Harder, Better, Faster, Stronger
03/03/09 15:08 Questo fa parte
di:Internet... e Blogger

Ritorna la periodica crociata contro la tecnologia, rea presunta di creare rapporti superficiali, di alienare le menti dei fruitori assidui, specie se “giovini inermi virgulti in via di formazione”, e così via con tutto il corollario che ormai ben conosciamo di teorie sociologiche o presunte tali.
Qualche esempio recente?
Alberoni sull’abuso della rete e affini. (“interessante” il neanche troppo velato accostamento tra fruizione massiccia di Facebook, Youtube e altri siti particolarmente popolari e l’uso di cocaina e affini...)
Una presunta ricerca (in realtà sono deduzioni personali, pur se di fonte potenzialmente qualificata...) che sembrerebbe dar man forte al sociologo nostrano
Una minima lista degli inviti alla cosiddetta “Quaresima tecnologica” (anche se in realtà qui lo spettro è più ampio, e se espressi in altra forma taluni concetti sarebbero anche condivisibili...)
Insomma, tutti contro il mostro: preparate torce, forconi e quant’altro, inizia il party.
Ma come sempre, il problema è sfaccettato peggio di uno Swarovski, e basta cambiare il punto di vista per ritrovarsi letteralmente ad osservare “un altro mondo”.
Abbiamo più volte affrontato il discorso, chiedendoci ogni volta se il mezzo sia più o meno potente dell’uso che se ne fa.
Ma come può la nostra storia recente non essere giudicata abbastanza esemplificativa del fatto che è l’utilizzatore che determina l’orientamento della tecnologia disponibile, e non esistono tecnologie che siano intrinsecamente “buone” o “cattive”?
Dovremmo rinunciare al plutonio perché ci si possono costruire ordigni atomici, perdendo così la possibilità di alimentare, solo a titolo d’esempio, le sonde spaziali Galileo e Cassini?
Dovremmo eliminare Internet, perché oltre a Wikipedia, ormai vero e proprio paradigma dell’informazione distribuita (sia nella sua fruizione che nella sua costituzione), consente anche lo scambio di materiale pedo-pornografico?
O potremmo magari abolire Skype, in virtù della sua non facile intercettabilità e tracciabilità (che peraltro è cosa ben diversa dalla NON intercettabilità della quale si è parlato recentemente...), privando così milioni di utenti (16152943 al momento attuale connessi, secondo la mia copia...) della possibilità di comunicare in maniera veloce, efficace, semplice e gratuita con chiunque nel mondo abbia un accesso ad Internet?
Insomma, ancora una volta l’isteria e la necessità di un bersaglio grosso la fanno da padrone, ed ancora una volta tutto quello che si sa (o si crede di sapere) non basta ad arginarne l’avanzata, nè a limitarne gli effetti sui nostri evidentemente assai suggestionabili apparati cerebrali embedded.
Cosa si può fare di fronte al ripresentarsi (come detto ciclico, anche se il “ciclo” si sta riducendo preoccupantemente e la frequenza aumenta in modo sensibile) di questo spiegamento di artiglieria pesante?
Forse basterebbe chiudersi a riccio, consci delle proprie argomentazioni e disposti ad esprimere le proprie perplessità e obiezioni quando richiesto, ma nulla più.
Ma credo sinceramente sarebbe una sconfitta. Come se i medici rinunciassero a spiegare le malattie ai non laureati in medicina, “tanto non capirebbero”; o gli scienziati a divulgare le proprie scoperte al di fuori della ristretta cerchia dei loro pari disciplina e conoscenza, certi di non trovare riscontri di alcun tipo.
Forse (ed è l’ipotesi per la quale propendo da sempre) basterebbe avere un po’ più di fiducia in quello che troppo spesso con leggerezza colpevole viene considerato l’ “anello debole” della catena, e che invece ne rappresenta il discrimine, la forza, l’origine e lo scopo ad un tempo.
L’utente. Noi.
Stay Tuned...
Mr.Frost