione, un candidato afroamericano alla Casa Bianca, è dunque passata attraverso le prevedibili fasi di “non ce la farà mai”, “non è ancora il momento adatto”, “potrebbe, in teoria”, “è un outsider di lusso, senza reali possibilità”, e attraverso quelle decisamente meno prevedibili del “beh, in fondo, forse...”, “ha le carte in regola”, “può decisamente vincere”.
Intendiamoci, la strada è ancora tutta da percorrere, la parte più dura, almeno...ricordo diverse campagne elettorali made in U.S.A. in cui era parso per lunghi periodi che addirittura ci saremmo trovati Ralph Nader come presidente...e sappiamo tutti com’è andata ogni volta.
Eppure...
Eppure questa volta sembra davvero che ci possa essere una chance, reale, di uscirne più o meno in piedi. La campagna mediatica è stata condotta decisamente molto bene, focalizzata sui temi, sui media e con i tempi giusti, e a detta degli stessi analisti americani superiore, di parecchio, a quelle di ogni altro concorrente, diretto (Clinton su tutti), o dell’altro schieramento (Romney e McCain su tutti, tralasciando il disastro Giuliani...).
L‘immagine è stata prima tratteggiata “a spigoli vivi”: grandi temi, “alto volume”, aria da “zero compromessi” e grandi idee riformiste. Poi si è passati alla fase due: toni ammorbiditi, immagine rassicurante (nonostante la giovane età e la presumibile minore esperienza rispetto agli altri candidati), tutto al fine di dimostrare che il sacro fuoco delle riforme sociali può convivere con la “banalità del potere”, e gli alti ideali con la normale amministrazione di un paese che, realisticamente, non se la passa granché bene.
Passaggi ragionevolmente prevedibili, politicamente opportuni, insomma nulla di sconvolgente: in questa logica si inquadra anche, ovviamente, il ticket Obama-Biden. Un candidato alla vicepresidenza (figura assai più importante nell’ordinamento degli Stati Uniti di quanto possa suggerire il prefisso di “vice” per come è usato dalle nostre parti, in chiave Cencelli..) con 35 anni di militanza al Congresso, notoriamente attestato su posizioni diremmo “centriste”, permette un doppio gioco politico ai Democratici: si corteggia l’elettorato moderato, consentendo allo stesso tempo ad Obama di “volare alto” grazie alla garanzia implicita che il realismo che eventualmente dovesse mancargli, sarà prontamente supplito dal vice.
Allo stesso tempo, il fatto che la convention di “investitura ufficiale” di Denver abbia avuto come momento topico l’espressione di sostegno incondizionato da parte dei Clinton a Obama (dopo che già c’era stata la sponsorizzazione esplicita dei Kennedy...), grida ai quattro venti un unico, chiaro ed inequivocabile messaggio: il partito è unito, la campagna delle primarie con tutte le asprezze e gli “sgambetti” è accantonata (compresa la clamorosa gaffe dello stesso Biden sul “nero pulito e presentabile” ), siamo tutti una grande famiglia e siamo qui per vincere (“Il Paese non può sopportare altri quattro anni di amministrazione repubblicana”...uhmmm, mi pare di averla già sentita questa...).
L’atmosfera, questa volta più che mai, sembra quella giusta: le dichiarazioni di personaggi famosi (ovviamente Democratici ed ovviamente per il 90% neri) suonano ancora più convinte che durante le precedenti campagne, e personalmente, al di là di tutto, fa piacere vedere Forest Whitaker spalancare gli occhi ed un sorriso da bimbo felice, come se ancora non ci credesse del tutto, e dire che c’è un aria nuova, che i tempi cambiano (chissà che ne pensa Bob Dylan?), che davvero si può arrivare in fondo all’impresa.
A chi, come me, ha sperato fino all’ultimo in una coppia di candidati Obama-Clinton (era davvero troppo sperare in un Obama-Kennedy...), resta comunque la “consolazione” di pensare che in fondo la parte più improbabile dell’opera è stata già compiuta, che nessuno all’inizio ci avrebbe seriamente scommesso su, che davvero comunque vada questo E’ GIA’ un cambiamento...e che, questa volta, sembra un po’ più vicino ed un po’ più fattibile che in passato.
Stay Tuned...
Mr.Frost
...è tutto teatro dell'arte...

...è che a volte (spesso, recentemente...) mi ritrovo a ringraziare il destino, la sorte o chi per essi di non essere nato a Napoli, di non sentirmi napoletano.
E non nel senso che quest’affermazione potrebbe assumere se letta nel modo “classico”.
Sono fortunato, vivo nella mia città e la amo alla follia, con tutte le sue magagne, i problemi, ma anche con le opportunità e le qualità che le riconosco da sempre, con quella sua unicità che colpisce chiunque sia disposto a guardarla senza badare ai luoghi comuni e lasciandosi stregare...
E’ di questi giorni l’annuncio da parte dell’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che l’emergenza rifiuti in Campania ed in particolare a Napoli può considerarsi risolta. La crisi nella sua fase più acuta è passata, l’azione dell’esecutivo ha portato entro i (brevissimi) tempi promessi in campagna (Campania?) elettorale i risultati che si attendevano da tempo, tutti sono felici e contenti e la città e il Paese hanno recuperato il loro decoro internazionale.
O no?
A parte i servizi delle televisioni straniere, pronte a lanciarsi sullo scoop della situazione (in effetti indegna di un qualsiasi paese, anche paracivile) allucinante in cui versava il capoluogo campano, poi altrettanto sollecite a dare un eccezionale risalto all’ “impresa” della pulizia...
...a parte la patetica proliferazione di “veline di Governo” (TG4, TG5, Studio Aperto con addirittura uno speciale dal titolo “Napoli, Punto e a capo” su tutti, vero compiuto ed istruttivo esempio di propaganda esasperata...), veline, si diceva, pronte e sollecite nel renderci partecipi delle “magnifiche sorti progressive” di Napoli liberata dalla monnezza...
...a parte i dubbi (che a me paiono seri, concreti e circostanziati...purtroppo per i napoletani) espressi in più e più blog quali DecidiamoInsieme (titolo meraviglioso, peraltro...) e Giornalettismo.com, secondo i quali la situazione non è così linda come la si dipinge...
...a parte tutto questo e decine di altre cose, il sentimento di cui parlavo all’inizio nasce soprattutto dai servizi “di contorno” che in questi giorni ci vengono somministrati.
Sì perchè sembra che di Napoli non si possa parlare senza oscillare drammaticamente tra due poli, il terzo mondo e Pulcinella, entrambi talemente semplicistici ed irreali da risultare quanto di più umiliante riesca ad immaginare per chi alla propria città tiene davvero.
E così ai servizi televisivi (giornalistici mi sembra francamente eccessivo) con “musichetta tristissima del caSo”™ di sottofondo, slow motion e tutto l’armamentario tipico del “dramma incombente”, si affiancano quelli che mostrano gli “indigeni sorridenti” e liberi dall’oppressione della monnezza, supportati dalla tarantella più tipica...
...ed è per questo, penso, coadiuvato dallo spleen che solo i Sigur Ros (Njosnavelin - Nothing Song) sono in grado di evocare, che non mi dispiace in questa circostanza non essere napoletano.
Non mi dispiace perché penso che non resisterei; penso che se facessero una cosa del genere alla mia città, potrei tranquillamente mettermi seduto al centro di piazza DeFerrari, schiarirmi la gola ed urlare; urlare che non si può, non si deve, che non si fa così; che io in quanto cittadino e persona non mi merito di sentirmi perennemente fuori dal mondo reale, intrappolato in un limbo di assurdità permanente, di percezione alterata che ha il sinistro potere di farmi credere che in qualche modo questo sia il mio ineluttabile destino...
E alla fine, conscio di poter fare assai poco per cambiare tutto questo (in virtù degli interessi che giustificano il mantenimento dello status quo fin quando conviene, ed il capovolgimento apparente e comunque strumentale all’occorrenza...), penso che emigrerei; no, forse emigrare non è il termine corretto: scapperei, fuggirei a gambe levate da casa mia, ed è la peggiore condizione che riesco ad immaginare.
Ecco perché egoisticamente, limitatamente, mediocremente, inconsciamente (ma neppure poi tanto), di quando in quando tiro un sospiro di sollievo all’idea di non essere napoletano.
Perché nessuno dovrebbe essere costretto a recitare la propria vita, invece di viverla, per il piacere ed il tornaconto di qualcun altro.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Insulto Per Insulto

