Long Road To Washington

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Breve nota a margine (ma neppure poi tanto) della campagna elettorale americana (sì, è un argomento che mi stimola parecchio, più degli altri anni...).

Durante la puntata odierna di TVTalk (uno dei programmi più belli che la Rai abbia mai prodotto, e che infatti viene mandato in onda il sabato mattina...
Laugh ), è stata aperta una parentesi sull’affaire Letterman...

...in breve? John McCain comunica con due ore scarse di anticipo sull’inizio della trasmissione che non parteciperà, come invece previsto, alla puntata del
David Letterman Show, pluriennale programma eponimo di colui che rappresenta LA TELEVISIONE americana.
La motivazione? semplice, deve correre immediatamente a Washington per altri affari urgenti, tanto urgenti che si sta già imbarcando su un aereo diretto ella capitale federale.

Peccato che poi venga ripreso durante un’intervista dalla CBS, esattamente mentre avrebbe dovuto precipitarsi a Washington D.C....

Inutile dire che l’affronto è stato troppo grosso, anche considerando che proprio al Letterman Show MacCain aveva annunciato ufficialmente la propria candidatura per le primarie/presidenziali.

E così abbiamo potuto (cioè, gli americani e coloro che sono dotati di satellite hanno potuto...) godere dell’ira funesta del buon David in tutto il suo splendore: un’intera puntata di battute al vetriolo, di livello oscillante tra la guerriglia ed il conflitto termonucleare globale (...), che ha toccato l’apice con una battuta assolutamente significativa.
Significativa perché vera, significativa perché ferocissima, significativa perché “buttata lì” in mezzo a decine d’altre, e chi vuole intendere intenda: “(riferendosi al fatto che McCain era sulla strada, cioé in viaggio, verso la Casa Bianca) la strada per la Casa Bianca passa da qui!” ( indicando la poltrona di fronte a sé ).

Sondaggino? Quanti presentatori di talk show italiani avrebbero azzardato, oltre al fuoco di fila del resto della puntata, una dichiarazione così forte?

(Personalmente ritengo che l’unico conduttore “americano” in Italia, quindi capace di lavorare “alla Letterman”, sia Luttazzi...).

E da cosa eventualmente dipende questa diversa impostazione? Differenze storiche e/o culturali? Incapacità dei nostri “anchormen”? Diverso rapporto tra le sfere d’influenza politica e televisiva rispetto a quelle americane (Letterman è uno degli uomini più potenti ed influenti degli Stati Uniti...)?

A voi la palla...

Stay Tuned...
Mr.Frost

P.S. Ecco la “filmografia”... ...
Laugh Laugh