Personalmente, lo ammetto, l’ho pensato per anni.
Che uno dei danni maggiori che l’ingresso in politica (se così la si vuol chiamare) di Berlusconi sarebbe stato l’esasperazione dei toni, ed un apparentemente inevitabile quanto assolutamente avvilente appiattirsi dei “concorrenti” sul modello urlato di chi ha portato ad avere peso in Parlamento la Lega (con tutti i personaggi che conosciamo...) e sdoganato gli ex-fascisti di Alleanza Nazionale (finché è esistita).
Ero stato parzialmente (solo parzialmente, purtroppo, ché di “cadute di stile” ne abbiamo viste parecchie) smentito dall’atteggiamento sostanzialmente “differente” tenuto fino ad ora dall’attuale opposizione, la quale pur concedendosi appelli per la difesa della Repubblica “dall’emergenza democratica” (non che certi atti dei governi di centro-destra non fossero indegni di uno stato democratico repubblicano, ma certi “proclami” mi lasciano sempre perplesso sugli effetti, con un grosso rischio boomerang per chi li emette), aveva di fatto tentato, soprattutto con le leadership di Prodi e con il PD di Veltroni ultimo scorso(io), di tenere il dibattito su toni civili, da paese normale insomma (sebbene noi non lo siamo, e questo è evidente da un bel po’, ormai).
Tutto fino all’altro ieri.
Il canovaccio si presentava, almeno ad osservatori profani quali il sottoscritto, già visto e purtroppo lasciava presagire la solita scarsa efficacia pratica...manifestazione di piazza per raccogliere e mostrare il dissenso contro un governo che ancora una volta, pare avere una “strana scala di priorità”...
...eppure, qualcosa di diverso doveva esserci, sottopelle, ed il perché è presto detto: il PD tentenna, non si pronuncia inizialmente, poi decide apertamente di NON aderire alla manifestazione.
Ora, perché lo stesso PD non abbia partecipato ufficialmente a manifestazioni tipo quella “antagonista” al “Family Day”, è fin troppo chiaro: idee e correnti opposte sull’argomento convivono al suo interno in base ad un patto di non belligeranza stile “non facciamoci troppo del male”, e dunque meglio lasciare “libertà di coscienza” (buffo come una posizione assolutamente sensata, visti gli argomenti in ballo, sia frutto di un calcolo di sopravvivenza politca e non della naturale considerazione che sia la più vicina alla logica...).
Ma questa, in fondo, si presentava DAVVERO solo come l’enesima dimostrazione che il Paese “non ama” Berlusconi, anche se una parte consistente di esso continua a votarlo con insistenza appena ne ha l’occasione (potere degli interessi privati? “potenza di fuoco” dell’apparato televisivo-giornalistico? memoria corta? tutte le precedenti?).
E allora perché questo “pudore”? Sarà stato sesto senso, sarà stata esperienza politica maturata, sarà stato qualsiasi cosa, ma il PD questa volta ci ha davvero preso.
Perché pur condividendo le tesi (un po’ meno i modi...) dell’organizzatore principale della manifestazione DiPietro, qua si è veramente toccato il fondo.
Spiace dirlo, perché quando persone di cui si ha una certa stima (personalmente Sabina Guzzanti, certo non Beppe Grillo...) cadono così in basso e dimostrano di preferire i “colpi ad effetto” all’argomentazione che sempre hanno usato, e che in fondo si potrebbe dire li abbia “accreditati” per quei personaggi influenti che sono, beh, la differenza tra tiratore e bersaglio si riduce drammaticamente. (significativa per il livello di “devastazione” raggiunto, l’immediata presa di posizione dello stesso Di Pietro, e ancor di più quella di Furio Colombo, notoriamente mai “morbido” quando si tratta di esprimere le proprie opinioni...).
Posso anche personalmente capire l’esasperazione, dettata in primis dal fatto che sembra che in Italia da oltre deci anni a questa parte gli argomenti logici o sensati abbiano assai poco appeal e nessuna presa, ma perché abbassarsi al livello di un Borghezio qualsiasi?
Quale servizio si pensa di rendere a quello Stato Democratico Repubblicano che si pretende di voler difendere dal degrado, se a quel degrado si contribuisce in maniera così spettacolare?
Forse che non esistono argomenti “civili”, “normali”, in una parola “democratici” per contestare l’operato e le intenzioni di Mr.B?
Non basta far notare che la norma “bloccaprocessi” , il provvedimento che mira ad azzerare l’uso delle intercettazioni, l’articolo “mimetizzato” in un’altra proposta di legge ( ritirato quando “scoperto” ) per evitare lo spostamento DOVUTO di Rete4 su satellite, o ancor più smaccatamente il cosiddetto “Lodo Alfano” sono comparsi o Ricomparsi all’orizzonte in tempi recenti? Che l’esigenza di “salvaguardare” le “più alte cariche dello Stato” dalle azioni della magistratura è PROVVIDENZIALMENTE sentita come impellente solo da quando Berlusconi è presidente del consiglio?
Non basta un articolo freddo, puntuale e spietatamente preciso come quello di Giuseppe D’Avanzo su Repubblica.it dell’altro ieri?
Non basta far notare che Berlusconi, in quanto titolare di concessioni pubbliche, non può ricoprire la carica per cui si è candidato, e in quanto pluriindagato, non avrebbe dovuto candidarsi quantomeno per opportunità e “buon gusto politico”?
Non basta far notare che chi come lui si professa innocente perseguitato ad ogni piè sospinto, dovrebbe avere come unico fino l’ACCELERARE lo svolgimento dei processi, in modo tale che questa sua lampante inocenza risulti chiara a chiunque, incontestabilemente, invece che trascinarsi nel dubbio?
Non basta far notare che a provvedimenti che definire populisti è poco (“l’elemosina” dela card prepagata di 400€ ANNUI ai pensionati minimi, perlatro solo a circa un quinto di coloro che sono ufficialmente sotto la soglia di povertà; l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, che sottrae risorse agli Enti Locali, e prevedibilmente costringerà questi ultimi ad allocare meno risorse ai servizi al cittadino; i provvedimenti “tolleranza zero” contro i ROM, il tira e molla di Bertolaso sulla spazzatura, di cui peraltro si parla ASSAI meno che prima delle elezioni...) si “alternano” pericolosamente proposte di legge che hanno un unico obiettivo sottotraccia abbastanza evidente, o che tale dovrebbe essere visto che con Berlusconi ci “conviviamo” da 14 anni ormai...
Non basta far notare che non esiste probabilmente nulla di più scorretto in termini di rapporti tra le istituzioni ed i poteri democratici, che bollare come “fascisti” e “sovversivi” (solo a titolo di esempio, l’elenco completo dovrebbe essere assai più lungo) l’opposizione e la magistratura?
Non basta far notare tutto ciò?
Forse no, in termini di risultato politico, poiché sono cose note da anni e pare non scalfiscano minimamente le idee di chi continua a votare per Forza Italia/Popolo Dele Libertà, ma è più che sufficiente per poter dire di aver fatto la propria opera di “vigilanza democratica”.
Che di questi tempi, pare essere il massimo risultato ottenibile.
Speriamo che Obama vinca le presidenzali USA, ma se dovesse perdere, un appello: “Barack, vitto e aloggio li offro io, vieni a farti un giro da ‘ste parti? Perchè, per ora, sembra proprio che WE CAN’T... ”.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Stop, Rewind & Play

L’avrò visto...chessò, 4? 5 volte?
Eppure ogni volta è più bello...ogni volta mi sorprendo a notare nuovi dettagli, particolari che prima mi erano sfuggiti, persi nel fiume di una narrazione perfetta; un meccanismo ad orologeria che dissemina, come solo i capolavori sanno fare, indizi e “trame” ovunque, per poi raccogliere tutti i fili e svelare il disegno solo in un finale al cardiopalma, un’unica ininterrotta accelerazione da caduta libera lunga almeno 4 puntate...
Sì, decisamente, come i due film omonimi, Ghost In The Shell - Stand Alone Complex è una gioia per gli occhi e le cellule cerebrali...
Consigliatissimo a chiunque sia pronto a scoprire che i grandi film non hanno più bisogno di essere realizzati obbligatoriamente “nel modo classico”, e che le grandi storie prescindono dalla (pur splendida in questo caso) forma in cui sono realizzate.
Ora vado a rivedermi i due film...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Disagi & Disagi

Si è pronunciata spesso la parola “disagio”, in questi anni. Spesso associata semiautomaticamente alle parole “giovani”, “gioventù”, “ragazzi” e affini.
Ora, in virtù di questo capzioso martellamento mediatico (ché mai nessuno mi convincerà che esista un martellamento mediatico privo di secondi e terzi e quarti fini, dunque capzioso...), siamo familiari alle “manifestazioni” di questo disagio: violenza, consumo di droga, depressione, bullismo...ogni atteggiamento “degenere” ci viene sistematicamente e ciclicamente propinato come “figlio” di questo onnipresente disagio...
Alla collezione sembra aggiungersi a pieno titolo l’inquietante aumento del numero di suicidi in un paesino gallese, Bridgend, che ha visto negli ultimi 18 mesi ben 22 giovani tra i 15 ed i 27 anni (cribbio, da ieri non faccio più parte dei “giovani”, neppure secondo le discutibili definizioni allargate dei media...) togliersi la vita.
A parte i folcloristici soprannomi, dati più che altro per ampliare l’effetto mediatico del fenomeno, tipo “Death Town” (che sembra più il titolo di un album degli Avenged Sevenfold, che un terribile marchio di morte e disperazione...), le coincidenze, ché fino a prova contraria di ciò si tratta, sono quantomeno singolari.
Non che non ci siano casi, diciamo così, illustri di “suicidi di massa concordati”: il Giappone ne ha conosciuti parecchi, ed è una “pratica” tristemente diffusa tra gli adolescenti del Sol Levante, facilitata ed “amplificata” nei suoi efetti dalla capillare diffusione di Internet, che tramite social network consente “coordinamenti” a grande distanza, anche da un estremo all’altro del paese.
Senza contare quelli conseguenza dell’adesione a qualche setta millenaristica, che come tutte le buone sette di tal genere, possedendo la verità rivelata, preferisce anziché diffonderla che i propri adepti si ammazzino in massa tipo Lemmings (i roditori, non il gioco...).
Il fatto interessante è che, nel caso di Bridgend, almeno qualcuno si è UFFICIALMENTE chiesto se per caso il tutto non fosse stato gonfiato dai media alla ricerca dello scoop di più classico tipo, quello morboso.
Il finto fenomeno, montato come panna dai quotidiani, avrebbe dunque attirato e spinto all’emulazione anche chi magari era solo un po’ debole di volontà, ed avrebbe portato a ravvisare in episodi separati e solo casualmente vicini nel tempo, legami misteriosi ed oscuri.
Ovviamente, l’inchiesta ha avuto esito negativo, ma ritego che il porsi il problema sia già un passo avanti; non voler considerare, in quella che viene definita costantemente “società dell’informazione”, il peso e l’influenza dei media sulla vita delle persone, sa di atteggiamento che oscilla tra la miopia profonda e la malafede...
Passando ad un altro tipo (tutt’altro tipo?) di “disagio”: a Gloucester, una cittadina del Massachusetts vicino a Salem (sì, proprio la Salem delle “streghe”...), si è verificato quello che pare essere un primo ed unico caso (questo sì...) di “gravidanza minorile singola volontaria”.
Diciassette ragazze tra 15 e 16 anni pare abbiano stipulato un vero e proprio “patto” tra di loro per rimanere incinte.
Le ipotesi, esclusa quella della “suggestione demoniaca” (oddìo, visto il posto, sono più che sicuro che qualcuno avrà formulato anche quella...), sono parecchie: movimento spontaneo “antiabortista” (i movimenti “antiabortisti ufficiali” hanno già eletto il fenomeno, le ragazze protagoniste e tutto il resto a “spot per la vita”, che è come dire spot per se stessi), protesta contro il martellamento (un altro, che combinazione, eh?) di campagne per la castità, notevolmente aumentate in numero e “virulenza” sotto la doppia presidenza Bush, fenomeno di emulazione (c’è chi ha tirato i ballo recenti film di buon successo come “Juno”, dimenticandosi però che lì la scelta di non abortire era successiva ad una gravidanza indesiderata...).
Insomma, facendo il paio con l’isteria prevedibile del “puritanisssimo” New England, un’altra forma si sta diffondendo: quella di psicologi, sociologi ed “esperti”, che come sempre non si raccapezzano di fronte al fallimento totale di quella che si presentava come l’ennesima “strategia definitiva” per la vittoria della morale sulla carne...
L’allarme ora prende forma di soluzioni di riparo, come una maggiore educazione sessuale e psicologica dei giovani, distribuzione gratuita di anticoncezionali nelle scuole, e spiegazione di quali conseguenze possa avere la maternità (o la paternità, ma di questo non si parla nello specifico) a quest’età, soprattutto se “singola”: prodromo sicuro di vita grama per genitori e figli, e tra le prime cause di povertà nel paese...
Insomma, lati diversi dello stesso “disagio”? Gravità diversa dei fenomeni? Forse quello di Gloucester è considerabile meno distruttivo? E perché?
Quale motivo abbiamo per fare una “classifica” di queste manifestazioni? E quale senso ha, se non quello di ridurre a schegge impazzite ed incontrollabili i fenomeni stessi e chi li rappresenta, in modo tale da poterci convicere che no, non è stata disattenzione, non si è trattato di mancanza di rapporto con quest ragazzi, di incapacità di “prevedere” tutto ciò...è semplicemente qualcosa di imprevedibile, di talmente alieno che nessuno, quindi nemmeno noi, avrebbe potuto fare niente prima della deflagrazione.
Ma è davvero così?
Stay Tuned...
Mr.Frost
Uno, Due Tre.....Revival!
Se sei sulla trentina
....ti scenderà qualche lacrima dagli occhi.
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a
una
generazione,quella di noi, quelli che vedono la casa acquistata
allora dai
nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno
la propria
fino ai 60 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
luna,non
abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum
per l'aborto
e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia
'90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo
ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di
quanto sapranno
mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però
ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto
tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
tutto, e
nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le
biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella,
e allo stesso
tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai
parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa
di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu
con bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di
marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e
non Halloween,
quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la
Maturità e i
pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto
sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills
(ti
piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che
delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli
di
Georgie,abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato
con Cristina
D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la
droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come
Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se
non avessimo
vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il
muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria
nella Stanza
Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della
nostra
generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan,
Iraq,ecc.); abbiamo
gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene
cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di
chiunque altro,abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e
credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di
Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e
Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca
Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
Bubba erano
male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di
zucchero come
resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci
puoi
giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego
a forma di
mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì
Ayuara,
l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man,
Lamù,Creamy, Kiss Me
Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la
casa di Barbie
di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine
vanno insieme.La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82,
e che ci
viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia
di quest'anno
è la favorita...
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza
15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora
vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
senza
air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome
da classe
turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali
con chiusure a
prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o
i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle
penitenze era
bestiale.
Non c'erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in
una cartella
che raramente aveva glispallacci imbottiti, e tanto meno le
rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi ,al limite
uno era
grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai
infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre
madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi,dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce
la spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto;
bevevamo
l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non
imbottigliata, che
bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere
e giocando al
gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat
dicendo
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità
e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!
Siamo i migliori...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Non di sola HD vivrà l'uomo...
Questo articolo spalanca un bel tunnel spazio-temporale direttamente dal nostro cervello malato di quasi trentenni (per chi lo è...) ai magnifici anni ‘80 dei videogames...
...in pratica, il grande popolo giapponese, che per sopravvivere compensando il ritmo di lavoro alienante, lascia libero sfogo ai deliri più allucinanti (mi sono bastate due settimane di tv giapponese per capire che NON E’ un luogo comune...
Il simpatico omino in foto

si cimenta infatti con alcune pietre miliari della storia dei videogames, note anche (in alcuni casi soprattutto) per la loro allucinante difficoltà...non avete mai visto il finale di Ghosts ‘N’ Goblins? Vi siete sempre domandati come fosse la vita dopo l’ultimo terrificante superboss di MegaMan2?
Nessun problema, Shinya Arino, l’attore comico protagonista semiassoluto (beh, ci sono anche i giochi...giusto?) della rubrica “Retro Games Master”, vi toglierà questi ed altri sfizi...
La trasmissione è in onda solo in Giappone, e si parla di un suo “tentativo di lancio” negli Stati Uniti, con una prima proiezione di due “puntate pilota” al 7° New York Asian Film Festival, commentate e sottotitolate in Inglese...ci voranno eoni prima che, eventualmente, qualche anima pia di un canale italiano (sarei pronto a scommettere COMUNQUE satellitare) pensi anche solo vagamente a portarcelo in casa...
...ma tant’è, San youTube ci viene in soccorso ancora una volta: digitando Shinya Arino o Game Center CX (nome della trasmissione giapponese “contenitore” di Arino’s Challenge/Retro Games Master), avremo un po’ di soddisfazione, almeno visiva...(mica saprete tutti il giapponese, vero?)
Che la lacrimuccia scorra...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Brilliant Disguise...

Un articolo su Wired.com, sito che consiglio a tutti di inserire tra i preferiti, poiché costituisce una delle letture più piacevoli che il grande mare del Web possa offrire, ci svela l’innominabile e l’impensabile soglia raggiunta nella dubbia arte del modding...
...applicato ad un iPod Touch!
In pratica, il pregiatissimo
Ora, consumare un doppio sacrilegio del genere è davvero un’impresa, pari ad un doppio carpiato incrociato all’indietro Smazzovski (molto fantozziana, ‘sta cosa...)...
Perchè doppio sacrilegio?
Per giusto un paio di motivi:
- nascondere una linea esteticamente perfetta come quella del Touch è un delitto...voglio dire, in un mondo di Zune e Creative e altri cosi URENDI, perchè nascondere proprio un Touch? Perchè si ha qualche fisima sul presunto scarso fascino dello stesso come eBook Reader? Beh, sveglia, ciccio redattore...NON E’ L’IPOD COME READER “ANTIROMANTICO”....E’ PROPRIO L’EBOOK AD ESSERE “ANTIROMANTICO”!!
Se vuoi avere un libro e le sensazioni impagabili che solo un buon libro sa offrire, compratelo! Di carta...
- profanazione di Moleskine: pena minima tredicimila anni... ... ...SENZA CONDIZIONALE! No, dico, una Moleskina! Il taccuino più geniale che sia mai stato inventato, l’agenda cartacea nella sua forma più pura, l’idea platonica di annotazione... Scandaloso...
Comunque, l’articoli è divertente e ben scritto, e merita un’occhiata...basta che lo spirito di emulazione non prenda il sopravvento...
P.S. Continua il giochino “citazionista” dei titoli...bambolina di pezza virtuale New Edition in palio...
Pink-Toy-256x256
Stay Tuned...
Mr.Frost
Cambio d'armadio...
Addicted to bass...ehm, to blog... 
Created by OnePlusYou - Free Dating Sites
...oddio, c'è pure chi ha fatto e farò molto peggio, come il pregiato estensore di Tuttofinto da cui ho tratto il link per questo meravigliosamente autoironico test, ma tant'è...
P.S. Casomai qualcuno malato come il sottoscritto si chiedesse da dove viene il titolo del post... studiate!
Stay Tuned...
Mr.Frost
Nomade di nuovo...

Dopo una lunga (vabbè, a me sembrava lunga, OK?!?!
Jubilate gentes! ("chissenefrega" NON E' un'espressione di giubilo...)
Comunque, dopo cinque anni di onoratissimo servizio, il mio adorato iBook ha tirato le cuoia ed è andato nel paradiso delle schede grafiche...
....il re è morto, viva il re... ed ecco il sostituto:

MacBookPro Core2Duo, 2.4 Ghz, ed un mucchio di altri dati inutili, poichè la cosa veramente importante è una sola:
va come una palla da schioppo!
Dunque, d'ora in poi, questo sarà il porto sicuro dei miei deliri...recensione a stretto giro...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Local Goes Global, Again...

...no, perchè poi altrimenti i luoghi comuni prendono il sopravvento...e non è mai una cosa bella, tanto meno utile.
Vivo felicemente in una città accusata troppe volte di essere chiusa, diffidente, poco aperta alle novità o incapace di sfruttarle a dovere...ebbene, fa piacere ogni tanto una così clamorosa smentita:
Questo è il sito internet della Città di Genova...e fin qui nulla di strano, poichè anche il salumiere sotto casa ormai ne possiede uno, ed il sottoscritto è la dimostrazione lampante di ciò...
...il bello è che questo, invece, è il canale youtube ufficiale del comune... ecco, giusto per precisare, se digitate "Rome " nel campo di ricerca canali di Youtube, non esce una cippa...e alla voce "Milan", troverete solo le imprese di Baresi e soci...
Quindi, onore al merito di una città che lavora nel silenzio (e neanche tanto, recentemente: avete notato quanti film e video, musicali e non, "sfruttano" Genova come palcoscenico? Solo per citarne qualcuno, il singolo di lancio dell'ultimo album dei Negramaro, salentini, il bellissimo e amarissimo "Giorni e Nuvole" e "Uno su due" con Fabio Volo...evidentemente, l'agenzia per la promozione dell'immagine urbana ha fatto un gran bel lavoro, bravi!) per migliorarsi, rendersi attrattiva nei confronti dei turisti e vivibile per i residenti, pur con molta strada da fare....
Speriamo sia un "trend" continuo...
P.S. GRAZIE 1.000.000 di volte a Evilmax per l'uso di questa SUA fantastica foto...spero sempre in una prossima sezione fotografica insieme, amico...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Il "network" si estende...
Ghost Without The Shell....
E torniamo con un altro "caso Leopardo" (vedi qua per chiarimenti...), ma questa volta su scala globale.
Gira in rete un filmato, spacciato ovviamente per un "real security footage", che mostra una serie di quattro telecamere (presunte di sicurezza, appunto).
In una delle quattro, piazzata all'interno di un ascensore, si può vedere un simpatico siparietto tra due tizi dai lineamenti evidentemente orientali, che chiacchierano amabilmente, "seguiti" al momento della loro uscita dall'ascensore da quello che sembra essere un fantasma.
Ecco, appunto: dopo che avete finito di ridere, possiamo andare avanti....
...no, prendetevela pure con comodo, è successo anche a me...
Comunque, il video è carino, di buona fattura tecnica (anche se i soliti, devastanti iperespertisotuttoioamenonmifregate che commentano YouTube hanno già fatto a gara a trovar le magagne, qualcuno addirittura si è detto "non convinto dal framerate, inadatto ad una vera telecamera di sorveglianza"....seee, vabbè...ma godetevi la vita...) e se si sta al gioco decisamente apprezzabile...
Il link al termine del filmato stesso fornisce chiarimenti per "svelare il mistero".
Si tratterebbe infatti di un video "promozionale" di una società di collocamento, la GMP Group (dall'altisonante motto di "Shaping destinies"), incentrato a loro dire sui "pericoli derivanti dal lavorare fino a notte fonda".
Al di là del fatto che io, e penso parecchia altra gente, avrebbe preferito continuare a crogiolarsi per un altro po' nel gioco di credere davvero all'esistenza di questa terrificante vecchietta fantasma, non si può non apprezzare l'ingegnosità nello sfruttare quello che è il media principe della comunicazione virale, e non solo, dei nostri giorni.
Youtube sta diventando sempre più "terra di conquista" per sperimentatori visivi e di marketing d'ogni genere, e questo contribuirà, se siamo fortunati, ad alzarne parecchio il livello medio, almeno tecnicamente.
Stay Tuned...
Mr.Frost
L'uomo nero e l'uomo cattivo...

Puntata di Annozero assolutamente memorabile, personalmente non vedevo una trasmissione di Santoro così bella dai tempi di Samarcanda... (nostalgia).
Ospite, tra gli altri, Donna Assunta Almirante, chiamata forse a rappresentare un'epoca ed un modo di essere fascisti diverso (ammesso che ci possano essere modi diversi di essere fascisti, cosa di cui personalmente dubito parecchio...) da quello, vero o presunto, dei cinque indagati per il pestaggio e l'omicidio di Nicola Tommasoli.
Forse chiamata a rappresentare un auspicato stupore da parte di chi porta un nome che rappresenta, nel senso comune, una certa "civiltà fascista" di fondo, un rispetto di valori fondamentali condivisi al di là dell'appartenenza politica.
E Donna Assunta, in parte, non delude: racconta aneddoti sul marito, tra il patetico e il didascalico, con l'intento palese di definire oltre ogni dubbio la sua appartenenza al "popolo", condanna come "criminali", "balordi" ed "esibizionisti" i cinque ed auspica che vengano "puniti"...
...ma scuote la testa quando Titti De Simone, fondatrice di Arcilesbica e ospite anch'ella in studio, evidenzia il collegamento che appare sotto il naso di chiunque consideri questa storia nel suo complesso: il legame tra i cinque aggressori ed un "humus" (chiamarla "cultura" mi fa schifo assai...) di destra estrema che a Verona è ben radicato e presente da molti anni.
In una città il cui sindaco partecipa ad una manifestazione organizzata dalla Fiamma Tricolore, da Forza Nuova e dal Fronte Veneto Skinheads, in cui un membro della giunta comunale ha fama di negazionista e "picchiatore", l'atmosfera che si respira è facilmente intuibile.
Non pensiamo che a Verona si viva nel terrore se non si è di estrema destra, o che si stia preparando il sorgere del Quarto Reich...sarebbe fare un torto della peggior specie, un torto di generalizzazione (di tutta l'erba un fascio, ironicamente...).
Ma come si fa a dire, come il Vescovo di Verona, che è certo che i cinque aggressori non volessero uccidere Nicola?
Come si fa a dire, come Assunta Almirante, che l'aria di Verona è quella che si respira in "tutte le città d'Italia"?
Come si fa a dire che "i ragazzi vanno in giro incappucciati e la legge se la fanno rispettare loro"? che ci sarebbe da "rimandarli (gli immigrati) a casa loro che non camminano", come raccolto tra alcuni ragazzi veronesi?
Intanto, a questo punto siamo arrivati...
P.S. Interessante articolo di Repubblica sulla "pancia" della città e sulle sue reazioni (parziali) a quanto accaduto...
Stay Tuned...
Mr.Frost
foto: Repubblica.it
Citazione...

Dal solito, grandissimo libro di Bruce Sterling, come sempre autore di una lucida analisi di quello che ci circonda, e uno pochi "futurologi" degni di tale nome:
"Nulla ci lascia supporre che il ventunesimo secolo sia intrinsecamente più razionale o meno assetato di sangue del diciannovesimo o del ventesimo secolo e, per un mondo globale fondato su un prospero mercato, una grande depressione economica verrebbe a significare la disillusione definitiva.
Il bizzarro inizierebbe la sua scalata al potere, torce alla mano"
da B.Sterling, "Tomorrow Now" 2008
Aiuto.
Stay Tuned...
P.S. Un consiglio da amico: leggete questo libro. Era da molto tempo che non trovavo 240 pagine di saggio così chiare, acute e ben scritte...
"Dimostrazione" di torture a "Le Iene"

...e comunque è sempre bello sapere che siamo anche noi "professionisti". Capisco la scelta di mandare in onda il servizio ad un'ora tarda, per rispetto alla famigerata "fascia protetta" (regolarmente poi trasformata in fascia pro-tetta, come giustamente fa notare a più riprese Blob...), ma la notizia, pur in toni adatti a differenti tipi di ascoltatori, meriterebbe maggior diffusione...
Tutto nasce dallo status di "de-secretazione" del manuale "Kubark" della C.I.A., in pratica lo "Human Resources Exploitation Manual", datato 1983, che funge (fungeva?) da manuale di addestramento teorico sugli "interrogatori" (tortura).
Il noto programma di Italia1 ha quindi avuto (e sfruttato a mio avviso benissimo...) l'occasione di far subire ad un suo inviato una "dimostrazione pratica" dei suddetti metodi di interrogatorio, ad opera di uno "specialista" delle NOSTRE forze armate, ovviamente mantenuto nel più stretto anonimato...
Il risultato è stato abbastanza scioccante, oltre che per i metodi in se', anche per la sensazione che da un certo punto in avanti l' "esperto" avesse un po' perso di vista la prospettiva "simulatoria" del tutto.
Un po' di materiale in merito è facilmente reperibile tramite Google; consiglio soprattutto la lettura del Capitolo IX, intitolato "Coercive Counterintelligence Interrogation of Resistant Sources". Il "Kubark" intero, versione dell'83, è altrettanto rintracciabile in rete...
Lettura istruttiva, non fosse altro per provare a "mettere a fuoco" un po' meglio i limiti (volutamente) sfocatissimi dell'argomento.
Senza Vergogna (e con molto tempo libero...)

Per la serie...notizie così ridicole che c'è quasi da crederci...
Chuck Norris ha fatto causa alla casa editrice Penguin, che ha pubblicato il libro:
«La verità su Chuck Norris: 400 fatti sul più grande essere umano del mondo»
Le accuse? Il libro diffama il signor Norris, spacciando per fatti ( a partire dal titolo, sostiene l'assurda tesi...) assunti falsi e, così vengono definiti, talora "razzisti".
Certo.
Come no.
Il libro (come troppo spesso accade di recente in editoria, aggiungerei), altro non è se non la trasposizione in forma cartacea dei cosiddetti "Chuck Norris facts", aneddoti e frasi assurde creati con l'unico scopo di prendere in giro e "desacralizzare" l'immagine di duro e macho che l'attore americano ha costruito su di sè...
il punto è: visto che la media delle frasi (rese note in Italia anche dal "megafono" dello Zoo di 105) è circa questa "I fermenti lattici nello yogurt di Chuck Norris sono tutti morti", vien da chiedersi come mai si possa pensare che solo perchè il libro strilla dalla sua copertina TRUTH, la gente non si metta a ridere a crepapelle dalla prima riga...
Ma, come ipotizzato dal titolo del post, forse è solo un passatempo del, suppongo costosissimo, studio legale del signor Norris per alleviare la noia del Natale, quando tutti sono più buoni ed evidentemente meno propensi a farsi causa (see, come no...).
Comunque, rimaniamo con questo interrogativo angosciante (yawn...
I Re Magi seguivano la cometa. La cometa tentava di inseguire Chuck Norris. Invano.
Buon Natale!
Stay Tuned...
Dall'altra parte del mondo...

Come promesso (e avrei voluto vedere che si fosse azzardato...
"La mattina della partenza (ore 5 del 9/11!!) mi sembra già di essere reduce dal fuso orario! Difficile articolare parole, impossibile connettere il cervello! Fortunatamente ho avuto l'accortezza di preparare la mia valigia la sera prima, almeno non corro il rischio di dimenticare nulla (a parte i biglietti da visita che avevo fatto preparare apposta per questa occasione, ma vabbè....). Altro fattore a mio favore: l'aeroporto di Genova è piccolo: nessun rischio di sbagliare strada! Il volo da Genova a Roma parte in orario perfetto; l'unico inconveniente riguarda il mio bagaglio. Al check-in mi dicono che è meglio che lo recuperi a Roma perchè non sono sicuri che arrivi a Melbourne direttamente da Genova. Quindi a Roma mi tocca fare un secondo check-in, che comunque non mi causa troppe attese: sono il primo ad arrivare! L'attesa per il volo di Hong Kong è invece lunga: sono ansioso di prendere il volo, Ë il mio primo viaggio verso l'altra parte del mondo e brucio dalla voglia di arrivare. Da non immaginare quindi la mia impazienza sul volo: circondato da cinesi che si abbuffano di noodles per me dall'aspetto vomitevole cerco invano di chiudere gli occhi. Per fortuna un paio di ore riesco a dormicchiare. Tra un pisolino e l'altro getto una occhiata dal finestrino, riuscendo anche a vedere le luci di Teheran (che strana rotta per andare ad Hong Kong!). Ad Hong Kong mi trovo in pieno mattino (mentre a Genova ci si prepara al venerdì sera nei vicoli!): insomma per me ricomincia la giornata dall'inizio! Con mio sommo stupore non mi sento per niente stanco, anzi il fatto di fare colazione lo trovo normalissimo a quell'ora! Giunto sul volo per Melbourne, però, non faccio tempo a vedere l'inizio del film dei Simpson che sprofondo in coma. Quello stato deve essere durato circa un'oretta: poi l'arrivo del pranzo (inqualificabile) mi strappa al mondo dei sogni. Tra me e me penso che avrebbero fatto meglio a lasciarmi dormire per farmi mangiare quella roba: era una specie di pollo annegato in una salsa che a sua volta deve essere annegata nel tabasco. La assaggio appena. La fame manca totalmente! La vera tortura deve però ancora arrivare: le pratiche burocratiche all'aeroporto di Melbourne per i sozzoni che arrivano oltre oceano! Non capisco una sola parola di ciò che mi dicono (eppure l'inglese lo parlo caspita): mi sforzo, tendo l'orecchio, chiedo di ripetere...nulla...nemmeno l'articolo "the" riesco a captare: possibile?? Ad ogni modo alla fine riesco a comunicare. Dopo un'ora spesa a recuperare il bagaglio, mostrare una dozzina di volte il passaporto (e i muffin fatti dalla mia ragazza(!): il divieto di importare cibo rischiava di colpire anche quei teneri dolciumi!) mi divincolo dall'aeroporto, non prima di avere letto la seguente pubblicità che comincia con la frase: "before you shoot thru": shoot che??? ma come parlano (e scrivono) qui?? Solo ora capisco il significato di quella espressione, fate voi! Fortunatamente il conducente del mio taxi era indiano, anche se il suo accento mi riesce difficile e anche sgradevole lo capisco e riesco a parlare decentemente! Una volta in albergo mi sento come se fossi stato preso a pugni per una giornata intera da Tyson: ho però ancora la forza di fare una doccia, e chiamare a casa grazie alla connessione (a pagamento) dell'hotel. NON mi importa del costo: voglio avere un contatto con la famiglia!
La prima notte procede bene, anche se mi sveglio alle 8 del mattino e non c'è verso di riprendere sonno: troppa fame! Dopo una colazione abbondantissima, decido di spendere la domenica a visitare sommariamente la cose piu interessanti. Per una panoramica della città mi faccio un giro alla Rialto Tower. La città dall'alto non presenta un aspetto bellissimo. Grattacieli e palazzi moderni giocano un ruolo fondamentale. Vedo alcune aree verdi, dei parchi, poi una piazza decorata dall'architettura moderna: decido che devo vedere da vicino quell'orrore! Ed in effetti è un orrore. L'unica cosa bella è la gente che si riunisce li e mangia, beve, scherza, ma non guarda. Provo con un giro in barca, ma di nuovo ai miei occhi si presentano costruzioni moderne e contrasti cui non sono abituato che non mi piacciono. Insomma la prima impressione della città non è ottima, aggravata anche dalla presenza di centinaia di mosche che a differenza delle nostre aggrediscono e non ti lasciano in pace un momento. UN vero incubo camminare. Dopo un magro pranzo mi dirigo in una zona diversa della città, popolata da gente di ogni dove: tantissimi gli orientali, tanti anche i matti! Un tizio armato di microfono arringa la folla sui problemi del nucleare e la folla decide di partecipare allo show. Questo aspetto mi piace, insieme alla moltitudine delle persone che affollano le strade senza però dare l'impressione di una città invivibile.
Alle 6 del pomeriggio mi ricordo che ho il primo atto della conferenza: l'aperitivo di introduzione (meglio detto welcome party, tanto per fare i fighi!). Qui conosco un po i partecipanti della conferenza: ho modo di salutare gente che avevo conosciuto 2 anni fa a Salerno alla medesima conferenza, soprattutto Markus, uno svizzero molto intelligente e simpatico, che mi diventa ancora più simpatico quando mi dice che il mio inglese è notevolmente migliorato. Ero agitato per questo party, temevo di non riuscire a parlare con nessuno, un po' come è successo alla precedente conferenza ad Helsinki, dove ognuno aveva il suo gruppo di persone note e gli estranei non venivano considerati!
I successivi tre giorni prevedono conferenza a tutto spiano: la mia presentazione è programmata per mercoledÏ, ovvero l'ultimo giorno della conferenza. Ho tempo quindi di conoscere altre persone e di integrarmi alla perfezione. La conferenza si rivela un successo, ogni presentazione è interessantissima e la multidisciplinarietà aiuta a mantenere sempre viva l'attenzione! Lunedì sera il programma sociale offre la gita per vedere i pinguini. Alle 6 del pomeriggio ci imbarchiamo sul traghetto e ho subito una gran botta di culo. Pago il mio biglietto con carta di credito e mi vengono addebitati solo 77 centesimi di dollaro invece che 77 dollari! Bah, che misteri! La cosa buffa è che non mi accorgo subito del fatto, ma un paio di giorni più tardi quando scopro invece che la mia carta è stata bloccata. Allarmato telefono al centro clienti, dove mi spiegano che si è attivato un meccanismo di sicurezza automatico: probabilmente pagamenti troppo bassi seguiti da pagamenti alti (il conto dell'albergo per esempio) sono un po' sospetti! Comunque siccome io confermo i pagamenti fatti, la carta riprende vita
Martedì il programma sociale offre la cena: noiosetta la prima parte, un po' più vivace la seconda quando la maggior parte del gruppo va a casa e rimangono solo i più ubriachi. Nonostante io non abbia bevuto nulla, mi aggrego a loro!
GiovedÏ comincia con un piccolo giallo: decido di dormire un po di più ma il telefono squilla alle 7 del mattino! Mi risponde una voce che mi chiede: "Quercini? Why you are not in the Ballroom?" (La ballroom è la sala dell'albergo dove si è tenuta la conferenza). Io gli rispondo assonnato: "Why should I be in the ballroom?" (trattengo il "fuck" a stento) e lui: "there is your bus ticket waiting for you" e io "to the airport?" e lui sorpreso: "to the airport??" a quel punto capisco. Era uno degli organizzatori che mi invitava a prendere parte alla great ocean road, una delle gite classiche a melbroune, per cui avevo già pagato il biglietto. Sfortunatamente non pensavo che questa gita sarebbe stata organizzata il giovedÏ, a conferenza finita, e io mi ero già organizzato per andare a Sydney. Allora gli spiego la situazione e lui se ne sta! La mattina la dedico ad un ultimo giro per Melbourne, prendendomi del tempo per visitare la cattedrale di San Patrick: splendida, in una parola, gotica!
Il pomeriggio volo a Sydney: soliti problemi all'aeroporto con l'inglese a parte, il volo è un lampo! L'albergo a Sydney è meno bello di quello di Melbourne, ma comunque confortevole. Ormai è tardi per andare all'università, vado a mangiare una pizza (da buon italiano) e mi metto a letto!
L'indomani devo recarmi all'università: fortunatamente non è distante, ci arrivo agevolmente e lì trovo il mio amico Anton, un ucraino che si è fatto il dottorato a Sydney! Con lui mi trovo subito bene, mi da una chiave per entrare in un ufficio e mi fa incontrare con il suo professore. La giornata passa lì dentro, parlando del seminario che dovrò tenere e del progetto europeo che vogliamo fare insieme. Temevo molto questo incontro: sul progetto europeo avevo idee confuse e non sapevo molto come muovermi. Per fortuna me la sono cavata egregiamente. Finalmente c'è tempo per pensare al weekend e Anton molto gentilmente si offre di portarmi in giro. La prima idea è andare ad una spiaggia ( circa due ore di macchina da Sydney) in cui ammirare i canguri nel loro habitat naturale. Entusiasta accetto l'idea! Purtroppo il giorno dopo Anton mi telefona dicendomi che non vale la pena andarci per via del brutto tempo. A Sydney invece regna bel tempo: che sfiga! Per questo l'idea è andare alla spiaggia! Siccome sono sprovvisto di costume, vado in un negozio a comprarmene uno (corredato con un bel asciugamano battente bandiera australiana). Il sole è fortissimo, l'acqua freddissima. Non ho il coraggio di buttarmi. Forse anche condizionato dal primo spettacolo che vedo: una ragazza è quasi annegata per via delle forti correnti presenti qui! Infatti vedo delle bandierine che delimitano la zona balneabile. Ovviamente i turisti non rispettano i limiti! Dopo una breve escusione sugli scogli (giusto per ammirare un paio di granchi ingrassati!) ci spostiamo a piedi alla Bondi Beach, una delle più in di Sydney! La distanza percorsa a piedi è di quasi 3 Km, ma il vento e il sole allietano la passeggiata. Li troviamo gente che, come dice Anton, show off, ovvero si fa vedere: chi indurisce gli addominali, chi fa vela, chi cerca di fare numeri a beach volley..insomma i cazzoni non sono solo in Italia!
La sera decido di viziarmi un pò e di mangiare in un buon ristorante italiano (non ne potevo più di fast food o di diarrea orientale): una buona cameriera (leggasi una cameriera bona), una bella fetta di carne con insalata e un dolce! Ottimo...il conto un po meno, ma non importa: almeno stasera ho mangiato bene!
La domenica Anton mi propone di andare a fare una gita alle Blue Mountains: accetto volentieri! Il nome di queste montagne deriverebbe dal loro presunto colore. A causa dell'evaporazione degli olii degli eucalipti, alberi molto diffusi nella zona, si riuscirebbe a percepire un colore blu sulle montagne. Dico "si riuscirebbe" perchè io non sono riuscito: probabilmente gli eucalipti non erano in vena di evaporare! Comunque sia il giro è stato fantastico: dopo avere incontrato un aborigeno anacronistico (beveva caffè e parlava al cellulare) e maleducato (grattata ai coglioni), abbiamo fatto tutto un giro circolare delle montagne, vedendo le famose "3 sisters", una bella cascata e tanto tanto verde. Più che salite abbiamo incontrato discese, non meno faticose. A metà io ho proposto di fermarci per mangiare un po': ormai mi sentivo le gambe cedere, troppa discesa. Lo spettacolo offerto dalle montagne era comunque suggestivo: certo che abituato alle dolomiti non potevo stupirmi troppo, però la formazione delle rocce, gli alberi, e gli animali che si incontravano offrivano uno spettacolo unico. La sera rientriamo stanchi morti a Sydney (2 ore di treno!): stanco, ma contento, mi avvio al mio albergo, mi faccio una doccia ed esco per andare a mangiare qualcosa per recuperare le energie spese. Orrore: tutti i ristoranti sono chiusi. Mi attende ancora il fast food al bivio! Nemmeno si riuscirebbe ad immaginare il mio disappunto!
Mi attendevo il riscatto del cibo il giorno dopo: dopo una mattina spesa all'università, usciamo a mangiare e un amico ci trascina al thailandese. Semplicemente ributtante! mangio un po di riso (incollato) e trascuro il resto (ancora devo capire cosa fosse)...sconsolato passo il pomeriggio a preparare la presentazione, con lo stomaco indeciso tra il vomitare o chiedere del cibo decente. Quando esco la sera ho solo voglia di andarmene in albergo e correre a mangiare qualcosa di buono (che finalmente trovo!)
Il martedÏ invece è tempo di un fuori programma: meeting di lavoro sulla spiaggia con Anton! Per l'occasione ci dirigiamo alla Manley Beach, un'altra delle spiagge in di Sydney! La spiaggia è bellissima, enorme! Fantastiche le onde, si accavallano una sopra le altre, formano gorghi ed è possibile vedere nettamente il movimento delle correnti. Stavolta Anton riesce a trascinarmi in acqua, farsi portare dalle onde è davvero troppo bello e non potevo certo tornare in Italia senza avere toccato l'acqua del Pacifico (che tanto pacifico lì non era!). Inutile dire che Anton da buon russo non sentiva nulla mentre io crepavo di freddo! Un toccasana per la mia tosse non c'è che dire! Dopo il bagno ci spostiamo su una roccia che ci permette di vedere meglio il paesaggio circostante: e lì avviene il meeting. Un colloquio di un'oretta in cui finalmente riusciamo a chiarirci le idee su come affrontare la proposta di progetto europeo. Non male come giornata di lavoro! Nel pomeriggio c'è ancora tempo per visitare l'Opera House (favolosa!) e di passeggiare nel giardino botanico adiacente, dove diamo da mangiare ai Cacatua, strani uccelli dal ciuffo giallo..nonostante i miei timori iniziali, si dimostrano uccelli pacifici, anche se occorre essere prudenti come sempre. Anton mi spiega che quando in mano non si hanno più semi è meglio lasciarli andare altrimenti possono continuare a beccare e fanno male. Quanti pericoli questa australia! Anton mi ha fatto un elenco completo di pericoli, tra ragni velenosi, squali affamati e coccodrilli killer!
Finalmente mercoledì devo fare la presentazione. Il seminario è fissato alle 14 e non si presenta quasi nessuno: solo 3 persone! Uffi, che peccato! Per fortuna una di quelle è un prof. esperto dell'area di ricerca in cui mi muovo io e mi ha dato ottimi consigli e ha anche apprezzato molti spunti della mia tesi. Era quello che volevo: avere un riscontro sul mio lavoro. Questo riscontro è stato positivo, quindi avanti così. Il giorno dopo si ventila l'ipotesi di ripetere il seminario in videoconferenza con altri laboratori: un po ero terrorizzato dall'idea, ma accetto. Alla fine però sopraggiungono problemi tecnici e il seminario salta! Beh in fondo posso sempre farlo in videoconferenza dall'Italia se la cosa potesse fare piacere. Sono sempre pronto!
L'ultimo giorno consiste nella visita all'acquario. Squali e coccodrilli sono sono animali da vedere in libertò. Lo spettacolo cui assisto è incredibile: a parte il coccodrillo che non si muove (probabilmente lo hanno drogato) gli squali sono superbi. Per vederli dobbiamo andare in una stanza sottomarina dove possiamo ammirarli da vicinissimo. Quando passano sopra le nostre teste possiamo vedere benissimo i loro denti (ho fatto fotografie in cui sembra che io li possa toccare!).
Ma ora è tempo di rientrare, e vi confesso che non ne vedo l'ora. Le 2 settimane sono state intensissime e qui ne ho fatto solo un breve riassunto. L'Italia mi manca, qui è troppo distante. Certamente sono talmente tante le cose che non ho visto (inclusi koala e canguri) che voglio tornare in Australia! Magari in compagnia, visto che la sera la solitudine si sentiva e non poco. Gli amici sono avvisati...."
Fuori Una...
Tremate...

..perché domani si va all'Air Show ad Alassio...e questo vuol dire che probabilmente nel giro di un paio di giorni ci si ritroverà con una galleria di foto (speriamo decenti)...
...tutto ciò a patto che domani il tempo non faccia schifo, e soprattutto che non mi dimentichi l'obiettivo giusto come successo con le Tall Ships...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Ah! La Gauche...

Avranno pure perso i mondiali, ma in queste cose stanno un po' più avanti...
Ecco qui i 15 punti per una sinistra moderna, manifesto del movimento di sinistra francese "Les Graques" (I Gracchi)
Bello spunto, n'est pas?
Stay Tuned...
Mr.Frost
Update: "Tempus Fugit", e non so per quanto il link all'articolo de "La Repubblica" resterà valido... quindi, ringraziando il giornale stesso, ospito l'articolo in toto ed in pianta stabile (ah, le meraviglie del copia e incolla...):
Ecco i quindici punti della sinistra moderna
Pubblichiamo ampi stralci del documento elaborato da "Les Gracques" ("I Gracchi"), il gruppo che in Francia si batte per modernizzare la sinistra. "Les Gracques" raccoglie ex collaboratori del presidente
della Repubblica Francois Mitterrand e dei governi di Michel Rocard, Pierre Bérégovoy e Lionel Jospin. Il manifesto è sul sito www. lesgracques. fr e scandisce in 15 punti i "valori per agire".
DEMOCRAZIA
1) La sinistra moderna è democratica, nella tradizione che va da Rousseau al movimento anti-totalitario. Essa crede nel potere del popolo, esercitato dal popolo e per il popolo (...). Potere al popolo non vuol dire però potere ai populisti. A chi crede di poter vincere semplificando i problemi, risvegliando gli istinti e infiammando le passioni, noi rispondiamo che il popolo comprende la complessità del reale. Non c'è realtà che non si possa dire, e la verità è il solo modo per durare nel tempo.
LIBERALISMO
2) La sinistra moderna è liberale, nella tradizione di Montesquieu o di Spinoza; e rifiuta di cedere alla destra questa bella parola, nata a sinistra. Essa crede nella legittimità dello stato di diritto, nell'efficacia delle iniziative provenienti dalla società civile, nella necessità dei contropoteri. Rispetta i diritti individuali, e ritiene che nuove libertà siano tuttora da conquistare: libertà dall'ignoranza e dall'oppressione, per le minoranze e per le donne. E pensa che per costruire uno stato veramente imparziale resti ancora molto da fare.
INTEGRAZIONE
3) La sinistra moderna sostiene l'integrazione. Essa crede nella libertà di coscienza e d'opinione in una società multiculturale, e intende al tempo stesso garantire la neutralità laica nello spazio pubblico. Nessuna eccezione a questo principio può essere giustificata in nome dell'integrazione nella società francese delle comunità di origini straniere.
LAVORO
4) La sinistra moderna sostiene il lavoro, che considera come un valore fondamentale per l'integrazione (...). E' consapevole che il dinamismo di un'economia non si misura sulla sua capacità di evitare la distruzione di posti di lavoro, ma su quella di crearne più di quanti ne sopprima. Per la sinistra, la priorità non è difendere ogni singolo posto di lavoro, ma consentire a tutti di poter cambiare lavoro senza timori, se lo desidera o se vi è costretto. Altre priorità sono lo sviluppo delle possibilità di avanzamento professionale, così come la lotta contro le nuove forme di disagio sul lavoro generate dal mondo moderno.
REGOLE
5) La sinistra moderna sostiene le regole e crede nel ruolo regolatore dei pubblici poteri, cui spetta il compito di correggere le disuguaglianze sociali. Ritiene necessario rivedere il funzionamento e le modalità d'intervento di uno Stato che rischia l'impotenza, e a causa del suo deficit e del suo debito compromette il futuro dei nostri figli. La disponibilità di denaro pubblico è limitata e continuerà ad esserlo, per cui occorre destinare questi mezzi alle priorità della crescita e della giustizia sociale, piuttosto che a perpetuare l'esistente o a soddisfare interessi settoriali. La sinistra moderna crede in una riforma profonda dell'organizzazione dello Stato (...). Ritiene che numerosi settori dei servizi pubblici possano essere affidati a gestori privati, sotto controllo pubblico.
TASSE
6) La sinistra moderna sostiene la redistribuzione. Essa non crede che l'accumulo di ricchezze da parte di pochi sia la condizione necessaria al progresso di tutti. Al contrario considera un impegno costante per l'uguaglianza, oltre che socialmente giusto, anche efficace sul piano economico: innanzitutto per le pari opportunità e contro la riproduzione dei divari sociali attraverso la scuola; e in secondo luogo per la correzione delle disuguaglianze, non solo in materia di redditi ma anche di accesso al lavoro, all'alloggio, ai trasporti e alla salute. Per la sinistra moderna, questa lotta non deve passare attraverso un innalzamento delle imposte, ma esige una miglior ripartizione della spesa pubblica: in altri termini, si tratta di chiedere ai ricchi di pagare di più per i servizi forniti alla popolazione nel suo insieme, e di offrire più servizi pubblici a chi ne ha maggior bisogno. Il servizio pubblico non deve mai accollare alla popolazione il finanziamento dei bisogni dei privilegiati; deve essere abbondante per i meno abbienti, e produttivo per tutti. La sinistra moderna è favorevole a un'imposta di successione elevata per i nuclei familiari più facoltosi, dato che la parità delle opportunità passa necessariamente per la rimessa in gioco dei patrimoni acquisiti, almeno una volta per generazione.
RICERCA
7) La sinistra moderna è progressista. Essa crede che il progresso scientifico e l'innovazione tecnologica siano sempre fattori di benessere per la maggioranza, e forniscano a volte l'occasione per rimettere in discussione alcune rendite ereditate dal passato. Ritiene che la competitività della nostra economia e la capacità di generare durevolmente piena occupazione non dipendano dallo sforzo di preservare il mondo di ieri, ma dall'innovazione e dalle facoltà di adattamento. (...) Ha fiducia nella capacità degli scienziati e ricercatori di progredire nella conoscenza di ciò che nuoce alla salute, così come dei mezzi per salvaguardarla; e vuole che ciascuno possa accedere ai presidi terapeutici più progrediti.
SCUOLA
8) La sinistra moderna è il partito dell'educazione, in quanto persegue sia l'eccellenza accademica che la democratizzazione dell'accesso alla conoscenza. Essa rifiuta di dover scegliere tra una scuola di massa mediocre e un'istruzione d'alto livello riservata a un'élite. La chiave di volta del progresso sociale è una scuola di massa capace di democratizzare l'eccellenza e di promuovere per tutti l'accesso alla cultura, combattendo la riproduzione delle disuguaglianze sociali e preparando gli studenti a un mercato occupazionale esigente e mobile. E' innanzitutto a scuola che si rimescolano le carte dei destini sociali.
SICUREZZA
9) La sinistra moderna sostiene il diritto alla sicurezza, nel quale ravvisa un elemento essenziale del contratto sociale. Sarà dura contro i criminali ma anche contro le cause del crimine.
ECOLOGIA
10) La sinistra moderna è ecologista (...). Difende il diritto di tutti gli uomini a beni essenziali come la qualità dell'aria e l'accesso all'acqua. La sinistra moderna crede nella definizione di regole internazionali e in un'organizzazione mondiale per l'ambiente.
EUROPA
11) La sinistra moderna è europeista (...)perché auspica che nel concerto delle nazioni possa levarsi una voce in favore di un nuovo ordine internazionale di solidarietà e di diritto.
MONDO
12) La sinistra moderna è internazionalista (...). Crede nell'antico sogno di un nuovo ordine internazionale fondato sulla pace, sul diritto e sullo sviluppo permanente. Crede che il dovere d'ingerenza sia partecipe del progresso delle civiltà.
MORALITA'
13) La sinistra moderna è morale, e considera necessaria l'esemplarità delle classi dirigenti, sia nel settore privato che nella gestione di quello pubblico. Le élite non possono essere legittimate a sostenere l'immobilità, l'adattamento e la flessibilità, se al tempo stesso godono di privilegi occupazionali o di uno status d'altri tempi. La sinistra è altresì favorevole a una certa sobrietà nello stile di vita dello Stato e delle personalità pubbliche, all'abolizione del cumulo dei mandati, alla limitazione della durata delle funzioni elettive e alla soppressione dei regimi protetti a favore dei titolari di alte cariche pubbliche. Al tempo stesso auspica l'esemplarità dei comportamenti, così come la trasparenza e la regolamentazione delle remunerazioni e dei vantaggi di cui beneficiano i responsabili delle imprese. Non si fa un progetto politico con la morale, ma neppure se ne può fare a meno.
REALISMO
14) La sinistra moderna è realista: crede nella pedagogia del cambiamento, nella necessità di spiegare.
TRASFORMAZIONE
15) La sinistra moderna vuole la trasformazione. Rifiuta i falsi fatalismi, e vuole portare la speranza senza seminare illusioni.
(Traduzione di Fabio Galimberti
e Elisabetta Horvat)
[...]

..sì, perché non voglio mettere uno di quei titoli ovvi e iperabusati tipo "Il Grillo parlante", "Grillo che salta"...e oscenità simili...
...ma la situazione è troppo interessante per lasciarla passare inosservata...
Grillo e il Vaffanculo Day (e un po' basta con quegli eufemismi di "V-Day", Vaffa-Day"...chiamiamo le cose con il loro nome).
Analizziamo in maniera brutalmente lineare i problemi, o una parte dei problemi, posti dall'uomo e dall'evento da lui innescato:
1) La politica italiana è in crisi. VERO, crisi profonda, di consenso, e ancor più di rappresentatività, ovvero non sembra più riuscire ad essere lo specchio più o meno fedele della società cui sottende. Ma davvero quello che serve è un nuovo movimento? E perchè questo dovrebbe riuscire là dove altri (buoni ultimi i "girotondini") hanno più o meno evidentemente fallito?
2) I luoghi dove le leggi che guidano e regolano (o dovrebbero farlo) il nostro paese vengono concepite, "estese" come si diceva una volta e raffinate sono distanti, troppo distanti dalla vita comune della maggioranza delle persone. VERO, ma siamo proprio sicuri che la soluzione che riduca "la distanza tra politica e società civile" (come si suol dire, quasi sottintendendo che la politica sia società incivile...) stia nelle per ora rozze e limitate "tre leggi di Bologna"?
3) Accusare di qualunquismo una persona solo perché porta in piazza problemi scomodi e malcontento diffuso contro quello che si rappresenta, o si pretende di rappresentare, è o può essere una facile scappatoia per evitare di affrontare il problema. VERO, ma circonfondersi di un'aura di infallibilità presunta concessa dall'audience internettiano, non è una pericolosa deriva populista? O meglio, siccome come dicevano i latini "est modus in rebus", non è forse altrettanto importante il medium che il messaggio?
4) Tema libero (
Insomma, i problemi evidenziati ( e non "posti", i problemi suddetti esisterebbero anche senza Grillo e i Vaffanculo-boys...) dal fenomeno sono numerosissimi e complessi, e ci vorrà chissà quanto per comprenderli fino in fondo...ma per il momento, concordo con chi ha detto che Grillo non riempie in questo modo alcun vuoto, poichè non offre soluzioni, ma solo amplificazione alla protesta più o meno latente.
Stay Tuned...
Mr.Frost
Anno (accademico) nuovo, vita (accademica)
nuova... 

...eccomi qua...dopo aver passato la selezione del test d'ingresso, si comincia con Scienze Della Comunicazione... (un blogger a scienze della comunicazione...chissà quanti "colleghi"...chissà di quanto più bravi...).
Due consolazioni iniziali: NON sono il più vecchio (c'è chi è messo molto meglio di me dal punto di vista anagrafico, ma non sono proprio il fondo del barile...
Seguiranno news...
Stay tuned...
Mr.Frost
Update: Complimenti al mio fratello di sangue che ora è un avvocato a tutti gli effetti, ovvero anche sulla carta intestata, oltre che nel cervello e nella cultura giuridica... adesso manca solo la mia dolce metà e il suo ferocissimo confronto senza esclusione di colpi con la SSIS.
Un Popolo Di Navigatori?

La domanda è puramente retorica, sia chiaro.
Non credo che le "passioni travolgenti" di cui noi italiani sembriamo così facilmente essere prede, siano altro (almeno nel 99% dei casi) che infatuazioni.
Sono andato a vedere (in extremis, vergognavergognavergogna!, la mattina dell'ultimo giorno) le "Tall Ships", definibili sinteticamente come imbarcazioni classiche a vela, di particolare (pare) valore tecnico/storico/artistico, impegnate in una regata semi-competitiva e (dicono) assai spettacolare.
Beh, la folla richiamata dall'evento era decisamente tanta; e pur se in mezzo all'ammasso (di cui anch'io facevo parte, chiaro) c'erano sicuramente alcuni appassionati autentici, esperti e competenti, la gran parte dava quella strana impressione di "navigatori da salotto" che tanto facilmente si incontra in periodo di Coppa America.
Quella razza particolare che, nata rigorosamente non più vicina al mare di Belluno, in queste occasioni dà sfoggio di una "Kültüra" marinaresca impressionante ed imbarazzante allo stesso tempo.
Impressionante perché a sentirli sembra di aver di fronte Paul Cayard; imbarazzante perché si sa benissimo che non hanno mai messo piede su nulla di più marinaresco di un pedalò..
Insomma, un po' come dice Stefano Benni quando prende ferocemente in giro i titoli della Gazzetta post medaglie olimpiche: un popolo di navigatori (come da oggetto...), ma anche di schermidori, karateki (si scriverà così?), tiratori con l'arco, la balestra, la fionda e financo le freccette.
Che resta di tutto questo? Una foto, caruccia ma niente di trascendentale, fatta con l'obiettivo sbagliato (ahi, che erroraccio da dilettante, quale poi in effetti sono...).
Un'estate fa...
Un'immagine per la giornata... 

...giornata, per la cronaca, di quelle grigie ma non in maniera intollerabile... più un discorso di mood... se si fosse messo a piovere ( e avessi potuto starmene in casa, invece di fare pomeriggio...) sarebbe stata anche una giornata niente male... divano, plaid, un bel libro (attualmente sto leggendo "Critica della ragion criminale", di Michael Gregorio, Einaudi Stile Libero... davvero niente male, anche se sono ancora all'inizio...), un bel po' di Jazz di sottofondo... insomma una giornata da coccole autoconcesse...
...
certo, poi ho dovuto fare pomeriggio...ma va bene anche così.
...
tanto neppure pioveva...
Stay Tuned...
Mr.Frost
Una Libbra Di Carne...

Mi stupisco, e non in positivo, dei commenti che sento fare dalla cosiddetta "gente comune" a proposito della liberazione del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo.
Mi spiego meglio: ho ascoltato stasera, per una ventina di minuti, la trasmissione "Zapping" in onda in orario (per il sottoscritto) di cena; è una trasmissione piacevole, tratta temi di attualità senza il ritmo forzosamente "usa e getta" che stanno sempre più adottando i nostri telegiornali, e ben distribuendo il tempo (poco, purtroppo) a disposizione tra telefonate degli ascoltatori e commenti degli ospiti, riesce a dare una visione critica abbastanza varia su temi importanti e disparati.
P.S. L'unica cosa che non condivido è la conduzione, troppo "incisiva" (siamo buoni, và...) e schierata...ma almeno l'orientamento è chiaro...
Ebbene, questa sera ho avuto modo di ascoltare almeno un paio di telefonate...forse di più...il cui sunto pareva essere incredibilmente questo: "Siamo tutti felici e contenti che Mastrogiacomo sia vivo e vegeto, ma perchè abbiamo dovuto pagare? In fondo, lui sapeva benissimo di andare in una zona pericolosa, una zona di guerra, e dunque?"
Stiamo forse dando un peso, un valore DEFINITO e pertanto monetizzabile e computabile alla vita di una persona?
E che dire di Luttwak che in questo momento, ospite a Ballarò, non trova di meglio da fare che paventare la possibilità che uno dei Talebani liberati vada in giro a metter di nuovo bombe, con l'implicito (ma neanche troppo...) sillogismo che la vita di Mastrogiacomo "costerebbe" in quel caso le XX vite delle eventuali vittime...
(tra parentesi
Lo stesso Luttwak che insinua che i sequestrati siano per la maggior parte italiani perchè, testuali parole, "gli Italiani pàgano".
Di nuovo a confrontare moneta e libbre di carne...davvero non ci siamo, direi...
Stay tuned...
Mr.Frost
Ready to go?
Sempre più in trip...stay tuned...




